FISCO, GUARDIA DI FINANZA: “600 EVASORI IN TOSCANA NEL 2017″

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Un totale di 326,5 mln di euro evasi e 650 mln redditi nascosti, questi i dati della Guardia di Finanza in occasione del suo 243/o compleanno. Il 24% dei negozianti toscani controllati non fa scontrino.

Sono 600 gli evasori totali scoperti dalla guardia di finanza in Toscana nei primi cinque mesi del 2017, per un totale di 326,5 milioni di euro di base imponibile occultati. È questo uno dei dati resi noti in occasione delle celebrazioni per il 243/o anniversario della fondazione del Corpo. Complessivamente sul fronte dei controlli fiscali sono stati scoperti 650 milioni di redditi nascosti al fisco. 11.685 le verifiche eseguite su scontrini e ricevute fiscali, da cui è risultato irregolare il 24% dei soggetti controllati. Sempre nei primi cinque mesi del 2017 sono stati sequestrati beni per 30 milioni di euro al fine del recupero delle imposte evase, e avanzate proposte di sequestro per 60 milioni.

Denunciate per reati fiscali 231 persone, 11 delle quali arrestate. Scoperti 149 lavoratori assunti ‘al nero’ e 110 in modo irregolare. Eseguiti 3 accessi ispettivi a 10 imprese cinesi a Prato e Firenze. Sul fronte del contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica, nei primi cinque mesi del 2017 sono state accertate frodi comunitarie per contributi indebitamente percepiti o richiesti per 766 mila euro. Constata l’illecita percezione o richiesta di contributi nazionali e locali per 540 mila euro e denunciate 53 persone.

Nelle stesso periodo le fiamme gialle hanno individuato assegnazioni irregolari di appalti pubblici per 3,4 milioni di euro. 5 le persone denunciate. Scoperti poi 100 ‘falsi poveri’, che hanno irregolarmente ottenuto prestazioni agevolate per 48 mila euro. Per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata, l indagini patrimoniali hanno portato al sequestro di 3 milioni di euro e a proposte di sequestro per 9 milioni. 33 le persone denunciate per riciclaggio, 3 delle quali arrestate. Denunciati 103 trafficanti di droga, 15 dei quali finiti in manette. 204 infine le persone denunciate per reati relativi alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, col sequestro di 688 mila articoli contraffatti e di 46.500 non sicuri.

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FISCO, REGIONE TOSCANA PUNTA A COMPARTECIPAZIONE GETTITO IVA

Fisco Regione Toscana

Protocollo d’intesa tra Regione, Agenzia Entrate e Asl Toscana Centro. Dopo le maggiori entrate a Prato a seguito dei controlli di ‘Lavoro Sicuro’ nel 2014 la Regione Toscana verso compartecipazione.

La Regione Toscana vuole compartecipare al gettito erariale dell’Iva derivante dall’attività di controllo “Lavoro Sicuro” avviata nel 2014 sulle aziende dell’area pratese. Oggi il governatore Enrico Rossi ha firmato un protocollo d’intesa con Agenzia delle Entrate e Asl Toscana Centro, per scambiarsi dati e capire se le segnalazioni della Regione abbiano portato o porteranno in futuro a un aumento del gettito – che nell’area oggetto del progetto “Lavoro Sicuro” è cresciuto nel 2016 di 470 milioni di euro sul 2015.

“Quando si arriverà a verificare quanto ha inciso l’attività di controllo della Regione sul gettito Iva, noi apriremo una discussione col governo nazionale e chiederemo la nostra quota parte”, ha detto Rossi. Entro fine 2017, ha spiegato il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Carlo Palumbo, i dati dovrebbero essere esaminati. “Riterremmo legittimo chiedere il 50% al governo”, ha aggiunto Rossi: peraltro, non essendo mai stati emanati i decreti attuativi del decreto legislativo 68/2011 che introduceva la compartecipazione, la proposta toscana potrebbe rappresentare un ‘caso pilota’.

«Non hanno mai trovato una vite sempre stretta, bisogna continuare a stringerla». Così aveva commentato il governatore Rossi sul piano due del progetto “Lavoro sicuro”. Un progetto che ha dato il via ad una  “stretta” su 7945 aziende controllate nell’area vasta negli ultimi due anni e mezzo, di cui 4307 a Prato. La prima fase del progetto, che continuerà fino al 2019,ha visto il 78,4% delle 7946 imprese controllate in regola: in termini assoluti, su 6229 realtà una buona fetta (3425) s’è adeguata successivamente al primo controllo, 2804 è risultata subito in regola, la parte restante (1717 unità produttive) è recidiva perché non si adegua alle regola o risulta non più attiva.

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