Firenze, PD su case popolari: assenza condanne penali tra criteri assegnazione

Firenze, PD su case popolari: assenza condanne penali tra criteri assegnazione

Due emendamenti del PD alla legge sugli alloggi Erp prevedono anche la revoca della casa popolare, con l’inserimento tra i requisiti di ”assenza di condanne penali passate in giudicato per delitti non colposi per i quali è prevista la pena detentiva non inferiore a cinque anni”.

Gli emendamenti sono stati predisposti dal capogruppo in Consiglio regionale Leonardo Marras insieme al presidente della commissione sanità Stefano Scaramelli, con l’obiettivo di restringere i criteri per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’intenzione del PD era già stata preannunciata nelle scorse settimane in seguito alla vicenda della morte di Duccio Dini e raccogliendo un appello del sindaco di Firenze Dario Nardella.

“Il 17 luglio scorso – spiegano Marras e Scaramelli in una nota – abbiamo depositato il testo di due emendamenti che si pongono l’obiettivo sia di restringere i criteri per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sia di stabilire che la decadenza venga obbligatoriamente avviata dal Comune nel caso di perdita successiva di taluni requisiti”.

In particolare, “per partecipare ai bandi di assegnazione delle case viene inserito il ‘requisito dell’assenza di condanne penali passate in giudicato per delitti non colposi per i quali è prevista la pena detentiva non inferiore a cinque anni ovvero l’avvenuta esecuzione della relativa pena’”.

Inoltre, “secondo la nostra proposta di modifica, il Comune, in presenza di inquilini con questa fattispecie di condanne, dovrà riassegnare l’alloggio ad altro componente del nucleo famigliare, stabilendo la decadenza della persona condannata”.

Questo “si aggiunge alla decadenza dell’assegnatario che abbia riportato condanna definitiva per violenza o maltrattamenti verso il coniuge i minori o altri componenti del nucleo familiare, come già previsto dalla proposta di legge”.

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Via Almirante, Parrini: a Grosseto si fa bullismo dedicatorio 

Via Almirante, Parrini:  a Grosseto si fa bullismo dedicatorio 

Per  il senatore Dem si tratta di “una scelta che scandalizza e indigna, a maggior ragione a pochi giorni dal 25 aprile”. Critico anche il Governatore Enrico Rossi:Chiedo che sotto il suo nome sia scritto: ‘fascista e collaboratore con gli occupanti nazisti’

 “Una scelta che scandalizza e indigna, a maggior ragione a pochi giorni dal 25 aprile. Mi riferisco all’indecorosa trovata toponomastica del sindaco di Grosseto Vivarelli Colonna: far confluire in uno spazio da intitolare alla ‘Pacificazione nazionale’ due vie intestate a Giorgio Almirante e a Enrico Berlinguer. Siamo di fronte a un bullismo dedicatorio che più che un atto di pacificazione nazionale sembra una pagliacciata locale”. Lo scrive, su facebook, il senatore del Pd Dario Parrini. “Accostare Almirante a Berlinguer, dirigente di un partito cofondatore della Repubblica italiana nata dalla sconfitta del regime fascista di cui Almirante faceva parte, è una vergogna colossale” aggiunge Parrini, che chiosa:  “definire ‘illiberali’ le persone che condannano la mozione approvata dal Consiglio comunale grossetano è cosa priva di senso: perché non c’è niente di liberale e di libertario, e men che meno di serio, nel tentativo di costruire rappresentazioni distorte e ridicole della storia del nostro Paese”. Inoltre, dice ancora, “l’escamotage della pacificazione nazionale fa cadere le braccia.
 “La maggioranza di centrodestra del comune di Grosseto ha deciso di intitolare una strada a Giorgio Almirante. Chiedo che sotto il suo nome sia scritto: ‘fascista e collaboratore con gli occupanti nazisti’, come attesta il documento rinvenuto nel 1971 dagli storici dell’Università di Pisa, pubblicato da l’Unità e confermato in sede processuale nel 1974” scrive invcece su FB il presidente Rossi.
“C’era davvero bisogno di questa dimostrazione? Me lo chiedo e lo chiedo alla maggioranza grossetana che ieri ha messo in scena un altro, l’ennesimo, pietoso teatrino come una corsa a chi è più autenticamente fascista contemporaneo. Non c’era bisogno. Nel braccio di ferro tra le varie sfumature di destra che animano il Consiglio comunale ci perde la città”. Afferma il capogruppo Pd in Consiglio regionale Leonardo Marras. “A chiunque è apparso senza senso imboccare questa strada – aggiunge Marras in una nota – solo per rispondere ad una provocazione fatta apposta per dividere la destra al potere e la maggioranza, assecondandola, ha fatto un errore tattico, che diventa anche istituzionale e storico, i cui effetti si ripercuotono sulla collettività”. Anche “proporre la pacificazione nazionale è un vero e proprio vizio del centrodestra – dice ancora -, e farlo dopo settanta anni di libertà conquistata è un gesto davvero sgradevole”.

