Turista morto S.Croce: procura chiederà incidente probatorio

Turista morto S.Croce: procura chiederà incidente probatorio

Comune, pensiamo non parte civile. Basilica ancora chiusa a turisti.

La procura di Firenze potrebbe chiedere un incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del turista spagnolo Daniel Testor Schnell, 52 anni, ucciso giovedì scorso da un pezzo di marmo staccatosi nella basilica di Santa Croce da un’altezza di circa 30 metri, davanti agli occhi della moglie con la quale era a Firenze.
Le indagini, coordinate dal pm Benedetta Foti, vanno avanti anche se, al momento, non sarebbero emerse novità dalle carte sui lavori di restauro e i controlli effettuati negli ultimi tempi. É probabile che la procura nomini un consulente tecnico, ma anche su questo ancora non ci sono certezze. Confermata invece l’iscrizione di quattro persone nel registro degli indagati: i dirigenti dell’Opera (il presidente Irene Sanesi, il segretario generale Giuseppe De Micheli e il tecnico responsabile geometra Marco Pancani) e l’architetto Laura Mannucci, titolare della ditta specializzata in restauri.
Intanto, la basilica è tuttora chiusa al pubblico e non è chiaro quando verrà riaperta ai visitatori.
Palazzo Vecchio “sta valutando di non costituirsi parte civile perché la colposità di questa tragedia ci spinge al momento a considerarla una terribile fatalità. Chiaramente questa valutazione è assoggettata anche a quanto emergerà nel prosieguo delle indagini”. Lo ha spiegato, parlando oggi in Consiglio comunale, il vicesindaco Cristina Giachi, in merito all’inchiesta sulla morte del turista spagnolo Daniel Testor Schnell, morto giovedì scorso mentre visitava la basilica di Santa Croce colpito da un frammento di capitello caduto dal soffitto.
Nell’ambito dell’inchiesta sono indagati la presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi, il segretario generale Giuseppe De Micheli, il responsabile tecnico Marco Pancani e l’architetto Laura Mannucci titolare della ditta specializzata che per ultima è intervenuta nella manutenzione dell’area interessata dalla caduta del frammento di capitello.
“La basilica di Santa Croce non è un bene del Comune – ha poi ricordato Giachi – ma tra quelli dell’amministrazione ci sono dodici complessi religiosi. Per questi abbiamo anzitutto un piano di manutenzione annuale, che per il 2017 ammonta a circa 280mila euro. C’è poi il programma triennale di manutenzione e controlli, che scade nel 2020, pari a quasi 12 milioni di euro”.

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Turista morto S.Croce: basilica chiusa fino data da definire

Turista morto S.Croce: basilica chiusa fino data da definire

Basilica di Santa Croce a Firenze chiusa “fino a data da definirsi”. E’ quanto fa sapere oggi l’Opera che si occupa della gestione e valorizzazione del complesso monumentale fiorentino, compresa la basilica, nella quale due giorni fa ha perso la vita, per la caduta di un frammento di pietra, un turista spagnolo di 52 anni in visita, Daniel Testor Schnell.

Dopo la tragedia la chiesa ha chiuso i battenti al pubblico; nell’area all’interno della basilica dove è avvenuto l’incidente, posta dalla Procura fiorentina sotto sequestro
probatorio nell’ambito di un’inchiesta per omicidio colposo che vede indagati la presidente Irene Sanesi, il segretario generale Giuseppe De Micheli e il responsabile tecnico Marco Pancani, i controlli e le verifiche sulle strutture “vanno avanti”, come
spiega la stessa portavoce dell’Opera, Caterina Barboni.

Benché lo spazio dell’intera basilica non sia stata assoggettato al provvedimento giudiziario, l’Opera ha comunque deciso, dopo essersi consultata con la procura e con le altre autorità pubbliche, di tenere per il momento la chiesa chiusa ai
turisti e fedeli.

“Una data di riapertura ancora non è stata prevista”, aggiunge Barboni. Le celebrazioni del culto invece proseguono in spazi annessi ma distinti rispetto basilica, e l’accesso ai fedeli è consentito dall’ingresso del complesso monumentale.

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Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

“Una beffa del destino: solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove ieri è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”. Lo ha dichiarato all’ANSA  il segretario generale dell’Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli.

La caduta di un pezzo di capitello nella basilica che ha causato la morte di un turista spagnolo, è “un evento incredibile, che ci ha sconvolti tutti: rivesto questo ruolo dal 2000 – spiega De Micheli – ed in 17 anni non ho mai visto accadere nulla del genere”.

L’ultimo restauro generale “di ampio respiro”, nella zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente, ricorda il segretario, “risale a circa 10 anni fa: e si può dire che negli ultimi 15 anni l’intero complesso di Santa Croce, a nostra cura, è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato, costantemente in ogni sua parte”.

