Firenze: presidio lavoratori scuole contro sospensione estiva contribuzioni e retribuzioni

Firenze: presidio lavoratori scuole contro sospensione estiva contribuzioni e retribuzioni

A farne le spese i lavoratori delle scuole a parti time ciclico verticale/misto. Urge un intervento normativo per sanare la situazione”. Presidio con Fp Cgil e Usb.

Domani martedì 7 novembre presidio a Firenze davanti alla prefettura in via Cavour dalle ore 12 alle 13:30 con Fp Cgil e Usb per protestare contro la sospensione estiva in cui i lavoratori delle scuole a part time ciclico verticale/misto non percepiscono né retribuzione né contribuzione, senza diritto neanche agli ammortizzatori sociali. Si tratta di un migliaio di lavoratori nelle scuole, in maggioranza donne, nella provincia fiorentina che hanno contratto a tempo indeterminato e lavorano negli appalti educativi scolastici di assistenza all’Handicap, educativa domiciliare, pre e post-scuola, accompagnamento scuolabus. “Serve un intervento normativo per sanare la situazione di questi lavoratori del cosiddetto part time ciclico verticale/misto, che d’estate non hanno né reddito, né contributi, né sostegno al reddito” riporta il comunicato.

Le proposte che saranno portate al Prefetto, con l’obiettivo che siano accolte e coperte economicamente nella Legge di Stabilità, sono due. Per il passato, il riconoscimento dei contributi sulle 52 settimane annue, invece che sulle settimane di lavoro, possibile grazie alla direttiva europea che dice all’Italia di spalmare i contributi, e alle numerose sentenze passate in terzo grado di giudizio che condannano l’Inps e vedono riconosciuto il diritto ai lavoratori di spalmare i contributi.

Per il futuro, la richiesta è di una forma di ammortizzatore sociale tipo Naspi per il periodo di sospensione che sanerebbe il problema contributivo.

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Ospedale Careggi: Fp-Cgil, mancano 170 operatori

Ospedale Careggi: Fp-Cgil, mancano 170 operatori

Chiesto alla direzione che i 170 lavoratori mancanti siano riassunti all’interno di un piano di investimenti.

All’ospedale fiorentino di Careggi c’è carenza di personale quantificabile in circa 170 operatori tra sanitari e tecnici sanitari: è l’allarme lanciato dalla Fp-Cgil di Firenze, secondo cui viene a mancare un intero turno di servizio, quello che garantisce la coperture di assenze legittime dovute a malattie brevi o imprevisti.
“Aumentano i carichi di lavoro – lamentano Giancarla Casini (Fp-Cgil Firenze) e Michele Tortorelli (responsabile Rsu Fp-Cgil) – e ciò ha un effetto negativo sul fisico e sullo stress da lavoro correlato. I cittadini devono sapere cosa avviene in una delle realtà più importanti della Sanità toscana, dove è difficile garantire gli attuali servizi senza ricorrere a rientri forzati o a livelli più bassi di standard assistenziali, nonostante la grande professionalità di chi lavora”.
Casini e Tortorelli chiedono alla direzione che “i 170 lavoratori mancanti siano riassunti all’interno di un piano di investimenti”, aggiungendo che “bisogna ripristinare il turnover, effettuare la sostituzione immediata delle lavoratrici in gravidanza o del personale in lunga malattia”.

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Province, rischio dissesto: sciopero nazionale sindacati

Province, rischio dissesto: sciopero nazionale sindacati

Domani, venerdì 6 ottobre, sciopero nazionale con manifestazione a Roma. In Toscana tre Enti non chiudono il bilancio. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl: “Lavoratori e servizi ai cittadini a rischio, reperire in Legge di Bilancio le risorse necessarie”.

“Evitiamo il baratro. Siamo al collasso delle Province e delle Città Metropolitane, servono risorse per consentire l’erogazione dei servizi fondamentali ai cittadini e per tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal pagamento degli stipendi”. Dietro queste parole, dietro questo allarme, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl promuovono per domani venerdì 6 ottobre una giornata di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori di Province e Città Metropolitane (alle 10 manifestazione a Roma davanti a Montecitorio, dove saranno presenti lavoratori e sindacalisti toscani di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl).

In Toscana, tre Province (Pistoia-Grosseto-Lucca) su dieci ancora non hanno chiuso il bilancio, altre lo chiudono solo grazie ad azioni straordinarie come vendite del patrimonio immobiliare. “Il rischio default aleggia – dice Alice D’Ercole, segretaria generale Fp Cgil Toscana -, con il carico di conseguenze negative che porta per i servizi ai cittadini (come la manutenzione delle strade, con l’inverno che si avvicina, e e delle scuole) e per i lavoratori: mancate stabilizzazioni, taglio del salario accessorio fino a posti di lavoro e stipendi a rischio”.

