CASSAZIONE SU RISTORATORE CAMPI BISENZIO: “ASTICI IN GHIACCIO? E’ MALTRATTAMENTO”

Astici

Dopo la vicenda di un ristoratore di Campi Bisenzio arriva la sentenza della Cassazione che conferma la multa di 5mila euro per il proprietario: “gli astici soffrono nel ghiaccio. Ma cucinarli vivi si può.”

Anche astici e aragoste in attesa di essere portati in tavola provano dolore e un conto è cucinarli quando sono ancora vivi (una “consuetudine sociale”), altro è conservarli in modo da arrecare loro “sofferenze causate dalla detenzione” in attesa di essere cucinati. Ragion per cui commette reato di maltrattamenti di animali, reato previsto dall’articolo 727 del codice penale, chi li conserva in modalità improprio, come ha fatto un ristoratore di Campi Bisenzio, che conservava i crostacei sotto ghiaccio e con le chele legate.

La Cassazione ha così confermato la sanzione per 5mila euro, nonché il risarcimento danni alla Lav (la Lega Anti Vivisezione) stabilita dal tribunale di Firenze. “Non può essere considerata come una consuetudine socialmente apprezzata”, scrive la Cassazione, il detenere questa specie di animali “a temperature così rigide, tali da provocare sicure sofferenze” se ci sono “sistemi più costosi” per conservarli in maniera più rispettosa. Non costituisce invece reato di maltrattamento il cucinarli vivi. Infatti, “la particolare modalità di cottura può essere considerata lecita in forza proprio del riconoscimento dell’uso comune”.

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SIENA, PROCESSO AI FANTINI DEL PALIO. LAV: “SOSPENDERE LA GARA”

partito animalista europeo

L’udienza preliminare si svolgerà domani e vedrà alla sbarra 3 fantini e un veterinario. L’accusa è maltrattamenti su cavalli, falsità e doping. La Lav tra le parti offese.

“Sfidiamo il Comune e l’Ente Palio di Siena a sospendere la manifestazione, a cominciare da quella del 2 luglio prossimo, considerando che sono imputati tre fantini storici del palio di Siena e un veterinario”. Così la Lav in una nota alla vigilia dell’udienza preliminare che si svolgerà domani presso il Tribunale di Siena nell’ambito del procedimento che vede indagati 3 fantini del Palio di Siena ed un veterinario originario di Viterbo con l’accusa in concorso di maltrattamento di animali, falsità materiali, doping e esercizio abusivo della professione.

“Tra le parti offese, la Lav, che da sempre contesta l’uso che viene fatto dei cavalli in gara”. E l’associazione animalista sottolinea: “Non si può restare indifferenti verso accuse tanto gravi che, se confermate, gettano ombre inquietanti sulla trasparenza della manifestazione”.

“Se il processo dovesse confermare che il regolamento del Palio è stato aggirato, l’Ente Palio dovrà prendere provvedimenti”, specifica la Lav che poi conclude esprimendo contrarietà “a qualsiasi manifestazione che utilizzi cavalli, che siano di purosangue inglese o mezzosangue, al di là di eventuali reati commessi, violazioni ai regolamenti, questioni di sicurezza e rischio di incidenti, e ci batteremo strenuamente affinché queste manifestazioni vengano abolite su tutto il territorio nazionale”

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