Gelli (Pd): “Non ci sono epidemie collegate a chi sbarca sulle nostre coste”

Gelli (Pd): “Non ci sono epidemie collegate a chi sbarca sulle nostre coste”

l presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui migranti ha illustrato nell’ex convento dei Cappuccini di Pisa la relazione approvata a Roma lo scorso 8 novembre. Presenti anche l’ex ministro dell’Integrazione, Cécile Kyenge, Lauro Mengheri, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana, e Antonio Russo, responsabile politiche sociali e welfare delle Acli Nazionali

“Un quadro sanitario sano all’arrivo ma con il passare dei mesi la salute di chi è sbarcato sulle nostre coste è a forte rischio, soprattutto dal punto di vista psicologico. Per fermare questo fenomeno è chiaro che serve lavorare ancora di più nell’attuazione di valide politiche d’integrazione di chi è ospite nel nostro Paese”. È questa in sintesi la raccomandazione inserita nella relazione sulla tutela della salute dei migranti e della popolazione residente approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti.“Questa relazione intende fornire al Parlamento, ma anche all’opinione pubblica – spiega il presidente della commissione d’inchiesta Federico Gelli – un contributo di chiarezza sulle misure di politica sanitaria da mettere in campo, cercando di distinguere i problemi da affrontare dagli aspetti che – invece – non dovrebbero creare allarme. È importante ad esempio sottolineare quanto sia infondato il timore di una diffusione incontrollata di malattie infettive”.

Una prima considerazione che si trova nella relazione è che gli immigrati, al momento del loro arrivo, presentano generalmente buone condizioni generali di salute, tendenzialmente migliori di quelle della popolazione dei Paesi di arrivo. Il timore di contagi causati da movimenti significativi di popolazione ha giustificazioni sul piano storico, ma la cosiddetta “Sindrome di Salgari” ossia lo stereotipo del migrante “untore”, pericolosa fonte di malattie, specie di tipo infettivo, non è oggi supportata da alcuna evidenza scientifica, derivabile da studi epidemiologici formali o da sorveglianze sanitarie.

Ciò che invece deve essere tenuto sotto controllo secondo la Commissione d’inchiesta sono le insidie della marginalità, ovvero l’“effetto migrante esausto”: le condizioni di povertà in cui versano i migranti nel periodo successivo allo sbarco, portano al deterioramento, più o meno rapido, delle loro condizioni di salute. Nel concreto, i principali problemi incontrati dai migranti nei paesi di destinazione sono dati dalle difficoltà nell’accesso al sistema di assistenza sanitaria (con riferimento alle diagnosi, ai trattamenti e ai servizi preventivi) e da aspetti indiretti ma non irrilevanti – come più volte constatato dalla stessa Commissione nel corso dei sopralluoghi effettuati – come gli alloggi e le condizioni abitative di scarsa qualità, le condizioni di lavoro, i problemi legati alla religione, la mancanza di protezione legale, ovvero i rischi non sperimentati nei paesi di origine (ad esempio, contatto con allergeni).

 

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Casa: Pisa; intesa con demanio per recuperare due caserme

Casa: Pisa; intesa con demanio per recuperare due caserme

Nasceranno due nuovi complessi residenziali in centro storico.

Firmato stamani a Pisa il protocollo d’intesa tra il Comune e l’agenzia regionale del Demanio, alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, per il progetto di recupero di due caserme situate nel centro storico cittadino e non più necessarie per l’esercito italiano che ora saranno trasformate in altrettanti complessi residenziali.

“Pisa – ha detto il sindaco, Marco Filippeschi – fa valere il suo dinamismo. E’ un altro obiettivo strategico che si compie, in un mandato di tante realizzazioni. Due grandi complessi saranno recuperati, con funzioni residenziali, con un parco e una piazza di grande bellezza. Questa opportunità darà un migliore equilibrio alla città favorendo una ripopolazione del centro storico e facilitando l’accoglienza degli studenti universitari. La finalizzazione dei recuperi è la migliore che si potesse desiderare”.

D’accordo anche il ministro: “E’ un progetto importante che arriva dopo un percorso molto lungo ma che ora dovrà vederci correre per trasformare in atti concreti le manifestazioni di interesse già pervenute: vogliamo fare tutto entro la fine dell’anno per poi avere le risorse necessarie da investire nell’adeguamento di una terza caserma situata in città per rispondere al meglio alle esigenze della forza armata”.

Al posto delle vecchie caserme del centro storico, nasceranno rispettivamente uno studentato e appartamenti di edilizia convenzionata per le fasce più deboli in due aree di notevole pregio dotate di ampi spazi aperti che saranno messi a disposizione della città.

I progetti sono già conformi allo strumento urbanistico vigente e da questa operazione il Comune, spiga una nota dell’amministrazione, ‘riceverà il 15% del prezzo di vendita che potrà utilizzare per investimenti pubblici’. La manifestazione di interesse è arrivata dal Fondo Housing Toscano, partecipato da Cassa Depositi e Prestiti nell’ambito del Fondo Immobiliare per l’Abitare: il valore dei complessi da recuperare è stimabile in circa 40 milioni di euro.

