Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

“Una beffa del destino: solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove ieri è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”. Lo ha dichiarato all’ANSA  il segretario generale dell’Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli.

La caduta di un pezzo di capitello nella basilica che ha causato la morte di un turista spagnolo, è “un evento incredibile, che ci ha sconvolti tutti: rivesto questo ruolo dal 2000 – spiega De Micheli – ed in 17 anni non ho mai visto accadere nulla del genere”.

L’ultimo restauro generale “di ampio respiro”, nella zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente, ricorda il segretario, “risale a circa 10 anni fa: e si può dire che negli ultimi 15 anni l’intero complesso di Santa Croce, a nostra cura, è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato, costantemente in ogni sua parte”.

Se infatti la proprietà della basilica e dei suoi annessi è del Fec, il Fondo degli edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, la cura, sia strutturale, che della valorizzazione e gestione del complesso monumentale ricade nella competenza dell’Opera, mentre la supervisione sui progetti di restauro, intervento e manutenzione portati avanti da questa spetta alla Sovrintendenza architettonica.

“Si può tranquillamente dire che Santa Croce sia stata, e sia anche adesso, un cantiere permanente”, prosegue De Micheli, “ed è così che deve essere: per monumenti come questo, i lavori non finiscono mai, ed è giusto e doveroso che sia così”.

La tragedia mortale di ieri “chiaramente ci obbliga a riflettere profondamente, a posteriori, su come sia potuto succedere un fatto del genere. Ma come prevedere l’imprevedibile?”, si chiede De Micheli. E il segretario generale aggiunge che fin dal pomeriggio di ieri all’Opera sono arrivati “tanti messaggi di incredulità: alcuni anche istituzionali”. Oggi in segno di lutto la chiesa resta chiusa.

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“Una beffa del destino: solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove ieri è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”. Lo ha dichiarato all’ANSA  il segretario generale dell’Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli.

La caduta di un pezzo di capitello nella basilica che ha causato la morte di un turista spagnolo, è “un evento incredibile, che ci ha sconvolti tutti: rivesto questo ruolo dal 2000 – spiega De Micheli – ed in 17 anni non ho mai visto accadere nulla del genere”.

L’ultimo restauro generale “di ampio respiro”, nella zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente, ricorda il segretario, “risale a circa 10 anni fa: e si può dire che negli ultimi 15 anni l’intero complesso di Santa Croce, a nostra cura, è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato, costantemente in ogni sua parte”.

Se infatti la proprietà della basilica e dei suoi annessi è del Fec, il Fondo degli edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, la cura, sia strutturale, che della valorizzazione e gestione del complesso monumentale ricade nella competenza dell’Opera, mentre la supervisione sui progetti di restauro, intervento e manutenzione portati avanti da questa spetta alla Sovrintendenza architettonica.

“Si può tranquillamente dire che Santa Croce sia stata, e sia anche adesso, un cantiere permanente”, prosegue De Micheli, “ed è così che deve essere: per monumenti come questo, i lavori non finiscono mai, ed è giusto e doveroso che sia così”.

La tragedia mortale di ieri “chiaramente ci obbliga a riflettere profondamente, a posteriori, su come sia potuto succedere un fatto del genere. Ma come prevedere l’imprevedibile?”, si chiede De Micheli. E il segretario generale aggiunge che fin dal pomeriggio di ieri all’Opera sono arrivati “tanti messaggi di incredulità: alcuni anche istituzionali”. Oggi in segno di lutto la chiesa resta chiusa.

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“Una beffa del destino: solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove ieri è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”. Lo ha dichiarato all’ANSA  il segretario generale dell’Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli.

La caduta di un pezzo di capitello nella basilica che ha causato la morte di un turista spagnolo, è “un evento incredibile, che ci ha sconvolti tutti: rivesto questo ruolo dal 2000 – spiega De Micheli – ed in 17 anni non ho mai visto accadere nulla del genere”.

L’ultimo restauro generale “di ampio respiro”, nella zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente, ricorda il segretario, “risale a circa 10 anni fa: e si può dire che negli ultimi 15 anni l’intero complesso di Santa Croce, a nostra cura, è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato, costantemente in ogni sua parte”.

Se infatti la proprietà della basilica e dei suoi annessi è del Fec, il Fondo degli edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, la cura, sia strutturale, che della valorizzazione e gestione del complesso monumentale ricade nella competenza dell’Opera, mentre la supervisione sui progetti di restauro, intervento e manutenzione portati avanti da questa spetta alla Sovrintendenza architettonica.

“Si può tranquillamente dire che Santa Croce sia stata, e sia anche adesso, un cantiere permanente”, prosegue De Micheli, “ed è così che deve essere: per monumenti come questo, i lavori non finiscono mai, ed è giusto e doveroso che sia così”.

La tragedia mortale di ieri “chiaramente ci obbliga a riflettere profondamente, a posteriori, su come sia potuto succedere un fatto del genere. Ma come prevedere l’imprevedibile?”, si chiede De Micheli. E il segretario generale aggiunge che fin dal pomeriggio di ieri all’Opera sono arrivati “tanti messaggi di incredulità: alcuni anche istituzionali”. Oggi in segno di lutto la chiesa resta chiusa.

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La caduta di un pezzo di capitello nella basilica che ha causato la morte di un turista spagnolo, è “un evento incredibile, che ci ha sconvolti tutti: rivesto questo ruolo dal 2000 – spiega De Micheli – ed in 17 anni non ho mai visto accadere nulla del genere”.

L’ultimo restauro generale “di ampio respiro”, nella zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente, ricorda il segretario, “risale a circa 10 anni fa: e si può dire che negli ultimi 15 anni l’intero complesso di Santa Croce, a nostra cura, è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato, costantemente in ogni sua parte”.

Se infatti la proprietà della basilica e dei suoi annessi è del Fec, il Fondo degli edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, la cura, sia strutturale, che della valorizzazione e gestione del complesso monumentale ricade nella competenza dell’Opera, mentre la supervisione sui progetti di restauro, intervento e manutenzione portati avanti da questa spetta alla Sovrintendenza architettonica.

“Si può tranquillamente dire che Santa Croce sia stata, e sia anche adesso, un cantiere permanente”, prosegue De Micheli, “ed è così che deve essere: per monumenti come questo, i lavori non finiscono mai, ed è giusto e doveroso che sia così”.

La tragedia mortale di ieri “chiaramente ci obbliga a riflettere profondamente, a posteriori, su come sia potuto succedere un fatto del genere. Ma come prevedere l’imprevedibile?”, si chiede De Micheli. E il segretario generale aggiunge che fin dal pomeriggio di ieri all’Opera sono arrivati “tanti messaggi di incredulità: alcuni anche istituzionali”. Oggi in segno di lutto la chiesa resta chiusa.

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