Infogroup, Nardella: “Chiederò incontro al Mise”

Infogroup, Nardella: “Chiederò incontro al Mise”

Il Sindaco di Firenze ha preso parte ad un presidio di 200 lavoratori di Infogroup per chiedere che non ci siano esuberi dopo il passaggio della società da Intesa a Engineering

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, chiederà un incontro al ministero dello Sviluppo economico sulla vertenza Infogroup: lo ha annunciato lo stesso Nardella, che oggi ha preso parte a un presidio indetto da Fiom-Cgil e Fim-Cisl con 200 lavoratori della società, che Intesa Sanpaolo sta cedendo a Engineering. I sindacati chiedono garanzie scritte soprattutto in merito alla tutela dei livelli occupazionali, e alla permanenza a Firenze della sede centrale.

“Chiederemo che non ci sia un esubero da quest’operazione”, ha detto Nardella, promettendo che “non ci toglieremo dal tavolo fino a quando non firmeranno qualcosa di serio”. Il rapporto con Intesa, ha sottolineato il sindaco, “è un rapporto positivo che noi abbiamo anche ai massimi livelli, e che io utilizzerò per avere anche da parte di Intesa un impegno non di facciata ma sostanziale, visto che le relazioni tra il gruppo bancario e la nuova proprietà continueranno. Dunque il gruppo Intesa Sanpaolo non può, oggettivamente, disinteressarsi nel momento in cui ha firmato il contratto di trasferimento della proprietà: tutti dovranno sentirsi responsabilizzati”.

La mediazione istituzionale del 16 ottobre sembrava aver prodotto un ammorbidimento delle posizioni di Infogroup e Intesa Sanpaolo rispetto alle garanzie richieste dai lavoratori in termini di territorialità, volumi dell’accordo commerciale di vendita del pacchetto azionario ad Engineering e tenuta occupazionale.
Mercoledì scorso invece, a fronte della richiesta delle rappresentanze sindacali di formalizzare gli impegni assunti, Infogroup ha ribadito con una lettera la chiusura di ogni rapporto negoziale.

“Singolare che la lettera porti la sola firma di Infogroup e non quella di Intesa Sanpaolo, detentrice dell’intero pacchetto azionario” sottolineano Fim e Fiom.
Questa mattina i lavoratori riuniti in assemblea con Fim, Fiom e la RSU di Infogroup hanno giudicato inaccettabile questo passo indietro. “Intesa Sanpaolo, non può pensare di cedere Infogroup ad Engineering senza riconoscere le dovute garanzie. Vogliamo rimetterci al tavolo e veder riconosciuto il ruolo di lavoratori, per questo intendiamo portare la discussione al Ministero dello Sviluppo Economico prima della conclusione della vendita e alla presenza di tutte le parti in causa, Engineering compresa” è la dichiarazione delle organizzazioni sindacali.

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Vertenza Infogroup, Regione convocherà azienda e Intesa San Paolo

Vertenza Infogroup, Regione convocherà azienda e Intesa San Paolo

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi convocherà i vertici aziendali di Infogroup e la proprietà (Gruppo Intesa San Paolo) per chiedere informazioni sul futuro dell’azienda e sulle garanzie ai suoi dipendenti alla luce dell’imminente trasferimento del pacchetto azionario al gruppo Engineering. E’ questo l’esito dell’incontro svoltosi stamani in Palazzo Sacrati Strozzi e cui oltre al presidente Rossi e al suo consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini hanno partecipato un rappresentante del Comune di Firenze, i sindacati e l’Rsu aziendale.

Infogroup è una società di servizi informatici con oltre 470 dipendenti, 400 dei quali a Firenze, il resto a Moncalieri (Torino). Da oltre 30 anni presente sul mercato, e con un fatturato annuo di 70 milioni di euro, Infogroup ha per cliente principale proprio il Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo, ma lavora anche per altri importanti gruppi bancari, industriali e commerciali.

A seguito di un accordo tra Intesa San Paolo (attuale proprietaria) e Engineering (società leader nel settore, con 9.000 dipendenti e 50 sedi), quest’ultima diventerà nei prossimi mesi titolare dell’intero pacchetto azionario, e quindi sarà la nuova proprietaria di Infogroup.

Secondo i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori questa operazione rischia di avvenire senza sufficienti garanzie per i dipendenti sia sulla futura consistenza produttiva dell’azienda, sia sul mantenimento della sede, e la permanenza in loco dei dipendenti.

La mancanza di una interlocuzione diretta per discutere le condizioni del passaggio di proprietà per i lavoratori (l’azienda ha risposto di non esservi tenuta, trattandosi di un passaggio di pacchetto azionario) ha spinto i sindacati a rivolgersi alle istituzioni. Di qui l’incontro di oggi, organizzato in parallelo a uno sciopero e a un presidio dei lavoratori proprio davanti a Palazzo Strozzi Sacrati.
Rispetto alle istanze segnalate dai rappresentanti dei lavoratori il presidente Rossi si è assunto l’impegno di convocare azienda e proprietà per conoscere in maniera più dettagliata i termini di questa operazione. Il presidente ha poi dichiarato di voler sostenere, anche in questo incontro, le richieste dei lavoratori di vedere riconosciute formalmente le necessarie garanzie per il futuro a seguito di questo passaggio di proprietà.
Inoltre il presidente ha annunciato di voler informare anche il ministero per lo sviluppo economico, trattandosi di una questione che coinvolge più regioni.

