Aeroporti: M5s; Peretola fuori norma, Rossi riferisca in aula

Aeroporti: M5s; Peretola fuori norma, Rossi riferisca in aula

“Ogni passo si è rivelato viziato da anomalie, sviste e forzature politiche”.

“A distanza di anni finalmente veniamo a scoprire che il Presidente della Repubblica respinse il ricorso dell’allora gestore di Peretola, Adf, presentato per evitare le prescrizioni al decreto di Via 676 del 2003. A questo punto ci chiediamo perchè Rossi non abbia vigilato sul rispetto dei limiti dati dalla vecchia autorizzazione, ad esempio il limite di 1,2 milioni di passeggeri l’anno. Ed esigiamo che ce lo venga a dire in aula”. Lo afferma il consigliere regionale M5s Giacomo Giannarelli.

“Riteniamo incredibile che il duo Pd-Rossi continui a chiedere la fiducia dei cittadini in merito allo sviluppo aeroportuale toscano – sottolinea in una nota -, quando ogni passo sul tema, dalla fusione tra i due scali di Pisa e Firenze fino agli iter autorizzativi su Peretola, si è rivelato viziato da anomalie, sviste e forzature politiche”.

Secondo Giannarelli, “questa maggioranza è arrivata persino a cambiare la normativa nazionale, con il decreto 104, per tentare di coronare l’ossessione Pd- Mdp di mandare avanti quel masterplan aeroportuale di Peretola che vorrebbero realizzare nonostante 140 prescrizioni gravi. Una ferita istituzionale difficile da rimarginare per la quale abbiamo chiesto un ultimo serio momento di riconquista del dibattito politico interistituzionale tramite un Consiglio regionale aperto alle amministrazioni della piana fiorentina”, conclude.

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Saccardi: M5S presenta ‘sfiducia’ per case non dichiarate e minaccia querela

Saccardi: M5S presenta ‘sfiducia’ per case non dichiarate e minaccia querela

In apertura di Consiglio regionale il Movimento 5 Stelle ha chiesto l’iscrizione all’ordine del giorno di una mozione di non gradimento verso l’assessora Saccardi.

L’atto rappresenta l’unico strumento statutario a disposizione del Consiglio regionale per invitare il Presidente della Regione alla rimozione di un membro della giunta.“L’assessora Stefania Saccardi non ha dichiarato alcuni immobili di cui è proprietaria, benché fosse tenuta a farlo ai sensi di due leggi regionali sulla trasparenza, e di fronte al dibattito consiliare scaturito sul tema ha minacciato il consigliere Donzelli di querela. Due fatti gravissimi per i quali riteniamo necessario che il Consiglio voti la massima espressione di sfiducia consentita dallo Statuto: la dichiarazione di non gradimento. Ci sono le nostre quattro firme, ne mancano altre quattro. Vediamo in questi due giorni chi tra i colleghi sottoscriverà il nostro atto” così Giacomo Giannarelli, presidente del gruppo M5S in Consiglio regionale, a commento dell’iniziativa.

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Sicilia: M5s, elezioni e no tv Di Maio hanno rottamato Renzi

Sicilia: M5s, elezioni e no tv Di Maio hanno rottamato Renzi

Giannarelli, trampolino lancio per nostro 40% elezioni nazionali.

“L’esito delle elezioni regionali in Sicilia, e la scelta di Luigi Di Maio di non andare al confronto tv, hanno definitivamente rottamato Renzi e il Pd. Queste elezioni dicono chiaramente che M5s è la prima forza politica in Italia. In Sicilia abbiamo preso circa il doppio dei voti del partito di Berlusconi e circa tre volte i voti del partito di Matteo Renzi”. Lo ha detto il presidente del gruppo M5s in Consiglio regionale Giacomo Giannarelli, parlando con i giornalisti a margine della presentazione di una proposta legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
“É un dato clamoroso – ha aggiunto – e va ricordato che, per coerenza, noi corriamo da soli, rifiutiamo i milioni di euro di rimborsi elettorali ed è stata una campagna elettorale meravigliosa fatta da Cancelleri che è stato grandioso”.
Giannarelli ha poi sottolineato che in Sicilia “qualcuno ha parlato di voti inquinati perché le liste di chi ha vinto hanno al loro interno personaggi cosiddetti impresentabili. É stranissimo il fatto che il figlio di un ex deputato del Pd condannato in primo grado, che, sconosciuto da tutto e tutti, ha preso circa 20 mila voti. Rispettiamo l’esito elettorale ma siamo pronti a cogliere questa opportunità come trampolino di lancio per le elezioni nazionali dove sicuramente arriveremo oltre il 40% previsto”.
Ha poi continuato Giannarelli sulla situazione in Toscana. “Pensiamo che in Toscana la legislatura arriverà al 2020 perché non conviene a nessuno, a partire dal Pd, andare al voto subito. Se si votasse ora si andrebbe al ballottaggio secondo quanto previsto dalla legge elettorale toscana, e al ballottaggio M5s vince sempre. Quindi hanno paura di andare al voto”.
“É chiaro che noi vorremmo andare al voto subito – ha aggiunto – perché i cittadini sono stufi, specie quelli della piana fiorentina hanno capito che coloro che hanno votato non rispettano il mandato elettorale, e sono tutti scontenti sulle grandi opere”.
“Il Pd ha un atteggiamento medioevale, è chiuso nei propri castelli e tratta i cittadini come sudditi”, ha concluso Giannarelli.

