Incendio al Giglio: per 15 ore brucia macchia mediterranea, Sindaco “è doloso”

Incendio al Giglio: per 15 ore brucia macchia mediterranea, Sindaco “è doloso”

Un vasto incendio che ha impegnato vigili del fuoco e volontari per quasi 15 ore ha mandato in fumo la macchia mediterranea nella zona di Cala di Corvo all’isola del Giglio (Grosseto), un territorio che fa parte del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano.

I vigili del fuoco, che erano arrivati con il traghetto, insieme ai volontari, hanno lavorato tutta la notte per spegnere le fiamme. In mattinata, in aiuto, è arrivato l’elicottero il cui intervento è stato decisivo: la zona era impervia e difficile da raggiungere.

“Crediamo che si tratti di un incendio doloso – ha detto il sindaco del Giglio Sergio Ortelli -: ci sono solo vegetazione e vigneti. Nella zona c’erano stati altri incendi negli anni ’90. Vedremo di intervenire con sistemi di videosorveglianza in vista della stagione estiva”.

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Evade i domiciliari per cenare al Giglio, nuovamente arrestato

Evade i domiciliari per cenare al Giglio, nuovamente arrestato

I Carabinieri hanno riammanettato il fuggitivo mentre era a cena Giglio Porto. Fatale la prenotazione di una camera, il nome, inserito nel registro ospiti, è subito stato segnalato per la pendenza della custodia cautelare.

Evade dai domiciliari da Grottaferrata (Roma) e va a cena all’Isola del Giglio (Grosseto) dove aveva prenotato una stanza in un affittacamere. L’uomo, disoccupato e con diversi precedenti, si trovava a cena in un ristorante a Giglio Porto quando sono arrivati i carabinieri che lo hanno nuovamente arrestato.

Proprio la prenotazione della stanza è costata cara all’uomo. Una volta inserito il nominativo nel portale per la registrazione degli ospiti, è stato infatti immediatamente segnalato poiché a carico dell’uomo pendeva un provvedimento di custodia cautelare in carcere emesso pochi giorni prima dal Tribunale di Velletri.

L’uomo era infatti già evaso dai domiciliari negli ultimi giorni dell’anno. L’uomo è stato trasportato con la motovedetta della guardia costiera di Porto Santo Stefano e del Norm della compagnia di Orbetello sulla terraferma, e poi condotto nel carcere di Grosseto a disposizione della autorità giudiziaria.

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Costa Concordia, sesto anniversario del naufragio

Costa Concordia, sesto anniversario del naufragio

Il Giglio ricorda il naufragio della Costa Concordia, sei anni sono passati da quella notte che sull’isola molti abitanti ancora si ricordano.

Era il 13 gennaio, le 21.45 esatte, quando la Costa Concordia sbattè sugli scogli delle Scole per poi inclinarsi su un fianco e spiaggiarsi come una balena sulle rocce di Punta Gabbianara: a bordo erano in 4.229, tra passeggeri e personale.

Moriranno in trentadue (con i corpi e i resti ritrovati in qualche caso solo dopo molti mesi), tra loro anche una bambina di cinque anni, tutti affogati, mentre 157 furono i feriti.

I primi ad uscire in mare e tuffarsi per salvarli furono proprio i gigliesi, che poi aprirono chiesa e case per accogliere nella notte i naufraghi. Intervennero quella notte e il giorno dopo anche venti motovedette, sei elicotteri, dodici navi mercantili e tre rimorchiatori.

Venti mesi dopo – a settembre del 2013 – la nave fu raddrizzata, un’impresa unica per la stazza dell’imbarcazione, e dopo altri dieci mesi, a luglio del 2014, il relitto lasciò l’isola per Genova, dove è stata smantellata.

In questi tre anni e mezzo sono proseguiti però al Giglio i lavori di pulizia dei fondali dalle strutture utilizzate per il ribaltamento e rigalleggiamento della Concordia, dai detriti e dai sedimenti fini e materiali inerti rimasti sul fondo, a cui seguirà il ripristino delle praterie di posidonia. E’ proseguita, in parallelo, anche l’attività di controllo dell’Osservatorio ambientale istituito subito dopo il naufragio e che ha supervisionato l’intero progetto e tutte le operazioni di recupero della nave.

I lavori di pulizia sono iniziati a novembre del 2014, quattro mesi dopo che la nave aveva lasciato l’isola, e da alcune settimane si sono interrotti; ma nel momento in cui riprenderanno potrebbero bastare una ventina di giorni per ultimarli. A quel punto l’ultima piattaforma mobile dell’azienda che ha seguito il recupero del relitto abbandonerà l’isola e si lavorerà sott’acqua per il ripristino della flora.

Dopo la commemorazione e la messa di stamani a Giglio Porto, con la deposizione alle 13 di una corona di fiori nelle acque di Punta Gabbianara, il ricordo del naufragio della Concordia proseguirà sabato sera con una fiaccolata fino alla lapide, sul molo rosso, che ricorda le vittime. Al rintocco delle 21.45  suoneranno le sirene delle navi in porto.

