Donzelli a processo per diffamazione padre di Luca Lotti

Donzelli a processo per diffamazione padre di Luca Lotti

Gip Firenze rinvia a giudizio consigliere Fdi.

Il gip di Firenze Alessandro Moneti ha rinviato a giudizio il consigliere regionale toscano di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli con l’accusa di diffamazione di Marco Lotti, padre dell’attuale ministro allo Sport Luca Lotti. La prima udienza del processo è fissata per il 14 maggio 2018.

Nel settembre 2015 Donzelli presentò alla stampa, e poi anche in un’interrogazione in Consiglio regionale, una serie di carte relative alla concessione di un mutuo da 697mila euro da parte della Bcc di Pontassieve ad una azienda della famiglia di Tiziano Renzi.

Parere positivo all’erogazione del mutuo era stato firmato da Marco Lotti, allora responsabile aziende dell’istituto di credito, che poi querelò Donzelli perchè aveva collegato la vicenda all’assunzione del figlio Luca in Palazzo Vecchio quando Matteo Renzi era sindaco.

Oggi all’udienza preliminare erano presenti sia Marco Lotti che Donzelli, difeso dagli avvocati Francesco Michelotti e Benedetta Bindi che hanno messo in risalto l’esercizio delle funzioni di consigliere regionale svolte dall’esponente di Fratelli d’Italia. Marco Lotti si è costituito parte civile: secondo quanto si apprende, non intende commentare la decisione del gip contro la quale i difensori di Donzelli hanno invece ipotizzato il ricorso ‘in altra sede’.

La risposta di Donzelli in un video pubblicato su facebook: “Il processo sarà la migliore occasione per raccontare con ancora più forza questa vicenda, e per andare fino in fondo, perchè forse a dover rispondere di questi soldi pubblici spesi in questo modo deve essere qualcun altro e non il sottoscritto”.

Nel video Donzelli ripercorre la vicenda e l’interrogazione da lui presentata dove veniva sollevato il problema dei “debiti contratti dalla famiglia Renzi e ripianati con i soldi pubblici: la Regione è stata costretta a dire che avevo ragione. Quel mutuo era stato concesso dal padre del ministro Lotti al babbo di Matteo Renzi”.

“Il 14 maggio finalmente ci sarà un processo su questa vicenda ma il dettaglio è che, purtroppo, a processo ci andrò io. Secondo loro è diffamazione… ma il mutuo?”, aggiunge Donzelli mostrando il documento con le firme apposte.

“Per fare il mio dovere e per portare la trasparenza, sono pronto a correre qualsiasi rischio perchè è un mio dovere, i cittadini infatti mi pagano per questo”, conclude l’esponente di Fdi.

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Diffamò padre Luca Lotti: Donzelli, presto mostra in Consiglio

Diffamò padre Luca Lotti: Donzelli, presto mostra in Consiglio

Donzelli (Fdi), dopo rinvio a giudizio deciso ieri da gip.

Una mostra in Consiglio regionale per mostrare ‘i documenti di questa incredibile storia, fra i quali esporrò pubblicamente anche il mutuo firmato da Marco Lotti, padre del renzianissimo ministro, a Tiziano Renzi, padre dell’ex-premier. Un finanziamento garantito all’80% dalla finanziaria della Regione Fidi Toscana e mai interamente restituito’. Ad annunciare l’esposizione è il consigliere regionale della Toscana Giovanni Donzelli, all’indomani della decisione del gip di Firenze Alessandro Moneti che lo ha rinviato a giudizio per diffamazione nei conti di Marco Lotti.

Donzelli spiega in una nota come sia ‘giusto che i cittadini abbiano la possibilità di valutare con i loro occhi tutte le tappe della vicenda emersa alla fine del 2014 proprio grazie a una mia interrogazione che portò, nel settembre 2015 lo stesso governatore Rossi ad annunciare in Consiglio regionale l’azione della Regione e di Fidi per recuperare i fondi”.

L’esponente di Fdi annuncia che sarà una mostra ‘multimediale’ dove, oltre alle interrogazioni presentate mostrerà i ‘video degli interventi in aula e i documenti ufficiali che mostrano ciò che è accaduto’.

“Le mie azioni sono state doverose per la tutela dell’interesse pubblico – sottolinea – probabilmente nessuno sarebbe intervenuto senza le mie denunce. Se qualcuno pensa di intimidirmi e di fermare le mie richieste di trasparenza con le querele ha sbagliato indirizzo. Andrò avanti perchè sono certo di ciò che ho detto e fatto. Se possibile ora mi batterò con ancora più forza contro e per chiedere che coloro i quali violano le regole paghino le conseguenze”, prosegue Donzelli convinto che sia per lui un ‘dovere’. Poi ‘saranno i cittadini a giudicare’, conclude.

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Consiglio Toscana, respinta mozione sfiducia contro Rossi

Consiglio Toscana, respinta mozione sfiducia contro Rossi

Il Consiglio regionale ha respinto la mozione di sfiducia, presentata da forze di opposizione, nei confronti del presidente toscano Rossi, non presente in Aula. Pd: “mozione sfiducia?Solo provocazione opposizioni.”

