Firenze: presidio lavoratori Agenzia delle Entrate

Firenze: presidio lavoratori Agenzia delle Entrate

Presidio lavoratori alla sede di Firenze dell’Agenzia delle Entrare. Rivendicazioni: investire sul personale e sulle strutture e incrementare il Fondo di produttività.

Presidio lavoratori dell’Agenzia delle Entrate, invocano “una nuova stagione di progressioni economiche che valorizzi tutto il personale”, e un confronto sui processi di riforma che non possono essere a costo zero, o l’occasione per un depotenziamento della macchina fiscale.

Sono queste le rivendicazioni dei lavoratori toscani dell’Agenzia delle Entrate, che oggi hanno dato vita a un presidio davanti alla sede di Firenze.

L’agitazione è stata indetta a livello nazionale da Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa, Confsal, Flp: in Toscana i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate sono circa 2.500. “Il nuovo direttore generale – sostiene Santi Bartuccio, segretario regionale Fp-Cgil Toscana – prevede una nuova riorganizzazione a noi del tutto sconosciuta: credo che sia assolutamente necessario che ci convochi, e spero che a breve ciò avverrà, e che in quella sede ci illustri il programma di riorganizzazione dell’agenzia”.

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Scuola: a Firenze 43mila studenti istituti superiori

Scuola: a Firenze 43mila studenti istituti superiori

La campanella suonerà anche a Meyer, in una nuova scuola più grande e accogliente.

Saranno 43mila gli studenti della città metropolitana di Firenze che domani torneranno sui banchi, 10163 quelli che approderanno alla prima superiore. Il 47% dei nuovi iscritti ha scelto l’indirizzo liceale, il 21% il professionale ed il 32% l’indirizzo tecnico.
La campanella suonerà anche all’ospedale pediatrico Meyer dove ad attendere i bambini che frequentano la primaria, sarà una scuola tutta nuova, più grande e accogliente, realizzata grazie alla Fondazione Meyer, per rendere più piacevoli le ore dedicate alle lezioni e allo studio.
“A tutti rivolgo il mio augurio – ha dichiarato il sindaco della Città metropolitana Dario Nardella – per una crescita di competenza, di relazioni e di prospettive. Da parte nostra assicuriamo tutta la nostra attenzione per la cura del patrimonio scolastico a cui sono riservate, insieme alle strade, larga parte delle risorse della Metrocittà”. Anche il territorio metropolitano di Firenze registra il trend regionale, con un certo calo degli istituti tecnici e professionali e un incremento dei licei.
Più in generale c’è un calo nella popolazione scolastica pari a circa 400 studenti, da 43477 del 2016-2017 a 43026 del 2017-2018.
“La Città Metropolitana – spiega Giampiero Mongatti, consigliere delegato alla Rete scolastica – ha destinato per il nuovo anno scolastico 3 milioni e 268 mila euro a interventi ordinari, straordinari e minuti di manutenzione straordinaria nella disponibilità dei dirigenti scolastici, la cui attività viene ad affiancarsi a quella diretta della Città Metropolitana”.
Nardella parteciperà domani, alle ore 11, all’inaugurazione di un murales realizzato sull’intera facciata e su una parete laterale dell’Istituto tecnico per il turismo “Marco Polo” di Firenze, in occasione del primo giorno di scuola e a conclusione di un laboratorio con studenti e docenti che si è svolto nello scorso anno scolastico. Inoltre verrà avviato un nuovo servizio di trasporto pubblico nelle aree Valdarno-Valdisieve e Mugello Alto Mugello della Città metropolitana.
Intanto, in una nota, la Fp Cgil Toscana Firenze, ha scritto: “Come previsto e più volte annunciato dalla Funzione pubblica Cgil, la politica dell’appalto nelle scuole dell’infanzia comunali, ostinatamente perseguita dalla Giunta Nardella/Giachi, sta producendo gravi danni. Ben 17 insegnanti comunali hanno scelto il ruolo allo Stato e verranno “rimpiazzate” da altrettanti insegnanti precari per almeno tutto l’anno scolastico che sta iniziando”.

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Allarme Fp Cgil: scuole infanzia di Firenze, fuga delle insegnanti

Allarme Fp Cgil: scuole infanzia di Firenze, fuga delle insegnanti

Scuole dell’infanzia a Firenze, ben 17 insegnanti hanno scelto il ruolo allo Stato e saranno “rimpiazzate” da altrettante precarie. Allarme Fp Cgil: “Una vera fuga per garantirsi un futuro, nessuno si fida più dell’operato del Comune la cui politica produce gravi danni”.

Sono 17 gli insegnanti comunali che hanno scelto il ruolo allo Stato e che verranno “rimpiazzate” da altri insegnanti precari, per almeno tutto l’anno scolastico che sta iniziando.

Come previsto e più volte annunciato dalla Funzione Pubblica Cgil: “la politica dell’appalto nelle scuole dell’infanzia comunali, perseguita dalla Giunta Nardella/Giachi, sta producendo gravi danni”.

La fuga verso lo Stato ha una sola motivazione: la mancanza di certezza per queste insegnanti di poter continuare a svolgere la propria professione, per la quale hanno studiato, si sono laureate e hanno vinto un concorso in Comune.

Si legge in un comunicato della Fp Cgil: “la politica di Palazzo Vecchio, con l’estensione a tutte le scuole comunali del modello misto con il privato sociale, va nella prospettiva, insieme alla statalizzazione di alcune sezioni, di relegare a un ruolo sempre più residuale il servizio scolastico del Comune e così, senza prospettive, l’opzione per la scuola statale è scontata perché, almeno per ora, garantisce continuità alla funzione docente”.

L’esodo è la dimostrazione che nessuno si fida più dell’operato del Comune e mai come quest’anno la fuga verso lo Stato ha raggiunto tali livelli, coinvolgendo per altro anche il personale delle Cooperative che, a sua volta, emigra verso un lavoro stabile, sicuro e meglio retribuito. Per garantirsi un futuro.

Continua il comunicato: “l’ostinazione di questa Amministrazione, che sempre si è sottratta al confronto per costruire una scuola “possibile e sostenibile”, raccoglie purtroppo i suoi frutti: quest’anno molti insegnanti precari, molto turn over e grande incertezza sull’organizzazione del rinnovato “modello scolastico” che prevede pure l’alternanza fra insegnanti comunali e personale delle cooperative; in merito Giachi dichiarava che è un obbligo mantenere la distinzione tra questo personale”.

La Fp Cgil ha iniziato a dare il proprio contributo di idee per una scuola con un futuro credibile dal 2012 (Convegno “La scuola dei piccoli è una grande scuola”) convinta che la scuola comunale rappresenti una grande potenzialità per il territorio e, per questo, si debba costruire una prospettiva, anche se le risorse fossero minori.

Conclude la Fp Cgil: “Un progetto di sostenibilità della scuola dell’infanzia è possibile: investiamo nel pubblico, basta con politiche a sostegno dell’iniziativa privata, fermiamo l’esodo delle insegnanti e investiamo in occupazione stabile e qualificata”.

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