Sequestrato 410 kg di materiale pirotecnico

Sequestrato 410 kg di materiale pirotecnico

Firenze, i Finanzieri del Comando Provinciale, hanno sequestrato nei giorni scorsi 410 kg di materiale pirotecnico rinvenuto in diverse attività commerciali, ubicate tra il distretto industriale fiorentino dell’Osmannoro e Prato.

L’operazione ha portato all’arresto di un imprenditore cinese per detenzione illegale di materiale esplodente e alla denuncia di altri 2 cittadini cinesi per detenzione e vendita abusiva di fuochi d’artificio.

L’attività investigativa ha avuto origine dagli approfondimenti svolti dalle Fiamme Gialle fiorentine nel corso dei servizi di controllo economico del territorio e dall’analisi di alcuni messaggi inviati tra 2 gestori, poi denunciati, di 2 diverse attività commerciali ubicate nell’Osmannoro, e un comune contatto telefonico.

Il personale del contingente Anti Terrorismo Pronto Impiego rinveniva un’ingente quantità di fuochi pirotecnici di elevata potenzialità distruttiva, posti sia in vendita presso il negozio sia occultati all’interno dell’autovettura a lui in uso, oltre a 13.800 euro, frutto dell’illecita attività; l’imprenditore è stato, quindi, tratto in arresto per detenzione illegale di materiale esplodente (art. 2 della L. n. 895/1967).

L’operazione è il risultato dell’intensificazione di appositi servizi di controllo economico-finanziario del territorio di natura preventiva svolti dalla Guardia di Finanza durante il periodo delle festività Natalizie per contrastare possibili fenomeni delittuosi di commercializzazione abusiva di artifizi pirotecnici e prodotti non sicuri per la salute dei consumatori.

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Sequestrati oltre 25000 pezzi di materiale pirotecnico

Sequestrati oltre 25000 pezzi di materiale pirotecnico

Siena, Oltre 25800 pezzi di materiale pirotecnico, privi dei requisiti di sicurezza necessari per poter essere vendutii, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza.

I fuochi d’artificio, sono stati sequestrati dai finanzieri della Compagnia di  Siena, in particolare presso un esercizio commerciale, già oggetto di analoga attività nell’anno passato.

Il materiale pirico messo in vendita è stato sequestrato in quanto privo della data di scadenza e delle necessarie autorizzazioni di conformità agli standard minimi di sicurezza.

Gli articoli quindi erano in grado di provocare danni agli incauti utilizzatori i quali, pur rispettando le indicazioni riportate sull’etichetta, a causa dei “ritardi pirici” utilizzati dal produttore, non avrebbero avuto la certezza dell’utilizzo in sicurezza del gioco pirico, con possibili gravi conseguenze al momento dell’accensione del petardo.

I titolari dei negozi senesi sono stati quindi denunciati per detenzione ai fini della vendita di prodotti pirotecnici non autorizzati.

Anche quest’anno l’azione preventiva della Guardia di Finanza e delle Forze dell’Ordine di Siena, si è rivelata efficace per la tutela della salute dei consumatori, i quali devono da parte loro, osservare ogni cautela nell’acquisto controllando accuratamente le etichettature.

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Firenze, sequestrati mezzo milione di prodotti natalizi non a norma

Firenze, sequestrati mezzo milione di prodotti natalizi non a norma

Nei controlli della guardia di finanza all’Osmannoro 525 tra prodotti natalizi e giochi non a norma sequestrati, 50mila euro di multe e 2 comemrcianti denunciati

Sequestrati oltre 525mila oggetti tra prodotti natalizi e giocattoli non a norma e potenzialmente pericolosi per la salute, dieci commercianti dell’hinterland fiorentino sanzionati con multe per complessivi 50mila euro, due dei quali denunciati per aver immesso sul mercato prodotti non conformi alle direttive comunitarie.

E’ il bilancio dei controlli eseguiti dalla guardia di finanza nella zona dell’Osmannoro, a Firenze, in occasione delle festività natalizie.

Tra gli articoli sequestrati, alberi di Natale, addobbi natalizi, giocattoli e oggetti elettronici. Gli articoli sono risultati tutti sprovvisti del marchio ‘CE’ o dotati di marchio contraffatto. Le verifiche, spiega la guardia di finanza in una nota, si sono orientate su due direttrici: il controllo degli esercizi commerciali specializzati nell’importazione di articoli dalla Cina e quello dei venditori ambulanti.

