Pisa-Livorno: “derby a porte chiuse sconfitta per tutti”

Pisa-Livorno: “derby a porte chiuse sconfitta per tutti”

“Limitare l’accesso dei tifosi organizzati allo stadio rischia di far esplodere una tensione che scomparirebbe se il derby Pisa-Livorno fosse giocato a porte aperte”. E’ questo l’appello lanciato oggi in una nota dal sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, ai responsabili dell’ordine e della sicurezza della città di Pisa, che hanno deciso di limitare a 430 il numero di biglietti riservati ai tifosi amaranto per la partita in programma domenica 26 novembre 2017.

“Capisco le motivazioni che stanno alla base della decisione presa dal prefetto – sottolinea il sindaco -, ma temo che così facendo si finiscano per esacerbare animi, che in questa fase mi sembrano invece piuttosto distesi”. “L’accordo non scritto, aggiunge Nogarin – siglato tra le due tifoserie, con gli ultras del Pisa che hanno annunciato che diserteranno lo stadio se non sarà consentito ai loro ‘colleghi’ amaranto di entrare, ne è la prova. Nessuno sembra intenzionato a trasformare la sfida in un terreno di scontro. Non dimentichiamoci che questa partita arriva a due mesi dalla tragica alluvione che ha investito Livorno: dopo questo episodio gli ultras del Pisa hanno dimostrato con i fatti la loro vicinanza alla popolazione livornese colpita. Uno spirito di solidarietà che dura tutt’ora e che credo sia la miglior garanzia per il sereno svolgimento della partita”. “Disputare il derby ‘a porte parzialmente chiuse’ – conclude- sarebbe una sconfitta per tutti”.

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Alluvione Livorno: Nogarin; servono tecnici, soldi da soli non bastano

Alluvione Livorno: Nogarin; servono tecnici, soldi da soli non bastano

“Bisogno di personale qualificato capace di trasformare i soldi in interventi concreti”.

“Se non si dà la possibilità ai Comuni di assumere tecnici e personale specializzato in grado di firmare i progetti e far partire i cantieri per la messa in sicurezza del territorio, le risorse per il dopo alluvione rischiano di essere inutili”. Così il sindaco di Livorno Filippo Nogarin , a due mesi dalla catastrofe che si è abbattuta sulla città il 10 settembre scorso, torna a lamentare limiti nella possibilità di intervento nel dopo emergenza da parte delle amministrazioni.

“Il Commissario Enrico Rossi – continua il sindaco – ha inviato una lettera ai parlamentari toscani chiedendo loro di emendare la legge di bilancio, di modo che il governo copra i due terzi delle spese per l’alluvione di Livorno. In sostanza Rossi ha chiesto all’esecutivo, che per ora ha investito 15,5 milioni, di arrivare a quota 37-38 milioni. Una richiesta che condivido in pieno, visto l’impatto devastante che l’alluvione del 10 settembre ha avuto sulla nostra città”.

“La cosa più importante però – precisa Nogarin – è che questi eventuali fondi vengano spesi per il meglio. Non basta buttarli su progetti che esistono solo sulla carta. Noi abbiamo un disperato bisogno di personale. Personale qualificato, soprattutto tecnici specializzati, geometri, architetti e ingegneri capaci di trasformare questi soldi in interventi concreti”.

“Nelle scorse settimane – aggiunge il sindaco – sono andato personalmente dal numero uno della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli, per spiegargli la situazione paradossale in cui si trovano i Comuni colpiti da calamità naturali. A Livorno, ad esempio, grazie a Regione e governo abbiamo le risorse per realizzare gli interventi di messa in sicurezza del territorio e di riduzione del rischio residuo, ma ci mancano i tecnici in grado di firmare questi progetti e renderli esecutivi. Con il risultato che se gli interventi messi in preventivo non vengono conclusi entro 365 giorni dalla dichiarazione dello stato d’emergenza, ecco che i Comuni finiscono per perdere tutte le risorse messe a disposizione da Stato e Regione. Un paradosso che rischia di compromettere irrimediabilmente l’efficacia dell’intera macchina degli aiuti”.

“Per questo – conclude il sindaco – è indispensabile che una quota dei finanziamenti possa essere utilizzata per pagare consulenze tecniche e personale specializzato”.

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Livorno: sentenza Tar su rifiuti, per Nogarin “è morte autonomia Comuni”

Livorno: sentenza Tar su rifiuti,  per Nogarin “è morte autonomia Comuni”

“La sentenza del Tar della Toscana non mette a rischio il concordato preventivo in continuità di Aamps (l’azienda municipale di raccolta e gestione rifiuti): i creditori continueranno ad essere pagati regolarmente e il percorso di risanamento dell”azienda procederà senza sosta”.

