MASSA, CARABINIERI ALLA SBARRA: 104 CAPI D’IMPUTAZIONE

carabinieri

Decine i fatti contestati a carabinieri della stazione di Aulla in Lunigiana indagati, tra cui  violenza sessuale e sequestro di persona. Stupore e incredulità ad Aulla. Parlamentare Nardi (Pd) annuncia interrogazione a Ministero dell’Interno.

Verte su 104 capi d’imputazione l’ordinanza (di oltre 200 pagine) emessa dal gip sull’inchiesta della procura di Massa Carrara relativa ad attività nelle stazioni dell’Arma in Lunigiana. Alcune decine i fatti trattati dall’inchiesta. Secondo quanto appreso sono contestati, a vario titolo, i reati di lesioni (alcuni episodi), falso in atti, abuso d’ufficio, rifiuto di denuncia, sequestro di persona, violenza sessuale, possesso di armi (sarebbero i coltelli trovati in casa agli indagati). Il gip ravvisa i pericoli di reiterazione e di inquinamento delle prove tra i motivi di esigenza cautelare. I falsi riguarderebbero anche i verbali su attività e interventi dell’Arma nel territorio. Inoltre, secondo quanto appreso, sarebbe contestato un solo episodio di violenza sessuale e uno solo di sequestro di persona (una persona trattenuta in camera di sicurezza).

Stanno lavorando ‘a scartamento ridotto’, praticamente decimate, le stazioni dei carabinieri della Lunigiana colpite dall’inchiesta. In particolare si è ridotta di molto, in queste ore, l’attività della stazione di Aulla, che ha tutto il personale indagato, una ventina di carabinieri. Il maresciallo comandante di stazione è stato sospeso dal servizio e da stasera a mezzanotte deve allontanarsi dalla provincia. Inoltre, un brigadiere di Aulla è stato arrestato in carcere e altri cinque militari della stessa stazione, con vari gradi, sono stati colpiti o dagli arresti domiciliari (sono tre) o, come il loro comandante, dal divieto di dimora (altri due). L’ottava misura cautelare, un altro divieto di dimora nella provincia apuana, è scattata per un militare della stazione di Albiano Magra.

Incredulità tra i residenti di Aulla (Massa Carrara). Nessuno si espone in commenti ma lo stupore è tanto. Proprio ad Aulla, lo scorso 11 marzo, alcuni giorni dopo la pubblicazione di notizie in merito agli accertamenti della procura sui militari, era stata promossa una manifestazione di solidarietà: decine di persone, complice anche il passaggio dal mercato settimanale, vi avevano partecipato. E sembra che qualcuno stia pensando a organizzare un’altra manifestazione di solidarietà dopo gli arresti di oggi.

In occasione dell’iniziativa dell’11 marzo, svoltasi nella piazza del Comune ad Aulla, erano stati distribuiti volantini di vicinanza all’Arma dando anche la possibilità ai passanti di lasciare un messaggio di solidarietà per i carabinieri, scrivendo un biglietto da inserire in una teca. “La Procura sta mal interpretando la realtà della strada – si leggeva su un volantino – penalizzando l’esecuzione della nostra sicurezza”. “Conosciamo bene quei ragazzi in divisa – avevano spiegato alcuni nella piazza – e conosciamo anche coloro che li hanno accusati, sono quelli da cui ci proteggevano”. Durante la manifestazione era stata fatta suonare anche una sirena simile a quella delle auto dei carabinieri in servizio, seguita da un lungo applauso e dal grido “Viva i nostri carabinieri”.

Un’interrogazione al ministero dell’Interno è stata annunciata dalla parlamentare del Pd Marina Nardi. “In riferimento a quanto appreso dai mezzi di informazione – afferma in una nota – sull’inchiesta comunico il mio tempestivo intervento con un’interrogazione al ministero dell’Interno per comprendere meglio l’accaduto che da quanto riportato nelle cronache sembra increscioso e preoccupante”.

“Confidiamo molto nella possibilità di dimostrare l’estraneità ai fatti contestati” dei carabinieri della Lunigiana indagati dalla procura di Massa Carrara, “ci stiamo muovendo fin da subito per far revocare queste misure, che riteniamo eccessive, fuori luogo, fuori contesto, immotivate” dice  invece l’avvocato Gianpaolo Carabelli di Aulla, uno dei difensori dei militari indagati. “I miei assistiti sostengono di non aver commesso nessun reato”, aggiunge il difensore, che sta valutando di proporre al tribunale di Genova, competente, “il riesame” sul provvedimento del gip dopo aver “esaminato le singole posizioni” degli
indagati. “Tre mesi fa questi carabinieri vennero a conoscenza, con le perquisizioni, di essere sotto inchiesta. Ma hanno continuato a lavorare, a rimanere in servizio, a svolgere le loro funzioni – fa notare l’avvocato Carabelli – Francamente è incomprensibile perché sia diventata necessaria oggi, il 14 giugno, l’esigenza di misure cautelari, mi sembra difficilmente sostenibile adesso”.

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