Lavoro: ritardi stipendi, sciopero in hotel Sheraton

Lavoro: ritardi stipendi, sciopero in hotel Sheraton

Le 18 dipendenti dell’hotel Sheraton sciopereranno domani dalle ore 7 per i continui ritardi nel pagamento degli stipendi.

Le 18 dipendenti dell’hotel Sheraton di Firenze tra cameriere ai piani e facchini del servizio in appalto sciopereranno domani per i continui ritardi nel pagamento degli stipendi. Si tratta di uno sciopero a oltranza dalle ore 7, che terminerà solo quando le spettanze saranno pagate.
“Da qualche mese gli stipendi arrivano spesso in ritardo, e questo comporta enormi problemi per i lavoratori e le lavoratrici che hanno scadenze da onorare come affitto, mutui, esigenze dei figli. Questi lavoratori e queste lavoratrici sono stanchi di questa situazione, tanto più che il lavoro non manca e i clienti all’albergo non sembrano mancare”, dice la Filcams Cgil Firenze. Quello che inizia domani è il secondo sciopero a oltranza nel giro di pochi mesi, sempre per i soliti motivi.
Il primo sciopero è stato lo scorso 6 e 7 marzo ed è terminato con il pagamento degli stipendi.

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Firenze, Cgil: “con chiusura boutique e Caffè Giacosa Cavalli scalcia lavoratori”

Firenze, Cgil: “con chiusura boutique e Caffè Giacosa Cavalli scalcia lavoratori”

La Filcams-Cgil si dice “sgomenta” di fronte alla chiusura della boutique dello storico Caffè: “Cavalli non garantisce azione collettiva lavoratori: aprire un tavolo d’emergenza”

La Filcams Cgil di Firenze resta “sgomenta” di fronte alla chiusura del negozio Roberto Cavalli di Firenze, annunciata dalla maison, unita alla chiusura dello storico Caffè Giacosa, e all’apertura di una nuova boutique a Pechino.

“Sicuramente con questo atto Cavalli cavalca bene la moda nel mondo – accusa il sindacato – ma a Firenze scalcia i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali, in quanto tenta un confronto individuale coi dipendenti non garantendo loro una azione collettiva”.

Per questo la Filcams si attiva “pretendendo appropriate risposte sul futuro dei lavoratori fiorentini”, e chiedendo “l’apertura d’urgenza del tavolo di unità di crisi presso la città Metropolitana di Firenze, nel quale chiederemo chiarimenti al campione della moda”.

In totale sono sei i dipendenti ai quali è stato proposto il trasferimento in altri negozi. Sorte analoga ma diverso il discorso per Giacosa: il caffè fa capo a una srl del gruppo ma è un’attività che “non rientra del core business” della Cavalli. Così ai dipendenti, alcuni che lavoravano nel locale già prima dell’arrivo di Cavalli, 11 contratti a tempo indeterminato, 3 a tempo determinato, che appena un mese fa circa avevano concordato il piano ferie, è stata consegnata una lettera con la quale si comunica loro il recesso dal contratto di lavoro causa cessazione dell’attività dal 29 luglio.

 

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FIRENZE, SCIOPERO E PRESIDIO LAVORATORI GESTIONE RIFIUTI

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Il presidio lavoratoti Italiana Servizi è avvenuto sotto sede Città Metropolitana di Firenze. Azienda lavora in appalto per Alia e opera nella selezione della carta a San Donnino.

Sciopero per l’intera giornata e un presidio sotto la sede della Città metropolitana di Firenze in concomitanza con la riunione dell’unità di crisi sulla situazione che si è determinata per i 22 lavoratori di Italiana servizi, società che opera in appalto per il gestore dei rifiuti Alia, occupandosi di selezione della carta. I lavoratori, spiega una nota, operano nella stazione di recupero dei rifiuti di San Donnino (Firenze), oggetto di un’inchiesta della magistratura sui rifiuti riciclabili.

22 che rischiano il posto di lavoro a causa di un cambiamento delle condizioni dell’appalto di cui non si conoscono le reali motivazioni. Il tutto accade dopo che in quell’impianto sono state effettuate delle verifiche e dei controlli da parte della magistratura.