Così il sindaco di Livorno Filippo Nogarin su Facebook replica oggi alla notizia in merito alla sentenza del Tar che ha dichiarato illegittima la decisione del Comune di Livorno di affidare il servizio di gestione dei rifiuti fino al 2030 in difformità con quanto deciso dall’Autorità di servizio Ato Toscana Costa.
“Ciò che il Tar per ora ha fatto – prosegue Nogarin – è decretare la morte dell’autonomia dei Comuni per quanto riguarda la gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Gli
Enti locali dovranno sottostare alle direttive imposte dalla Regione e dall’Ato. E poco importa se queste direttive determineranno per i cittadini livornesi tariffe più alte,
necessarie a garantire il ”giusto profitto” al socio privato di Reti Ambiente. Uno scenario che a me, da cittadino e da primo cittadino di Livorno, continua a non piacere”.

Secondo il sindaco di Livorno è presto per dire come si comporterà l’amministrazione dopo la sentenza del Tar: “Questo è il momento di studiarla a fondo e comprenderne le implicazioni sul medio e lungo periodo. Dopodiché decideremo come muoverci. Non mi sorprende per nulla – conclude Nogarin – invece la reazione estasiata di autorevoli esponenti del Pd livornese e regionale. Finalmente hanno gettato la maschera: il loro unico
obiettivo è privatizzare le aziende di raccolta e smaltimento rifiuti. Con buona pace degli interessi dei cittadini. E qui sta tutta la differenza tra noi e loro”.

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Livorno: Ato, Tar dà torto a Comune su affidamento gestione rifiuti

Livorno: Ato, Tar dà torto a Comune su affidamento gestione rifiuti

Il Tar della Toscana ha dichiarato illegittima la decisione del Comune di Livorno di affidare il servizio di gestione dei rifiuti fino al 2030 in difformità con quanto deciso dall’Autorità di servizio Ato Toscana Costa. Lo ha rivelato di direttore dell’Ato, Franco Borchi diffondendo la
sentenza n. 1367 pubblicata ieri dai giudici amministrativi.

Dopo che nel 2014 il Comune livornese aveva condiviso le scelte di Ato, spiega la nota di Borchi, “dal 2017 con la giunta Nogarin ha sempre manifestato un atteggiamento conflittuale nei confronti dell’Autorità servizio rifiuti, rivendicando la pretesa di gestire i rifiuti in maniera diversa da quella prescelta a larga maggioranza dall’assemblea dell’Ato” e non si è mai uniformato a una sentenza del Tar del 2016 che attribuiva all’Autorità d’ambito e alla maggioranza dei comuni in essa rappresentati “la competenza a decidere sulle forme di affidamento con l’obbligo degli altri Comuni di rispettare tali
decisioni”.

La delibera del Comune che affida il servizio ad Aamps fino al 2030 è stata il fondamento della richiesta di Aamps per ottenere il concordato preventivo, spiega Ato, “prevedendo di
continuare a gestire il servizio sul territorio livornese per l’intera durata del concordato”. Con la sentenza di ieri, invece, sottolinea Borchi, “la gestione del servizio da parte di
Aamps è quindi necessariamente a tempo e cesserà quando l’Autorità d’Ambito avrà affidato il servizio, su tutto l’Ato, al gestore unico”.

“Quando la gara per la scelta del socio industriale di RetiAmbiente sarà terminata – prosegue Borchi – sarà RetiAmbiente a gestire il servizio sul territorio del Comune di Livorno e non Aamps. Il Tar su questo è stato chiarissimo: non è la durata del concordato a poter stabilire quando il gestore unico avrà diritto di iniziare il servizio, è  vero casomai il contrario, poiché è la durata del tempo ancora necessario all’operatività del gestore unico a condizionare l’ammissibilità del concordato”.

L’Autorità servizio rifiuti e la Regione Toscana avevano già fatto presente, lo scorso anno, sia al Comune di Livorno che ad Aamps che il concordato preventivo era privo del requisito della continuità aziendale. “Avevamo manifestato – aggiunge Borchi – la disponibilità a venire incontro alle esigenze del Comune e di Aamps di porre in essere la procedura concordataria stipulando un apposito accordo con l’Ato, ma il Comune ha sempre rifiutato
qualsiasi accordo. Ora il TAR ha preso una posizione netta anche su questo affermando che ‘la valorizzazione di eventuali peculiarità o esigenze delle gestioni locali non può che
passare, di volta in volta, dal raggiungimento di intese o accordi fra l’Autorità, titolare delle funzioni in questione, e il Comune interessato'”.

