Forteto: Cassazione, verdetto slitta a novembre

Forteto: Cassazione, verdetto slitta a novembre

Slitta a novembre il verdetto della Cassazione sui presunti abusi nella comunita’ toscana del Forteto per il recupero di ragazzi in difficolta’, una vicenda che si trascina dalla fine degli anni ’70.

Il presidente della III sezione penale della Cassazione, Aldo Fiale, lo ha appena deciso
parlando nell’aula di udienza con le difese dei numerosi imputati. Stamani la relazione del consigliere Vito Di Nicola ha impegnato quattro ore ed entro questa sera verranno ascoltati idifensori, ma un paio concluderanno l’udienza a novembre, probabilmente il 20. Quel giorno il collegio si ritirera’ in camera di consiglio.    Gli imputati principali sono il fondatore della comunita’, Rodolfo Fiesoli e il suo collaboratore Luigi Goffredi. Sono
stati condannati il 15 luglio dalla corte d’appello di Firenze, i reati contestati partono dal 1 gennaio 1997.I giudici di secondo grado hanno inflitto a Fiesoli una pena a 15 anni e 10 mesi di reclusione: in primo grado la condanna era stata a 17 anni e mezzo. La riduzione si lega alla prescrizione delle accuse per alcuni episodi contestati a Fiesoli. Riduzione di pena da 8 a 6 anni poi per Luigi Goffredi, indicato come il braccio destro di Fiesoli. Lunga la camera di consiglio della corte d’appello: ritiratasi nella tarda mattinata di ieri è poi rientrata in aula per la lettura della sentenza ieri sera.  Tra gli altri imputati – complessivamente erano 16 – assolto Stefano Pezzati, ex presidente della cooperativa agricola Forteto, che in primo grado aveva invece avuto 4 anni e mezzo. Assoluzione anche per l’ex presidente dell’associazione Forteto Silvano Montorsi, a cui il tribunale aveva inflitto una pena di 3 anni e mezzo, e per Stefano Sarti, che aveva avuto 3 anni. La corte ha poi ridotto la pena da 7 a 3 anni e due mesi a Daniela Tardani.

Nuova condanna poi in appello per la cooperativa al pagamento in solido dei risarcimenti ma per un numero ridotto di vittime a causa di errori nelle domande per i danni mentre è stata revocata la condanna per la coop al risarcimento di una serie di enti costituitisi parte civile.

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IL SENATO DA’ IL VIA ALL’ESAME PER COMMISSIONE DI INCHIESTA SU ‘FORTETO’

Il Forteto commissione inchiesta Senato

Il Senato ha dato il via all’esame per istituzione di una commissione d’inchiesta su “Il Forteto”. La commissione è composta da venti senatori e venti deputati con poteri ispettivi.

L’Aula del Senato ha avviato l’esame per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità toscana per minori “Il Forteto”. La Commissione, chiesta a gran voce dal Questore M5S Laura Bottici, è composta da venti senatori e da venti deputati, è dotata di specifici poteri ispettivi e dovrebbe, come si legge nella relazione, “accertare i fatti e le ragioni per cui le pubbliche amministrazioni e le autorità giudiziarie interessate, comprese quelle investite di poteri di vigilanza, abbiano proseguito ad accreditare come interlocutore istituzionale la comunità ‘Il Forteto’, anche a seguito di provvedimenti giudiziari riguardanti abusi sessuali e maltrattamenti riferiti a condotte all’interno de ‘Il Forteto'”.

“E’ un’ottima notizia perché rilancia i veri temi del Forteto.”, così era stata commentato il via libera alla commissione di inchiesta il consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni, che ha presieduto la seconda commissione di inchiesta del Consiglio della Toscana su Il Forteto.  Veri temi che sarebbero “da una parte la denuncia pubblica dei fatti con il risarcimento anche morale delle vittime, che deve giungere anche ai livelli massimi del nostro sistema istituzionale. E dall’altro c’è il tema concreto del commissariamento della cooperativa” aveva specificato. Sì perché, su quest’ultimo tema “la giustizia che c’è stata in termini di condanne – aveva aggiunto – non c’è stata a livello di concretezza nel togliere la gestione della cooperativa ai fedelissimi” del guru Fiesoli, “che continuano a tenere saldamente in mano quello che è il cuore economico della setta”.

Il presidente della Regione Rossi aveva commentato la notizia del commissariamento con cautela: “mi pare che tutto sia stato già detto, sia nelle risultanze della procura della Repubblica dove c’è stato un processo, ci sono gli atti, c’è stata un’indagine anche mi pare assolutamente ben fatta ed anche condotta con equilibrio, e poi c’è anche un’indagine del Consiglio regionale.” In conclusione “se ne vogliono fare un’altra, sia fatta” aveva chiuso.

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