Corbo: la guerra alla Mafia? lo Stato non l’ha mai voluta fare davvero

Corbo: la guerra alla Mafia? lo Stato non l’ha mai voluta fare davvero

Angelo Corbo, agente della scorta di Falcone e Borsellino, sopravvissuto alla strage di Capaci dice: sono d’accordo con Nino Di Matteo

25 anni fa, il 19 luglio 1992, persero la vita, per mano della mafia, il magistrato Paolo Borsellino e i cinque uomini della scorta. Domani ci sarà anche Angelo Corbo, agente della scorta di Falcone e Borsellino, sopravvissuto alla strage di Capaci all’incontro al Cinema Alfieri (via dell’Ulivo), alle 17,30, all’incontro organizzato per ricordare l’attentato Tra gli altri interventi attesi all’Alfieri anche quello di Giuseppe Vitale ex agente Dia nelle indagini degli attentati del 1993 e Paolo Borrometi, giornalista e scrittore, autore di inchieste di mafia che oggi vive sotto scorta.

Ai nostri microfoni Corvo dice: “sembra che lo Stato si sia voluto fermare, come se davvero non abbia mai voluto vincerla davvero la guerra. Come sostiene il magistrato Di Matteo, è sembrato accontentarsi di vincere delle battaglie”.

Ma perché si sceglie di mettere a rischio la propria vita per proteggere un uomo delle istituzioni? 

“E’ una vocazione- dice Corbo- si fa perchè si sente di farlo. E nonostante tutto non ti chiedi come mai. Anche se, come accaduto in via D’Amelio o a Capaci, ti rendi conto di dover lottare non solo contro la Mafia ma anche contro pezzi deviati dello Stato le cui istituzioni sei chiamato a proteggere”

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Introdurrà l’incontro Salvatore Calleri a nome della Fondazione Caponnetto alla quale andrà parte del ricavato della cena, al ristorante Com Saigon (via dell’Agnolo) che seguirà l’incontro all’Alfieri. La quota di partecipazione è di 35 euro.

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