Occupazione in crescita in Toscana, aumentano tempi determinati

Occupazione in crescita in Toscana, aumentano tempi determinati

Il nuovo anno si apre con un miglioramento del mercato del lavoro, che conferma il recupero in atto rispetto alla fase più acuta della crisi. E’ questo, il quadro generale che risulta dall’ultimo numero di Flash Lavoro, trimestrale dell’Osservatorio regionale del mercato del lavoro, curato dall’Irpet.

I dati presentati, provenienti da fonti diverse, evidenziano come nel primo trimestre del 2017 il livello complessivo dell’occupazione in Toscana sia cresciuto rispetto al corrispondente periodo del 2016; e si osserva anche una sensibile riduzione della popolazione non attiva, accompagnata da una riduzione della disoccupazione.

L’incremento dei lavoratori dipendenti si registra sia su base congiunturale (+0,7% sul quarto trimestre 2016), sia tendenziale, cioè rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (+1,6%). La crescita tendenziale è totalmente ascrivibile all’aumento delle posizioni a tempo determinato (+8,8% contro +0,1% dell’indeterminato) così come quella realizzatasi durante il 2016 era dovuta ai contratti stabili.

L’aumento dell’occupazione è evidente soprattutto nell’agricoltura (+4,0%) e nell’industria (+2,3) ed è stato meno accentuato nei servizi (+0,9%).

“L’analisi presentata da Irpet – commenta l’assessore all’istruzione formazione e lavoro Cristina Grieco – conferma l’efficacia delle azioni messe in campo dalla Regione, sia sul versante della difesa dell’occupazione e del sostegno al reddito, sia sul rafforzamento e la qualificazione dei percorsi di transizione e di inserimento nel mondo del lavoro tramite il potenziamento delle politiche attive. Proseguirà l’impegno ad attuare tutti gli interventi possibili per favorire la ripresa dell’occupazione sul territorio regionale e in particolare nelle aree di crisi”.

In particolare l”assessore ha annunciato ulteriori misure a sostegno del reddito e dell’occupazione, che saranno messe in campo dopo l’estate, con il Piano integrato per l’occupazione che avrà a disposizione circa 30 milioni di euro.

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CINEMA LA COMPAGNIA, CONVOCATI “STATI GENERALI MONTAGNA TOSCANA”

Cinema La COmpagnia Stati Generali Montagna Toscana

Oggi, giovedì 6 luglio, presso il cinema La Compagnia alle 9:30 “Stati generali della montagna toscana”: un confronto sulla necessità rilancio dell’habitat montano: quattro i tavoli tematici con tecnici e esperti. Presenti assessore Remaschi, Saccardi, Grieco, Ciuoffo, Barni e Fratoni.

Restare in montagna. Oppure tornarci. E magari investirci. Verso questi obiettivi si indirizzano gli “Stati generali della montagna toscana” convocati per domani, giovedì 6 luglio a Firenze presso il cinema La Compagnia (via Cavour, 50 Rosso). A 10 anni dall’ultima conferenza, “Gli stati generali” serviranno a compiere una ricognizione su ciò che è e ciò di cui ha bisogno la montagna per accompagnare questo rilancio: dai servizi sanitari a quelli scolastici, dal sistema di trasporto reale alle connessioni virtuali, dalle potenzialità turistiche a quelle agricole.

La conferenza si aprirà con una seduta plenaria (inizio ore 9.30) nella quale, dopo i saluti istituzionali, sarò presentato un rapporto Irpet sulla montagna toscana. Quindi i lavori si articoleranno su quattro tavoli tematici paralleli cui parteciperanno amministratori, esperti, tecnici che saranno dedicati ad affrontare alcune delle questioni cruciali della vita in montagna. Saranno presenti a questi tavoli gli assessori regionali Marco Remaschi (agricoltura e politiche della montagna), Stefania Saccardi (sanità), Cristina Grieco (Istruzione), Stefano Ciuoffo (turismo), Monica Barni (cultura), Federica Fratoni (ambiente).

I lavori si completeranno nel pomeriggio  in seduta plenaria con l’intervento di Luigi Polizzi, dirigente del ministero per le politiche agricole e con un tavolo di lavoro conclusivo in cui verranno ‘restituiti’ i lavori dei tavoli tematici. A questa fase conclusiva parteciperanno Marco Remaschi, l’assessore regionale a bilancio e rapporti con gli enti locali Vittorio Bugli e Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana.

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IRPET: “ECONOMIA TOSCANA TORNA A CRESCERE MA SOLO DELLO 0,7%”

Irpet Toscana Economia

“L’economia toscana torna a crescere anche nel 2016 ma solo dello 0,7%” certifica l’Irpet che ha presentato il doppio rapporto annuale: sotto la lente dei ricercatori sviluppo economico e mercato del lavoro. “Buona ripresa occupazionale ma avviare nuovi investimenti.”

