Energia: Fratoni, verifica aree non idonee per attività geotermica

Energia: Fratoni, verifica aree non idonee per attività geotermica

Sono 51 i comuni toscani che hanno presentato le proposte per l’identificazione di aree non idonee all’attività geotermica. Lo ha detto l’assessore all’ambiente Federica Fratoni, rispondendo a un’interrogazione di Monica Pecori (gruppo misto).

L’assessore, spiega in una nota, dopo aver ricordato che la scadenza per l’invio delle proposte sulla non idoneità all’attività geotermica era fissata al 30 settembre scorso, ha sottolineato che la commissione tecnica ha iniziato la verifica e che la definizione dei risultati è in corso. Tale percorso porterà alla modifica del Piano ambientale ed energetico regionale, che formalizzerà le aree non idonee all’attività geotermoelettrica. Pecori, dichiarandosi per il momento soddisfatta, ha annunciato che chiederà ulteriori integrazioni alla fine dei controlli in atto.

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Tallio a Pietrasanta, potenziato piano sicurezza

Tallio a Pietrasanta, potenziato piano sicurezza

Fra le attività messe in atto per presenza di tallio nelle acque potabili del Comune di Pietrasanta (Lucca), ci sono un protocollo d’intesa di fine 2014 per coordinare tutti gli interventi necessari e un’implementazione del Piano di Sicurezza degli acquedotti da parte di Gaia.

Lo ha spiegato l’assessore toscano all’ambiente Federica Fratoni rispondendo, in commissione ambiente del Consiglio regionale, a un’interrogazione presentata dal consigliere regionale Monica Pecori (Gruppo misto-Tpt). Fratoni, spiega una nota, ha poi sottolineato che lo scopo del Piano è “analizzare i singoli componenti dell’acquedotto” ossia captazione, reti, serbatoi impianti, per “individuare criticità e pianificare le azioni correttive migliorative”.

Il protocollo d’intesa di fine 2014 ha l’obbiettivo di coordinare tutti gli interventi necessari, fissare tempi, modi e risorse economiche per risolvere il problema della contaminazione anche nelle acque di Valdicastello. Inoltre, il gestore del servizio idrico Gaia ha fissato il limite di qualità cautelativo, sotto al quale non si prevedono interventi, a 0,5 microgrammi/litro, ed ha deciso di implementare un Piano di sicurezza degli acquedotti sulla base dello schema definito dall’Oms nel 2004 non ancora obbligatorio anche se consigliato.

Per applicare il documento a tutta la filiera idropotabile della Toscana, l’assessore ha informato che è stato istituito un gruppo di lavoro interdisciplinare – composto da Istituto superiore di sanità, Asl 12, Arpat, Comune e Gaia – per definire i passi principali”. “Nel caso specifico del tallio – ha continuato – il monitoraggio analitico è stato fatto anche mediante la ricerca, con esiti negativi, di elementi della tavola periodica”. Un controllo peraltro “non ordinario” e affiancato alla bonifica delle reti e sostituzione se necessario, limitazioni d’uso, rivalutazione dei rischi che hanno messo in evidenza la “sussistenza di rischi residuali. Ulteriori misure di controllo e mitigazione sono in corso di programmazione”, compreso un piano di sostituzione pluriennale delle tubazioni nel raggio di “500 metri dal serbatoio Monte Regoli”.

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Rifiuti: in Toscana poche imprese smaltiscono bene i Raee

Rifiuti: in Toscana poche imprese smaltiscono bene i Raee

Firenze si aggiudica 1,8 mln bando Ue Life Weee.

Firenze, insieme a Siviglia, si è aggiudicata il bando europeo Life Weee (Waste Electrical and Electronic Equipment) da 1,8 milioni di euro. Il progetto, presentato oggi in un evento nel capoluogo toscano, punta a sensibilizzare imprese e cittadini sul ritiro e il corretto
smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici, che al loro interno hanno anche materie prime facilmente riciclabili.

Il progetto mette insieme Anci Toscana, Camera di Commercio e Università di Firenze, Regione Toscana, Ecocerved, e Camera di Commercio di Siviglia. “Sarà anche una sfida – ha affermato Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio – per tutti quegli imprenditori che desiderano dare un significato concreto e sfidante alla parola innovare, oggi tanto di moda ma che rischia di avere pochi contenuti concreti all’interno”.

In Toscana il progetto europeo Life Weee, nei prossimi tre anni, ha l’obiettivo di estendere i punti di raccolta ad almeno 5mila negozi e uffici pubblici (adesso sono 230), sensibilizzare
istituzioni e cittadini, aiutare la nascita di startup che favoriranno questo processo, premiare le imprese che certificheranno il corretto ritiro e smaltimento (con il marchio
‘I am green’) con incentivi sulla tassa dei rifiuti.

“Dell’Europa siamo abituati a vedere solo i difetti – ha affermato Simona Bonafè, eurodeputata Pd e relatrice a Strasburgo del pacchetto sull’economia circolare – in questo caso vediamo anche invece le grandi opportunità che può portare in un settore, quello dei rifiuti elettrici ed elettronici, che è importantissimo per mettere in circolo materie prime scarse e costose che incidono sulla competitività del nostro sistema Paese”.

