Pegaso d’oro al servizio antincendi boschivi

Pegaso d’oro al servizio antincendi boschivi

Una giornata dedicata alle donne e agli uomini che lavorano al servizio antincendi boschivi (Aib) della Regione Toscana: ad essi, il primo ottobre prossimo, il presidente Enrico Rossi consegnerà il Pegaso d’oro, “per ringraziarli a nome di tutta la comunità regionale del lavoro che svolgono quotidianamente contro gli incendi, a difesa del patrimonio forestale della nostra regione”.

“Si può e si deve fare sempre meglio e attrezzarsi in misura sempre maggiore – ha
sottolineato Rossi – ma francamente l’organizzazione regionale antincendi boschivi ha dato e sta dando buona prova di sé, in un’estate torrida, nella quale il caldo e l”aridità prolungata hanno reso le foreste più vulnerabili. Il 2017 ha messo a dura prova il sistema regionale, intervenuto su 775 incendi, più del doppio della media registrata negli ultimi cinque anni”.

La giornata del primo ottobre si svolgerà a Firenze, presso Villa Demidoff. Il presidente Rossi consegnerà il Pegaso d’oro ai volontari dell”antincendio boschivo, agli operai forestali, al personale della sala operativa unificata della protezione civile
regionale e dei centri operativi provinciali e ai direttori delle operazioni antincendi. Il Pegaso verrà poi conservato a Monticiano, nei locali della Pineta di Tocchi, il centro
regionale di addestramento del personale Aib.

In due mesi la Toscana e’ stata colpita da 472 incendi. Dall’inizio dell’anno i roghi sono stati addirittura 775 con 1.981 ettari persi. L’estate che la regione si sta lasciando alle spalle e’ stata una delle piu’ complicate a livello climatico e ambientale. “È bruciato un pezzo della Toscana”, sottolinea amaro il governatore, Enrico Rossi. La sua
giunta dinanzi alla permanenza di un rischio alto ha prorogato fino al 15 settembre il divieto di ardere residui vegetali, in modo tale da poter sventare incendi di dimensioni rilevanti. “In fondo- osserva l’assessore all’Agricoltura, Marco Remaschi-, la
meta’ dei roghi e’ colposa e legata a disattenzione. Vietare gli abbruciamenti riduce i rischi”.

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Incendi Toscana, posticipato al 15 settembre il divieto di accendere fuochi

Incendi Toscana, posticipato al 15 settembre il divieto di accendere fuochi

E’ stato posticipato al 15 settembre prossimo il periodo a rischio per lo sviluppo di incendi boschivi e il conseguente divieto assoluto di abbruciamento di residui vegetali agricoli e forestali. La scadenza prevista dalla normativa regionale sarebbe il 31 agosto.

La proroga si è resa necessaria di fronte al perdurare di questa estate siccitosa, nella quale si mantiene molto elevato il rischio di innesco e propagazione di incendi. Le previsioni meteo a medio termine elaborate dal Consorzio LaMMA inoltre forniscono indicazioni su probabili prevalenti condizioni di alta pressione con tempo stabile e temperature generalmente al di sopra dei valori medi fino almeno al 4-5 settembre.

Gli incendi nel mese di agosto
La proroga del periodo a rischio si lega inoltre alla necessità di fronteggiare con gli strumenti della prevenzione un’estate che è stata caratterizzata da un gran numero di roghi. Nel mese di agosto si sono verificati sin qui ben 209 incendi ed è andata a fuoco una superficie boscata pari a 429,5 ettari (con una media a evento di poco superiore ai 2 ettari).

Per gran parte di questi incendi (ben 142) la superficie bruciata che è rimasta contenuta entro l’ettaro mentre sono appena 14 gli incendi con superficie superiore ai 5 ettari e uno solo di grandi dimensioni, quello che ha interessato il territorio di Radicondoli, in provincia di Siena (70 ettari di superficie boscata).

I dati dell’agosto 2017 sono ampiamente superiori a quelli dell’ultimo quinquennio e invece ravvicinabili ai dati dell’agosto 2012, altra annata fortemente siccitosa: allora in tutto il mese di agosto ci furono 259 incendi che interessarono una superficie boscata di 414 ettari.

Per quanto riguarda la distribuzione per province in questo mese il numero di incendi più alto si è avuto in quella di Firenze (35) seguita da Lucca (34), Grosseto (29), mentre se si analizza la superficie bruciata la provincia più colpita è Pisa (154 ettari), seguita da Siena (71) e e Lucca (68).

Cosa si prevede nel periodo di rischio
Oltre al divieto di abbruciamento di residui vegetali, nel periodo a rischio il regolamento forestale della Toscana vieta qualsiasi accensione di fuochi, ad esclusione della cottura di cibi in bracieri e barbecue situati in abitazioni o pertinenze e all’interno delle aree attrezzate. Anche in questi casi vanno comunque osservate le prescrizioni del regolamento forestale. In deroga, l’ente competente su ciascun territorio può autorizzare attività di campeggio anche temporaneo e fuochi anche pirotecnici, tramite autorizzazioni che contengano le necessarie prescrizioni e precauzioni da adottare per scongiurare qualsiasi rischio di innesco di incendio.

