Pistoia: accusato morte babbo amico non risponde a Gip

Pistoia: accusato morte babbo amico non risponde a Gip

Interrogatorio di garanzia stamani nel carcere di Pistoia per Alessio Bini, il 22enne arrestato sabato sera con l’accusa di omicidio preterintenzionale, per la morte di Flaviano Nocentini, 59 anni.

L’uomo è morto dopo una lite con lo stesso giovane, amico di suo figlio, cadendo a terra e picchiando violentemente il volto sull’asfalto dopo un calcio che il 22enne gli aveva sferrato alla spalle. Il gip si è riservato.
“Il giovane ha reso delle dichiarazioni che sono perfettamente in linea con la ricostruzione di un incidente”, ha dichiarato al termine l’avvocato Cecilia Turco di Pistoia difensore di Bini, insieme Massimo Pagnini del foro di Prato.
“E’ sgomento e affranto per quello che è accaduto – ha aggiunto l’avvocato Turco, riferendosi al suo cliente -, si rende conto della disgrazia, che ovviamente lui non ha voluto, perché non si è trattato di una aggressione. Il pubblico ministero ha chiesto la convalida dell’arresto e stiamo aspettando la decisione del giudice, perché ovviamente noi ci siamo opposti alla richiesta di misura cautelare in carcere”.
Intanto ieri si è svolta l’autopsia sul corpo del 59enne. Gli accertamenti sono stati svolti dal consulente incaricato dalla procura, il medico legale Stefano Pierotti, con il dottor Walter Calugi, e alla presenza del perito di parte nominato dalla famiglia del giovane arrestato, Martina Focardi, dell’Istituto di medicina legale di Firenze. Il corpo di Nocentini è stato sottoposto anche alla tac, un esame ritenuto necessario per escludere altri traumi. E sarebbe stata esclusa la presenza di altre lesioni. Altri accertamenti peritali saranno svolti per chiarire ulteriormente altri aspetti.

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Firenze: morta madre che rinunciò cure per far nascere figlio

Firenze: morta madre che rinunciò cure per far nascere figlio

E’ morta a Firenze la madre che, quando scoprì di avere un tumore mentre era incinta del secondo figlio, preferì portare a termine la gravidanza anziché abortire e tentare subito le cure oncologiche. Caterina Morelli, di cui oggi ricordano la vicenda le cronache de La Nazione e del Corriere Fiorentino, aveva 37 anni ed era medico.

Nel 2012 le fu diagnosticato un tumore al seno ma volle tenere il bimbo, il secondo, e rinunciò a sottoporsi alla chemioterapia, non compatibile con la maternità. Portò avanti la gravidanza seguendo cure più tollerabili, per il suo stato, con l’Istituto europeo di Oncologia di Milano. Poi, nato il secondogenito, si sottopone anche a interventi chirurgici per l’asportazione del tumore e terapie di chemio che sembrarono aver risolto la patologia. Invece nel 2015 le viene diagnosticato un altro tumore, più esteso e aggressivo. Caterina Morelli si cura ancora, con importanti cicli di chemioterapia.
Ma dal settembre 2018 la sua salute peggiora nettamente. A gennaio alla figlia maggiore viene fatta anticipare la Prima Comunione perché la madre possa essere presente, poi pochi giorni dopo entra in coma. In 500 la hanno salutata i funerali nella chiesa della Santissima Annunziata sabato scorso dove è stato esposto uno striscione (“Cate sei volata in cielo di Firenze per renderla più luminosa e bella”). Anche allo stadio Franchi nella partita Fiorentina-Napoli è stato mostrato uno striscione “Ciao Cate”. Numerose le dimostrazioni di affetto pervenute alla famiglia.

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