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Uccise coniglio coi lacci, Lav parte civile al processo

Uccise coniglio coi lacci, Lav parte civile al processo

Disseminate sull’Isola del Giglio 80 trappole in acciaio per conigli.

Prima udienza in tribunale a Grosseto del processo a carico di un uomo, imputato per uccisione di un coniglio selvatico, catturato con un laccio metallico sull’Isola del Giglio, nell’agosto 2016. Nel corso dell’udienza, la lega Anti Vivisezione, che aveva denunciato i
fatti all’origine del procedimento, è stata riconosciuta parte civile. La prossima udienza del processo si terrà il 26 marzo 2019.

La vicenda ha avuto origine da una denuncia depositata dall’Associazione alla Procura di Grosseto nel 2016, quando, grazie alla collaborazione avviata con gli attivisti di Vallevegan, oltre ad alcuni video che ritraevano i lacci ivi rinvenuti, la Lav fornì anche una mappa dell’isola del Giglio con il riferimento a 80 punti georeferenziati nei quali erano state riscontrate le micidiali trappole. L’isola, come mostrarono le immagini, è disseminata di trappole per conigli, costruite con cavi di acciaio flessibile, che vengono poi
innescate nelle aree frequentate dai conigli selvatici. Quando un coniglio entra dentro una trappola si trova improvvisamente stretto dal cappio di acciaio.

“Atti di una tale, inaudita violenza non possono più essere tollerati – dichiara Massimo
Vitturi, responsabile nazionale Animali Selvatici della Lav – la nostra costituzione di parte civile al processo intentato dalla Procura di Grosseto, vuole essere un fattivo contributo per inchiodare alle sue responsabilità colui che si è macchiato di tanta crudeltà e perchè il suo caso diventi un monito per tutti coloro che all’isola del Giglio, anche in questo momento, stanno facendo uso dei micidiali lacci d’acciaio”.

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Giglio : dalla Regione Contributo straordinario 300 mila euro per rilanciare economia

Giglio : dalla Regione Contributo straordinario 300 mila euro per rilanciare economia

L’importo messo a disposizione dalla Regione è la provvisionale che le è stata riconosciuta come parte civile a titolo di risarcimento danni nel procedimento penale in seguito alla sentenza del Tribunale penale di Grosseto del 10 luglio 2015, emessa nei confronti del comandante della nave Costa Concordia Francesco Schettino

Un contributo straordinario di 300 mila euro per la realizzazione di alcuni interventi destinati a rilanciare l’economia dell’Isola del Giglio, ancora alle prese con i disagi causati dal naufragio della Costa Concordia del gennaio 2012. Lo stabilisce una delibera presentata dal presidente Enrico Rossi e approvata dalla giunta regionale nella seduta odierna. L’importo messo a disposizione dalla Regione è la provvisionale che le è stata riconosciuta come parte civile a titolo di risarcimento danni nel procedimento penale in seguito
alla sentenza del Tribunale penale di Grosseto del 10 luglio 2015, emessa nei confronti del comandante della nave Costa Concordia Francesco Schettino.
   “In questi anni trascorsi da quel tragico 13 gennaio 2012 – ha commentato il presidente Enrico Rossi – non ci siamo dimenticati del Giglio. Abbiamo aiutato l’amministrazione
comunale a rilanciare la promozione turistica, la risorsa principale dell’isola, abbiamo contribuito a recuperare il territorio e l’ambiente, valorizzando altre due risorse del
Giglio, ovvero pesca ed agricoltura, abbiamo promosso modelli di sviluppo sostenibile attraverso l’utilizzo di energie alternative. Ma anche mettendo a punto sistemi tecnologicamente avanzati per migliorare la sicurezza in mare in modo da
scongiurare in futuro la possibilità di eventi così tragici”.
   Secondo il Governatore il contributo servirà ora per realizzare “altri lavori che vanno tutti nella direzione di far tornare la normalità al Giglio. E – conclude Rossi – se questo
in parte è già avvenuto lo dobbiamo soprattutto alla popolazione che non si è mai persa d’animo anche nei momenti più difficili”.
Il contributo (che sarà erogato al Comune dell’Isola del Giglio dopo la sottoscrizione di un
accordo con la Regione), spiega una nota della Regione Toscana, servirà per la realizzazione di una serie di interventi, dal risanamento conservativo e ristrutturazione dell’edificio denominato “La Delegazione”, a Giglio Porto (importo previsto 34
mila 613 euro, durata due mesi circa) alla ristrutturazione e adeguamento dell’edificio denominato “La Delegazione” a Giglio Campese ed in particolare realizzazione di bagni pubblici e info-point nell’edificio un tempo adibito a scuola elementare e
attualmente utilizzato per gli uffici della Polizia Municipale (165 mila 636 euro, durata 200 giorni). Previsti poi la realizzazione di nuovi blocchi e alloggiamenti nei cimiteri di
Giglio Castello e Giglio Porto.

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