SICCITA’, DICHIARATO STATO EMERGENZA IN TOSCANA

Siccità dichiarato Stato emergenza in Toscana

Il governatore toscano Enrico Rossi ha firmato stamani la dichiarazione di stato d’emergenza. A questa seguirà la richiesta a Presidenza del Consiglio dei Ministri. Task Force per piano straordinario anti carenza idrica.

Una task force che presenterà entro trenta giorni da oggi, un piano straordinario di interventi per mitigare gli effetti della carenza idrica, già misurabile nei nostri fiumi e nelle nostre riserve idriche. La situazione d’emergenza risulta dai dati del settore idrologico regionale. A questo si aggiunge il fatto che le previsioni del Lamma a breve termine non annunciano un andamento estivo tale da lasciar presupporre una ricarica delle riserve idriche. La task force istituita col decreto firmato da Rossi è formata da Regione, Autorità idrica Toscana, Autorità di bacino distrettuali, Comuni e Asl. Si riunirà i primi giorni della prossima settimana in modo da proporre al presidente Rossi “le prime misure da mettere in campo già entro la fine di giugno”.

Riguardo alla situazione siccità in Toscana, per i livelli idrometrici il report mensile, riferito a maggio 2017, “mostra una diminuzione delle portate medie mensili registrate nei punti di monitoraggio rispetto allo stesso mese negli anni precedenti. In tutte le sezioni analizzate, i dati di aprile risultano già inferiori alla fascia della media”. Sulle temperature “si evidenzia uno scarto relativo di +1,1 gradi rispetto alla temperatura media nel confronto con il periodo climatico precedente 1971-2000. Questo surplus termico è stato in prevalenza determinato dal maggior aumento delle temperature massime, passate dai 21,9 ai 22,9 gradi”.

C’è poi un deficit di pioggia, nel maggio 2017, si spiega ancora, rispetto ai valori del precedente trentennio medio analizzato sulla quasi totalità del territorio regionale, con valori piuttosto marcati in corrispondenza dei principali bacini idrografici, dell’ordine del 50%, corrispondenti a 50-60 mm di pioggia in meno rispetto al periodo medio di riferimento per il periodo 1987-2016. “In sintesi si rappresenta un quadro regionale in cui comincia a delinearsi, nel periodo gennaio-aprile 2017, un diffuso deficit di pioggia per i bacini meridionali (Toscana Costa, Ombrone Grossetano e Fiora) con apporti pluviometrici che si attestano tra i più scarsi rispetto ai precedenti e omologhi periodi pregressi, a connotazione siccitosa, registrati sul territorio regionale (gennaio-aprile 2002/03, 2006/07 e 2011/12)”.

“Quando tre mesi fa abbiamo lanciato l’allarme sulla siccità non lo facevamo con leggerezza” ha commentato Rossi ricordando anche l’impegno preso dalla Regione Toscana con l’Ue, in occasione della visita del commissario europeo Phil Hogan, di varare un progetto di lungo periodo per affrontare i cambiamenti climatici e prevenirne gli effetti, opposti, come la siccità e le alluvioni. “Da tempo andiamo dicendo che si tratta di un’emergenza da non sottovalutare – ha aggiunto -. D’altra parte ormai ci troviamo ad affrontare eventi di questa gravità con una cadenza meno che quinquennale, imparando sulla nostra pelle quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici. A questo punto si rivelano fondamentali interventi strutturali importanti con impegni pubblici e privati”.

“Grazie alla costante attività di monitoraggio questa situazione non ci coglie impreparati – ha detto l’assessore toscano all’ambiente Federica Fratoni – Abbiamo coinvolto per tempo tutti i soggetti interessati per analizzare la questione. Già nei prossimi giorni potremo avviare le misure per ridurre gli impatti sugli usi idropotabili e produttivi che cercheranno di limitare al massimo i disagi ai cittadini rispetto a questa evidente criticità”.

“E’ una situazione preoccupante per la nostra agricoltura in particolare per il sud della Toscana che sta soffrendo da tempo – le parole dell’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi – . Cerchiamo di venire incontro con tutti gli strumenti a nostra disposizione alla situazione critica anche, laddove possibile, con interventi puntuali per utilizzare le risorse in maniera ottimale. Indirizzeremo al Governo la richiesta di stato di calamità in deroga”. Si tratta di uno strumento che permette di ricomprendere nello stato di calamità le colture assicurabili, come successe nel 2012, anno di grave siccità.

 

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