La mozione (a firma Fdi, Fi, Lega Nord, M5s e Gruppo misto), presentata all’indomani dell’esito dei ballottaggi che ha visto momenti di attrito tra il Pd toscano e Rossi (Mdp), ricorda, tra l’altro, “come dal marzo 2017, a seguito del passaggio del presidente della Regione al gruppo politico Articolo 1-Mdp dopo lo strappo con il Pd, non sono mancati scontri, anche a mezzo stampa, tra le parti, dando la percezione di una forte disarmonia tra la maggioranza del Consiglio regionale e il governatore”.

Inoltre, si legge ancora, il documento lamenta “l’impasse politico-amministrativo in cui verte la nostra Regione ormai da tempo manifesto nel grave ritardo dell’approvazione del Prs, Piano regionale di sviluppo, approvato solo a marzo 2017; nella mancanza di azioni di governo efficaci e risolutive in campo sanitario, abitativo, infrastrutturale (ampliamento aeroporto e autostrada tirrenica in primis), servizi pubblici (rifiuti in primis), gestione fondi
europei”.

La mozione è stata illustrata in Aula dal capogruppo Fdi Giovanni Donzelli, intervenuto per primo nel dibattito, secondo cui “è evidente che quando Rossi in campagna elettorale parlava di ‘Lavoro, lavoro, lavoro’ non era una promessa ai toscani, ma una minaccia alla sua maggioranza, perché sembrava dire ‘se mi sfiduciate vi dovrete trovare un lavoro'”. Rivolgendosi alla maggioranza, Donzelli ha aggiunto che “siete attaccati alla poltrona, perché sfiduciare Rossi significherebbe per voi trovarvi all’opposizione al prossimo giro, visto il risultato delle amministrative”. L’Assemblea toscana si è espressa con 24 voti contrari, 16 favorevoli e il voto mancante dello stesso Rossi, non presente in Aula.

Sulla mozione di sfiducia al presidente della Toscana Enrico Rossi “si è confermato quello che ci aspettavamo, ovvero che era una provocazione buona solo per fare un po’ di discorsi di politica in aula e di avanzare ovvietà. Che siamo ormai in una maggioranza composta da due partiti è un’ovvietà. Così come lo è il fatto che abbiamo un programma validato dai cittadini e rinforzato dal Prs. Alle opposizioni dico che hanno perso l’occasione per dimostrare di essere veramente alternativi”. Lo ha detto il capogruppo Pd in
Consiglio regionale Leonardo Marras, a margine della seduta.

“Abbiamo cinque anni di mandato che vogliamo portare in fondo – ha aggiunto -. Se pensano che ai toscani interessino posizioni o chiacchiericci o commenti sui giornali si va poco lontano. Ma a peggiorare è il livello della democrazia perché non dobbiamo rallegrarci del fatto che non abbiamo un’opposizione”, ha concluso Marras.

Secondo il consigliere regionale Pd e vicesegretario del partito toscano Antonio Mazzeo, “capiamo il desiderio di strumentalizzazione da parte delle minoranze che, al solito, fanno fronte comune quando c’è da andare contro qualcuno ma non hanno la minima idea condivisa quando c’è da avanzare qualche proposta costruttiva. Ed è curioso che le critiche più forti al presidente Rossi, oltreché il sostegno alla sfiducia, siano arrivate in aula da una parte di quella sinistra che, a livello nazionale, vorrebbe invece stringere una alleanza anche con Mdp in contrapposizione al Partito Democratico”. “Si rassegnino – aggiunge -: in Toscana continueremo a lavorare in maniera compatta e condivisa ai progetti concreti che abbiamo definito insieme ai cittadini e che guardano allo sviluppo della nostra regione, a partire dal completamento del sistema infrastrutturale.”

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ARRESTO SINDACO PESCIA, BAGARRE IN CONSIGLIO REGIONALE SU COMMISSIONE

Arresto sindaco Pescia Consiglio regionale Cantone

La scintilla è stata una delibera del capogruppo Marras (Pd) sulla commissione inchiesta su finanziamenti a Uncem. Donzelli (Fdi): “gesto gravissimo, vogliono imbrigliare la commissione.” Marras: “Pd sarà collaborativo.”

Bagarre in aula al Consiglio regionale toscano sulla futura commissione di inchiesta sui finanziamenti regionali ad Uncem, presieduta dall’ex sindaco di Pescia Oreste Giurlani arrestato giorni fa per peculato per la gestione dell’ente montano. Già ieri si è svolto un lungo dibattito in aula, su una delibera di Fdi per istituire la commissione di inchiesta. Dopo la presentazione di una serie di emendamenti del Pd, prima dell’approvazione finale, il capogruppo Fdi Giovanni Donzelli ha ritirato la delibera e presentato una richiesta di istituzione della commissione, con le firme del resto del centrodestra e di M5s, che in maniera
praticamente automatica istituisce l’organo di inchiesta, previo passaggio in ufficio di presidenza del Consiglio toscano.

