Carceri: Sappe, detenuto appicca fuoco a cella all’Elba

Carceri: Sappe, detenuto appicca fuoco a cella all’Elba

In infermeria penitenziario, agente intossicato.

Un detenuto di circa trent’anni, nel primo pomeriggio di oggi, ha dato fuoco alla cella dell’infermeria del carcere, ove era ricoverato a Porto Azzurro, all’isola d’Elba. Ne dà notizia il segretario generale del Sappe Renato Capece spiegando che nel principio d’incendio è rimasto intossicato un agente.
Il detenuto, il giorno precedente dopo aver ingerito alcune batterie ministilo, era stato ricoverato d’urgenza con elisoccorso Pegaso, presso il nosocomio di Livorno. Al rientro in carcere era stato precauzionalmente messo in una cella dell’infermeria della casa reclusione di Porto Azzurro, ma, rileva Capece, “si è reso protagonista dell’ennesimo gesto dimostrativo, mettendo a rischio anche l’incolumità dell’agente in servizio che si è immediatamente prodigato nello spegnere il principio di incendio, riuscendo anche a salvare la vita all’incosciente detenuto”.
“Ribadiamo, ancora una volta, che il carcere di Porto Azzurro, istituto improntato prettamente al trattamento, è affollato di detenuti con problematiche psichiche e tossicologiche, e che l’apertura incondizionata delle celle sin dal primo mattino fino alla sera, lasciando i ristretti in pieno e totale ozio, mette a repentaglio la già precaria situazione della sicurezza”, osserva Capece che dà appuntamento per domani davanti a Montecitorio per la manifestazione indetta dai sindacati di polizia penitenziaria.

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Livorno: causa maltempo salta traghetto Capraia

Livorno: causa maltempo salta traghetto Capraia

Il forte vento costringe gli aliscafi per Elba e il traghetto per Capraia a restare in porto. Rallentati lavori in porto.

Traghetto fermo e rallentamento dei traffici portuali a Livorno a causa del forte vento di libeccio che soffia dalla notte con una media di 35/40 nodi con picchi registrati fino a 47 nodi, spiegano dall’Avvisatore marittimo.

Regolari i traghetti per le grandi isole da Livorno. Fermo in porto invece il Liburna della Toremar, che collega Livorno a Capraia, che ha saltato la prima corsa di stamani.

Regolari anche i collegamenti tra Piombino e l’Isola d’Elba ad eccezione dei due mezzi veloci, l’aliscafo Acapulco e il Corsica Express.

Sempre a causa del forte vento sono fermi i lavori di carico e scarico nei principali terminal del porto che dovrebbero comunque riprendere nel primo pomeriggio.

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Elba: sorprese nello scavo del nido, altre 4 tartarughine

Elba: sorprese nello scavo del nido, altre 4 tartarughine

Trovate ancora 4 tartarughine vive. 13 uova non schiuse. Un embrione non ce l’ha fatta. 116 uova in tutto. Un grande evento scientifico. La più grande schiusa dell’estate 2017.

Il 17 agosto, la conta delle tartarughine del nido scavato il 20 giugno da “Federica”, il grosso esemplare di tartaruga marina Carretta caretta, che ha scelto l’affollatissima e nordica spiaggia di Marina di Campo, per depositare le sue preziose uova, si era fermato a quota 97. Ricercatori, volontari organizzati da Legambiente Arcipelago Toscano e lo staff dei bagni da Sergio che aveva realizzato l protezione del nido e la pista per favorire l’entrata in mare protetta delle tartarughe, speravano di arrivare a 100 tartarughine nate.

La notte del 19 agosto intorno alle 21,00, Cecilia Mancuso dell’Arpat, Giuliana Terracciano, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana (IZSLT) e Matteo Baini dell’università di Siena, assistiti dai volontari di Legambiente, Acquario dell’Elba e dallo staff di bagni da Sergio, hanno dato il via alla delicata apertura del nido, circondati da un pubblico crescente.