Perciò, spiega il direttore di Ato, “nessuna deroga alla gestione unitaria è possibile al di fuori degli accordi con l’Autorità d’Ambito e se Livorno vorrà proseguire a gestire il servizio sino al 2021, ovvero alla scadenza prevista dal piano concordatario, dovrà stipulare un
apposito accordo con Ato e non potrà più rifiutarsi di realizzare le intese necessarie per garantire l’obiettivo della gestione unica stabilito dalla legge regionale”.

“Piove sul bagnato. Lascio da parte i giudizi politici, che sono scontati di fronte a forzature ogni volta contraddette dalla giustizia. La sentenza del Tar ottenuta dall’Ato è un altro punto fermo, inequivocabile e imprescindibile. Significa che la giustizia amministrativa
legittima il percorso fatto dall’Ato e che convalida, ancora una volta, la valenza della legge regionale”. Lo ha detto il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, commentando la sentenza del Tar toscano che annulla la delibera del Comune di Livorno che affidava ad Aamps la gestione dei rifiuti fino al 2030.

“Una vittoria su tutti i fronti con una motivazione che dà ragione ad Ato su ogni aspetto e che incide anche sul concordato preventivo, dichiarando che è il concordato a doversi adeguare all’Ato e non viceversa. La sentenza stabilisce anche che nessuna iniziativa singola dei comuni è possibile senza accordi con Ato, si tratta quindi di un netto passo in avanti nell’ambito della gestione integrata dei rifiuti, quella che noi come Pd Toscana sosteniamo con forza. È l’ennesima dimostrazione che quelle del sindaco Nogarin sono battaglie di retroguardia, posizioni pretestuose e fuori dal tempo ma soprattutto pericolose, in quanto minano un concreto progetto di rilancio e semplificazione. Quello che si merita Livorno così come tutti i comuni della Costa: basta conservatorismi allora e guardiamo al futuro lavorando tutti assieme in sinergia”. Così Dario Parrini e Antonio Mazzeo, segretario e vicesegretario vicario Pd Toscana, in merito alla sentenza del Tar che dichiara illegittima la decisione del Comune di Livorno di affidare il servizio di gestione dei rifiuti fino al 2030 in difformità con quanto deciso dall’Autorità di servizio Ato Toscana Costa.

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Rotonda Ciampi Livorno: Nogarin, stop speculare, ritiro atto

Rotonda Ciampi Livorno: Nogarin, stop speculare, ritiro atto

Livelli inaccettabili polemica, ex Capo Stato non lo merita.

“La speculazione in corso attorno alla figura istituzionale dell’ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha raggiunto livelli inaccettabili. Per questo ho deciso di ritirare la delibera con cui la giunta comunale di Livorno avrebbe dovuto intitolare, tra un mese esatto, la Rotonda d’Ardenza all’ex Capo dello Stato”. Così oggi in una nota il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin ha comunicato la sua decisione definitiva “per sottrarre la figura di Ciampi da questa polemica, cominciata con la presa di distanza del gruppo consiliare del M5s di Livorno e culminato con questa insopportabile gara con il capoluogo toscano, una polemica che non ho mai voluto e che nè Ciampi nè Livorno meritano”.

Nogarin, in una nota, spiega che aveva deciso per l’intitolazione, come richiesto da una parte della cittadinanza, con uno spirito ‘puramente istituzionale’, sottolineando il profondo legame che Ciampi ha sempre mantenuto con la sua città.

“Nei giorni successivi però – puntualizza – il discorso si è spostato da un piano istituzionale a un piano politico. Tutti i partiti hanno cercato di tirare per la giacchetta l’ex Presidente Ciampi, tentando di sfruttarne la figura a scopi puramente politici. Per quanto mi riguarda la misura è colma e a questo punto faccio un passo indietro: non solo ritirerò immediatamente la delibera, ma se nel momento in cui qualsivoglia gruppo politico dovesse presentare atti in Consiglio comunale, per provare a speculare politicamente sulla
figura di Ciampi, io lascerò immediatamente l’aula”.

“Mi sono già messo in contatto con i familiari dell’ex Capo dello Stato – conclude Nogarin – e mi sono scusato con loro per quanto accaduto. Quando le polemiche si saranno sopite, riprenderemo la discussione serenamente”.

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