INCHIESTA LUNIGIANA: VIOLENZE? FATTI AVVENUTI IN CONTESTI OPERATIVI

inchiesta lunigiana Il brigadiere della caserma di Aulla Alessandro Fiorentino, arrestato in carcere nell’inchiesta della procura di Massa Carrara su presunti abusi e violenze per cui sono indagati una trentina di militari, ha risposto a tutte le domande del gip Ermanno De Mattia nell’interrogatorio di garanzia tenutosi ieri  nel penitenziario di La Spezia, dove lui stesso è ristretto.

L’interrogatorio avente come oggetto le presunte violenze dei Carabinieri della Lunigiana  è durato dalle 9.30 alle 14.30 ed erano presenti anche il procuratore Aldo Giubilaro e il sostituto Alessia Iacopini, titolare dell’inchiesta, oltre al difensore, avvocato Gianpaolo Carabelli.
Secondo quanto appreso, il giudice De Mattia si è soffermato sulle accuse più gravi, episodi che coinvolgono il brigadiere Fiorentino e gli altri sette carabinieri per cui sono state prese misure cautelari. Tra questi fatti, alcuni pestaggi – così li definisce la procura nella sua richiesta di custodia -, episodi di lesioni a stranieri durante attività antidroga o controllo di documenti. Il militare ha respinto le accuse e avrebbe spiegato che si tratta di fatti avvenuti tutti in un contesto operativo, come il ritrovamento di quantità di droga a persone controllate, interventi di ordine pubblico, attività contro l’immigrazione clandestina.

Il brigadiere ha anche negato di aver minacciato un’avvocatessa, che difende un cittadino immigrato, sostenendo di esser stato frainteso su alcune frasi, a suo dire pronunciate senza intento malevolo, non sul serio, confidando nel livello di cordialità raggiunto in anni di conoscenza professionale: per l’accusa l’avrebbe minacciata di toglierle la patente automobilistica, cosa mai accaduta, neanche in termini
di controllo stradale. Il gip, tra i chiarimenti, ha chiesto anche di un episodio di violenza sessuale a un uomo trovato con droga: il brigadiere avrebbe ammesso che il soggetto fu fatto spogliare in una sala della caserma per la perquisizione personale a caccia di altra sostanza, ma agendo nel pieno rispetto della legalità.
Il brigadiere Fiorentino è il primo carabiniere interrogato dal gip De Mattia tra gli otto, tutti operanti in Lunigiana, destinatari di misura cautelare: il 22 giugno saranno interrogati i tre messi dal gip ai domiciliari; il 23 giugno i quattro colpiti da divieto di dimora nella provincia di Massa Carrara. L’avvocato Carabelli ha presentato al gip De Mattia istanza di sostituzione della misura del carcere con gli arresti domiciliari. Il gip si è riservato.

The post INCHIESTA LUNIGIANA: VIOLENZE? FATTI AVVENUTI IN CONTESTI OPERATIVI appeared first on Controradio.

VIOLENZE CC LUNIGIANA: “NON TOLLERABILI MEZZI UTILIZZATI”

violenze lunigiana, giubilaroIl procuratore capo di Massa Carrara, Aldo Giubilaro: usatio “mezzi fuori dalla legge e, cosa ancor più grave, se usati da chi la legge deve farla rispettare”

Quanto successo in alcune stazioni dei carabinieri della Lunigiana non sarebbe dovuto
tanto a un problema di razzismo quanto al fatto che qualcuno avrebbe esagerato nel pensare alle proprie funzioni. Il procuratore capo di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, titolare dell’inchiesta con il sostituto Alessia Iacopini, sembra convinto che il comportamento degli 8 carabinieri in servizio in Lunigiana, per i quali il gip ha emesso misure cautelari (una trentina sono gli indagati), sia iniziato con “motivazioni che in partenza potevano avere anche una logica, ossia l’obiettivo dell’ordine pubblico. Quello che proprio non poteva andare, non poteva essere tollerato, sono i mezzi usati per ottenere l’ordine, mezzi fuori dalla legge e, cosa ancor più grave, se usati da chi la legge deve farla rispettare”.
Per spiegare ancora meglio il procuratore fa un esempio: “è un po’ come quel padre che per correggere il figlio lo riempie di botte”, aggiunge Giubilaro ricordando comunque “di non sapere cosa possa averli spinti nel superare certi limiti. Non sono nella loro testa”.
Per domani è fissato l’interrogatorio di garanzia, davanti al gip Ermanno De Mattia, del brigadiere che era in servizio nella caserma di Aulla e da due giorni è rinchiuso nel carcere di La Spezia. E’ l’unico tra gli otto che ha avuto la misura di custodia cautelare in carcere: tre sono ai domiciliari e gli altri quattro hanno il divieto di dimora in Toscana. Per nessuno di loro il gip ha ancora fissato l’interrogatorio. I reati contestati, a vario titolo, sono falso, abuso d’ufficio, violenza sessuale, lesioni e sequestro di persona.

The post VIOLENZE CC LUNIGIANA: “NON TOLLERABILI MEZZI UTILIZZATI” appeared first on Controradio.