CRISI PIOMBINO, RIUNIONE COMITATO AL MISE PER RIQUALIFICAZIONE

Aferpi Piombino Acciaierie lavoratori

La riunione al Mise del comitato esecutivo ha fatto chiarezza su protocolli insediamento e nuovi investimenti su Piombino. Rossi: “oltre 140 posti di lavoro in più grazie a 32 mln da Regione.” Per ex Lucchini-Aferpi riunione 28/6.

Avanti con il progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di Piombino, al centro degli accordi del 2014. Il punto, spiega una nota della Regione, è stato fatto stamani al ministero dello Sviluppo economico, dove si è riunito il comitato esecutivo che comprende Regione, Provincia, Comune, Agenzia del demanio, Autorità portuale, Invitalia e tutti i ministeri a vario titolo coinvolti.

Delle bonifiche (50 milioni destinati per lo più all’intervento sulla falda) e del progetto industriale Aferpi nell’area ex Lucchini si parlerà invece più specificatamente nel corso di una riunione, sempre dello stesso comitato, già convocata per il 28 giugno. Le notizie positive, si spiega, riguardano i protocolli di insediamento, ovvero le aziende che hanno deciso di investire e rilanciare le attività industriali sul territorio. “La parte regionale sta marciando – spiega il presidente della Toscana, Enrico Rossi – . Si creeranno in questo modo, grazie a 32 milioni investiti dalla Regione, 140 posti di lavoro”.

Ed altri a cascata se ne potrebbero ulteriormente creare. Al riguardo sarà dato incarico ad Irpet di uno studio specifico. Altri 29 posti di lavoro si determineranno grazie ai 20 milioni investiti dal ministero, attraverso Invitalia. “Purtroppo in quest’ultimo caso il ricorso al Tar da parte di un concorrente sta bloccando la graduatoria già chiusa de mesi – aggiunge Rossi – L’indicazione unanime del tavolo è stata quello di trovare un modo per velocizzare il più possibile i tempi”. Rossi spiega inoltre che “abbiamo chiesto certezza anche sullo sblocco dei 30 milioni di euro destinati al piano integrato per l’occupazione, risorse della Regione residue della cassa integrazione in deroga dal 2014 al 2016 e di cui avevamo già parlato con il ministro Poletti” spiega il presidente della Toscana.

L’intervento riguarda una platea potenziale di cinquemila lavoratori, non tutti chiaramente nell’area di crisi di Piombino, e l’obiettivo – con un mix di strumenti che spaziano dalle politiche attive alle indennità di partecipazione e gli incentivi occupazionali – è favorire il rientro nel mercato del lavoro dei disoccupati o di comunque un lavoro non ce l’ha attraverso l’acquisizione di nuove competenze o mantenere ed accrescere quelle già possedute. Le misure si affiancano naturalmente a quelle ordinari già messe in campo dalla Regione, che tra avvisi per l’occupazione e lavori di pubblica utilità hanno già permesso, dal 2015 ad oggi, hanno già interessato una sessantina di lavoratori.

Altra questione su cui è stato sollecitato con urgenza un intervento chiarificatore riguarda l’applicazione della Naspi, strumento che ha sostituito i precedenti sussidi destinati ai disoccupati ma che rischia di penalizzare i lavoratori che hanno lavorato per qualche periodo rispetto a quelli che hanno goduto della cassa integrazione a zero ore. Notizie positive, infine, anche per quanto per quanto riguarda l’area di Colmata e gli investimenti di General Electric e Piombino industrie marittime. Pim, il polo di demolizioni e rifitting navale già con un accordo, siglato negli anni scorsi, che prevede una commessa di trentaquattro unità della Marina da smantellare, avvierà infatti la propria attività a settembre: 14 milioni di investimenti e almeno un centinaio di lavoratori che potrebbero crescere nel tempo.

Ge invece, la multinazionale americana, punterebbe, a partire entro dicembre 2018, con l’assemblaggio e testing dei grandi moduli industriali a cui sarebbe destinato lo stabilimento di Piombino. La procedura di insediamento è ancora in corso: anche in questo caso 80-100 occupati possibili, che con le prime commesse potrebbero salire a trecentocinquanta. Stamani è arrivata anche una buona notizia riguardo la garanzia dell’alta tensione richiesta, che verrebbe garantita attraverso la centrale elettrica già esistente. La Regione alla fine ha approfittato dell’incontro anche per sollecitare il Mise affinché venga convocato il tavolo sull’indotto promesso dalla viceministro Bellanova ai sindacati e ad oggi non attivato.

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