“La mobilitazione del 6 ottobre – aggiunge Enzo Mastorci della segreteria regionale Fp-Cisl – vuol essere un segnale chiaro al Governo, che dalla Legge Del Rio in avanti ha lasciato che l’Ente provincia e le Città metropolitane soffocassero per assenza di risorse economiche, che sono necessarie allo svolgimento di funzioni proprie e di grande importanza come la manutenzione delle strade e degli istituti scolastici. I recenti eventi meteorologici di Livorno ancora una volta mettono in risalto la necessità di avere un Ente provincia efficace e funzionante. Questa riduzione progressiva delle risorse ha portato i cittadini ad una forte riduzione nei servizi e ha messo in ginocchio il personale dipendente oberato di funzioni sempre più pressanti per il blocco del turn over. Gli Enti sono sull’orlo del collasso e metteranno a rischio anche il pagamento degli stipendi. Il Governo dovrà anche dare risposte vere e concrete sullo sblocco del turn over, sulla garanzia delle risorse finanziarie e sull’annoso problema della Polizia Provinciale”.

“É necessario ogni sforzo che vada nella direzione di tutelare i lavoratori e garantire servizi fondamentali – spiega Flavio Gambini, responsabile Uil Fpl Toscana Enti Locali – Non può essere sottovalutato dalla politica un rischio di collasso del sistema che porterebbe conseguenze nefaste per intere famiglie e per intere comunità”.

I tre sindacati infine ritengono indispensabile “recuperare con la prossima Legge di bilancio tutte le risorse necessarie per garantire a questi Enti la sostenibilità economica; sbloccare il turn over e stabilizzare i lavoratori precari; dare finalmente certezza al sistema delle politiche attive del lavoro attraverso il definitivo trasferimento di competenze dei Centri per l’impiego ed il relativo finanziamento; dare agli Enti la possibilità di poter realizzare una programmazione pluriennale degli interventi; individuare delle soluzioni specifiche per far uscire dalla crisi strutturale finanziaria gli Enti con maggiori difficoltà”.

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Sindacati: a rischio chiusura bilanci molti enti locali

Sindacati: a rischio chiusura bilanci molti enti locali

In agenda sciopero Province e Città metropolitane il 6 ottobre.

“Conto alla rovescia: ancora pochi giorni e poi, senza interventi urgenti, è concreto il rischio che molti enti tra Comuni, Province e Città Metropolitane non saranno in grado di chiudere i bilanci”. A denunciare il pericolo sono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. In una nota unitaria i sindacati del pubblico impiego rilanciano così “le ragioni dello sciopero in programma venerdì 6 ottobre” promosso, spiegano, “per scongiurare il dissesto finanziario”.
Secondo le tre sigle “con la scadenza dei termini per l’approvazione dei bilanci degli enti locali si apre per parte del sistema delle autonomie il grande rebus di come conciliare la crisi finanziaria con la garanzia di servizi ai cittadini”.
Ormai, infatti, aggiungono, “sempre più frequentemente il sistema di Comuni e soprattutto Province e Città metropolitane non riesce a chiudere i bilanci in regola. La violazione di vincoli di bilancio, infatti, comporta per questi enti piani di rientro che colpiscono immediatamente i cittadini attraverso l’incremento della tasse e, nei fatti, una riduzione della garanzia di diritti di cittadinanza fondamentali”.

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Firenze: presidio lavoratori Agenzia delle Entrate

Firenze: presidio lavoratori Agenzia delle Entrate

Presidio lavoratori alla sede di Firenze dell’Agenzia delle Entrare. Rivendicazioni: investire sul personale e sulle strutture e incrementare il Fondo di produttività.

Presidio lavoratori dell’Agenzia delle Entrate, invocano “una nuova stagione di progressioni economiche che valorizzi tutto il personale”, e un confronto sui processi di riforma che non possono essere a costo zero, o l’occasione per un depotenziamento della macchina fiscale.

Sono queste le rivendicazioni dei lavoratori toscani dell’Agenzia delle Entrate, che oggi hanno dato vita a un presidio davanti alla sede di Firenze.

L’agitazione è stata indetta a livello nazionale da Fp Cgil, Cisl Fp, UilPa, Confsal, Flp: in Toscana i lavoratori dell’Agenzia delle Entrate sono circa 2.500. “Il nuovo direttore generale – sostiene Santi Bartuccio, segretario regionale Fp-Cgil Toscana – prevede una nuova riorganizzazione a noi del tutto sconosciuta: credo che sia assolutamente necessario che ci convochi, e spero che a breve ciò avverrà, e che in quella sede ci illustri il programma di riorganizzazione dell’agenzia”.

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