Se infatti la proprietà della basilica e dei suoi annessi è del Fec, il Fondo degli edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, la cura, sia strutturale, che della valorizzazione e gestione del complesso monumentale ricade nella competenza dell’Opera, mentre la supervisione sui progetti di restauro, intervento e manutenzione portati avanti da questa spetta alla Sovrintendenza architettonica.

“Si può tranquillamente dire che Santa Croce sia stata, e sia anche adesso, un cantiere permanente”, prosegue De Micheli, “ed è così che deve essere: per monumenti come questo, i lavori non finiscono mai, ed è giusto e doveroso che sia così”.

La tragedia mortale di ieri “chiaramente ci obbliga a riflettere profondamente, a posteriori, su come sia potuto succedere un fatto del genere. Ma come prevedere l’imprevedibile?”, si chiede De Micheli. E il segretario generale aggiunge che fin dal pomeriggio di ieri all’Opera sono arrivati “tanti messaggi di incredulità: alcuni anche istituzionali”. Oggi in segno di lutto la chiesa resta chiusa.

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Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

“Una beffa del destino: solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove ieri è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”. Lo ha dichiarato all’ANSA  il segretario generale dell’Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli.

La caduta di un pezzo di capitello nella basilica che ha causato la morte di un turista spagnolo, è “un evento incredibile, che ci ha sconvolti tutti: rivesto questo ruolo dal 2000 – spiega De Micheli – ed in 17 anni non ho mai visto accadere nulla del genere”.

L’ultimo restauro generale “di ampio respiro”, nella zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente, ricorda il segretario, “risale a circa 10 anni fa: e si può dire che negli ultimi 15 anni l’intero complesso di Santa Croce, a nostra cura, è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato, costantemente in ogni sua parte”.

Se infatti la proprietà della basilica e dei suoi annessi è del Fec, il Fondo degli edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, la cura, sia strutturale, che della valorizzazione e gestione del complesso monumentale ricade nella competenza dell’Opera, mentre la supervisione sui progetti di restauro, intervento e manutenzione portati avanti da questa spetta alla Sovrintendenza architettonica.

“Si può tranquillamente dire che Santa Croce sia stata, e sia anche adesso, un cantiere permanente”, prosegue De Micheli, “ed è così che deve essere: per monumenti come questo, i lavori non finiscono mai, ed è giusto e doveroso che sia così”.

La tragedia mortale di ieri “chiaramente ci obbliga a riflettere profondamente, a posteriori, su come sia potuto succedere un fatto del genere. Ma come prevedere l’imprevedibile?”, si chiede De Micheli. E il segretario generale aggiunge che fin dal pomeriggio di ieri all’Opera sono arrivati “tanti messaggi di incredulità: alcuni anche istituzionali”. Oggi in segno di lutto la chiesa resta chiusa.

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Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

“Una beffa del destino: solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove ieri è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”. Lo ha dichiarato all’ANSA  il segretario generale dell’Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli.

La caduta di un pezzo di capitello nella basilica che ha causato la morte di un turista spagnolo, è “un evento incredibile, che ci ha sconvolti tutti: rivesto questo ruolo dal 2000 – spiega De Micheli – ed in 17 anni non ho mai visto accadere nulla del genere”.

L’ultimo restauro generale “di ampio respiro”, nella zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente, ricorda il segretario, “risale a circa 10 anni fa: e si può dire che negli ultimi 15 anni l’intero complesso di Santa Croce, a nostra cura, è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato, costantemente in ogni sua parte”.

Se infatti la proprietà della basilica e dei suoi annessi è del Fec, il Fondo degli edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, la cura, sia strutturale, che della valorizzazione e gestione del complesso monumentale ricade nella competenza dell’Opera, mentre la supervisione sui progetti di restauro, intervento e manutenzione portati avanti da questa spetta alla Sovrintendenza architettonica.

“Si può tranquillamente dire che Santa Croce sia stata, e sia anche adesso, un cantiere permanente”, prosegue De Micheli, “ed è così che deve essere: per monumenti come questo, i lavori non finiscono mai, ed è giusto e doveroso che sia così”.

La tragedia mortale di ieri “chiaramente ci obbliga a riflettere profondamente, a posteriori, su come sia potuto succedere un fatto del genere. Ma come prevedere l’imprevedibile?”, si chiede De Micheli. E il segretario generale aggiunge che fin dal pomeriggio di ieri all’Opera sono arrivati “tanti messaggi di incredulità: alcuni anche istituzionali”. Oggi in segno di lutto la chiesa resta chiusa.

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