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Rifiuti, Toscana: Pd contro Rossi su inceneritore C.Passerini

Rifiuti, Toscana:  Pd contro Rossi su inceneritore C.Passerini

Ieri il presidente aveva ribadito di essere contrario all’impianto di Case Passerini, oggi il Pd dice: “pare che sia la conferma in eterno dello smaltimento in discarica”

“Sono contrario personalmente all’inceneritore di Case Passerini, l’ho ripetuto mille volte”. Lo ha ribadito ieri Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, nel corso di un briefing con la stampa nel quale è stata illustrata la strategia regionale per la gestione dei rifiuti. “L’aeroporto esiste, l’inceneritore non c’è ancora – ha spiegato ai cronisti – e quindi se si vuole sistemare una cosa che peraltro produce sviluppo io penso che sia bene sistemare l’aeroporto in modo corretto, con tutti i controlli da fare. Sull’inceneritore vedremo cosa dirà il Consiglio di Stato: però per ora i lavori non sono ancora partiti, e quindi c’è un ritardo pesantissimo su questa vicenda, che pregiudica ovviamente a mio parere anche gli sviluppi successivi”.

Non si è fatta attendere la replica del Pd, partito di maggioranza, da cui il presidente è uscito recentemente per confluire in MdP e poi in LeU. “Riportiamo la discussione sui rifiuti nella sua sede naturale: il piano regionale. Lo stiamo aspettando ormai da tempo, ed è lì che occorre aprire un confronto serio sulla gestione in Toscana” afferma il capogruppo Pd in Consiglio regionale Leonardo Marras. “L’idea, presentata ieri da Rossi e dall’assessore Fratoni, di bloccare i flussi provenienti da altre regioni – spiega Marras in una nota -, per far fronte alla retromarcia sulla costruzione del termovalorizzatore di Sesto Fiorentino, non pare troppo convincente. Pare che sia la conferma in eterno dello smaltimento in discarica”. Inoltre, “se a regime consideriamo i soli quantitativi toscani, dobbiamo chiederci come far tornare i conti, ovvero se questa riduzione soddisfa l’esigenza di chiudere le discariche e, soprattutto, di non crearne altre. L’impianto di incenerimento, infatti, è stato previsto anche per raggiungere tale obiettivo”. Il capogruppo auspica che “si possa trovare al più presto la maniera di discutere dettagliatamente dell’intera questione in Consiglio e per questo rinnovo l’invito alla giunta regionale di presentare al più presto il nuovo piano”.

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Decisa la nuova direzione del PD Toscano

Decisa la nuova direzione del PD Toscano

Firenze, è formata da 3 renziani e da 2 esponenti minoranza, la reggenza del PD Toscano: il segretario metropolitano del Pd fiorentino Marco Recati (investito dalla funzione di portavoce), il sindaco di Prato Matteo Biffoni, il capogruppo in Consiglio regionale toscano Leonardo Marras, Valerio Fabiani, Adalgisa Mazza (questi ultimi rappresentanti rispettivamente delle mozioni di minoranza che fa capo al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al governatore della Puglia Michele Emiliano).

Questo il quintetto nominato oggi dalla direzione del Pd toscano che costituisce la reggenza collegiale, saranno loro a guidare il partito regionale fino alla celebrazione del prossimo congresso regionale, che l’assemblea del Pd Toscana convocherà secondo le indicazioni del partito nazionale.

Contestualmente la direzione ha preso atto, ufficializzandole, delle dimissioni di  dalla carica di segretario del Pd toscano.

Ora l’assemblea, si apprende, dovrebbe dunque tenersi entro metà maggio, mentre il congresso probabilmente ci sarà in autunno.

Il documento, prodotto oggi dalla Direzione regionale del Pd riconosce che “i recenti risultati elettorali hanno dato un’indicazione chiara circa la necessità di aprire una stagione nuova”, e impegna la reggenza collegiale a elaborare una piattaforma politica da sottoporre alla prima assemblea regionale; promuovere momenti di analisi dei risultati elettorali anche in relazione ai cambiamenti socioeconomici dei nostri territori; individuare una commissione ‘Toscana 2030’, con il coinvolgimento dei territori e delle migliori esperienze del partito e della società toscana, che possa elaborare una proposta ideale e programmatica per il futuro della regione e favorire la ricostruzione di un campo largo e plurale di centrosinistra”.

