Mps, processo Alexandria: difese, nessun contratto nascosto, c’era tutto

Mps, processo Alexandria: difese, nessun contratto nascosto, c’era tutto

“Ispettori Bankitalia ebbero ogni documento utile”.

Gli ispettori di Bankitalia durante i loro accertamenti a Mps avevano a disposizione ogni documento utile a conoscere l’operazione di ristrutturazione del derivato Alexandria che la banca realizzò tramite Nomura; quindi non ci fu nessun occultamento di perdite e, di conseguenza, nemmeno ci fu il reato di ostacolo alla vigilanza. Questo, in sintesi, il punto convergente che ricorre nelle difese dell’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, dell’ex dg Antonio Vigni e dell’ex responsabile area finanza della banca senese Gianluca Baldassarri, al processo di appello in corso a Firenze davanti alla terza sezione penale, presidente Maria Luisa Romagnoli.
L’accusa aveva ribadito, anche nella requisitoria del processo di appello all’udienza scorsa, che agli ispettori fu nascosto, tenendolo in una cassaforte, il “mandate agreement” ossia il contratto di incarico a Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria. Ma i difensori hanno posto più volte l’accento sulla circostanza che gli ispettori della Vigilanza poterono visionare comunque gli atti del “Deed of Amendment”, contratto decisivo che rendeva operativi i rapporti fra Nomura e Mps e a cui fu dato seguito con le operazioni di ristrutturazione previste.
“Il mandate è un contratto preparatorio mentre il “deed of amendment”, che gli ispettori conobbero, è un atto esecutivo e gli fu data esecuzione, quindi nulla è stato nascosto dell’operazione con Nomura su Alexandria. La documentazione era tutta a disposizione della Vigilanza, gli ispettori ce l’avevano”, ha detto il professor Tullio Padovani, difensore di
Mussari, aggiungendo: “Viene da dire invece “Chi ha nascosto cosa in questo processo?” Abbiamo dovuto scoprire da noi che gli ispettori sapevano del Deed”.
Padovani nell’arringa ha anche negato qualsiasi occultamento sottolineando che il “mandate
agreement era tenuto in una cassaforte dentro la banca”.

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Mps, processo Alexandria: ex presidente Mussari in aula per seguire arringhe difensive

Mps, processo Alexandria: ex presidente Mussari in aula per seguire arringhe difensive

Per gli ex vertici di Mps il procuratore generale ha chiesto condanne a 7 anni per Mussari e a 6 anni per gli altri imputati. Sentenza prevista per il 7 dicembre

L’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, l’ex dg Antonio Vigni e l’ex capo area finanza della Banca Gianluca Baldassarri sono presenti in aula al Palazzo di giustizia di Firenze, davanti alla terza sezione penale, per seguire le arringhe dei loro difensori nel processo sulla vicenda della ristrutturazione del derivato Alexandria che li vede imputati.

Per gli ex vertici di Mps il procuratore generale ha chiesto condanne a 7 anni per Mussari e a 6 anni per gli altri imputati. L’accusa sostiene che il contratto con Banca Nomura, il ‘mandate agreement’, per ristrutturare Alexandria fosse stato celato agli ispettori della Banca d’Italia e in questo modo anche la perdita da circa 220 milioni di euro. Arrivando in aula nè Mussari nè Vigni e Baldassarri hanno ritenuto di esprimere commenti con i giornalisti, in attesa degli interventi degli avvocati.

In primo grado gli imputati sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi e interdetti per 5 anni. L’ex presidente Giuseppe Mussari ha preso posto tra i banchi riservati ai difensori, nelle file centrali, si è messo seduto e così ha aspettato l’inizio dell’udienza, preceduta dalla lettura di sentenze di altri processi di appello relativi a vicende completamente diverse. Baldassarri nell’attesa si è messo nell’ultima fila ed ha lavorato con il suo computer portatile. Vigni ha conversato più volte con i vari difensori in attesa come gli altri della loro udienza. La sentenza per questo processo è prevista per il 7 dicembre.

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Aeroporto Siena: assolto ex presidente Banca Mps Mussari

Aeroporto Siena: assolto ex presidente Banca Mps Mussari

Per non aver commesso il fatto; assolti anche altri 7 imputati.

Assoluzione con formula piena, “per non aver commesso il fatto”, per l’ex presidente di Banca Mps, Giuseppe Mussari, che era accusato di falso in atto pubblico nel processo relativo alla privatizzazione dell’aeroporto di Ampugnano (Siena) e alle procedure di gara che individuarono Galaxy Fund come socio privato per l’Aeroporto Ampugnano Spa. Questa la sentenza del collegio giudicante del tribunale di Siena, presieduto dal giudice Luciano Costantini, dopo poco più di un’ora di camera di consiglio. Assolti anche tutti gli altri sette imputati.
L’assoluzione per l’ex presidente di banca Mps, assente in aula, era stata chiesta nell’udienza scorsa dal pm Antonino Nastasi che, invece, aveva chiesto condanne da 1 a 4 anni per gli altri imputati. Già caduta in prescrizione da circa due anni l’accusa di turbativa d’asta che pendeva su Mussari e sugli altri.
Termina così il processo in primo grado nato dalla “madre” di tutte le inchieste senesi: da qui partì anche quella sull’acquisizione di Antonveneta da parte di Mps.
I fatti contestati risalivano al 2007 e, alla fine del 2009, iniziarono le indagini che portarono all’udienza preliminare nel 2012. Un processo durato dunque 5 anni e che ha visto numerose udienze rinviate. Una ventina i testimoni ascoltati in aula dopo un fascicolo d’indagine composto da circa 30 faldoni e per un totale di quasi 10 mila pagine di cui 800 di intercettazioni.

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MPS, Alexandria: al via appello contro ex vertici

MPS, Alexandria: al via appello contro ex vertici

Non presente l’ex presidente Giuseppe Mussari, intervenuti sia Vigni che Baldassarri. Il 20 novembre, se non ci saranno ulteriori sorprese, è fissata l’ultima udienza.

E’ iniziato oggi al tribunale di Firenze, con la requisitoria del sostituto pg Vilfredo Marziani, la nuova udienza del processo d’appello contro gli ex vertici di Mps (l’ex presidente Giuseppe Mussari, l’ex dg Antonio Vigni e l’ex capo area finanza Gianluca Baldassarri) condannati in primo grado dal tribunale di Siena a 3 anni e 6 mesi di reclusione e 5 anni di interdizione per concorso in ostacolo alla vigilanza.

In aula oggi non c’è l’ex presidente Mussari mentre sono presenti sia Vigni sia Baldassarri. In apertura di udienza la corte ha preso atto del deposito della traduzione degli ultimi documenti come chiesto dalle difese e poi ha dato il via alla requisitoria dell’accusa. Dopo Marziani è previsto l’intervento dei due pm di Siena, Antonio Nastasi e Aldo Natalini che insieme al collega Giuseppe Grosso avevano sostenuto l’accusa in primo grado.

Oltre alle difese dei tre ex vertici anche la procura che in primo grado aveva chiesto 7 anni per Mussari e 6 anni per Vigni e Baldassarri, aveva presentato ricorso in appello. Oggi l’udienza dovrebbe concludersi con le requisitorie mentre il 2 novembre è previsto l’intervento dell’avvocato della Banca d’Italia e poi quello dei difensori. Il 20 novembre, se non ci saranno ulteriori sorprese, è fissata l’ultima udienza con le eventuali repliche e la decisione della corte.

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