Oggi, alla ripresa dei lavori d’aula, il capogruppo Pd Leonardo Marras ha chiesto di inserire all’ordine del giorno una delibera (poi ritirata al termine della discussione) contenente gli indirizzi della maggioranza, che riprendono gli emendamenti presentati ieri, riguardo la commissione, innescando così la polemica. Nel corso del dibattito, nel quale sono intervenuti con toni accesi tutti i gruppi, il capogruppo Fdi Donzelli ha parlato di “gesto gravissimo di una violenza politica inaudita, perchè voler imbrigliare già da subito i lavori della commissione è uno sgarbo istituzionale gravissimo. Sono pronto a ogni gesto di resistenza passiva compreso quello di non abbandonare più l’aula fino a quando non verrà ritirata la delibera del Pd”.

Il capogruppo Marras ha precisato che “il gesto poco elegante è già successo ieri in aula con la delibera Fdi ritirata prima dell’approvazione finale per poi ripartire da capo. Noi vogliamo dare un contributo alla commissione di inchiesta che si occuperà anche delle erogazioni regionali a Uncem e siamo noi i primi a voler sapere tutto di quelle assegnazioni che per noi sono legittime”. Marras ha quindi annunciato il ritiro della delibera ma ha spiegato che i contenuti dell’atto saranno gli “indirizzi per il mandato del nostro rappresentante in commissione di inchiesta” e che il Pd “sarà comunque collaborativo”, nell’ambito dei lavori. Al termine della discussione il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani ha spiegato che la delibera del Pd diventerà patrimonio comune nel dibattito che in ufficio di presidenza dell’Assemblea porterà all’istituzione della commissione di inchiesta.

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COMUNALI, IL CENTRODESTRA AVANZA: “TOSCANA NON PIU’ COSI’ ROSSA”

Comunali Toscana non più così rossa

“Il vento è cambiato” ha affermato Mugnai (Fi) sulle comunali in Toscana:  “abbiamo ampie possibilità vittoria ballottaggi, saliti da 3 a 9 comuni.” Fdi: “spingiamo vittoria centrodestra in Toscana.”

Del primo risultato delle comunali in Toscana “siamo più che soddisfatti, venivamo da tre piccoli comuni amministrati prima del voto e dopo il primo turno siamo saliti a 9, con ampie possibilità di successo a Lucca e Pistoia. Mi sembra che il vento sia cambiato” e “abbiamo buone possibilità di fare un filotto storico in Toscana”. Lo ha detto il coordinatore toscano di Fi e capogruppo azzurro in Consiglio regionale Stefano Mugnai commentando l’esito del voto in Toscana per il partito e il centrodestra.

“Adesso l’attenzione si concentra sui ballottaggi – ha aggiunto -, ai quali noi andiamo con entusiasmo e quelli del invece Pd ci vanno depressi, e abbiamo il dovere di trasformare un risultato già magnifico in un risultato che va oltre le più rosee aspettative”. “Soprattutto a Lucca il margine è veramente ridotto e a Pistoia un po’ più marcato – ha detto ancora -. Il Pd può tranquillamente perdere tutti e tre i ballottaggi e il centrodestra unito può vincere a Lucca e Pistoia”. Secondo Mugnai “i candidati del Pd o comunque del centrosinistra avranno delle difficoltà in più rispetto a noi. Bertinelli a Pistoia e Tambellini a Lucca sono già in saturazione e un voto in più non lo prendono. In questa stagione politica chi va a ballottaggio contro candidati Pd ha buone probabilità di vincere, in Toscana come altrove”.

“La Toscana non è più così rossa: Fratelli d’Italia ottiene un consenso eccezionale, avanza in tutta la Regione e spinge il centrodestra alle vittorie. Dopo le vittorie di Grosseto e Arezzo il centrodestra segna oggi altre affermazioni nei comuni capoluogo  siamo convinti che i ballottaggi diranno in maniera ancora più forte che la Toscana ha voglia di cambiare”. Lo afferma il coordinatore dell’esecutivo nazionale Fdi e capogruppo in Consiglio regionale Giovanni Donzelli.

“Complimenti ai nostri dirigenti Diego Petrucci, eletto sindaco ad Abetone-Cutigliano, e ad Alessandro Tomasi che va al ballottaggio a Pistoia – aggiunge in una nota -: risultati importanti che sottolineano una volta di più il valore delle nostre battaglie e dei nostri dirigenti sul territorio”. Fdi, dice ancora, “piazza risultati ottimi in tutta la Toscana, da Lucca a Pistoia, città in cui diventa la seconda forza più grande dietro al Pd, sfiorando il 10% di lista oltre al quale bisogna sottolineare il 5% dei voti della civica vicina al sindaco Tomasi, e porta Diego Petrucci, coordinatore nazionale del movimento ‘Terra Nostra – Liste civiche per Giorgia Meloni’ ad una storica elezione nella montagna Pistoiese”.

Per Donzelli “Fratelli d’Italia fa registrare numeri importanti in tantissimi piccoli comuni di tutta la Regione, a dimostrazione che i suoi dirigenti, dalle città alla piccola realtà, hanno saputo parlare a tutti i cittadini”.

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