“iMove”, una App sulla percorribilità di marciapiedi

“iMove”, una App sulla percorribilità di marciapiedi

🔈Firenze, presentato nella sede di Publiacqua, “iMove”, un applicativo web ed una App che mette a disposizione informazioni aggiornate sul grado di percorribilità di marciapiedi ed aree pedonali del centro della città.

“iMove” è stata pensata e sviluppata dall’Associazione Alter Ego, per facilitare gli spostamenti di persone con difficoltà o disabilità motoria, per mamme con passeggini e per chi vuoi vivere le città e le sue bellezze con la massima tranquillità e sicurezza.

Con oltre 410 vie mappate, per una lunghezza complessiva di circa 115 km, con l’evidenziazione delle grado di percorribilità di marciapiedi e aree pedonali, con l’accesso a schede informative dettagliate su tratti e edifici d interesse storico, artistico e culturale, con la possibilità di accedere alla community per inviare segnalazioni e commenti, “iMove”  rappresenta l’interfaccia smart, semplice e fruibile per tutta la cittadinanza.

“iMove” è stato realizzato grazie al contributo di “Autostrade per l’Italia”,  in collaborazione con Publiacqua S.p.a., Aics Solidarietà Toscana, Aics Comitato  provinciale  di  Firenze, Cooperativa Gaetano Barberi di Firenze, Firenze Orienteering Asd e con il patrocinio di Città Metropolitana di Firenze e Comune di Firenze.

Nel pomeriggio di sabato 7 ottobre sono previste una serie di attività di promozione di “iMove”, arricchite da attività di sensibilizzazione effettuate sulle strade e nelle piazze centro storico fiorentino concernenti la tematica della sicurezza stradale.

Ritrovo previsto in Piazza del ‘Unità a Firenze (di fronte  ai locali della Regione Toscana) alle ore 14.00 per percorrere in gruppo la tratta  fino alla Loggia del Pesce (zona Borgo La Croce), dove si terrà  lo spettacolo denominato  “Strade diverse. iMove e Bevi Diversamente on the road: flash mob Piccoli Atti on the Road, brevi azioni teatrali a cura di Breathing Theater”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il project manager dell’Associazione Alter Ego, Andrea Faggi ed il presidente di Publiacqua Filippo Vannoni:

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Consip: nuova contestazione disciplinare a Woodcock

Consip: nuova contestazione disciplinare a Woodcock

“Grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile”: è questa, in merito alla vicenda Consip, la nuova contestazione rivolta dal pg della Cassazione al pm di Napoli, Woodcock.

Woodcock, il 21 dicembre dello scorso anno, avrebbe ascoltato l’ex consigliere economico di Palazzo Chigi Filippo Vannoni quale persona informata dei fatti e non come indagato (dunque, in quest’ultimo caso, con l’assistenza di un difensore), quando invece erano già emersi elementi per l’iscrizione nell’apposito registro. Lo scrive il ‘Corriere della Sera’, precisando che la comunicazione della nuova incolpazione è stata fatta al Csm “alla vigilia delle ferie estive” e ricordando come Vannoni era stato indicato dall’ex amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, come uno di coloro che lo avevano avvertito dell’indagine in corso.

Marroni, ricorda il Corriere, “aveva fatto anche altri nomi: il ministro Lotti, il comandante dei carabinieri Del Sette, il comandante dell’Arma in Toscana, Saltalamacchia; tutti regolarmente indagati per rivelazione di segreto e favoreggiamento. Vannoni invece no, e questo ha permesso l’interrogatorio, ‘senza le garanzie di legge’, da cui è venuta fuori la conferma delle accuse a Lotti (negate dal ministro e successivamente modificate dallo stesso Vannoni davanti ai pm di Roma)”.

La precedente contestazione disciplinare a Woodcock, tuttora oggetto di indagine da parte della procura generale della Cassazione, riguarda un articolo pubblicato il 13 aprile scorso dal quotidiano La Repubblica nel quale si riportavano frasi virgolettate del magistrato riferite sempre alla vicenda Consip.

Nell’articolo venivano riferite alcune frasi che il pm Woodcock avrebbe pronunciato parlando con i suoi colleghi dell’inchiesta Consip, e, in particolare, dei rapporti tra le procure di Napoli e Roma e dell’indagine avviata dai pm romani nei confronti dell’allora capitano del Noe Giampaolo Scafarto.

