BRUXELLES, NARDELLA IN MISSIONE PER FINANZIAMENTI “JUMBO BUS”

Nardella Jumbo Bus

Domani è previsto l’incontro tra Nardella e commissario europeo Cretu a Bruxelles. “Obiettivo sono finanziamenti Jumbo bus piazza Libertà-Bagno a Ripoli.” Ma c’è spazio anche per tramvia e scuola europea.

Domani a Bruxelles incontro tra il sindaco di Firenze Dario Nardella e il commissario europeo gli affari regionali Corina Cretu: “obiettivo”, ha spiegato oggi Nardella, “è di sondare tutte le strade percorribili per ottenere un finanziamento per il jumbo bus” da Bagno a Ripoli a piazza della Libertà, a poche centinaia di metri dal centro storico. Il piano per ottenere fondi dall’Ue per la realizzazione dell’infrastruttura, lanciato mesi fa, “va avanti – ha detto Nardella – domani vado insieme al sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini e l’assessore alla Politiche europee Perra.

L’obiettivo è quello di sondare tutte le strade percorribili per ottenere un finanziamento per il jumbo bus: anche grazie all’agenda Juncker per la parte che riguarda le politiche urbane”. Nardella ha anche spiegato anche di andare a Bruxelles “a fare un resoconto della situazione complessiva dei lavori della tramvia e delle implementazioni; tratteremo poi il tema della scuola europea, school of transnational governance che a questo punto ha avuto il via libera lo scorso mese da tutto il consiglio della scuola e dalla commissione europea e che sorgerà a palazzo Buontalenti. Poi avrò un’altra serie di incontri con esponenti politici e istituzionali”, ha concluso.

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VERDINI, GIUDICI SU CRAK CCF: ” CONDOTTE GESTIONALI ABNORMI ED IRREGOLARI”

verdini

Lo scrivono i giudici del tribunale di Firenze nelle motivazioni della sentenza con la quale hanno condannato Denis Verdini, senatore di Ala, a 9 anni.

La gestione del Credito cooperativo fiorentino (Ccf) è “risultata imprudente quanto ambiziosa, seguita dalla consapevolezza, maturata dapprima dal senatore Verdini e, subito dopo, quanto meno a partire da settembre 2008 anche dal management, di un imminente disastro, ormai inevitabile e reso poi palese dall’ispezione della Banca d’Italia del 2010″. Lo scrivono i giudici del tribunale di Firenze nelle motivazioni della sentenza con la quale hanno condannato Denis Verdini, senatore di Ala, a 9 anni.
“Quella decisa dal tribunale di Firenze per il senatore di Ala Denis Verdini non poteva prescindere, “nell’individuazione di una pena congrua e adeguata al fatto concreto, dalle dimensioni della vicenda dalla gravità enorme del fatto ricostruito, dalla patologia dei finanziamenti concessi, dall’indifferenza verso la vigilanza e dallo spregio delle regole”. Lo scrivono gli stessi giudici nelle motivazioni della sentenza.
Lo stato di insolvenza in cui finì l’ex Credito cooperativo fiorentino, per 20 anni presieduto dal senatore Verdini, fino al suo commissariamento nel luglio 2010, è “ascrivibile a condotte gestionali abnormi ed irregolari, riconducibili al management”, della banca “e non certo attribuibili a chi era intervenuto per porre fine e rimedio alle stesse”. Lo scrivono, nelle motivazioni della sentenza, i giudici del tribunale di Firenze.
Una risposta alle difese di alcuni imputati, in particolare del senatore di Ala, che avevano puntato il dito contro i commissari e la loro gestione. “Il danno è stato enorme”. Per quanto riguarda il Btp (di Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei), per i giudici “un gruppo”, il tentativo di ristrutturare il debito fu “un’operazione davvero assurda”. “Anche dopo la percezione della fortissima crisi del gruppo Fusi Bartolomei, Ccf aveva continuato a sostenere i due imprenditori, nella pien consapevolezza della precarietà della loro situazione” continuano i giudici “le vicende relative agli imprenditori Fusi e Bartolomei e del Ccf (ma per certi aspetti si deve precisare tra i due imprenditori ed il senatore Verdini) vengono ad interferire reciprocamente”, tesi, per altro, sostenuta dai pm Luca Turco e Giuseppina Mione.
Che la Btp di Fusi e Bartolomei fosse un “gruppo”, scrivono i giudici, era chiaro anche all’interno del Ccf ma “si era deciso di tenere separate le posizioni: era stata una scelta, non una sottovalutazione”. Una scelta non solo del presidente dell’ istituto Denis Verdini: “l’intero management e lo stesso collegio sindacale”, per i giudici, erano “perfettamente a conoscenza” di quanto avveniva, “non solo in termini astratti, ma specifici e concreti”. I finanziamenti concessi alla Btp non sono quindi state solo operazioni “rischiose, ma viziate da una scelta ostinata, consapevole e testarda”. Tanto che “quando le banche più importanti li abbandonarono, pretendendo la sostituzione del management e degli organi di controllo delle società del gruppo Fusi-Bartolomei – si legge ancora nelle motivazioni -, per Ccf si aprirono le porte dell’inferno”.
Del resto la Btp e tutte le altre società collegate, erano”imprese attive ma che vivevano sul filo del rasoio, sul ciglio del burrone”, per la “scaltrezza nell’attingere a finanziamenti che servivano ad avvalorare i progetti, che si autoalimentavano di nuova finanza, che serviva per effettuare movimenti
infragruppo, che a loro volta determinavano un’apparenza di solidità, che invece nascondeva un precario equilibrio”.