Alla luce delle torce sono cominciate ad apparire i primi gusci delle uova schiuse e poi una grande sorpresa: dalla sabbia ha fatto capolino una tartarughina viva, poi altre 2, la cui uscita dalla sabbia è stata facilitata estraendo i gusci delle uova schiuse intorno a loro. Questi piccoli, a differenza dei precedenti 97, sono stati pesati e misurati, poi si è lasciato che raggiungessero il mare strisciando sulla sabbia con le loro piccole pinne.

Ma non era finita: più in profondità è spuntata un’altra tartarughina viva che, dopo le operazioni di peso e misurazione – intorno ai 6 – 6,5 cm e ai 15 -17 g come le altre –  ha raggiunto il mare. Grande soddisfazione perché si era superata la fatidica quota 100 di uova schiuse: 97 + 4 uguale 101.

Ma, arrivati al fondo del nido, la conta delle uova ha dato un altro risultato sorprendente: in realtà le uova schiuse erano 103 e due tartarughine – probabilmente nella concitazione del secondo  giorno di schiusa, quando è stato necessario recuperare alcuni esemplari attratti dalle luci del porto di Marina di Campo – sono evidentemente sfuggite alla prima conta di quello che è stato definito il sito di deposizione di tartarughe marine più sorvegliato e monitorato del mondo.

Nel nido di Federica c’erano anche 12 uova non schiuse e una con un embrione non nato, portando il totale delle uova deposte  a 116, un vero e proprio record per i nidi di Caretta caretta in Italia nell’estate 2017 e un record assoluto per la Toscana, dove al massimo nelle due precedenti deposizioni conosciute si era arrivati a 70 uova.

Mancuso, Terracciano e Baini hanno sottolineato l’importanza scientifica del nido di Marina di Campo  e spiegato che l’esame dei gusci servirà all’università di Siena a capire se hanno accumulato inquinanti e all’ IZSLT se le tartarughine hanno una qualche malattia o sono state attaccate da virus. Invece, le uova non schiuse, l’embrione e un esemplare ritrovato morto dopo essere stato predato da un pesce o da un uccello marino, serviranno a determinare altri importanti dati genetici, compreso se mamma Federica sia una tartaruga già nota alla scienza e dove eventualmente abbia nidificato in precedenza.

Alla fine un altro brindisi che ha segnato la fine di una magnifica avventura scientifica e di volontariato. La dottoressa Mancusi ha voluto ringraziare il guardiano Federico che ha scoperto la tartaruga in nidificazione, lo staff dei bagni da Sergio per  il loro impegno e dedizione che hanno permesso il successo dell’operazione, Legambiente Arcipelago Toscano e i volontari delle altre associazioni che hanno garantito 60 giorni di sorveglianza continua del nido e che, durante i pattugliamenti della spiaggia, sono stati testimoni del ritorno di Federica il 5 luglio, per tentare un’altra nidificazione purtroppo fallita, ma che ha confermato anche agli scettici che la deposizione del 20 giugno era avvenuta davvero.

La Mancuso ha detto: “Siamo stati testimoni di un evento eccezionale che è stato gestito benissimo. Una nidificazione straordinaria, anche per numero di uova e perché non abbiamo trovato esemplari morti, ma che ha rispettato tutti i parametri della tempistica della schiusa e della profondità del nido: poco più di 50 cm”.

Isa Tonso, che ha coordinato i volontari per conto di Legambiente Arcipelago Toscano, commenta: “Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno voluto partecipare quotidianamente a questa magnifica avventura dedicandole un pezzo di tempo strappato al lavoro, alla vacanza e al sonno. Ringraziamo anche Sergio Ventrella dell’Osservatorio per la biodiversità della Regione Toscana per la sua costante presenza nel periodo della schiusa, il Parco Nazionale per il contributo dato e per aver consentito di riprendere in diretta con le telecamere installate questo evento, tutte le associazioni che hanno partecipato – animalisti, scout, Racchetta, Tartamare, Centro Cetacei e molti altri – Capitaneria di Porto e Carabinieri Forestali, Sindaco e Comune di Campo nell’Elba e soprattutto Riccardo e i suoi magnifici bagnini senza i quali questi grande successo non sarebbe stato possibile”.