La Toscana dunque cresce. Lo fa lentamente (+0,7 per cento), ma è il massimo che il sistema può esprimere. Gli interventi possibili sono stati messi in campo e servirebbe adesso, suggeriscono dall’Irpet, un cambio di passo da parte dell’Europa. In ogni caso è il terzo anno consecutivo che il Pil segna un avanzamento:  succede dal 2014, quando il resto dell’Italia era ancora in recessione. “

“Dunque si tratta di un fatto positivo – sottolinea il direttore dell’Irpet, Stefano Casini Benvenuti -. E’ un dato che consolida  l’inversione di tendenza dopo anni di lunga sofferenza, anche se è del tutto evidente di come si tratti ancora di una crescita troppo debole per essere rassicurante”. In particolare il 2016 mostra un leggero rallentamento, sia rispetto all’anno precedente, che al resto del paese (in particolare alle regioni del nord-est). La domanda è se interpretare questo risultato come un fatto transitorio  – “l’economia ha per sua stessa natura andamenti ciclici” spiega ancora Casini Benvenuti –  oppure sia l’indizio di difficoltà più strutturali.

Per l’Irpet  ci sono molti elementi che fanno propendere per la prima ipotesi piuttosto che per la seconda. Ci sarebbe il minor “effetto rimbalzo”, dovuto al fatto che la Toscana ha tenuto meglio delle altre regioni negli anni precedenti e dunque aveva meno da recuperare. C’è il peggioramento del contesto internazionale e questo non può non avere effetti su una regione come la Toscana che negli anni passati aveva ricavato impulso soprattutto dall’export, volano indiscusso. Nel 2016 invece la spinta maggiore alla crescita del paese proviene soprattutto, annotano i ricercatori di Irpet, dalla domanda interna, ancora troppo debole e che sconta la scarsa fiducia verso il futuro prossimo di imprese e famiglie.

“Il peggioramento del contesto internazionale  – illustra Ghezzi e Sciclone – ha avuto i suoi contraccolpi soprattutto su pelletteria e macchine di impiego generale (le turbine, per intendersi), due settori importanti per l’economia della Toscana chcole da soli coprono quasi un quarto dell’intero ammontare del’export regionale”. Tuttavia il bilancio del primo trimestre 2017 per il comparto manifatturiero è il migliore addirittura degli ultimi sette anni. Spiccano tessile e abbigliamento (+6,2% nel 2016 e +7,7% nel primo trimestre 2017), pelletteria e concia (+2,6% e 4,4%) e delle industrie alimentari (+2,8% e 1,1%). Positivo anche il bilancio del metalmeccanico (+1,7% nel 2016 e +2,0% nel primo trimestre del nuovo anno), della farmaceutica (+4,0% e +2,5%) e della carta (+1,5% e +1,0%).

Complessivamente il 2016 si chiude con un segno positivo per quanto riguarda il lavoro (+1,9%), che trova conferma anche nel dato tendenziale del primo trimestre 2017 (+1,6%). La Toscana è tra le regioni d’Italia che più hanno recuperato occupazione rispetto ai numeri precedenti alla crisi. “L’aumento dei dipendenti è diffuso a quasi tutti i comparti produttivi ed in particolare alla manifattura, in cui spiccano i settori del cosiddetto ‘made in Italy'” mettono in evidenza dall’Irpet. “Chimica e farmaceutica vedono crescere gli addetti in modo significativo” sottolinea Nicola Sciclone. La crescita dell’occupazione è evidente anche nel settore agricolo oltre a  quello industriale (+2,2% nel 2016). Nei servizi permane la contrazione del comparto assicurativo, del credito e della pubblica amministrazione, mentre commercio e turismo mostrano andamenti positivi.

Allora tutto bene? Forse no. “La preoccupazione per il futuro del sistema, italiano anzitutto prima che toscano, è giusto che rimanga alta” dice Irpet. Le imprese continuano a manifestare grandi difficoltà ad avviare nuovi investimenti, spiegano, e difficoltà altrettanto rilevanti riguardano la pubblica amministrazione; in Italia oramai il peso degli investimenti pubblici sta toccando il minimo storico, “conseguenza – a detta dei ricercatori – delle difficoltà del bilancio pubblico, ma anche di normative che rendono estremamente difficoltoso avviare ogni processo di investimento”. E senza investimenti la crescita si mantiene su profili molto bassi, impedendo miglioramenti evidenti nella produttività – se non contraendo il costo del lavoro – oltre al rischio di congiunture negative. C’è poi la questione degli squilibri territoriali. La crisi ha acuito il divario tra la Toscana centrale e la costa, dove si sono concentrate le maggiori criticità. Nel 2016 i due territori si sono riavvicinati, ma più per la difficoltà (in alcuni casi già superate) avvertite da settori tradizionali dell’area metropolitana anziché per una crescita dell’economia costiera.

