GIORNALISMO, NASCE A FIRENZE IL PREMIO ‘LEVITI’ PER CRONISTI UNDER 35

 Leviti Premio

🔈’Il nostro lavoro è la verità’. Su questa testimonianza di Letizia Leviti, la giornalista di Sky scomparsa nel luglio del 2016, è nata l’associazione e il premio che porta il suo nome presentato oggi a Palazzo Vecchio alla presenza sindaco Nardella. A gennaio 2018 il bando del premio.

Alla base, i valori dalla Leviti ricercati nell’esercizio della sua professione: onestà intellettuale, trasparenza nell’indagine, cura del linguaggio, chiarezza espositiva. La prima iniziativa sarà il premio Letizia Leviti, istituito con il patrocinio del Comune di Firenze, per valorizzare quei cronisti che, attraverso il loro lavoro, avranno rappresentato al meglio il messaggio di Letizia. Il 21 luglio a Palazzo Vecchio a Firenze, saranno proclamati i vincitori nelle categorie carta stampata, tv, web, giovani under 35. La giuria del premio sarà composta da Emilio Carelli, fondatore di Sky Tg24 ed ex direttore della testata, e da altri nomi d’eccezione: Paolo Mieli, Paolo Graldi, Mario Orfeo, Giovanna Lio, Giuseppe Benelli e Giovan Battista Varoli.

A gennaio 2018, sarà  online il bando del premio Letizia Leviti Under 30 per giornalisti non ancora assunti che non hanno compiuto i 30 anni d’età. A decretare i vincitori, a luglio del prossimo anno, cinque giovani cronisti da tutta Italia. In palio, tre stage nella redazione di Sky per coloro che avranno saputo raccogliere l’esempio di verità di Letizia. Nel 2018, anche un premio “alla carriera” per i giovani che sapranno raccontare la propria esperienza di giornalisti, attraverso sacrifici e difficoltà, investimenti, speranze, conquiste, dubbi e soddisfazioni.

Volutamente intitolato “alla carriera” proprio per affermare la centralità della qualità professionale nei giornalisti delle nuove generazioni. L’Associazione Letizia Leviti è nata per iniziativa di Giovan Battista Varoli, Dario Nardella, Emilio Carelli, Pier Luigi Berdondini, Giovanna Lio, Eva Giovannini, Tonia Cartolano, Andrea Bonini, Beatrice Gambineri, Yehezkel Yerushalmi, Sergio Maria Lotito, Cosimo Maria Ferri e Gianni Bisiach. Alla presentazione delle iniziative, oggi in Palazzo Vecchio, hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Dario Nardella, il fondatore del Tg Sky 24, Emilio Carelli, il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri.

Claudio Gherardini ha raccolto le dichiarazioni del sindaco Dario Nardella:

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DECRETO VACCINI, SACCARDI CONTRO RICORSO VENETO: “FA POLITICA SULLA SALUTE GENTE”

Saccardi ricorso Veneto vaccini migranti Saccardi bambina morta

“Curiosa di sapere le motivazioni ma sembra un posizione politica” ha commentato così Saccardi sul ricorso presentato dalla Regione Veneto contro decreto vaccini. “Il Veneto ha numero vaccinati sotto soglia.”

La volontà della Regione Veneto di ricorrere contro il decreto del Governo sui vaccini obbligatori “mi sembra una posizione politica: sembra si voglia far politica sulla salute delle persone, per cui la giudico in modo negativo. Sono curiosa di leggere i motivi del ricorso, che per ora è solo annunciato, perché voglio capire quali siano i presupposti giuridici”. Lo ha detto l’assessore toscano al diritto alla
salute Stefania Saccardi parlando con i giornalisti a margine della presentazione del rapporto sulla povertà in Toscana.

“Faccio fatica a capire, in concreto, quali siano gli elementi di impugnazione del decreto del Governo – ha aggiunto -. Si può non essere d’accordo ma sostenere che il decreto sia incostituzionale mi pare complicato”. Secondo Saccardi, “peraltro anche la Regione Veneto, che ha una buona sanità, esprime delle percentuali sotto le soglie di legge per quanto riguarda le vaccinazioni e dunque non mi pare abbiano i presupposti per dire che il problema non esiste. Il problema esiste e la salute delle persone non è di destra o di sinistra”.

“Saluto favorevolmente invece il decreto del Governo – ha concluso l’assessore – e mi auguro che sia convertito in legge anche con qualche modifica con, per esempio, l’allargamento dell’obbligo delle vaccinazioni per i medici che lavorano nei reparti più sensibili”.

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LETTERA DEI GIORNALISTI STAMPA TOSCANA A CANDIDATI SINDACO

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“Attuare la legge e istituire uffici stampa per garantire informazione corretta.” E’ la richiesta di Ast e  Gus a candidati in corsa per le comunali.

Impegnarsi a far sì che, una volta eletti, nei propri Comuni si possa attuare quanto prevede la Legge 150/2000, che istituisce e regolamenta, nella pubblica amministrazione, la figura dell’ufficio stampa, distinguendone profili, professionalità e funzioni in rapporto sia al portavoce politico che all’ufficio relazioni con il Pubblico, e regolamentando i rapporti con l’organo di vertice dell’amministrazione.

E’ quanto chiedono in una lettera inviata ai candidati sindaco alle prossime amministrative i presidenti dell’Associazione stampa Toscana (Ast) Sandro Bennucci e dei Giornalisti uffici stampa (Gus) della Toscana Dario Rosi. La legge 150/2000, si spiega, “è ancora oggi disattesa in molti Comuni toscani. Dal censimento realizzato da Ast e Anci tra 2015 e 2016, risulta che solo la metà dei Comuni toscani ha un ufficio stampa, inquadrato spesso in modo fiduciario nello staff del sindaco; rapporto questo che, per sua natura, non garantisce quella libertà e indipendenza di azione auspicata
dalla Legge e richiesta dall’Ordine dei giornalisti.

Ma la cosa più allarmante è che l’altra metà dei Comuni, che non ha ufficio stampa, svolge ugualmente attività di informazione assimilabile a quella giornalistica, demandando però tali funzioni al portavoce o alla segreteria, figure che per formazione e inquadramento non possono garantire nè sono autorizzate a fare, quanto previsto dalla legge 150/2000.

In un’epoca caratterizzata dall’aumento esponenziale dell’informazione digitale che rende difficile per il cittadino distinguere tra informazioni ufficiali e non, dal calo di fiducia nei confronti della politica e delle istituzioni, la presenza nell’ente locale dell’ufficio stampa – si spiega ancora -, oltre a rispondere ai dettami di legge, può fare la differenza nel riuscire a dare un’informazione corretta, e contribuisce a dare visibilità e trasparenza all’azione amministrativa, rafforzandone quindi anche l’autorevolezza”.

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