E conclude: “Ora bisognerà attrezzarsi, anche con corsi di riconoscimento delle tracce e di gestione dei nidi, perché Federica è probabilmente la pioniera dell’avanguardia delle tartarughe marine spinte verso nord dal riscaldamento globale. Il nostro unico obiettivo era quello di far nascere le tartarughine, pensavamo fossero al massimo una quarantina e sono 103. Madre Natura non poteva fare regalo più bello a Marina di Campo e a tutta l’Elba e soprattutto alle centinaia di turisti e campesi che sono staii testimoni di questo  piccolo miracolo”.

La grande e prolifica tartaruga di Marina di Campo ha probabilmente fatto su qualche spiaggia la seconda deposizione che era fallita il 5 luglio, per questo Legambiente Arcipelago Toscano invita tutti a segnalare un’eventuale schiusa su un’altra spiaggia ed  eventuali presenze di piccoli di tartarughe alla Capitaneria di Porto, al Parco Nazionale o a legambientearcipelagomail.com e, soprattutto a non toccare assolutamente i piccoli ma favorirne l’eventuale ingresso in mare evitando loro qualsiasi rischio e intralcio.

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Elba: bambino cade da skateboard, lesione epatica

Elba: bambino cade da skateboard, lesione epatica

Un bambino di sei anni originario di Vercelli, che si trovava in vacanza con la famiglia a Marciana Marina (Livorno) all’isola d’Elba, è stato trasportato ieri sera al Meyer a bordo dell’elicottero Pegaso del 118 in codice giallo, per una lesione epatica che si è procurato in seguito ad una caduta mentre stava giocando.

Secondo quanto ricostruito dai soccorritori il bambino sarebbe caduto da uno skateboard sul bordo dello stesso skate, subendo un colpo di taglio all”altezza del fegato.(ANSA)

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Nate le prime 50 tartarughe caretta caretta all’Isola d’Elba

Nate le prime 50 tartarughe caretta caretta all’Isola d’Elba

Sono uscite poco prima delle 22 di ieri sera circa 50 tartarughe dal nido sulla spiaggia di Marina di Campo (Livorno) all’isola d’Elba. Le piccole di tartaruga marina hanno raggiunto il mare attraverso un corridoio predisposto sulla spiaggia dall’Osservatorio toscano per la biodiversità.

“Sono uscite le prime 50 tartarughine. Sanissime, bellissime, dolcissime. L’importante è che sia andato tutto bene. E ora aspettiamo le ritardatarie”, si legge sulla bacheca Facebook di
Yuri Tiberto, titolare dell’Acquario dell’Elba.
Nella notte del 20 di giugno scorso, tra gli ombrelloni degli stabilimenti balneari da Sergio e Paglicce Beach, era stata segnalata la presenza di un grosso esemplare di caretta caretta,
intenta a scavare una buca nell’arenile a meno di 10 metri dalla battigia. Un evento rarissimo a queste latitudini. Immediato è stato il sopralluogo del responsabile dell’Acquario dell’Elba, il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago, Giampiero Sammuri, il personale della delegazione di spiaggia della Capitaneria di Porto di Portoferraio e i gestori dei bagni
coinvolti, che si sono fatti carico della sorveglianza del nido fino alla schiusa delle uova, con l’aiuto dei volontari, coordinati da Legambiente arcipelago, per la sorveglianza notturna del nido. L’incubazione mediamente compresa tra i 45 ed i 60 giorni ha rispettato le previsioni visto che la nascita delle piccole tartarughe era attesa proprio nel mese di agosto.

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13-AGO-17 08:07 NNNN

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