ECONOMIA TOSCANA, IRES: PIL AL PALO E VOUCHERIZZAZIONE DEL LAVORO

Il Presidente di Ires Toscana Gianfranco Francese

La segretaria generale di Cgil Toscana Dalida Angelini ha spiegato: “La strada seguìta, purtroppo, resta quella di comprimere il costo del lavoro e di competere al ribasso. In questo momento, oltre a denunciare questo, siamo impegnati per la manifestazione di sabato 17 giugno a Roma, in cui vogliamo stigmatizzare l’attacco alla Costituzione perpetrato sulla questione dei voucher

Stando ai dati Ires, lo scenario che l’economia della Toscana “propone nel primo scorcio di questo 2017 è ancora fortemente caratterizzato da segnali contraddittori”.In pratica “prosegue, per il quarto anno consecutivo, una dinamica della crescita regionale che sostanzialmente conferma il dato dello scorso anno (+0,8%, + 0,9%). Un dato che rimane al di sotto della soglia dell’1% impedendo di parlare di una vera e propria ripresa, tanto più che le stime per il 2017 non propongono ipotesi più ottimistiche”.

Dai dati Ires emerge anche un ” -5% di prodotto interno, -7,3% di domanda interna e addirittura -29,4% in termini di investimenti”.  All’opposto con riferimento al decennio alle spalle, le esportazioni registrano un saldo positivo del 16,5%. “Dato fondamentale -dicono i ricercatori Ires-  quello dell’export che è stato la vera ciambella di salvataggio dell’economia toscana di questi anni. Un dato dovuto alle posizioni di leadership acquisite in alcuni comparti tradizionali del made in Italy in un contesto di crescita globale del commercio internazionale grazie alle migliorate condizioni di vita e di reddito, e quindi della domanda di consumo, sia nelle economie dei paesi avanzati che di quelli emergenti. Domanda internazionale sostenuta anche dalle politiche monetarie espansive portate avanti negli ultime anni dalle banche centrali (…) Proprio il mix della crescita sostenuta dalle esportazioni ed una perdurante disponibilità di finanziamento del sistema del credito, dovrebbero favorire la tenuta degli investimenti, soprattutto nelle imprese medio/grandi”.

Di contro “il rallentamento dei consumi rappresenta invece uno degli indicatori più significativi della debolezza dell’economia Toscana.Un rallentamento determinato non solo da un atteggiamento prudente rispetto alla percezione comune di una crisi tutt’altro che passata, ma alimentato anche dal venir meno nei bilanci familiari di fattori temporanei di sostegno al potere d’acquisto e alla domanda interna come il bonus degli ottanta euro o, per altro verso, come la ripartenza dei prezzi petroliferi. Se a ciò aggiungiamo andamenti salariali ancora molto modesti e mancanza di certezze sulla continuità lavorativa, va da sé la composizione di un quadro che mina fortemente la propensione al consumo”.

Sul fronte dell’occupazione “proprio l’aumento dei contratti a termine e viceversa la riduzione di contratti a tempo indeterminato, rappresentano l’elemento caratterizzante di questo avvio del 2017, con un – 8,7% rispetto allo stesso periodo del 2016 e addirittura con un -36,1% rispetto al 2015 quando la disponibilità di incentivi ha alimentato una dinamica evidentemente artificiale se, ad incentivi cessati, si sono determinati dei saldi così negativi. Aumentano comunque i contratti a termine, segnando un saldo complessivamente positivo per il lavoro dipendente, pari all’8,7% e aumentano i contratti di apprendistato addirittura del 21,1%. In due anni, secondo i dati INPS, la quota delle assunzioni a tempo indeterminato è scesa dal 33,5% al 22,3%, mentre la quota delle assunzioni a termine è passata dal 58,6% al 68,6% e proprio l’aumento di contratti a termine e apprendistato sorregge il saldo positivo tra assunzioni e cessazioni. In questo contesto i vouchers si confermano in Toscana molto più usati rispetto ad altre regioni e non di rado abusati nella nostra regione. I dati riferiscono di un numero di persone interessate quasi raddoppiato in due anni: 71.540 nel 2014 e 134.111 nel 2016 così come il numero dei vouchers acquistati passati da 4 milioni 174 mila a 9 milioni e 450 mila, quindi più che raddoppiati. Inoltre l’ultimo dato di marzo 2017 evidenzia un acquisto di oltre 2 milioni di vouchers con un aumento del 43% rispetto allo stesso periodo del 2015″. 

Inoltre, spiega Gianfranco Francese (presidente di Ires Toscana), “il rallentamento dei consumi rappresenta uno degli indicatori più significativi della debolezza dell’economia Toscana. Un rallentamento determinato non solo da un atteggiamento prudente rispetto alla percezione comune di una crisi tutt’altro che passata, ma alimentato anche dal venir meno nei bilanci familiari di fattori temporanei di sostegno al potere d’acquisto e alla domanda interna come il bonus degli ottanta euro o, per altro verso, come la ripartenza dei prezzi petroliferi. Se a ciò aggiungiamo andamenti salariali ancora molto modesti e mancanza di certezze sulla continuità lavorativa, va da sé la composizione di un quadro che mina fortemente la propensione al consumo”.

La segretaria generale di Cgil Toscana Dalida Angelini ha spiegato: La strada seguìta, purtroppo, resta quella di comprimere il costo del lavoro e di competere al ribasso. In questo momento, oltre a denunciare questo, siamo impegnati per la manifestazione di sabato 17 giugno a Roma, in cui vogliamo stigmatizzare l’attacco alla Costituzione perpetrato sulla questione dei voucher: il Governo e il Parlamento prima li hanno aboliti per neutralizzare il referendum chiesto e ottenuto dalla Cgil e da milioni di italiani, poi nella manovra li hanno reintrodotti in maniera surrettizia. Un vero e proprio schiaffo alla democrazia: per questo saremo in migliaia, dalla Toscana, a Roma e invitiamo tutti coloro che hanno a cuore le regole del gioco democratico. Dopo il 4 dicembre scorso, è tempo di difendere di nuovo le prerogative della Costituzione”.

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