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GIUNTA TOSCANA APPROVA MOZIONE ANTI TELEFONATE PROMOZIONALI

Consiglio telefonate promozionali

Approvata la mozione Pd, il cui primo firmatario è Antonio Mazzeo, che chiede alla Giunta di impegnarsi  per modificare normativa nazionale.” Emendamento 5 stelle contro telefonate “politiche”.

La Giunta toscana si impegni ad “attivarsi, nei confronti del Parlamento ed in ogni sede utile, anche mediante specifiche azioni di sensibilizzazione, affinché si possa arrivare in tempi celeri alla modifica della normativa nazionale vigente ai fini di una maggior tutela dei cittadini dalle chiamate telefoniche promozionali indesiderate, a partire dal rafforzamento e dall’ampliamento delle condizioni di tutela offerte dal Registro pubblico delle opposizioni”. E’ quanto chiede una mozione presentata dal Pd, primo firmatario Antonio Mazzeo, approvata oggi dal Consiglio regionale.

Il testo è stato emendato su proposta del consigliere Giacomo Giannarelli (M5s) per inserire, nella ricerca di una maggior tutela dei cittadini, anche chiamate telefoniche “provenienti da partiti politici” e “sms di analoga provenienza”.

Il 4 maggio scorso il Garante della Privacy Antonello Soro si era detto “sconcertato e preoccupato” per il provvedimento contenuto nel ddl sulla concorrenza che di fatto eliminava il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali. Un rischio “stalking telefonico” che interesserebbe milioni consumatori. Il Codacons aveva denunciato la “giungla” del settore, dove “il cittadino sarà totalmente indifeso” e i Cinque Stelle avevano parlato di “spam legalizzato”. Il Ministero dello Sviluppo economico aveva replicato: “L’emendamento è chiaramente finalizzato a fornire un ulteriore strumento di tutela dei consumatori” ma l’Antitrust aveva avviato un’istruttoria sul telemarketing “aggressivo” di Telecom e Vodafone per sollecitare acquisti e contratti.

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AMMINISTRATIVE, M5S: “A CARRARA VITTORIA CONTRO PARTITOCRAZIA”

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“Il Movimento è l’unico strumento al servizio dei cittadini” ha commentato il presidente gruppo regionale 5 stelle Giannarelli dopo risultati ballottaggi Carrara: “abbiamo liberato la città: quando Movimento coeso e aperto vince.”

“La vittoria di Carrara è dei cittadini contro la partitocrazia. Il Movimento 5 Stelle è l’unico strumento al servizio dei cittadini per riprendersi la propria sovranità, delegata per troppo tempo a quelli che si sono dimostrati sempre più dei comitati d’affari a tutela di interessi particolari e non collettivi. Adesso Pd e Rossi
fermino i loro disegni su sanità, rifiuti e acqua”. Lo affermano i consiglieri regionali M5s dopo il risultato del ballottaggio a Carrara. “Le nostre proposte sono da tempo sul piatto e le vogliamo votare quanto prima – aggiungono in una nota -. Così come la legge sul reddito di cittadinanza regionale. Non è accettabile che Pd e Rossi rimandino la lotta alla povertà al 2018, quando con le nostre coperture certificate dagli uffici si toglierebbero dalla deprivazione seria 155 mila famiglie in tre anni”.

Secondo il presidente del gruppo regionale M5s Giacomo Giannarelli “abbiamo liberato Carrara e l’aspetto più importante è che lo abbiamo fatto seguendo il vero metodo Cinque Stelle: un gruppo coeso, orizzontale, aperto alla cittadinanza che ha sempre lavorato sul territorio, per il territorio. Dove il Movimento 5 Stelle è interpretato in questo modo i risultati arrivano, già alla seconda tornata elettorale. Lo vedremo nel 2018, alle prossime amministrative. Lì Renzi potrà rispolverare i ‘risultati a macchia di leopardo’ tanto giallo con qualche puntino scuro, magari di liste civiche”, conclude.

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