Tra gli altri punti, anche “l’organizzazione, da effettuare urgentemente, di un momento di confronto nel partito sulle prossime elezioni amministrative, per condividere il percorso fatto ed esaminare le varie situazioni ritenendo prioritaria la formazione di coalizioni imperniate sull’unità del centrosinistra; sollecitare a un impegno straordinario le federazioni provinciali, le unioni comunali e i circoli, per promuovere a ogni livello il più ampio confronto possibile; operare in stretto e permanente raccordo con la conferenza dei segretari territoriali e con le singole federazioni”.

Abbiamo ristretto i nostri consensi, però in Toscana abbiamo ancora il risultato più alto a livello nazionale: dunque non ci sentiamo sconfitti; da questo bisogna ripartire. Nella reggenza siamo un gruppo di 5 che ‘ricompensa’ tutte le aree e le anime del partito. Credo che sia un buon viatico per fare un buon lavoro”.

Così il portavoce dell’organismo di reggenza che guiderà il Pd toscano al congresso, Marco Recati, parlando con i cronisti al termine della direzione di stamani a Firenze. “Non è mai facile rialzarsi, però non è neanche possibile mollare, perché crediamo in questo progetto – ha aggiunto – a sinistra del Pd non c’è stato sinceramente un gran risultato, ma comunque ci sono tante persone che fanno parte dalla nostra storia. Io credo che dobbiamo ripartire anche da lì”.

La prima e principale priorità che affronterà la reggenza del Pd toscano saranno le elezioni amministrative, “dove andremo al voto in primavera (i comuni maggiori dove si terranno sono Pisa e Siena): è il primo appuntamento importante, ed il lavoro che faremo al riguardo partirà già la settimana prossima”, ha anche detto oggi a Firenze il portavoce delle raggenza del Pd della Toscana Marco Recati.

Il tema, ha aggiunto, “verrà affrontato con i segretari provinciali, con le unioni comunali, con i circoli”. Un approccio, ha spiegato il portavoce, che è già utilizzato “su Firenze e, credo, in tutta la regione. Dobbiamo tranquillizzare la nostra base, i nostri iscritti, cercare di aprirsi ai mondi economici che sono presenti nel nostro territorio, perché ci attendono degli appuntamenti importanti e vogliamo farci trovare pronti”.

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Guide turistiche, Pd “Sospendere i corsi di formazione”

Guide turistiche, Pd  “Sospendere i corsi di formazione”

Emendamento alla Pdl che modifica il testo unico sul turismo firmato da Anselmi, Bezzini, Marras e dal presidente Eugenio Giani

Sospensione dei corsi di formazione professionale per guida turistica e degli esami di abilitazione. La proposta è del gruppo Pd in Regione ed è contenuta nell’emendamento alla proposta di legge 251 che modifica il testo unico del turismo che sarà discusso in Consiglio nelle prossime settimane. Secondo l’emendamento frutto anche del confronto del gruppo Pd con la Giunta, i corsi sono sospesi fino alla definizione a livello nazionale del profilo professionale di guida turistica e dei relativi requisiti di accesso e comunque la sospensione non andrà oltre un anno dall’entrata in vigore della legge. “Visto che dopo un anno dall’entrata in vigore della legge- spiegano i consiglieri firmatari dell’emendamento Gianni Anselmi, Simone Bezzini, Leonardo Marras insieme al presidente del consiglio regionale Eugenio Giani- lo Stato non ha adottato la disciplina relativa al profilo professionale e che si è venuta a cerare una situazione di incertezza dovuta soprattutto al fatto che la legge del 2013 si limita ad estendere l’esercizio della professione all’intero territorio nazionale indipendentemente dal territorio in cui l’abilitazione è stata presa, ci sembra opportuno sospendere per adesso i corsi di formazione, nell’attesa che venga fatta chiarezza”.

La scorsa settima i consiglieri del Pd insieme ad altri colleghi del Consiglio e al presidente Giani hanno ricevuto delle rappresentanze regionali e nazionali delle Guide turistiche. “Si tratta di un settore- spiegano Marras, Anselmi e Bezzini- che negli ultimi anni ha visto numerosi cambiamenti della normativa relativa al profilo professionale e ai requisiti per l’accesso alla professione. Visto il permanere di grandi incertezze che stanno generando effetti distorsivi nel settore, abbiamo presentato, questo emendamento per sospendere temporaneamente le disposizioni della legge regionale relative ai corsi di formazione professionale e ai conseguenti esami di abilitazione, nell’attesa che sia adottata la disciplina a livello statale e venga fatta chiarezza sull’accesso alla professione di guida turistica”

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