Calcio, visti falsi: giovane migrante ceduto a Fiorentina

Calcio, visti falsi: giovane migrante ceduto a Fiorentina

Le società calcistiche Inter, Fiorentina e Cittadella hanno ricevuto una richiesta di accesso agli atti societari dalla procura della Repubblica di Prato. I magistrati indagano, in particolare, sul trasferimento di due giovani africani che – nell’ipotesi accusatoria – avrebbero fatto ingresso in Italia con documentazioni fittizie al fine di ottenere, per le società che ne detenevano il cartellino di tesseramento (A.C. Prato e Sestese), profitti sulla vendita dei giocatori.

Il presidente del Prato calcio, Paolo Toccafondi e’ stato interdetto dall’esercizio dell’attivita’ di amministrazione della societa’. Ai domiciliari sono finiti il presidente della Sestese, Filippo Giusti e il procuratore sportivo Filippo Pacini. Mentre, una signora ivoriana e’ stata portata in carcere. Questo l’esito di un’inchiesta della procura di Prato su un traffico di calciatori africani minorenni.

“Si ipotizzano reati molto gravi- spiega, nel corso di una conferenza stampa, il procuratore della repubblica di Prato, Giuseppe Nicolosi- Viene contestata l’immigrazione irregolare nelle forme aggravate previste per l’ingresso in Italia di alcuni giocatori minorenni, che sono stati fatti arrivare attraverso la presentazione di documentazione falsa sia nel Paese d’origine che in Italia”.

L’inchiesta nella parte che riguarda le misure cautelari ha puntato l’attenzione sull’ingresso di tre giocatori attraverso dei visti che si sarebbero rivelati fasulli. Il meccanismo utilizzato era quello del ricongiungimento familiare. “In un caso- precisa Nicolosi- uno dei giocatori e’ stato presentato come figlio naturale della donna ivoriana, mentre il test del Dna ha documentato che cosi’ non era”. Questi giovani talenti, come vengono definiti dal magistrato, “sono stato allevati insieme alle societa’ del Prato e della Sestese con l’intendimento di trarre profitto da questa situazione, attraverso la loro valorizzazione”.

Ai tre indagati viene contestato nel caso del presunto figlio naturale della signora ivoriana il reato di favoreggiamento reale, perche’ avrebbero garantito alla donna “il profitto di reato di immigrazione irregolare, consentendole di ottenere un appartamento e dei benefit, perche’ questo ragazzino e’ stato ceduto alla Fiorentina, la quale sulla base della nostra indagine nulla sapeva dello status alterato del giocatore”.

Nell’inchiesta e’ coinvolto anche il segretario del Prato, che ha ricevuto in affido due bambini dall’Africa. Le attivita’ investigative proseguono, e promettono di estendersi ad altri ingressi sospetti di calciatori non ancora maggiorenni. Un aspetto considerato “sconvolgente” dagli inquirenti e’ che in alcune telefonate intercettate “fra le varie opzioni gli indagati discutono di far arrivare su un barcone dalla Libia i calciatori per superare le difficolta’ legate al visto, oppure di organizzare un torneo nei centri di accoglienza”. Tuttavia, non risultano al momento ragazzi arrivati e tesserati con questa modalita’.

 

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