”Doppio Jack”: gioco d’azzardo, arresti e confische dopo bisca clandestina ad Empoli

”Doppio Jack”: gioco d’azzardo, arresti e confische dopo bisca clandestina ad Empoli

 

Alle prime luci dell’alba, oltre 100 militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari personali agli arresti domiciliari nei confronti di 7 persone ritenute responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo del gioco d’azzardo e truffa.

Le indagini sono partite da una bisca clandestina, specializzata nel gioco d’azzardo online, con sede a Empoli (Firenze). Il provvedimento collegato all’operazione “Doppio Jack” è stato disposto dal Gip presso il Tribunale di Firenze, Angelo Pezzuti, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo.

Contestualmente ai provvedimenti di arresto, sono stati eseguiti i sequestri di 14 sale da gioco e di beni immobili e mobili per un valore complessivo di oltre 8,5 milioni di euro. I militari della Gdf hanno eseguito anche 30 perquisizioni nelle province di Firenze, Roma, Venezia, Prato e Pistoia.

I   particolari   dell’operazione   saranno  forniti   oggi  nel corso della conferenza stampa che si terrà  presso  la  Procura  della  Repubblica  del  Tribunale  ordinario  di Firenze.

(notizia in aggiornamento)

 

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Mafia: 7 indagati a Grosseto. Anche cancelliere tribunale

Mafia:  7 indagati a Grosseto. Anche cancelliere tribunale

Sono sette le persone indagate nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Firenze, in collaborazione con la procura di Grosseto, che oggi ha portato all’arresto del commercialista di Follonica Evans Capuano e di un imprenditore originario della Sicilia, ma da anni residente nel Grossetano, Angelo Murè. Carabinieri e guardia di finanza hanno effettuato una ventina di perquisizioni, molte delle quali, secondo quanto appreso, in abitazioni e aziende riconducibili al commercialista.

Tra gli indagati per mafia ci sarebbero personaggi utilizzati dal Capuano (a lui è stata sequestrata anche una pistola con la matricola abrasa) e dal Murè che, secondo l’accusa avrebbe anche partecipato di persona, per minacciare, picchiare e derubare l’imprenditore “con una strategia coerente e lucida” perchè l’obiettivo era di “spogliarlo di tutto”. Quindi non episodi occasionali di prepotenza, “ma condotte ben codificate”.
Condotte che, sempre per gli inquirenti, sembrano essere state prassi per Capuano che così si sarebbe comportato con tutti coloro che si opponevano alle sue richieste ma anche con persone che con lui avevano una relazione amorosa. Su questi episodi le indagini sono appena all’inizio. L’imprenditore, pestato da Murè insieme a un’altra persona, grazie a un tatuaggio avrebbe riconosciuto in quest’ultimo Angelo Imparato, per ora indagato con l’accusa di lesioni.

Tra gli altri indagati vi sarebbero pure pubblici ufficiali, come il cancelliere del tribunale di Grosseto Cesare Ferrante che, sempre secondo carabinieri e gdf, avrebbe anche fornito a Capuano informazioni su imprenditori in difficoltà e notizie che lui sfruttava per le sue attività illecite.

“Le indagini sono a un punto iniziale”, ha detto il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo che, insieme alla collega di Grosseto Raffaella Capasso, ha presentato i primi risultati di un’inchiesta che sembra destinata a prossimi sviluppi.
Le indagini sono partite nel 2014 dalla procura di Grosseto e sono arrivate nel 2015 alla Dda di Firenze, alla quale è stato applicato il pm Marco Nassi che ha affiancato la collega Giuseppina Mione. Intensa e stretta la collaborazione tra carabinieri e fiamme gialle. L’operazione di oggi riguarda solo gli episodi che hanno visto come vittima l’imprenditore.
In realtà gli uomini della gdf avevano iniziato una serie di verifiche fiscali negli uffici di Capuano fin dal 2012. In tre anni avrebbero scoperto che il commercialista aveva nascosto al fisco circa 40 milioni di euro. Sequestri equivalenti alle somme evase al fisco sarebbero stati eseguiti negli anni scorsi. “Si sentiva forte anche per una serie di relazioni istituzionali”, ha detto Capasso parlando del commercialista e spiegando che “molte lettere di ringraziamento e di incoraggiamento” sono arrivate agli inquirenti che indagano sul commercialista.
Alla conferenza stampa erano presenti anche il comandante provinciale dei carabinieri di Grosseto, colonnello Carlo Bellotti, il comandate del nucleo operativo Francesco Tocci, il comandante provinciale della gdf Antonio Del Gaizo, e quello del nucleo tributario Alessio Sgamba.

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Gemellaggio Tribunale di Firenze e Tribunale di Grasse

Gemellaggio Tribunale di Firenze e Tribunale di Grasse

🔈Firenze, sancito con la firma di un documento in Palazzo Vecchio, il gemellaggio tra il Tribunale di Firenze e il Tribunale della città francese di Grasse.

