Zeffirelli: Siae dice sì a scuola internazionale arti spettacolo

Zeffirelli: Siae dice sì a scuola internazionale arti spettacolo

“Saremo al fianco della Fondazione Zeffirelli per una scuola internazionale delle arti e dello spettacolo”. L’annuncio arriva dal presidente Mogol. Nardella:”Ora avanti per renderla una realtà viva”

La Siae accoglie l’invito del sindaco di Firenze Dario Nardella: “Saremo al fianco della Fondazione Zeffirelli per una scuola internazionale delle arti e dello spettacolo”. L’annuncio arriva dal presidente Mogol, che sottolinea: “Zeffirelli era socio Siae dal 1968, quindi da oltre cinquant’anni. Per noi sarà un onore e un motivo di orgoglio partecipare a un progetto che possa portare avanti la sua figura e la sua lezione nelle nuove generazioni, per questo accogliamo l’invito del Sindaco e siamo a disposizione per seguire insieme tutti i passaggi necessari a dar vita a questa ambiziosa e bellissima iniziativa”.
Alla stampa raccolta ieri nella camera ardente allestita nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, il primo cittadino di Firenze Dario Nardella aveva parlato di un sogno realizzato: insediare la Fondazione Zeffirelli nel luogo che il Maestro avrebbe desiderato, Palazzo San Firenze, dove saranno trasferiti gli arredi della sua casa di Roma. Il Sindaco ha auspicato che lo Stato, le Istituzioni e la Società Italiana degli Autori ed Editori sostengano il progetto di una scuola internazionale delle arti e dello spettacolo a lui intitolata e destinata ai giovani. “Per noi – ribadisce Mogol – è un onore e un orgoglio”.
“Grazie al presidente della Siae Mogol per aver accettato il nostro invito: realizzare una Scuola internazionale delle arti e dello spettacolo con la Fondazione Zeffirelli”. Lo ha scritto, su twitter, il sindaco di Firenze Dario Nardella.
“Ora avanti per renderla una realtà viva – si legge -, per far conoscere Zeffirelli alle nuove generazioni di artisti”.

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Xylella, scoperto un fungo che potrebbe contrastarla

Xylella, scoperto un fungo che potrebbe contrastarla

La Xylella, il batterio che stermina gli olivi, sembra aver trovato un antagonista. Lo rivelano i primi risultati di una serie di indagini scientifiche condotte dai ricercatori dell’istituto di Biotecnologie del Cnr, coordinati da Claudio Cantini.

I dati sono stati resi noti stamani presso la sede della Coldiretti di Pisa durante la riunione della task force del progetto europeo ‘Life-Resilience – Pratiche agricole sostenibili per prevenire la Xylella fastidiosa negli impianti intensivi olivicoli e mandorlicoli’.

Lo studio è stato condotto negli oliveti del Cnr presso l’azienda agricola sperimentale Santa Paolina a Follonica (Grosseto), in un oliveto privato con impianto intensivo a Marina di Grosseto e presso l’azienda agricola La Traversagna, a Vecchiano (Pisa). “I dati preliminari – spiega Cantini – ottenuti attraverso i campionamenti hanno mostrato una forte variabilità nella presenza delle forme giovanili anche tra le piantagioni situate a poca distanza l’una dall’altra. Abbiamo testato alcuni prodotti ammessi in agricoltura biologica, quali il fungo Beauveria bassiana, il sapone potassico, lo zolfo e il piretro, per ridurre la popolazione di larve nell’oliveto di Follonica. Il prodotto a base di Beauveria bassiana – continua Claudio Cantini – è stato quello con efficacia maggiore, causando una diminuzione del 54% del numero di spumine totali trattate, dell’82% del numero delle larve totali contate e del 67% del numero medio di larve per spumina”.

Secondo l’opinione di Cantini il fungo agisce “penetrando la cuticola degli insetti e sviluppando poi i componenti del corpo vegetativo all’interno del corpo dell’insetto, dove produce tossine”. “Ha bisogno dell’umidità per germogliare – prosegue il ricercatore – quindi il microhabitat della schiuma prodotta dalle larve si è probabilmente dimostrato un buon substrato per la sua proliferazione”. “I nostri risultati – sottolinea Cantini – consentono di supporre che questo fungo potrebbe essere uno strumento utile per controllare la densità della popolazione di Philaenus spumarius, il principale vettore del batterio negli oliveti. Inoltre, i dati in nostro possesso sono una buona base per poter imbastire un esperimento su larga scala in campo per il prossimo anno”.

Secondo il presidente di Coldiretti Toscana e del Consorzio Oli Toscani Igp, Fabrizio Filippi, “sono dati incoraggianti ma è bene tenere i piedi per terra: crediamo che la strada da percorrere sia comunque quella della prevenzione, delle buone pratiche agronomiche e soprattutto del monitoraggio del materiale vivaistico importato sui nostri territori, che riteniamo fondamentale – conclude Filippi – per limitare ulteriormente la diffusione di questa e di altre patologie”.

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Publiacqua: attenti alle truffe dei ‘controlli sul mercurio’

Publiacqua: attenti alle truffe dei ‘controlli sul  mercurio’

Publiacqua ricorda ai cittadini che: “nessuno dei nostri incaricati sta svolgendo controlli di questo tipo e che, comunque, il suo personale, di norma e salvo casi eccezionali, non effettua verifiche, controlli o manutenzione sugli impianti interni”

“Dai Comuni di Firenze e Scandicci ci segnalano persone che, fingendosi incaricati di Publiacqua, tentano di entrare nelle abitazioni per controlli sulla presenza di “mercurio” nell’acqua. Publiacqua ricorda ai cittadini che nessuno dei nostri incaricati sta svolgendo controlli di questo tipo e che, comunque, il suo personale, di norma e salvo casi eccezionali, non effettua verifiche, controlli o manutenzione sugli impianti interni” questo quanto afferma in un comunicato l’azienda che gestisce il servizio idrico integrato .

“La pertinenza di Publiacqua arriva, infatti, solo fino al punto di consegna che, nei condomini, si situa solitamente al contatore generale e, nello specifico, i controlli sulla qualità dell’acqua vengono effettuati ai punti di controllo sulla rete idrica e non nelle abitazioni”.

Publiacqua invita, quindi, i cittadini a pretendere l’esibizione del tesserino di riconoscimento da chiunque si presentasse loro come nostro dipendente ed a segnalare prontamente alla nostra azienda o alle forze dell’ordine ogni episodio o richiesta sospetta.

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