‘Grandi Zolle’: l’orto che fa bene a tossicodipendenti e pazienti psichici

‘Grandi Zolle’: l’orto che fa bene a tossicodipendenti e pazienti psichici

Le persone con disagio psichico e i tossicodipendenti diventano agricoltori, trovano nella terra un ambiente terapeutico, lavorano nell’orto e vendono i loro prodotti nell’azienda agricola. Imparano un mestiere, coltivando, insieme ai pomodori e alla lattuga, il proprio futuro, la propria autonomia e dignita’. A un anno e mezzo dalla sua nascita, il progetto di agricoltura sociale “Grandi Zolle”, rivolto alle persone con disagio psichico e dipendenze e ideato dal Comune di Bagno a Ripoli che lo sta realizzando insieme all’Azienda Usl Toscana Centro, presenta i primi frutti.

L’occasione sara’ il convegno “Seminare agricoltura sociale”, in programma venerdi’ dalle 14 all’Antico Spedale del Bigallo a Bagno a Ripoli (via del Bigallo e Apparita) con l’obiettivo di far conoscere il progetto e la sua esperienza con un incontro che riunisce agricoltori, enti pubblici, operatori soci-sanitari, terzo settore e cittadinanza. Attualmente sono quattro le persone inserite. Tre ore al giorno, quattro mattine alla settimana, sono impegnate nell’attivita’ agricola sui campi dell’azienda Olivart sul territorio comunale di Bagno a Ripoli, seguite passo dopo passo daun tutor dell’associazione Popular. Ciascuno di loro, lungo il progetto, svolge mansioni disparate durante l’intero arco produttivo,dalla semina alla raccolta dei prodotti dei campi. Ognuno puo’ poi “specializzarsi” in base alle proprie attitudini. Un ragazzo ad esempio e’ particolarmente portato nelle pulizie e da’ un supporto nel tenere in ordine la stanza delle trasformazioni. Qualcuno si specializza nella raccolta, qualcun altro preferisce “fare l’aglio perche’ profuma”. E per tutti e’ una grande soddisfazione quando le persone “comprano gli ortaggi che abbiamo coltivato con le nostre mani”.

Al momento una persona, un ragazzo poco piu’ che ventenne, giunto al termine del percorso individuale, prosegue nell’ambito di Olivart l’attivita’ agricola con un rapporto di tirocinio. Il progetto, finora, e’ statofinanziato dalla Citta’ metropolitana di Firenze e dalla Regione Toscana con circa 40.000 euro. Le risorse sono servite anche alla realizzazione di una serra che consente di coltivare per tutto l’anno, anche durante i mesi invernali. E alla creazione di un sito internet “Orto Zero Zero” per promuovere la vendita degli ortaggi in cassetta. Tra l’altro, si rifornisce di alcuni prodotti coltivati con “Grandi Zolle” anche la Siaf, la societa’ di ristorazione del Comune di Bagno a Ripoli che prepara i pasti per le mense scolastiche del territorio e non solo. (Fonte Dires – Redattore Sociale)

L'articolo ‘Grandi Zolle’: l’orto che fa bene a tossicodipendenti e pazienti psichici proviene da www.controradio.it.