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Vertenza Infogroup, Regione convocherà azienda e Intesa San Paolo

Vertenza Infogroup, Regione convocherà azienda e Intesa San Paolo

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi convocherà i vertici aziendali di Infogroup e la proprietà (Gruppo Intesa San Paolo) per chiedere informazioni sul futuro dell’azienda e sulle garanzie ai suoi dipendenti alla luce dell’imminente trasferimento del pacchetto azionario al gruppo Engineering. E’ questo l’esito dell’incontro svoltosi stamani in Palazzo Sacrati Strozzi e cui oltre al presidente Rossi e al suo consigliere per il lavoro Gianfranco Simoncini hanno partecipato un rappresentante del Comune di Firenze, i sindacati e l’Rsu aziendale.

Infogroup è una società di servizi informatici con oltre 470 dipendenti, 400 dei quali a Firenze, il resto a Moncalieri (Torino). Da oltre 30 anni presente sul mercato, e con un fatturato annuo di 70 milioni di euro, Infogroup ha per cliente principale proprio il Gruppo Bancario Intesa Sanpaolo, ma lavora anche per altri importanti gruppi bancari, industriali e commerciali.

A seguito di un accordo tra Intesa San Paolo (attuale proprietaria) e Engineering (società leader nel settore, con 9.000 dipendenti e 50 sedi), quest’ultima diventerà nei prossimi mesi titolare dell’intero pacchetto azionario, e quindi sarà la nuova proprietaria di Infogroup.

Secondo i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori questa operazione rischia di avvenire senza sufficienti garanzie per i dipendenti sia sulla futura consistenza produttiva dell’azienda, sia sul mantenimento della sede, e la permanenza in loco dei dipendenti.

La mancanza di una interlocuzione diretta per discutere le condizioni del passaggio di proprietà per i lavoratori (l’azienda ha risposto di non esservi tenuta, trattandosi di un passaggio di pacchetto azionario) ha spinto i sindacati a rivolgersi alle istituzioni. Di qui l’incontro di oggi, organizzato in parallelo a uno sciopero e a un presidio dei lavoratori proprio davanti a Palazzo Strozzi Sacrati.
Rispetto alle istanze segnalate dai rappresentanti dei lavoratori il presidente Rossi si è assunto l’impegno di convocare azienda e proprietà per conoscere in maniera più dettagliata i termini di questa operazione. Il presidente ha poi dichiarato di voler sostenere, anche in questo incontro, le richieste dei lavoratori di vedere riconosciute formalmente le necessarie garanzie per il futuro a seguito di questo passaggio di proprietà.
Inoltre il presidente ha annunciato di voler informare anche il ministero per lo sviluppo economico, trattandosi di una questione che coinvolge più regioni.

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Banche: Sileoni, raggiunti prepensionamenti in venete e Mps

Banche: Sileoni, raggiunti prepensionamenti in venete e Mps

Ma in Intesa pressioni su lavoratori per lasciare.

All’interno di Mps e di Intesa Sanpaolo, impegnata nell’integrazione delle ex banche venete, “sono stati raggiunti i numeri previsti dagli accordi per i prepensionamenti volontari’. Lo afferma Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, denunciando però le “pressioni” da parte di Cà de Sass per spingere i lavoratori ad andarsene.
All’interno di Mps sono pervenute 1.216 domande di prepensionamento, a fronte delle 1.200 concordate, e tutti i lavoratori lasceranno la banca dal primo novembre. In Intesa le domande sono state 1.040 a fronte di 1.000 uscite preventivate, con una prima finestra di esodi al 31 ottobre e una seconda tra novembre e dicembre.
“Mentre nel gruppo Mps la Direzione del personale ha agito correttamente e nel rispetto dei ruoli evitando forzature – afferma Sileoni – nel gruppo Intesa i responsabili delle relazioni sindacali si sono comportati in maniera border line facendo direttamente ed indirettamente pressioni sui lavoratori delle due ex banche venete che legittimamente preferivano non aderire al prepensionamento”.
A Intesa, Sileoni ricorda di aver già in passato attuato la “politca dei figli e dei figliastri” in occasione di un accordo sindacale gestito dall’allora capo del personale, Francesco Micheli, relativo all’uscita di un numero importante di dirigenti. Alcuni di loro “sono stati costretti ad andarsene, altri che ricoprono cariche istituzionali importanti hanno goduto di una sorta di ingiustificato privilegio”.
Aver raggiunto i numeri sui prepensionamenti scongiura i licenziamenti, conclude Sileoni, “ma rimaniamo vigili affinché non sia attuata la “regola dei due pesi e due misure” nel gruppo Intesa rispetto alla categoria dei dirigenti”.

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