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CRISI PIOMBINO, RIUNIONE COMITATO AL MISE PER RIQUALIFICAZIONE

Aferpi Piombino Acciaierie lavoratori

La riunione al Mise del comitato esecutivo ha fatto chiarezza su protocolli insediamento e nuovi investimenti su Piombino. Rossi: “oltre 140 posti di lavoro in più grazie a 32 mln da Regione.” Per ex Lucchini-Aferpi riunione 28/6.

Avanti con il progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di Piombino, al centro degli accordi del 2014. Il punto, spiega una nota della Regione, è stato fatto stamani al ministero dello Sviluppo economico, dove si è riunito il comitato esecutivo che comprende Regione, Provincia, Comune, Agenzia del demanio, Autorità portuale, Invitalia e tutti i ministeri a vario titolo coinvolti.

Delle bonifiche (50 milioni destinati per lo più all’intervento sulla falda) e del progetto industriale Aferpi nell’area ex Lucchini si parlerà invece più specificatamente nel corso di una riunione, sempre dello stesso comitato, già convocata per il 28 giugno. Le notizie positive, si spiega, riguardano i protocolli di insediamento, ovvero le aziende che hanno deciso di investire e rilanciare le attività industriali sul territorio. “La parte regionale sta marciando – spiega il presidente della Toscana, Enrico Rossi – . Si creeranno in questo modo, grazie a 32 milioni investiti dalla Regione, 140 posti di lavoro”.

Ed altri a cascata se ne potrebbero ulteriormente creare. Al riguardo sarà dato incarico ad Irpet di uno studio specifico. Altri 29 posti di lavoro si determineranno grazie ai 20 milioni investiti dal ministero, attraverso Invitalia. “Purtroppo in quest’ultimo caso il ricorso al Tar da parte di un concorrente sta bloccando la graduatoria già chiusa de mesi – aggiunge Rossi – L’indicazione unanime del tavolo è stata quello di trovare un modo per velocizzare il più possibile i tempi”. Rossi spiega inoltre che “abbiamo chiesto certezza anche sullo sblocco dei 30 milioni di euro destinati al piano integrato per l’occupazione, risorse della Regione residue della cassa integrazione in deroga dal 2014 al 2016 e di cui avevamo già parlato con il ministro Poletti” spiega il presidente della Toscana.

L’intervento riguarda una platea potenziale di cinquemila lavoratori, non tutti chiaramente nell’area di crisi di Piombino, e l’obiettivo – con un mix di strumenti che spaziano dalle politiche attive alle indennità di partecipazione e gli incentivi occupazionali – è favorire il rientro nel mercato del lavoro dei disoccupati o di comunque un lavoro non ce l’ha attraverso l’acquisizione di nuove competenze o mantenere ed accrescere quelle già possedute. Le misure si affiancano naturalmente a quelle ordinari già messe in campo dalla Regione, che tra avvisi per l’occupazione e lavori di pubblica utilità hanno già permesso, dal 2015 ad oggi, hanno già interessato una sessantina di lavoratori.

Altra questione su cui è stato sollecitato con urgenza un intervento chiarificatore riguarda l’applicazione della Naspi, strumento che ha sostituito i precedenti sussidi destinati ai disoccupati ma che rischia di penalizzare i lavoratori che hanno lavorato per qualche periodo rispetto a quelli che hanno goduto della cassa integrazione a zero ore. Notizie positive, infine, anche per quanto per quanto riguarda l’area di Colmata e gli investimenti di General Electric e Piombino industrie marittime. Pim, il polo di demolizioni e rifitting navale già con un accordo, siglato negli anni scorsi, che prevede una commessa di trentaquattro unità della Marina da smantellare, avvierà infatti la propria attività a settembre: 14 milioni di investimenti e almeno un centinaio di lavoratori che potrebbero crescere nel tempo.

Ge invece, la multinazionale americana, punterebbe, a partire entro dicembre 2018, con l’assemblaggio e testing dei grandi moduli industriali a cui sarebbe destinato lo stabilimento di Piombino. La procedura di insediamento è ancora in corso: anche in questo caso 80-100 occupati possibili, che con le prime commesse potrebbero salire a trecentocinquanta. Stamani è arrivata anche una buona notizia riguardo la garanzia dell’alta tensione richiesta, che verrebbe garantita attraverso la centrale elettrica già esistente. La Regione alla fine ha approfittato dell’incontro anche per sollecitare il Mise affinché venga convocato il tavolo sull’indotto promesso dalla viceministro Bellanova ai sindacati e ad oggi non attivato.

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