Vista la grave situazione che si è determinata, la Filcams Cgil di Firenze ha chiesto l’apertura del tavolo di crisi presso la Città Metropolitana di Firenze, luogo questo dove tutti i soggetti interessati, a partire dal committente Alia Spa e dalla società appaltatrice Italiana Servizi Spa, partecipando al tavolo, potranno dare il loro contributo per fornire chiarimenti utili per comprendere la vicenda e quindi per trovare le soluzioni adeguate. Il tavolo è stato convocato per il 6 luglio prossimo.

Tra gli obiettivi del tavolo c’è quello di evitare che la situazione porti a esuberi occupazionali. Secondo la Filcams Cgil “a conclusione di questo primo incontro, ciò che possiamo dire è che se luce non è ancora stata fatta, si è almeno intravisto qualche spiraglio. E’ in calendario un prossimo incontro per la fine del mese, nel quale Filcams chiederà una soluzione che mantenga l’occupazione, il reddito e i diritti”.

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UNICOOP FIRENZE TAGLIA APERTURE DOMENICALI

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La nuova politica prevede la chiusura in 10 festività e l’apertura domenicale limitata alla mattina nel 40% punti vendita. L’obiettivo è “soddisfare i bisogni senza forzare i consumi.” Filcams Cgil: “scelta storica e in controtendenza.”

Unicoop Firenze taglia le aperture domenicali dei propri punti vendita: la nuova politica per i giorni festivi, presentata oggi dopo un percorso di ascolto interno e esterno alla presenza dei presidenti delle 38 sezioni soci, . prevede il rispetto della chiusura in 10 festività religiose e civili, e l’apertura domenicale limitata alla sola mattina nel 40% dei punti della rete di vendita. “Abbiamo preso una decisione che va controcorrente”, ha spiegato la presidente del consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, Daniela Mori, secondo cui una cooperativa deve “soddisfare i bisogni senza forzare i consumi”, e quindi assumere una decisione che tenga insieme “etica e impresa, valori cooperativi e sostenibilità economica”.

Mori sottolinea che “ci prendiamo il rischio di avere una diminuzione delle vendite, ma non siamo fatti di sole vendite: dobbiamo vedere che valore economico producono. Abbiamo fatto i nostri calcoli, le aperture indiscriminate nei festivi e nelle domeniche producono una richiesta di servizio di un certo livello. Questo significa che tutta la filiera, non solo chi lavora nei punti vendita, dovrebbe attivarsi per rendere un servizio adeguato a quello degli altri giorni”.

La politica di “soddisfare i bisogni senza forzare i consumi”, afferma Unicoop, risponderebbe in primo luogo “alle necessità dei soci che, con i nuovi ritmi di vita, incontrano maggiori difficoltà a concentrare la spesa nei giorni feriali, senza però forzare i consumi e offrendo a chi lavora maggiori opportunità di vivere la festività come momento di relazione con la propria famiglia.

“Dalla liberalizzazione nel 2011,” continua Unicoop in un comunicato stampa “Firenze ha dato vita a diverse proposte: fra queste, l’iniziativa promossa da Confesercenti per la proposta di legge popolare “Libera la domenica” nell’aprile del 2013 con la raccolta di 23.000 firme, e il progetto Il Dìdifesta per la promozione di attività alternative per il tempo libero.”

“Rispetto al contesto generale della distribuzione commerciale e della concorrenza, che ha sposato il ‘sempre aperto’ H24 – sostiene Cinzia Bernardini, segretaria generale Filcams Cgil Toscana – quella di Unicoop Firenze è una scelta in controtendenza e distintiva. Scelta per certi versi storica, che va incontro a parte delle nostre richieste e convinzioni. Unicoop Firenze dimostra così che si può fare commercio anche con logiche diverse: chiediamo agli altri grandi marchi della grande distribuzione privata e cooperativa di seguire questo modello. In Unicoop Firenze si è dimostrato che si può. Chiediamo inoltre di estendere la chiusura nel pomeriggio anche a tutti i negozi dei centri commerciali dove opera Unicoop Firenze”.

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