La mancata osservanza delle norme di prevenzione comporta l’applicazione di pesanti sanzioni previste dalle disposizioni in materia.

I cittadini sono invitati a segnalare tempestivamente eventuali focolai al numero verde della Sala operativa regionale 800 425 425 o al 115 dei Vigili del Fuoco.

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Incendi: Toscana, ad agosto 209 roghi In provincia Firenze numero più alto

Incendi: Toscana, ad agosto 209 roghi In provincia Firenze numero più alto

Nel mese di agosto, fino ad oggi, si sono verificati 209 incendi ed è andata a fuoco una superficie boscata pari a 429,5 ettari (con una media a evento di poco superiore ai 2 ettari). A comunicarlo una nota della Regione Toscana.

Per gran parte di questi incendi (ben 142), si legge nella nota, la superficie bruciata è rimasta contenuta entro l”ettaro mentre sono appena 14 gli incendi con superficie superiore ai 5 ettari e uno solo di grandi dimensioni, quello che ha interessato il territorio di Radicondoli, in provincia di Siena (70 ettari di superficie boscata).

I dati dell’agosto 2017 sono ampiamente superiori a quelli dell’ultimo quinquennio e invece ravvicinabili ai dati dell”agosto 2012, altra annata fortemente siccitosa: allora in tutto il mese di agosto ci furono 259 incendi che interessarono una superficie boscata di 414 ettari.

Per quanto riguarda la distribuzione per province in questo mese il numero di incendi più alto si è avuto in quella di Firenze (35), seguita da Lucca (34) e Grosseto (29) mentre se si analizza la superficie bruciata la provincia più colpita è Pisa (154 ettari), seguita da Siena (71) e da Lucca (68).

Oltre al divieto di abbruciamento di residui vegetali, nel periodo a rischio il regolamento forestale della Toscana vieta qualsiasi accensione di fuochi, ad esclusione della cottura di cibi in bracieri e barbecue situati in abitazioni o pertinenze e all’interno delle aree attrezzate. Anche in questi casi vanno comunque osservate le prescrizioni del regolamento forestale.

In deroga, l’ente competente su ciascun territorio può autorizzare attività di campeggio anche temporaneo e fuochi anche pirotecnici, tramite autorizzazioni che contengano le necessarie prescrizioni e precauzioni da adottare per scongiurare qualsiasi rischio di innesco di incendio.

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Incendi, sindaco Grosseto: sospetto criminalità organizzata, intervenga esercito

Incendi, sindaco Grosseto: sospetto criminalità organizzata,  intervenga esercito

Oggi ancora roghi sulle colline di Firenze e nel Volterrano. Sindacati chiedono sblocco turn over

“Dietro questi incendi c’è un disegno preciso, una volontà organizzata di dolo. Si vuole colpire la Maremma, ci sono troppe coincidenze strane”: lo ha detto il sindaco di Grosseto e presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna durante un vertice insieme al prefetto Cinzia Torraco, al questore Domenico Ponziani. Presente anche il sindaco di Capalbio, Luigi Bellumori, e in
videoconferenza dalla sala operativa di Firenze anche l’assessore all’ambiente Federica Fratoni. “Credo che ci sia una criminalità organizzata che voglia minare la nostra tranquillità, danneggiando il nostro sistema turistico ed
economico – ha proseguito il sindaco di Grosseto -. Siamo sotto attacco e quindi bisogna rispondere come in una guerra. Ecco perché l’esercito nelle strade è la cosa migliore”. Vivarelli Colonna insieme agli altri sindaci hanno chiesto in modo ufficiale l’impiego dell’esercito. I militari dovrebbero così ad andare ad integrare la presenza sul territorio per garantire più presidi e più sicurezza.

Oggi il sindaco ha reso noto di aver emesso due ordinanze: una, per poter intervenire nel sottobosco dei privati, anche a oltre 30 metri dalle strade pubbliche, nelle frazioni di Marina di Grosseto e Principina a Mare.
Un’altra ordinanza stabilisce, sempre nelle stesse località, il divieto di circolazione, anche pedonale, dentro la pineta fino alla fine dell’emergenza. Per accedere alle spiagge, i pedoni potranno transitare in pineta solo percorrendo sentieri  obbligatori adeguatamente segnalati dalle autorità. Così, a
causa degli incendi, il cammino libero nella grande pineta di Marina di Grosseto viene vietato. La pineta è completamente interdetta al transito di veicoli.

Oggi ancora roghi in regione. Vegetazione in fiamme sulla collina a sud est di Firenze: in via di Bagazzano i vigili del fuoco stanno intervenendo in forze per un incendio. Sul posto 10 uomini e cinque veicoli antincendio. Impegnato anche un elicottero della Regione Toscana.

