Tav, Gentile: “porteremo a compimento l’opera”

Tav, Gentile: “porteremo a compimento l’opera”

“Non abbiamo mai sospeso o interrotto i lavori, quindi i ritardi si sono prodotti a causa di alcuni fenomeni che hanno interessato il cantiere, delle lungaggini che ne sono conseguite”.Lo ha affermato Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, a proposito del sottoattraversamento Tav di Firenze.

Quindi, “confermo che è nostra ferma intenzione finire l’opera, portarla avanti”. “Essendo un investimento di Rfi, quindi non realizzato con finanziamenti pubblici ma tutto in autofinanziamento”, ha detto a margine di un’iniziativa proprio a Firenze, “è evidente che il nostro interesse, oltre a essere dimostrato dal fatto che lo stiamo finanziando, evidentemente è anche dovuto al fatto che non dobbiamo vanificare ciò che abbiamo già investito”.
Adesso che il piano di utilizzo delle terre è stato approvato dal ministero dell’Ambiente, ha spiegato Gentile, “il Consorzio Nodavia ha chiesto un concordato preventivo, quindi evidentemente le difficoltà finanziarie che l’attraversano ci inducono ad un momento di attesa per vedere le decisioni che verranno prese dal giudice del tribunale fallimentare. Dopodiché noi prenderemo le nostre decisioni”.

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Cascina (PI): Comune vota no a indagine su abusi edilizi

Cascina (PI): Comune vota no a indagine su abusi edilizi

Il consiglio comunale di Cascina (Pisa) ha votato ‘no’ all’istituzione di una commissione consiliare d’indagine, proposta dai gruppi di minoranza, sulla vicenda della lettera anonima che denunciava presunti abusi edilizi a casa del sindaco leghista Susanna Ceccardi.

Il voto è stato espresso nella fase iniziale, in seduta aperta, del consiglio comunale ed è stato decisivo il no compatto dei consiglieri leghisti, mentre gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia avevano deciso di astenersi. Successivamente il consiglio comunale convocato per discutere della vicenda è proseguito a porte chiuse, ma le minoranze (Pd, M5S e Progetto Cascina-Psi) hanno abbandonato l’aula.
Unanimi le opinioni delle opposizioni che accusano la maggioranza e in particolare la Lega “di riempirsi la bocca con le parole legalità e trasparenza e invece agiscono in modo opposto e con indulgenza soprattutto per le vicende a loro scomode, con un secondo consiglio comunale a porte chiuse in una settimana dopo quello in cui si è affrontato la vicenda della laurea mai conseguita dal presidente leghista del consiglio comunale, Elena Meini, che invece aveva scritto di averla nel suo curriculum”.

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Amato (PaP): ataf a rischio discriminazioni di genere

Amato (PaP): ataf a rischio discriminazioni di genere

“Rischio di discriminazioni di genere in azienda, ma l’amministrazione guarda da un’altra parte”, “Nell’organizzazione aziendale deve essere considerata la differenza di genere, per evitare discriminazioni, fra gli 840 autisti solo 54 sono donne, presto una mozione”.

“In Ataf Gestioni vanno affrontati e risolti tre punti fondamentali perché  il rischio di un’iniquità fra i generi è rintracciabile sia per quanto concerne il premio di risultato che l’avanzamento di carriera, legati al numero di assenze per malattia, oltre all’ormai  noto disagio presso il deposito di Peretola per la mancanza di spogliatoi e di bagni dotati di docce per le donne, costrette quindi a cambiarsi nel deposito delle Cure, pur lavorando a Peretola”. Lo afferma Miriam Amato, consigliera aderente a Potere al Popolo, dopo la discussione del suo question time in Consiglio.

“Per quanto riguarda il premio di risultato”, aggiunge la consigliera,  “per i conducenti di linea tiene conto in modo preponderante delle assenze di malattia: il 20% inerente al numero degli eventi, certificati medici inviati e un ulteriore 20%, relativo al numero dei giorni di assenza dalla mansione per un totale del 40%. E’ un aspetto che incide anche sulla possibilità di avanzamento di carriera, sempre legato al numero di assenze. Nel luglio scorso, infatti è stata bandita una selezione interna, in virtù delle assenze fatte dalla potenziale concorrente nel triennio 2014/2016. Le autiste rientrate nella pre-selezione sono state solo 3 su 50”. 
Spiega la consigliera: “Ricordo che in accordo con la normativa nazionale e sovranazionale vigente, in materia di discriminazioni di genere, i giudici italiani in numerose occasioni hanno accertato il carattere discriminatorio e illegittimo delle clausole contrattuali e/o regolamentari, che subordinano l’accesso agli istituti retributivi premiali all’effettiva presenza in servizio dei propri dipendenti, senza tuttavia prevedere ulteriori specificazioni in ordine alle assenze, connesse all’appartenenza di genere delle lavoratrici”.
“Su questi aspetti preparerò una mozione, perché è un punto centrale dei diritti sul lavoro stare a fianco delle lavoratrici e garantire loro l’equità di trattamento, a patire dalla specificità del genere”, conclude Amato.

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