GIURLANI: GIP SI RISERVA DECISIONE

 Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Pescia Giurlani

Il sindaco dimissionario di Pescia Giurlani si è difeso dal gip da accuse corruzione e peculato.  Intanto il Pd di Pistoia ha sospeso l’ex sindaco. Trallori (Pd): “si apre nuova fase.”

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia del Pd agli arresti domiciliari per peculato e dimessosi ieri, ha risposto alle domande e si è difeso davanti al gip di Firenze Anna Liguori, stamani, nell’interrogatorio di garanzia. Il gip si è riservato la decisione, attesa per i prossimi giorni. I fatti risalgono a quando Giurlani era presidente dell’Uncem Toscana, fino al 2016. Assistito dal difensore,
avvocato Gabriele Melani, che ha presentato istanza di revoca dei domiciliari, al gip Oreste Giurlani ha rappresentato i fatti contestati dal suo punto di vista.

Quindi, tra le accuse, ha spiegato che il numero esorbitante di chilometri di benzina fattisi rimborsare dall’ente (10-11.000 al mese, con un picco di 15.000) corrispondeva alla reale percorrenza delle strade compiuta in auto per seguire le attività dell’Uncem, l’associazione dei comuni montani. E avrebbe anche affermato che presso l’Uncem c’è tutta la documentazione contabile, con scontrini e fatture, che può attestare tutte le spese sostenute, senza lacune. Giurlani avrebbe chiarito e motivato anche la tipologia e il motivo degli acquisti fatti coi soldi dell’Uncem, come telefonini e Ipad, spese che hanno richiamato l’attenzione degli investigatori.

Il gip Liguori con le sue domande si sarebbe soffermato anche sull’altro aspetto per cui Giurlani è indagato, la corruzione, ipotesi relativa a fatti più vicini al suo ruolo pubblico a Pescia. In udienza il pm titolare dell’inchiesta, Tommaso Coletta, era insieme al procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo. Gli inquirenti hanno ribadito la necessità di un periodo di arresti domiciliari per scongiurare il pericolo di inquinamento delle prove. Invece, nella discussione sulla possibile reiterazione del reato, la condizione sembra decadere di fronte alle dimissioni date ieri da Giurlani sia da sindaco di Pescia sia da vicepresidente dell’Anci Toscana con delega alla montagna.

E intanto la commissione di garanzia del Pd della provincia di Pistoia ha deciso di sospendere dal partito l’ormai ex-sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, che con una lettera spedita ieri al Comune aveva dato le dimissioni da primo cittadino. “Dopo aver sollecitato questa presa di posizione – commenta il segretario provinciale del Pd Riccardo Trallori – ho ritenuto opportuno convocare anche una riunione con il gruppo consiliare del Pd pesciatino e con la segreteria comunale del partito per assumere le necessarie determinazioni. Con la notizia delle dimissioni da parte di Giurlani dal suo ruolo istituzionale si apre una nuova fase”.

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ARRESTO SINDACO PESCIA, INDAGINE-LAMPO SCOPRE PECULATO IN 15 GIORNI

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Il peculato commesso dal sindaco di Pescia Giurlani sarebbe stato trovato leggendo contabilità Uncem Toscana. La procura aveva chiesto il carcere ma il Gip ha optato per i domiciliari: il rischio è inquinamento prove e reiterazione reato.

Indagini-lampo che hanno ‘bruciato’ i tempi: appena 15 giorni sono bastati al sostituto della procura di Firenze Tommaso Coletta e agli investigatori della guardia di finanza per controllare la contabilità dell’Uncem Toscana e accusare di peculato Oreste Giurlani per fatti relativi alla sua presidenza di Uncem Toscana. E’ quanto si fa notare alla procura di Firenze sull’inchiesta relativa a circa un quadriennio di presidenza di Giurlani a capo dell’ente dei Comuni di montagna. I fatti oggetto di reato sono risultati evidenti dalla lettura delle carte.

La procura della Repubblica di Firenze aveva chiesto all’ufficio gip la custodia in carcere per Giurlani per peculato e corruzione. Tuttavia il gip Anna Liguori ha ritenuto adeguati gli arresti domiciliari, convenendo comunque con il pm Tommaso Coletta sui pericoli di inquinamento delle prove (il gip scrive, “già in atto”) e di reiterazione del reato, in quanto primo cittadino del Comune di Pescia (Pistoia). Una misura restrittiva diversa dalla custodia cautelare, scrive il gip Anna Liguori, “vanificherebbe le esigenze cautelari” mentre gli arresti domiciliari risultano misura “adeguata e proporzionata”.