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Prato, sgominata truffa delle auto ‘schilometrate’

Prato, sgominata truffa delle auto ‘schilometrate’

Denuncia per 9 persone, tra rivenditori e titolari di autofficine, per frode in commercio. Sequestrate nell’operazione 32 automobili

Il vizio di scaricare i Kilometri di un’auto usata è una pratica disonesta che non sembra essersi affievolita, anzi, al contrario continua a contagiare sia i professionisti della vendita, sia quei privati furbetti che intendono sbarazzarsi velocemente della propria auto usata ottimizzando al massimo il proprio guadagno.

I chilometri percorsi da una autovettura, infatti, sono tradizionalmente considerati dai consumatori come il fattore decisivo per l’acquisto della propria autovettura usato, e su questa aspettativa il venditore scorretto fa leva.

Ed è così che il commerciante senza scrupoli, che sa come “ringiovanire” la vettura, fa apparire un valore di percorrenza che ritiene “di sicurezza” per venderla al meglio.

E con lo sviluppo delle flotte a noleggio, poi, il fenomeno è diventato virale e gli artigiani che hanno imparato i trucchi per soddisfare la domanda non temono crisi.

E a Prato 9 soggetti, fra rivenditori e titolari di autofficine, sono stati accusati di frode in commercio. 32 autovetture sequestrate che erano state poste in vendita con Km percorsi non veritieri e altri 15 veicoli venduti all’ignara clientela con contachilometri manomesso sono le risultanze della strutturata attività eseguita dalla Guardia di Finanza di Prato insieme alla Polizia Stradale di Prato, sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore della Repubblica di Prato Laura Canovai.

Gli uomini della Polizia Giudiziaria hanno operato sul territorio della Provincia facendo emergere questa ormai nota pratica di frode in commercio nella commercializzazione di autovetture a privati.

Le emergenti risultanze investigative hanno consentito alla Procura di indirizzare sapientemente le indagini eseguite – in perfetta sinergia Istituzionale – dai militari della Guardia di Finanza e dagli operatori della Polizia Stradale che, mettendo a sistema il know-how di specialità e ogni elemento utile all’indagine, hanno individuato, infine, la ricorrenza e la conseguente partecipazione al pactum sceleris di un’autofficina pratese che si prestava alla materiale manomissione dei contachilometri, utilizzando software piratati delle maggiori case automobilistiche internazionali e strumentazioni tecniche di pregevole fattura e il coinvolgimento attivo nelle dinamiche illecite di ulteriori due concessionarie pratesi, rivenditrici di autovetture usate.

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Prato, Guardia di Finanza sequestra beni per 4 milioni

Prato, Guardia di Finanza sequestra beni per 4 milioni

L’operazione delle fiamme gialle di Firenze ha colpito due coniugi accusati di auto-riciclaggio attraverso la creazione di imprese fasulle che venivano poi sciolte

Nella mattinata odierna, i Finanzieri del Comando Provinciale di Firenze hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare domiciliare nei confronti di 2 coniugi di etnia cinese (rispettivamente di 40 e 35 anni, residenti entrambi in nel Comune pratese di Carmignano), responsabili del reato di auto-riciclaggio di somme di denaro derivanti da reati di natura tributaria (ex D. Lgs. n. 74 del 2000). Il provvedimento giudiziario, emesso dal Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Firenze – dott.ssa Anna D. Liguori, su richiesta della locale Procura della Repubblica diretta dal Procuratore Capo Dott. Giuseppe Creazzo, ha disposto, altresì, il sequestro di beni immobili (tra cui quote societarie del prestigioso esercizio commerciale “CORSI”, sito nel centro storico di Prato) e mobili (conti correnti ed autoveicoli) per oltre 4 milioni di euro.

L’attività investigativa è iniziata nel 2009 a seguito di controlli ispettivi di natura economico-finanziaria, svolti dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Firenze anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, nei confronti di alcune società intestate o riconducibili indirettamente ai menzionati soggetti indagati. Il sistema evasivo attuato dai 2 coniugi prevedeva la costituzione seriale di aziende “fantasma” (intestate anche a persone rivelatesi delle “teste di legno”), dedite alla produzione di articoli di pelletteria e nella gestione di ristoranti siti nei comuni di Firenze e di Prato. Le aziende “fantasma”, dopo aver operato per alcuni anni completamente “in nero”, scomparivano improvvisamente ed erano sostituite da nuove aziende che avrebbero avuto il medesimo ciclo operativo. Tale condotta ha permesso un’evasione verso l’Erario quantificata a complessivi 4 milioni di euro. Tali somme, oltre ad essere impiegate in attività economiche nella Provincia di Firenze e Prato, sono state trasferite in Cina, in violazione della normativa antiriciclaggio.

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