“Si conclude un percorso molto lungo che ha visto succedersi vari governi e amministrazioni e siamo contenti di aver contribuito, nei rispettivi ruoli, a portarlo a
termine. La firma del protocollo sul recupero e la rivalutazione di due ex importanti caserme nel cuore del centro storico di Pisa è stata possibile solo grazie alla sinergia di diversi soggetti istituzionali. Ne beneficeranno le fasce deboli, gli studenti, i turisti e più in generale tutti i cittadini”. Lo afferma in una nota il deputato del Pd, Federico Gelli, commentando l’accordo tra comune e agenzia regionale del demanio sottoscritto alla presenza del ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

“Ringrazio il ministro – ha concluso – e un plauso va anche al Comune di Pisa e all’Agenzia del Demanio. Quando si persegue il bene dei cittadini la direzione intrapresa è sempre quella giusta”.

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Pisa: Gelli (Pd), sacrosanta protesta precari Cnr

Pisa: Gelli (Pd), sacrosanta protesta precari Cnr

“Lavoreremo per rivedere la legge di bilancio e assicurare stabilità a chi opera in un campo d’eccellenza”.

“Le proteste dei giorni scorsi dei ricercatori del Cnr di Pisa sono sacrosante: lavoreremo per rivedere la legge di bilancio e assicurare stabilità a chi opera in un campo d’eccellenza”. Lo afferma in una nota il deputato pisano del Pd, Federico Gelli, dopo avere incontrato una delegazione dei ricercatori precari.

“Condivido – aggiunge il parlamentare – la loro rabbia per la situazione di precarietà e posso assicurare che non li lasceremo soli: con me sfondano una porta aperta, visti i vari interventi che ho realizzato da vicepresidente della Toscana con delega al personale, stabilizzando oltre 450 persone che vivevano in condizioni di precariato da moltissimi anni. Non solo. Nel mio ruolo da responsabile nazionale sanità del Pd ho lavorato per ottenere l’importante risultato della stabilizzazione del personale precario dell’Istituto superiore di sanità di 230 persone. Per l’Agenzia italiana del farmaco, infine, abbiamo favorito una campagna di assunzioni attraverso selezione pubblica per potenziare la dotazione organica favorendo l’ingresso di nuovi giovani professionisti”.
“L’ipotesi di lavoro in campo – sottolinea Gelli – è il riassorbimento di tutto il personale precario nell’arco di tre anni: il decreto Madia ha permesso di aprire la strada: è una cosa positiva, anche se bisogna fare di più”.
“I tempi – conclude il deputato – sono stretti, ma l’impegno non mancherà, anche per intervenire in prospettiva in maniera strutturale e non più in emergenza. Pisa è un’eccellenza nazionale e internazionale nella ricerca”.

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Migranti: centro Cascina sovraffollato e non igienico

Migranti: centro Cascina sovraffollato e non igienico

Gelli (Pd), rispettare norme igiene oppure sia chiuso.

Una recente indagine dell’Asl ha stabilito che il centro d’accoglienza dei migranti de La Tinaia, a Cascina (Pisa), gestito da un privato, versa in precarie condizioni igieniche e di sovraffollamento. “Si rispettino le norme – ammonisce Federico Gellli (Pd), presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sui migranti – oppure si chiuda”.
“Prendiamo atto – sottolinea il deputato pisano – delle conclusioni della Asl. Avevamo già riscontrato le difficili condizioni della struttura durante il nostro sopralluogo. Ci attiveremo e solleciteremo ulteriormente il ministero dell’Interno affinché la struttura possa tornare al più presto alla normalità, sia dal punto di vista numerico che igienico. In caso contrario, se i requisiti continuassero a non dover essere rispettati, siano attivate le procedure per chiudere il centro. Speriamo tuttavia che gli organi competenti si attivino per trovare una soluzione condivisa e giusta, nel rispetto di tutti”.
Il Comune di Cascina, guidato dalla sindaca leghista Susanna Ceccardi, si batte da tempo per la chiusura del centro denunciandone da tempo le precarie condizioni igienico-sanitarie e ribadendo la propria indisponibilità alla prefettura di concedere strutture pubbliche per l’accoglienza dei richiedenti asilo.

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Sanità: muore mentre fa tac a Pisa, procura apre inchiesta

Sanità: muore mentre fa tac a Pisa, procura apre inchiesta

Famiglia di 62enne ha presentato un esposto.

Un uomo di 62 anni è morto martedì scorso all’ospedale di Pisa dopo essersi sottoposto a una Tac, che prevede impiego di liquido di contrasto, per un esame di routine programmato da tempo. Le cause del decesso non sono state chiarite da un riscontro diagnostico disposto subito dopo la morte dall’azienda ospedaliero universitaria di Pisa e ora, sull’episodio, indaga la procura dopo che la famiglia ha presentato un esposto. La notizia viene oggi dalla stampa locale. Sarà ora il lavoro della procura a stabilire se nella morte del paziente, abitante nel Pisano, vi siano state colpe mediche. L’autopsia sul corpo della vittima sarà effettuata nei prossimi giorni.
Intanto chiede di fare chiarezza il deputato pisano del Pd, Federico Gelli: ‘É inaccettabile morire durante un esame di routine a cui peraltro il paziente, che ci risulta non avesse controindicazioni al mezzo di contrasto, si era già sottoposto più volte in passato. Questo nonostante il tempestivo intervento dei medici e del personale, che hanno dimostrato professionalità provando fino all’ultimo a salvargli la vita. Esprimo tutta la mia vicinanza ai familiari e confido nel risultato delle indagini interne attualmente in corso per fare luce su quanto accaduto”.

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