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La voragine di L.no torrigiani? potrebbero pagarla i cittadini in bolletta

La voragine di L.no torrigiani? potrebbero pagarla i cittadini in bolletta

Questo avrebbe spiegato  ha spiegato, come riporta una nota del consigliere di Sinistra italiana Tommaso Grassi, il presidente della partecipata Filippo Vannoni prendendo parte, con una decisione ‘last minute’, a un’audizione in  Commissione controllo in Palazzo Vecchio.

Insomma, non c’è certezza che quanto speso per il ripristino della voragine  del Lungarno Torrigiani dopo il crollo del 25 maggio 2016, tra 7 e 8 milioni di euro, non finisca nellatariffa che pagherà nel 2018 la cittadinanza servita da Publiacqua, la società idrica del centro Toscana.
Grassi ricorda nella nota che “Nardella era stato tassativo fin dal giorno dopo il disastro nell’ escludere che anche un solo euro potesse esser pagato dai fiorentini in tariffa: oggi dopo oltre un anno il Presidente di Publiacqua Vannoni audito in Commissione controllo è chiaro nel sottolineare il contrario”.

Secondo il consigliere, “è chiaro che si prende tempo sperando che i fiorentini possano dimenticarsi quanto accaduto: ci viene riferito ufficialmente che le assicurazioni ancora devono esprimersi se e quanto rimborsare, che le tesi di Comune, Publiacqua e Procura sono divergenti nell’individuare quale sia
la causa che ha provocato la voragine, il crollo e la rottura dei tubi dell’acqua. Ma non solo, si scopre che i lavori proseguiranno fino a fine 2018 nei tratti a monte e a valle di Lungarno Torrigiani. Chissà che alla fine della vicenda non si scopra che
i tubi si sono rotti per cause naturali, che nessuno è responsabile e che alla fine gli unici a rimetterci saranno la cittadinanza e la intera città”. Rispetto all’indagine in corso per chiarire le cause del disastro la Procura fiorentina ha
chiesto l’archiviazione, ed al riguardo si attende la decisione del gip. In proposito, aggiunge Grassi, “a settembre chiederemo  alla Giunta di riferire cosa intende fare e a quali conclusioni siano arrivati gli uffici del Comune”.

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INCHIESTA CONSIP, MARRONI LASCIA: “SONO SERVITORE STATO”

Consip Marroni

L’annuncio al termine dell’incontro tra Marroni e presidente Anac Cantone: “Onorato lavorare per Stato e un’esperienza bellissima ma chiudo con assemblea 27 giugno.”

Luigi Marroni lascia Consip. L’Ad lo ha annunciato al termine di un incontro con il presidente dell’Anac Raffaele Cantone. “Il mio futuro? – ha detto – Non sarà certo in Consip, l’assemblea del 27 chiude un’esperienza bellissima per me”. “Sono un fedele servitore dello Stato – ha aggiunto – e faccio il mio lavoro fino in fondo. E’ stato un onore lavorare per lo Stato italiano.” L’amministratore delegato di Consip è un testimone chiave dell’inchiesta sulla centrale di acquisti della pubblica amministrazione e sulla fuga di notizie che ha azzoppato l’indagine. Ai magistrati della procura di Roma, in un’ audizione ad inizio giugno durata oltre sette ore, Marroni ha in sostanza confermato quando disse agli inquirenti napoletani lo scorso dicembre.

L’Ad di Consip raccontò di avere saputo da quattro diverse persone e in differenti occasioni che le sue utenze telefoniche erano sotto intercettazione. In particolare, oltre al nome di Luigi Ferrara – il presidente di Consip che si è dimesso nei giorni scorsi ed è indagato dalla procura di Roma per false informazioni ai pm – Marroni fece anche quelli di Filippo Vannoni, presidente di Pubbliacqua, municipalizzata di Firenze, del generale dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia e dell’attuale ministro Luca Lotti. Fu invece lo stesso Ferrara, secondo Marroni, a raccontagli di aver saputo dell’inchiesta direttamente dal comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette.

Quello di oggi con Cantone, ha detto ancora Marroni uscendo dalla sede dell’Anac, “è stato un incontro stabilito da un mese ed è diventato con l’occasione anche un incontro di saluto. Abbiamo fatto un buon lavoro riconosciuto dal Parlamento, abbiamo risparmiato miliardi e sono onorato di aver contribuito al benessere dei conti dello Stato italiano”

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