AUTOSTRADE, PRESIDIO CONCESSIONARIE AUTOSTRADALI A SCANDICCI

Autostrade🔈200 lavoratori al presidio del casello A1 Firenze Scandicci. Sindacati: “nuovo Codice appalti mette a rischio migliaia posti lavoro.” Capogruppo Mdp Spinelli: “solidarietĂ  ai lavoratori, Governo intervenga.”

Quasi 200 lavoratori delle concessionarie autostradali, provenienti da Firenze, Arezzo, Bologna e Piacenza, stanno dando vita a un presidio con volantinaggio al casello autostradale di Firenze Scandicci sull’A1, con bandiere e pettorine gialle o arancioni, per protestare contro la modifica del nuovo Codice degli appalti che limita la possibilitĂ  per le concessionarie di eseguire direttamente manutenzioni e progettazione.

Una norma che per Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil mette a rischio migliaia di posti di lavoro in tutta Italia, e prelude a una precarizzazione del lavoro stesso, con riflessi negativi anche sull’utenza autostradale. “Lavoro e qualitĂ  delle autostrade sono una prioritĂ ”, afferma Giulia Bartoli (Fillea-Cgil), mentre la nuova norma “è stata scritta male – accusa Stefano Tesi (Filca-Cisl) – e con questo presidio vogliamo fare un segnale”.

Stante la convocazione del tavolo al Mise per venerdĂŹ 14, lo sciopero indetto per quella giornata è sospeso, ma “se il tavolo non dovesse dare risposte esaurienti – avverte Laura Zucchini (Feneal-Uil) – ci riserviamo di continuare la protesta.” “Ci scusiamo per il disagio” aveva dichiarato i sindacalisti Giulia Bartoli, Ottavio De Luca e Ernesto in un comunicato: “ma la vertenza dei lavoratori delle concessionarie è finalizzata non solo alla salvaguardia dell’occupazione ma anche alla qualitĂ  del lavoro e delle prestazioni effettuate nella manutenzione delle autostrade e, quindi, a garantire la sicurezza degli automobilisti stessi.”

“SolidarietĂ  ai lavoratori delle concessionarie a cui ho portato la mia vicinanza condividendo la loro legittima preoccupazione”. Lo afferma il capogruppo Mdp in Consiglio regionale Serena Spinelli. “Mi unisco all’appello di lavoratori e sindacati che chiede al Governo di porre tempestivamente rimedio a quanto previsto dal nuovo Codice Appalti – aggiunge in una nota -, che limitando la possibilitĂ  per le concessionarie di eseguire direttamente manutenzioni e progettazione mette a rischio 3 mila  posti di lavoro in tutta Italia, 200 in Toscana”.

Inoltre, dice ancora, “colpisce una specializzazione industriale necessaria a questo tipo di interventi legati alla sicurezza di chi viaggia. Uno scenario inaccettabile al quale auspico il Governo trovi un rimedio adeguato giĂ  a partire dal prossimo 14 luglio, giorno in cui è stato convocato il tavolo al Mise”. Per Spinelli “è evidentemente da scongiurare uno scenario in cui a seguito del nuovo Codice Appalti a rimetterci sia l’anello piĂš debole della catena, ovvero i lavoratori”, conclude.

Claudio Gherardini ha intervistato Barbara Cerruti del sindacato Filca Cisl Nazionale:

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CGIL TOSCANA: “APE SOCIAL A RISCHIO PER MILLE EDILI”

Cgil Ape Social EDILIZIA

“Circa 29mila operai edili toscani iscritti alla Cassa edile di cui un migliaio oltre 63 anni” denuncia la Fillea-Cgil: “lavoratori penalizzati perchĂŠ lavoro flessibile e contributi discontinui.”

Mille operai edili in Toscana rischiano di non poter ottenere l’anticipo pensionistico con la formula dell’Ape social; è l’allarme lanciato dalla Fillea-Cgil, che ricorda come siano 29mila in regione gli operai edili iscritti alla Cassa edile, di cui un migliaio oltre i 63 anni, paletto necessario per accedere alla pensione anticipata.

“Questi lavoratori – spiega Giulia Bartoli, segretaria generale Fillea-Cgil Toscana – sono penalizzati anche perchĂŠ la loro vita lavorativa è caratterizzata dalla discontinuitĂ . Per questo l’Ape agevolata sa di presa in giro. A 65 anni lavorare in cantiere è dura, i lavori non sono tutti uguali, non ci possono essere degli anziani sulle impalcature, basta coi nonni sui ponteggi”.

Oltre ai 36 anni di contribuzione, fra cui 6 degli ultimi 7 con continuitĂ  contributiva, e l’obbligo, previsto dalle ultime circolari Inps, di certificare gli anni svolti come lavoro gravoso; certificazione che deve essere fatta dall’impresa. “Ma in un settore come l’edilizia – lamenta Bartoli – caratterizzato da estrema flessibilitĂ  e dove spesso un lavoratore cambia azienda, molte ditte hanno chiuso o sono introvabili”. Sono, questi per il sindacato, “paletti che rendono difficile l’accesso all’Ape social per gli operai edili.”

Per questo “I sindacati hanno chiesto al Governo un incontro urgente sulle criticità emerse nella fase attuativa dell’Ape, chiediamo anche di trovare un altro metodo per la produzione di questa certificazione da parte degli operai, magari passando per le Casse edili. Più in generale, è necessario intervenire sulla legge Fornero affinché chi fa un lavoro gravoso e particolare come quello edile possa andare in pensione prima”.

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