Rifiuti: sinistra, imploso modello gestione Toscana

Rifiuti: sinistra, imploso modello gestione Toscana

“6 anni di immobilismo negli investimenti per l’ammodernamento della raccolta e dello smaltimento pagato dai cittadini in termini di tariffe e peggioramento della qualità del servizio”.

“In questi giorni è imploso il modello di gestione dei rifiuti che il centrosinistra in Toscana
ha cercato di imporre. Ed è imploso perchè è fallimentare”. Lo affermano in una nota unitaria Sì Toscana a Sinistra, Una città in comune-Prc e Sinistra Italiana di Pisa, Prc di San Giuliano Terme (Pisa) e Prc di Massa.

“Se da un lato – si legge – la forte diffusione delle buone pratiche di raccolta differenziata mina alla radice il modello obsoleto basato sull’incenerimento, dall’altra si è continuato imperterriti a camminare sulla vecchia strada, spesso contraria alle stesse direttive comunitarie in materia. Come se non bastasse, per 6 anni si è provato a far credere che ci fosse la necessità di una gestione mista, pubblico-privata, e si è imposto il conferimento di beni appartenenti alle comunità a una spa, RetiAmbiente, pronta a essere ceduta in parte ai privati. In molti comuni, tutto questo ha prodotto 6 anni di immobilismo negli investimenti per l’ammodernamento della raccolta e dello smaltimento, un immobilismo pagato dai cittadini in termini di tariffe e di peggioramento della qualità di servizio”.

Secondo le forze di sinistra, “il Pd e le sue correnti, con Mdp del presidente Rossi, stanno a giocando sui servizi pubblici per regolare conti interni, anche in chiave elettorale e a farne le spese saranno i cittadini e i lavoratori che svolgono il servizio: è grave che l’assessora regionale Fratoni si sia fatta parte attiva in questo scontro, minacciando il commissariamento dell’Ato”.

“Una minaccia da respingere al mittente – concludono – che ripropone un intervento autoritario dall’alto contro i territori e incurante della volontà delle comunità locali, per arrivare velocemente alla gara per la scelta del socio privato. Ciò che è successo in seno all’Ato costa rifiuti in questi giorni impone che non si proceda affatto alla gara per l’individuazione del socio privato: è invece indispensabile tornare a discutere di tutto il progetto RetiAmbiente nei consigli comunali, abbandonando ogni ipotesi di commissariamento”.

L'articolo Rifiuti: sinistra, imploso modello gestione Toscana proviene da www.controradio.it.

Acqua: Regione Toscana diffida 3 consorzi bonifica

Acqua: Regione Toscana diffida 3 consorzi bonifica

Chiesti chiarimenti su attività o commissariamento.

La Regione Toscana invierà una ‘diffida’ a tre consorzi di bonifica, per avere chiarimenti
circa l’attuazione degli interventi di manutenzione inseriti nel Piano dell’Attività 2017. E’ quanto annunciato oggi dal presidente della Regione Enrico Rossi insieme all’assessore
all’ambiente Federica Fratoni, in occasione della riunione della Giunta.

I Consorzi interessati sono quello del Basso Valdarno, dell’Alto Valdarno e quello Toscana Nord. I tre consorzi dovranno rispondere entro 30 giorni portando i chiarimenti richiesti. Se la Regione li riterrà non idonei e non in grado di superare le osservazioni poste, approverà un’altra delibera con la quale saranno sciolte le assemblee consortili e commissariato l’ente.

Per il Consorzio 4 Basso Valdarno, sono altre due le questioni sulle quali si richiedono chiarimenti: quella che riguarda il piano di organizzazione del personale interno, strumento con il quale si stabiliscono assunzioni, ruoli e competenze per la funzionalità del Consorzio stesso. E la questione che riguarda il compenso del direttore, sulla quale la Regione aveva già chiesto delucidazioni senza aver ricevuto ad oggi risposte ritenute soddisfacenti.

L'articolo Acqua: Regione Toscana diffida 3 consorzi bonifica proviene da www.controradio.it.

Sì Toscana: Pd partito del No all’ambiente

Sì Toscana: Pd partito del No all’ambiente

L'articolo Sì Toscana: Pd partito del No all’ambiente proviene da www.controradio.it.

Rifiuti: Livorno; ok intesa spostamento depuratore Rivellino

Rifiuti: Livorno; ok intesa spostamento depuratore Rivellino

Dopo la riattivazione della piattaforma, sarà trasferita la linea di depurazione delle acque civili alla Paduletta.

