Banche: Sileoni, raggiunti prepensionamenti in venete e Mps

Banche: Sileoni, raggiunti prepensionamenti in venete e Mps

Ma in Intesa pressioni su lavoratori per lasciare.

All’interno di Mps e di Intesa Sanpaolo, impegnata nell’integrazione delle ex banche venete, “sono stati raggiunti i numeri previsti dagli accordi per i prepensionamenti volontari’. Lo afferma Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, denunciando però le “pressioni” da parte di Cà de Sass per spingere i lavoratori ad andarsene.
All’interno di Mps sono pervenute 1.216 domande di prepensionamento, a fronte delle 1.200 concordate, e tutti i lavoratori lasceranno la banca dal primo novembre. In Intesa le domande sono state 1.040 a fronte di 1.000 uscite preventivate, con una prima finestra di esodi al 31 ottobre e una seconda tra novembre e dicembre.
“Mentre nel gruppo Mps la Direzione del personale ha agito correttamente e nel rispetto dei ruoli evitando forzature – afferma Sileoni – nel gruppo Intesa i responsabili delle relazioni sindacali si sono comportati in maniera border line facendo direttamente ed indirettamente pressioni sui lavoratori delle due ex banche venete che legittimamente preferivano non aderire al prepensionamento”.
A Intesa, Sileoni ricorda di aver già in passato attuato la “politca dei figli e dei figliastri” in occasione di un accordo sindacale gestito dall’allora capo del personale, Francesco Micheli, relativo all’uscita di un numero importante di dirigenti. Alcuni di loro “sono stati costretti ad andarsene, altri che ricoprono cariche istituzionali importanti hanno goduto di una sorta di ingiustificato privilegio”.
Aver raggiunto i numeri sui prepensionamenti scongiura i licenziamenti, conclude Sileoni, “ma rimaniamo vigili affinché non sia attuata la “regola dei due pesi e due misure” nel gruppo Intesa rispetto alla categoria dei dirigenti”.

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