Secondo Federica Fratoni, assessore regionale all’ambiente, “l’occasione è preziosa perchè mette ancora una volta in evidenza un punto: la via della sostenibilità è l’unica possibile per un sviluppo ritrovato dopo una crisi economica che continua a farsi sentire nei nostri territori. E la circolarità fa parte di questo nuovo modello con ricadute che saranno certe anche sul piano economico occupazionale. C’è un lavoro da fare, tutti insieme, ma sostenuti anche dal trend positivo registrato dalla raccolta di Raee che in Toscana cresce ogni anno, siamo certi che potremo raggiungere i nostri obiettivi nella
costruzione di un percorso virtuoso”.

In Toscana quasi un’azienda su quattro (il 73,7%) però non conosce le regole sullo smaltimento di vecchi prodotti elettrici ed elettronici, i Raee: secondo un sondaggio realizzato dalla Camera di Commercio di Firenze su un campione di 1.275 imprese, presentato oggi in un evento, solo il 53,5% delle imprese smaltisce negli appositi centri di raccolta questi apparecchi. Soltanto il 26,3% accetta il materiale usato dai cittadini, sebbene per oltre 10mila imprese in Toscana, fra cui i grandi negozi, sia un obbligo ritirare prodotti usati come smartphone, tablet, computer, TV, neon, piccoli e grandi elettrodomestici, anche senza che venga acquistato un nuovo prodotto (il cosiddetto ‘uno contro zero’).

I documenti utilizzati per portarli allo smaltimento sono sbagliati nell’82,3% dei casi. D’altro canto, secondo quanto emerge dall’indagine, le imprese sono disposte a cambiare questi comportamenti soprattutto per tutelare l’ambiente (67,5%) e recuperare i costi (48,2%), mentre questa buona pratica non viene ancora usata come attività di marketing aziendale (7,8%).

 

 

 

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Rifiuti: sinistra, imploso modello gestione Toscana

Rifiuti: sinistra, imploso modello gestione Toscana

“6 anni di immobilismo negli investimenti per l’ammodernamento della raccolta e dello smaltimento pagato dai cittadini in termini di tariffe e peggioramento della qualità del servizio”.

“In questi giorni è imploso il modello di gestione dei rifiuti che il centrosinistra in Toscana
ha cercato di imporre. Ed è imploso perchè è fallimentare”. Lo affermano in una nota unitaria Sì Toscana a Sinistra, Una città in comune-Prc e Sinistra Italiana di Pisa, Prc di San Giuliano Terme (Pisa) e Prc di Massa.

“Se da un lato – si legge – la forte diffusione delle buone pratiche di raccolta differenziata mina alla radice il modello obsoleto basato sull’incenerimento, dall’altra si è continuato imperterriti a camminare sulla vecchia strada, spesso contraria alle stesse direttive comunitarie in materia. Come se non bastasse, per 6 anni si è provato a far credere che ci fosse la necessità di una gestione mista, pubblico-privata, e si è imposto il conferimento di beni appartenenti alle comunità a una spa, RetiAmbiente, pronta a essere ceduta in parte ai privati. In molti comuni, tutto questo ha prodotto 6 anni di immobilismo negli investimenti per l’ammodernamento della raccolta e dello smaltimento, un immobilismo pagato dai cittadini in termini di tariffe e di peggioramento della qualità di servizio”.

Secondo le forze di sinistra, “il Pd e le sue correnti, con Mdp del presidente Rossi, stanno a giocando sui servizi pubblici per regolare conti interni, anche in chiave elettorale e a farne le spese saranno i cittadini e i lavoratori che svolgono il servizio: è grave che l’assessora regionale Fratoni si sia fatta parte attiva in questo scontro, minacciando il commissariamento dell’Ato”.

“Una minaccia da respingere al mittente – concludono – che ripropone un intervento autoritario dall’alto contro i territori e incurante della volontà delle comunità locali, per arrivare velocemente alla gara per la scelta del socio privato. Ciò che è successo in seno all’Ato costa rifiuti in questi giorni impone che non si proceda affatto alla gara per l’individuazione del socio privato: è invece indispensabile tornare a discutere di tutto il progetto RetiAmbiente nei consigli comunali, abbandonando ogni ipotesi di commissariamento”.

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Acqua: Regione Toscana diffida 3 consorzi bonifica

Acqua: Regione Toscana diffida 3 consorzi bonifica

Chiesti chiarimenti su attività o commissariamento.

La Regione Toscana invierà una ‘diffida’ a tre consorzi di bonifica, per avere chiarimenti
circa l’attuazione degli interventi di manutenzione inseriti nel Piano dell’Attività 2017. E’ quanto annunciato oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi insieme all’assessore
all’ambiente Federica Fratoni, in occasione della riunione della Giunta.

I Consorzi interessati sono quello del Basso Valdarno, dell’Alto Valdarno e quello Toscana Nord. I tre consorzi dovranno rispondere entro 30 giorni portando i chiarimenti richiesti. Se la Regione li riterrà non idonei e non in grado di superare le osservazioni poste, approverà un’altra delibera con la quale saranno sciolte le assemblee consortili e commissariato l’ente.

Per il Consorzio 4 Basso Valdarno, sono altre due le questioni sulle quali si richiedono chiarimenti: quella che riguarda il piano di organizzazione del personale interno, strumento con il quale si stabiliscono assunzioni, ruoli e competenze per la funzionalità del Consorzio stesso. E la questione che riguarda il compenso del direttore, sulla quale la Regione aveva già chiesto delucidazioni senza aver ricevuto ad oggi risposte ritenute soddisfacenti.

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