In base a quanto accertato dalle Fiamme gialle, anche con intercettazioni telefoniche, nell’ultimo periodo Giurlani, presumibilmente allertato dalle verifiche in corso sui suoi conti correnti, avrebbe cercato di procurarsi a posteriori ‘pezze di appoggio’ per le spese non documentate. Contemporaneamente, di fronte alle richieste dell’Uncem di ottenere la documentazione mancante circa le spese sostenute, avrebbe accusato l’ente stesso di averla smarrita. A carico di Giurlani il gip Liguori ha anche stabilito un sequestro per equivalente fino alla concorrenza di quasi 620.000 euro.

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PESCIA, GIURLANI INDAGATO ANCHE PER CORRUZIONE

Oreste Giurlani
foto tratta da profilo FB

Il procuratore Creazzo:”duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”.

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia arrestato per peculato per fatti relativi al suo precedente ruolo di presidente di Uncem Toscana, sarebbe indagato dalla procura di Firenze anche per corruzione in merito a vicende collaterali, ma distinte, scoperte dagli inquirenti con la stessa inchiesta. Su questo filone gli accertamenti sono in corso e, secondo quanto emerge in ambienti investigativi, Giurlani non è l’unico indagato.
Nella vicenda dell’arresto del sindaco di Pescia (Pistoia) Oreste Giurlani, per fatti di
peculato relativi alla sua precedente presidenza di Uncem Toscana, “duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di
questo tipo”. Lo fa notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’èstato controllo della contabilità”.
Anche il gip di Firenze Anna Liguori, nella sua ordinanza, scrive che “le note per i rimborsi erano predisposte dallo stesso Giurlani, nessuno effettuava il controllo delle spese portate a rimborso e puntualmente pagate da Uncem perché non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo. Esistono dei sindaci revisori nominati dalle assemblee generali formate da tutti i soci aderenti, sindaci dei Comuni ed unioni dei Comuni, ma che di fatto non hanno mai effettuato  alcuni tipo di controllo”, inoltre “non esiste un regolamento Uncem per le spese di rappresentanza”.
Secondo le indagini della guardia di finanza “le somme complessivamente locupletate da Giurlani (578.000 euro) hanno sottratto all’Uncem (pur oberato da ingenti debiti: bilancio 2016 chiuso con perdite per 2,4 mln euro) importanti disponibilità economiche e creato un debito verso l’Inps di
oltre 712.000 euro (nonostante il piano di riparto già sottoposto all’ente)”.

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PESCIA, GIURLANI INDAGATO ANCHE PER CORRUZIONE

Oreste Giurlani
foto tratta da profilo FB

Il procuratore Creazzo:”duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”.

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia arrestato per peculato per fatti relativi al suo precedente ruolo di presidente di Uncem Toscana, sarebbe indagato dalla procura di Firenze anche per corruzione in merito a vicende collaterali, ma distinte, scoperte dagli inquirenti con la stessa inchiesta. Su questo filone gli accertamenti sono in corso e, secondo quanto emerge in ambienti investigativi, Giurlani non è l’unico indagato.
Nella vicenda dell’arresto del sindaco di Pescia (Pistoia) Oreste Giurlani, per fatti di
peculato relativi alla sua precedente presidenza di Uncem Toscana, “duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di
questo tipo”. Lo fa notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’èstato controllo della contabilità”.
Anche il gip di Firenze Anna Liguori, nella sua ordinanza, scrive che “le note per i rimborsi erano predisposte dallo stesso Giurlani, nessuno effettuava il controllo delle spese portate a rimborso e puntualmente pagate da Uncem perché non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo. Esistono dei sindaci revisori nominati dalle assemblee generali formate da tutti i soci aderenti, sindaci dei Comuni ed unioni dei Comuni, ma che di fatto non hanno mai effettuato  alcuni tipo di controllo”, inoltre “non esiste un regolamento Uncem per le spese di rappresentanza”.
Secondo le indagini della guardia di finanza “le somme complessivamente locupletate da Giurlani (578.000 euro) hanno sottratto all’Uncem (pur oberato da ingenti debiti: bilancio 2016 chiuso con perdite per 2,4 mln euro) importanti disponibilità economiche e creato un debito verso l’Inps di
oltre 712.000 euro (nonostante il piano di riparto già sottoposto all’ente)”.

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