Il depuratore di Livorno, detto del ‘Rivellino’, sarà delocalizzato e quindi trasferito dal centro storico (si trova qui dal 1936): da via Enriques alla Paduletta, in zona industriale, dove verrà potenziato. Era un’idea avanzata da tempo, e oggi, grazie alla firma di un protocollo tra Regione, Autorità idrica, Autorità portuale, Comune di Livorno e Asa, si è dato il via all’intesa che consentirà di liberare così il quartiere Venezia e il centro storico della città da un impianto impattante.
“Il nuovo impianto per le acque civili – ha detto l’assessore all’ambiente della Toscana, Federica Fratoni – consentirà di superare le attuali criticità, con una capacità di smaltimento adeguata alla città che nel frattempo è cresciuta. Come già anticipato nei contenuti della mozione presentata dal consigliere Gazzetti e approvata dal Consiglio Regionale, l’impianto del Rivellino ha un’ubicazione oggi non più attuale”.
Un’operazione che, oltre a dotare la città di un nuovo e potenziato depuratore, permetterà anche la riqualificazione di una fetta di centro storico di particolare pregio a ridosso del porto passeggeri e di quello che sarà il futuro terminal crociere.
“Del trasloco – aggiunge l’assessore – beneficeranno anche i residenti, in virtù della migliore qualità dell’aria ma anche di spazi liberati che consentiranno una riqualificazione urbanistica della zona”.
Il depuratore si estende oggi su due ettari e mezzo. L’operazione conta tre fasi. Si parte con la riattivazione della piattaforma per acque industriali di Paduletta per trentamila abitanti equivalenti, che sarà collegata a quella per il trattamento dei fanghi industriali al Picchianti con una tubatura di circa due chilometri. In questo modo sarà coperto da subito il deficit depurativo dell’attuale depuratore. La seconda fase prevede il completo trasferimento della linea di depurazione delle acque civili cittadine con la realizzazione di un nuovo impianto sempre alla Paduletta, in grado di smaltire gli scarichi di 250 mila abitanti equivalenti. L’ultima fase, ancora in valutazione, prevede il trasferimento in via Enriques anche di tutta la linea di trattamento dei fanghi. L’intesa a cui la giunta toscana ha dato il via libera è propedeutica a successivi accordi di programma, dove saranno individuate anche le risorse finanziarie necessarie.

L'articolo Rifiuti: Livorno; ok intesa spostamento depuratore Rivellino proviene da www.controradio.it.

Rischio idraulico: Toscana pronta ad ultimare lavori per Arno entro il 2022

Rischio idraulico: Toscana pronta ad ultimare lavori per Arno entro il 2022

Fratoni: “Tutti gli eventi tragici che hanno segnato il nostro territorio ci dimostrano costantemente l’attualità e l’importanza degli interventi di prevenzione. E la Toscana non vuol farsi trovare impreparata”.

Firenze e la Toscana non dimenticano l’alluvione del ’66 ma soprattutto non vogliono tornare a vivere tragedie simili, come quella che ha recentemente colpito Livorno. “La Regione Toscana è impegnata in prima linea contro il rischio idraulico – ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni- ed ha investito energie e risorse nella prevenzione di future alluvioni a danno della città di Firenze e delle aree limitrofe. Il 1966 ha segnato la storia e la memoria della Toscana, anche la nostra percezione del rischio idraulico. L’alluvione di Firenze di allora, quella di Livorno di pochi mesi fa e tutti gli altri eventi tragici che hanno segnato il nostro territorio ci dimostrano costantemente l’attualità e l’importanza degli interventi di prevenzione. E la Toscana non vuol farsi trovare impreparata. Stiamo lavorando per portare a termine nel più breve tempo possibile le opere previste dal nos tro Piano di gestione del rischio alluvioni. Se i finanziamenti arrivassero, la Regione sarebbe in grado di completare l’intero intervento entro il 2021/2022”.

Per ridurre il rischio di alluvioni a Firenze sono previsti, sia nel Piano di Gestione Rischio Alluvioni, sia negli strumenti di programmazione nazionali e regionali, interventi a monte della città. Alcune di queste opere sono in corso di realizzazione, altre sono in fase di progettazione. I lavori già in corso solo per tutelare l’Arno hanno un valore di 100 milioni di euro. Sono stati ri-avviati dal 2012, quando la Regione ha ripreso la competenza sulle misure per l’accelerazione della realizzazione degli interventi strategici, e stanno procedendo per stralci funzionali (come previsto dal Codice dei Contratti), cioè lotti funzionanti anche prima del completamento dell’intero intervento.

“L’attuazione degli interventi per la difesa del suolo – ha aggiunto l’assessore Fratoni – richiede tempo e risorse costanti e programmate ed è in questo senso che ha operato la Toscana negli ultimi anni. Inoltre, insieme al Governo nazionale, stiamo lavorando per ottenere ulteriori finanziamenti e poter così rispondere, partendo dalle situazioni più critiche ed urgenti, alle esigenze manifestate dagli enti locali e stimate in quasi un miliardo di euro”.

