ARRESTO SINDACO DI PESCIA, M5S: “PD DOVEVA SFIDUCIARLO UN ANNO FA”

Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Giurlani

Sull’arresto del sindaco di Pescia Oreste Giurlani si sono espressi consiglieri regionali M5s: “Il Pd doveva sfiduciarlo un anno fa, sapevano e non hanno fatto nulla?”

“L’arresto di Oreste Giurlani ci riporta indietro di un anno, quando chiedemmo che prima di ogni integrazione Uncem-Anci fosse fatta un’operazione di trasparenza almeno sulla gestione toscana in capo all’attuale sindaco di Pescia. Il Pd, del quale Giurlani fa parte, andò dritto ignorando la richiesta. A questo punto, visto come è andata, devono a noi e ai cittadini almeno una risposta: sapevano e hanno cercato di eludere il problema?”. Lo affermano i consiglieri regionali M5s Giacomo Giannarelli e Gabriele Bianchi, a commento della misura di custodia per peculato disposte nei confronti del sindaco di Pescia ed ex presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani.

“Un anno fa agimmo a tutti i livelli istituzionali per approfondire i problemi amministrativi di Uncem Toscana – aggiungono in una nota -, e insieme alla senatrice Laura Bottici riuscimmo ad ottenere alcune conferme. Se il Pd avesse avuto seriamente a cuore l’interesse generale avrebbe dovuto da tempo sfiduciare la gestione Giurlani, mentre l’ha difesa fino a sostenere come sindaco di Pescia una persona arrestata oggi per peculato. Un reato odioso che colpisce proprio la fiducia dei cittadini nei rappresentanti istituzionali” concludono i Cinque Stelle.

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Giurlani: no fusioni dall'alto per piccoli comuni arresto Giurlani

Sull’arresto del sindaco di Pescia Oreste Giurlani si sono espressi consiglieri regionali M5s: “Il Pd doveva sfiduciarlo un anno fa, sapevano e non hanno fatto nulla?”

“L’arresto di Oreste Giurlani ci riporta indietro di un anno, quando chiedemmo che prima di ogni integrazione Uncem-Anci fosse fatta un’operazione di trasparenza almeno sulla gestione toscana in capo all’attuale sindaco di Pescia. Il Pd, del quale Giurlani fa parte, andò dritto ignorando la richiesta. A questo punto, visto come è andata, devono a noi e ai cittadini almeno una risposta: sapevano e hanno cercato di eludere il problema?”. Lo affermano i consiglieri regionali M5s Giacomo Giannarelli e Gabriele Bianchi, a commento della misura di custodia per peculato disposte nei confronti del sindaco di Pescia ed ex presidente di Uncem Toscana Oreste Giurlani.

“Un anno fa agimmo a tutti i livelli istituzionali per approfondire i problemi amministrativi di Uncem Toscana – aggiungono in una nota -, e insieme alla senatrice Laura Bottici riuscimmo ad ottenere alcune conferme. Se il Pd avesse avuto seriamente a cuore l’interesse generale avrebbe dovuto da tempo sfiduciare la gestione Giurlani, mentre l’ha difesa fino a sostenere come sindaco di Pescia una persona arrestata oggi per peculato. Un reato odioso che colpisce proprio la fiducia dei cittadini nei rappresentanti istituzionali” concludono i Cinque Stelle.

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IL SENATO DA’ IL VIA ALL’ESAME PER COMMISSIONE DI INCHIESTA SU ‘FORTETO’

Il Forteto commissione inchiesta Senato

Il Senato ha dato il via all’esame per istituzione di una commissione d’inchiesta su “Il Forteto”. La commissione è composta da venti senatori e venti deputati con poteri ispettivi.

L’Aula del Senato ha avviato l’esame per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sui fatti accaduti presso la comunità toscana per minori “Il Forteto”. La Commissione, chiesta a gran voce dal Questore M5S Laura Bottici, è composta da venti senatori e da venti deputati, è dotata di specifici poteri ispettivi e dovrebbe, come si legge nella relazione, “accertare i fatti e le ragioni per cui le pubbliche amministrazioni e le autorità giudiziarie interessate, comprese quelle investite di poteri di vigilanza, abbiano proseguito ad accreditare come interlocutore istituzionale la comunità ‘Il Forteto’, anche a seguito di provvedimenti giudiziari riguardanti abusi sessuali e maltrattamenti riferiti a condotte all’interno de ‘Il Forteto'”.

“E’ un’ottima notizia perché rilancia i veri temi del Forteto.”, così era stata commentato il via libera alla commissione di inchiesta il consigliere regionale Pd Paolo Bambagioni, che ha presieduto la seconda commissione di inchiesta del Consiglio della Toscana su Il Forteto.  Veri temi che sarebbero “da una parte la denuncia pubblica dei fatti con il risarcimento anche morale delle vittime, che deve giungere anche ai livelli massimi del nostro sistema istituzionale. E dall’altro c’è il tema concreto del commissariamento della cooperativa” aveva specificato. Sì perché, su quest’ultimo tema “la giustizia che c’è stata in termini di condanne – aveva aggiunto – non c’è stata a livello di concretezza nel togliere la gestione della cooperativa ai fedelissimi” del guru Fiesoli, “che continuano a tenere saldamente in mano quello che è il cuore economico della setta”.

Il presidente della Regione Rossi aveva commentato la notizia del commissariamento con cautela: “mi pare che tutto sia stato già detto, sia nelle risultanze della procura della Repubblica dove c’è stato un processo, ci sono gli atti, c’è stata un’indagine anche mi pare assolutamente ben fatta ed anche condotta con equilibrio, e poi c’è anche un’indagine del Consiglio regionale.” In conclusione “se ne vogliono fare un’altra, sia fatta” aveva chiuso.

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