La firma dell’accordo di partenariato internazionale fra i tribunale di Firenze e quello di Grasse, siglato dalle procure e le cancellerie, nonché dagli Ordini degli avvocati delle due città, è avvenuta dopo che lo scorso maggio una delegazione guidata dalla Presidente Marilena Rizzo aveva visitato la sede del Palazzo di Giustizia della città transalpina.

Seduti al tavolo per firmare il documento  tra gli altri, c’erano Marilena Rizzo, Presidente del Tribunale di Firenze, Sergio Paparo, Presidente Ordine degli Avvocati di Firenze, Daniela Piana, Università di Bologna e Institut des Hautes Etudes sur la Justice, Paris, Pascale Darras, Responsabile Cancelleria Civile di Grasse, Michel Janas, Presidente del Tribunale di Grasse, Giuseppe Creazzo, Procuratore della Repubblica di Firenze.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Marilena Rizzo, Presidente del Tribunale di Firenze:

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Atti corruttivi tra docenti per concorso Abilitazione Scientifica, 7 arresti e 22 interdizioni

Atti corruttivi tra docenti per concorso Abilitazione Scientifica, 7 arresti e 22 interdizioni

Firenze – Nella mattinata, oltre 500 militari della Guardia di Finanza hanno dato esecuzione ad una vasta operazione di polizia giudiziaria su tutto il territorio nazionale, nell’ambito della quale sono stati eseguiti 29 provvedimenti cautelari personali nei confronti di docenti universitari (7 agli arresti domiciliari e 22 interdetti allo svolgimento delle funzioni di professore universitario e di quelle connesse ad ogni altro incarico assegnato in ambito accademico per la durata di 12 mesi) per reati di corruzione e più di 150 perquisizioni domiciliari presso Uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali.

Nei confronti di altri 7 docenti universitari, il Giudice per le Indagini Preliminari di Firenze si è riservata la valutazione circa l’applicazione della misura interdittiva all’esito dell’interrogatorio degli stessi.

Le misure coercitive sono state disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze – Dott. Angelo Antonio Pezzuti – su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo, Dott. Giuseppe Creazzo, a seguito di articolate investigazioni svolte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Firenze coordinate dal Proc. Agg. Dott. Luca Turco e dal Sost. Proc. Dott. Paolo Barlucchi.

Il contesto investigativo ha preso le mosse dal tentativo di alcuni professori universitari di indurre un ricercatore universitario, candidato al concorso per l’Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento nel settore del “diritto tributario”, a “ritirare” la propria domanda, allo scopo di favorire un terzo soggetto in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente Commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario – alcuni dei quali pubblici ufficiali in quanto componenti di diverse Commissioni nazionali (nominate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) per le procedure di Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento nel settore scientifico diritto tributario – finalizzati a rilasciare le citate abilitazioni secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi.

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Denuncia stupro: pm valuta sentire studentesse americane

Denuncia stupro: pm valuta sentire studentesse americane

“Posso assicurare che le indagini andranno avanti alacremente in maniera tale da arrivare alla soluzione di questo caso giudiziario nel più breve tempo possibile” ha sottolineato il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo.

La procura di Firenze è intenzionata a chiedere un incidente probatorio per acquisire
definitivamente come prova le testimonianze delle due studentesse americane che hanno sporto denuncia contro due carabinieri a Firenze per violenza sessuale.
É quanto ha riferito oggi in un incontro informale coi giornalisti lo stesso procuratore Giuseppe Creazzo. La richiesta deve essere ancora fatta al gip ma in questo modo, ha osservato Creazzo, “possiamo acquisire la prova testimoniale e permettere alle ragazze di rientrare negli Stati Uniti senza che sia necessario che tornino a Firenze” per le successive fasi processuali.
Gli inquirenti aspettano consulenza per capire quanto le due giovani americane fossero ubriache e in che misura non fossero lucide quando hanno incontrato i carabinieri e sono state accompagnate a casa, nel palazzo dove tra scale e ascensore ci sono stati i rapporti sessuali. Serve, aspettare la relazione di un consulente, già incaricato dalla procura, che dovrà stabilire, coi dati in suo possesso, il livello di ubriachezza risalente al momento del fatto. Ci vorrà qualche settimana.
Circa quattro ore dopo il rapporto sessuale coi due carabinieri entrambe le studentesse americane, che hanno sporto denuncia contro i militari per violenza sessuale a Firenze, avevano ancora nell’organismo un rilevabile quantitativo di alcol, ingerito assumendo bevande alcoliche. Una quantità definita “sopra la norma” considerando come riferimento i 0,50 g/l base dei controlli stradali. É quanto emerge dai primi esiti medico-legali disponibili per la procura di Firenze nell’inchiesta che vede indagati i due carabinieri.
É poi confermato che una delle due ragazze aveva assunto sostanze stupefacenti (hashish o marijuana) ma va stabilito a quando risale l’assunzione, se nell’imminenza del rapporto
sessuale con uno dei due carabinieri o nei giorni precedenti: per questo è in corso un esame tossicologico specifico.

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