Gli interventi per l’Arno
La più rilevante delle opere previste è il sistema di laminazione di Figline, oggi in fase di realizzazione, che può essere definita come il primo ‘scudo’ a tutela del centro urbano di Firenze. L’innalzamento della diga di Levane è il secondo, importantissimo, passaggio. Infine verrà realizzato un sistema di casse di espansione e di “infrastrutture verdi” lungo il fiume Sieve.

Il sistema di laminazione di Figline – che vede come soggetto attuatore la Regione Toscana – comprende le casse di espansione di Leccio, Prulli, Pizziconi e Restone, situate nei Comuni di Figline e Incisa Valdarno, Reggello e Rignano sull’Arno. La volumetria complessiva e la loro capacità di regolazione attraverso separatoie mobili, permetterà di gestire la laminazione di circa 25-30 milioni di mc di acqua riducendo il rischio idraulico della città di Firenze e dei Comuni limitrofi. Nel caso di un evento tipo quello del 1966, il sistema di laminazione di Figline permetterebbe sostanzialmente un abbattimento della portata di acqua in arrivo nel centro storico di Firenze di circa il 10%, minimizzando il rischio idraulico residuo. I lavori del primo stralcio della Cassa Pizziconi saranno ultimati entro l’inizio del 2018, mentre la gara per il secondo stralcio sarà aggiudicata nele prossime settimane.
Entro l’anno, inoltre, saranno aggiudicati i lavori dei primi stralci della Casse Restone, Prulli e Leccio.

Regione ed Enel hanno inoltre stanziato risorse che rendono possibile la progettazione dell’innalzamento della diga di Levane, l’opera però non ha ancora ricevuto le attese risorse statali. La diga di Levane è situata nei Comuni di Laterina e Pergine Valdarno, il suo rialzo e quello degli argini circumlacuali permetterà di invasare ulteriori 9 milioni di metri cubi di acqua rispetto agli attuali, aumentando quindi notevolmente la sicurezza dell’Arno.
Sempre utilizzando come termine di paragone l’evento del 1966, si stima che l’azione combinata del sistema di laminazione di Figline e dell’innalzamento della diga di Levane permetterebbe un abbattimento della portata in arrivo al centro storico di circa il 15%, riducendo ulteriormente il rischio residuo per la città.
Anche in questo caso il soggetto attuatore dell’intervento è la Regione Toscana ed il costo stimato è di circa 25 milioni di euro.

Infine il sistema delle casse di espansione e le “infrastrutture verdi” lungo il corso mediano e finale della Sieve (Comuni Borgo San Lorenzo, Vicchio, Rufina), oltre a ‘mitigare’ gli effetti di eventuali piene nella Val di :Sieve, contribuirà a controllare gli afflussi in Arno. Anche in questo caso il soggetto attuatore dell’intervento, di cui è in corso la progettazione, è la Regione Toscana, che dopo la progettazione preliminare – in accordo con il Ministero – procederà con le fasi progettuali successive, che saranno finanziate con le risorse del Fondo progettazione che a breve verranno stanziate dal Governo. Il costo stimato dell’opera è di circa 63 milioni di euro.

Le leggi e i finanziamenti
Negli ultimi anni le attività di difesa del suolo hanno subito una forte accelerazione, per cercare di ridurre il rischio idraulico e idrogeologico in un’eopoca in cui i cambiamenti climatici sono evidenti e tangibili. In occasione della ricorrenza del 4 novembre, è utile ricordare quanto fatto in Toscana, non soltanto a Firenze, dato che l’alluvione del 1966 coinvolse non soltanto il capoluogo ma gran parte della regione.

La Regione ha introdotto nella propria normativa misure per una corretta pianificazione del territorio (lr 21/1012 e lr 65/2014), ha snellito i soggetti preposti all’attuazione degli interventi per la gestione del rischio alluvioni (lr 80/2015 e lr 79/2012) ed ha introdotto una programmazone costante ed annuale degli interventi a partire dal 2014.

Da allora sono stati attivati 143 interventi e 96 progetti, per un valore di circa 112 milioni finanziati con risorse regionali. A questi si aggiungono 225 milioni di risorse nazionali e regionali confluite grazie agli Accordi per la mitigazione del rischio idraulico sottoscritti da Regione e Minitero nel 2010 e 2015 .

Da ricordare inoltre le risorse per la manutenzione dei corsi d’acqua che provengono dal contenuto di bonifica, alle quali si sommano circa 7 milioni di euro l’anno stanziati dalla Regione, per un importo complessivo di circa 95 milioni di euro.

L'articolo Rischio idraulico: Toscana pronta ad ultimare lavori per Arno entro il 2022 proviene da www.controradio.it.