Fiamme anche nel Volterrano: un vasto incendio di sterpaglie sta minacciando alcune abitazioni lungo la strada regionale 68, in direzione di Colle Val d’Elsa (Siena), nel Volterrano. Sul posto stanno operando i vigili del fuoco
supportati da due elicotteri ed è stato richiesto anche l’ausilio di un Canadair del dipartimento nazionale della protezione civile. Le fiamme sono alimentate dal vento e si spostano con rapidità impegnando le squadre dei vigili del fuoco
e dei volontari della protezione civile locale dislocati anche a protezione delle abitazioni.

“Chiediamo alla Regione” Toscana “la riapertura del turnover degli operai forestali per l’inserimento di giovani motivati che svolgano un ruolo positivo
di trascinamento del settore e vantaggio di tutta la collettività toscana”. Questa la richiesta dei sindacati Flai-Cgil e Fai-Cisl di Grosseto e Siena dopo i devastanti incendi che stanno colpendo la Maremma.
“Un ruolo essenziale nel servizio antincendi boschivi – dicono – viene svolto dagli operai forestali dell’Unione dei Comuni della Toscana, con personale che vanta professionalità ed esperienza in questo tipo di intervento. Queste figure
professionali, fortemente legate al territorio, sono il primo presidio di deterrenza per contrastare il triste fenomeno degli incendi boschivi”. “Purtroppo la figura dell’operaio non viene considerata per quello che di positivo realmente svolge – chiudono – ed allo stesso tempo si sono ridotti a livelli ormai intollerabili i finanziamenti al settore della forestazione.
Anche in Toscana il numero di operai forestali si è ridotto drasticamente con ripercussioni negative sui livelli minimi essenziali”.

 

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Ecomafia 2017, Legambiente: “meno reati ambientali ma Toscana tra più colpite”

Ecomafia 2017, Legambiente: “meno reati ambientali ma Toscana tra più colpite”

Diminuiscono nel complesso gli illeciti ambientali, ma Toscana mantiene la posizione più alta tra le regioni del centro-nord: “377 infrazioni accertate”. Oggi la presentazione a Firenze di Ecomafia 2017, organizzata da Legambiente.

Ecomafia 2017 a due anni dall’entrata in vigore della legge sugli ecoreati registra una riduzione degli illeciti ambientali e del fatturato delle attività criminali contro l’ambiente. Perdurano molte criticità da sanare.

I numeri e le storie di “Ecomafia 2017, le storie e i dati sulla criminalità ambientale in Italia” sono stati presentati oggi, nel corso di una conferenza stampa organizzata da Legambiente. Hanno partecipato Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana, Stefano Ciafani, direttore generale di legambiente, Don Andrea Bigalli, referente regionale di Libera, Collonello Bottacci del comando regionale Carabinieri Forestale della Toscana. La Toscana mantiene la posizione più alta in classifica fra le regioni del centro- nord e sale negativamente al 6° posto nella classifica nazionale. Nei primi posti della classifica le regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, Lazio.

“Dopo due anni di settimo posto, superata in negativo dalla Sardegna a causa del numero di incendi e per la mole di reati contro la fauna, la Toscana è tornata nel 2016 al 6° posto” dichiara Fausto Ferruzza. In linea generale, quest’anno si registra una riduzione nel settore del cemento illegale e in quello del racket degli animali. Sostanzialmente invariato il settore dei rifiuti, dove la Toscana mantiene stabile il 6° posto. In negativo il settore delle archeomafie e degli incendi dolosi.

Quest’anno nemmeno sul fronte incendi ci sono buone notizie. La Toscana infatti, sale in negativo di una posizione dal 6° posto al 5° posto nella classifica nazione. Ben 377 le infrazioni accertate, 8,1% sul totale, 43 denunce e 22 sequestrati. “Finalmente- dichiara Stefano Ciafani direttore generale di Legabiente-all’indomani dell’approvazione e della messa in opera ella Legge 68/2015, la musica è cambiata. L’azione di deterrenza si sta facendo sentire in modo sensibile e nei numeri complessivi di quest’anno registriamo infatti un calo complessivo degli ecoreati dell’ordine del 7%”.

Ecomafie 2017, edito da Edizioni Ambiente, con il sostegno di Cobat e Novamont grazie al lavoro di monitoraggio e controllo svolto in tutta la regione dalle forze dell’ordine. Un contributo particolarmente importante da Corpo Forestale dello Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia della Finanza. Nel nuovo volume quattro nuovi approfondimenti dedicati allo sfruttamento degli animali da reddito, al mercato degli shopper illegali, all’allarme delle illegalità nei parchi e alle navi dei veleni.

Ma per Legambiente la normativa che ha introdotto gli ecoreati nel Codice penale non basta. Per Legambiente rimangono ancora molti fronti aperti. Tra le tante proposte di Legambiente una modalità unica sul territorio nazionale per far confluire le sanzioni che vengono fatte pagare ai responsabili dei reati. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, regione per regione, e numerosi approfondimenti sono disponibili sul portale http://noecomafia.it/ 

Gimmy Tranquillo ha intervistato Stefano Ciafani direttore generale di Legambiente:

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