FIRENZE, SUONA IL CLACSON A TURISTI: AGGREDITA

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Una 50enne è finita in ospedale con lievi lesioni dopo essere stata aggredita da una coppia di turisti: il motivo sarebbe l’aver suonato il clacson.  Per i turisti sarebbe legittima difesa, sul posto anche la polizia.

Aggredita da una coppia di turisti americani dopo che aveva suonato il clacson per farli spostare dalla strada e passare con l’auto. La donna, una 50enne fiorentina, è finita in ospedale per farsi medicare una lieve lesione a un braccio. Sul posto, ieri intorno alle 17 in via dei Renai nel centro di Firenze, è intervenuta la polizia. I due turisti, 43 anni lui e 46 anni lei, hanno spiegato di aver agito per difendersi.

Secondo il racconto della 50enne, udito il suono del clacson l’uomo, dopo essersi scostato protestando, le avrebbe sputato addosso approfittando del finestrino aperto, poi avrebbe staccato lo specchietto retrovisore dell’auto. A questo punto l’automobilista, scesa per chiedere spiegazioni, sarebbe stata aggredita dalla compagna del turista, che le si sarebbe avventata addosso strappandole la maglietta e una collana, e provocandole diversi graffi. Successivamente il 43enne l’avrebbe colpita all’avambraccio provocandole una vistosa ecchimosi.

Diversa la versione data dai turisti, secondo la quale sarebbe stata la 50enne, indispettita dal fatto che non si erano spostati subito dalla strada, ad avventarsi contro la 46enne. L’uomo tuttavia avrebbe ammesso di aver danneggiato accidentalmente lo specchietto, e di aver colpito la 50enne al braccio nel tentativo di dividere le due donne. La polizia al momento non ha denunciato nessuno, poiché nessuna delle persone coinvolte ha presentato querela.

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RAPINATORE UCCISO, ROSSI: “STATO TUTELI CHI SI DIFENDE”

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“Non vorrei un paese dove si fanno le sparatorie per strada” ha specificato Rossi, “ma chi si difende deve essere tutelato in modo giusto.”

“Queste persone che reagiscono, lo Stato deve evidentemente tutelarle nelle forme e nei modi che sono le più corrette”, ma “non vorrei un paese dove si fanno le sparatorie per le strade”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, sul caso del rapinatore ucciso a Pisa.

“Non penso che per ogni episodio di questo tipo si possa riaprire una discussione sulla legittima difesa”, ha aggiunto il governatore, secondo cui “non c’è nulla che valga più della vita di una persona”, e tuttavia “chi si difende in modo legittimo ha diritto anche a non subire poi una serie di vicende personali, che capisco producano sentimenti di amarezza: la politica che strumentalizza questo secondo me commette un errore. Si può ragionare su tutto, ma attenzione a non smarrire una sequenza di priorità”.

Secondo Rossi ci vuole “un Paese dove lo Stato magari garantisce più presenza di forze di polizia, più carabinieri sulle strade, assume decine di migliaia di giovani e fa sentire i commercianti e i cittadini maggiormente tutelati là dove ci sono situazioni di difficoltà”, per cui “si combatta l’evasione fiscale e si assumano più forze di polizia”.

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