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RAPPORTO BANKITALIA SU ECONOMIA TOSCANA: “CRESCITA MODERATA”

bankitalia chiantibanca firenze

“Siamo al terzo anno consecutivo di crescita del prodotto” ha dichiarato il rapporto di Bankitalia.”Imprese con più di 20 dipendenti con fatturato +1,3% e esportazioni a +0,6%, consumi aumentati.”

“In Toscana nel 2016 l’attività economica è cresciuta a un ritmo moderato, analogo a quello nazionale” così ha inizio il rapporto stilato oggi dalla Banca d’Italia sulle condizioni dell’economia toscana. Un rapporto positivo che parla “del terzo anno consecutivo di crescita del prodotto.” Una situazione che “ha beneficiato del consolidamento dei consumi e dell’apporto del canale estero, a fronte della debolezza degli investimenti.” Per il 2017, dunque, “le imprese si attendono un leggero aumento del fatturato e una sostanziale stabilità dell’accumulazione di capitale” mentre “le banche prefigurano un aumento della domanda di credito e un lieve irrigidimento dei criteri di offerta”.

Per quanto riguarda le imprese si registrerebbe un aumento del fatturato dell’1,3 per cento per quelle con più di 20 addetti e “le vendite sui mercati esteri sono cresciute a un ritmo doppio”. L’aumento dei consumi e dei flussi turistici avrebbe beneficiato le imprese dei servizi, comprese le”abitazioni private che sono diventate un’importante componente dell’offerta ricettiva”. Ristagna invece l’attività delle costruzioni, “nonostante l’impulso dalla crescita delle transazioni immobiliari”, a causa dell’ incertezza.

In generale le esportazioni toscane sono cresciute dello 0,6 per cento, spiega il rapporto. Anche se la Toscana è frenata “dalle vendite legate a commesse pluriennali di nautica e di macchinari e della variabilità del prezzo dell’oro”. “La redditività”, tuttavia “è migliorata, a vantaggio della capacità di autofinanziamento e della liquidità”. Registrandosi alla fine dell’anno un lieve calo dei finanziamenti bancari rispetto a 12 mesi prima. Sul fronte del mercato del lavoro assistiamo ad un aumento dello 0,6 per cento degli occupati a causa della “moderata crescita dell’economia”.  L’incremento “ha riguardato in misura più accentuata la fascia dei lavoratori più anziani” ma ha interessato anche i lavoratori più giovani. L’aumento delle persone che cercano lavoro ha portato ad un aumento del  tasso di disoccupazione “al 9,5 per cento”.

Si assiste, così, ad un incremento dei “consumi di beni durevoli (5,7 per cento) e delle transazioni immobiliari (20,0)”, in un contesto di maggior fiducia. Le famiglie hanno finanziato tali spese anche ricorrendo all’indebitamento: il credito al consumo e i mutui sono saliti (6,1 e 1,8 per cento, rispettivamente). Il valore dei titoli a custodia nel portafoglio delle famiglie è diminuito; il risparmio si è indirizzato soprattutto verso le forme gestite, a fronte del calo delle componenti obbligazionaria e azionaria.

 

 

 

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