Ai domiciliari con braccialetto funzionario Comune Livorno

Ai domiciliari con braccialetto funzionario Comune Livorno

Livorno, stamani gli uomini della squadra mobile, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, con braccialetto elettronico, emessa dal Gip di Livorno nei confronti di un funzionario della Protezione civile del Comune labronico.

Il reato contestato dalla procura, è quello di peculato continuato, aggravato dalla recidiva specifica, secondo le accuse, sembrerebbe che il funzionario avrebbe usato per suo uso personale carburante destinato ad uso pubblico e beni donati da essere

Gli agenti sono ancora impegnati nelle attività di perquisizione presso la sede della protezione civile dell’Amministrazione comunale. La denuncia sarebbe partita dallo stesso  sindaco di Livorno Filippo Nogarin.

Ulteriori approfondimenti verranno comunicati durante la conferenza stampa che si terrà in Questura alle ore 11.

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Ai domiciliari con braccialetto funzionario Comune Livorno

Ai domiciliari con braccialetto funzionario Comune Livorno

Livorno, stamani gli uomini della squadra mobile, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, con braccialetto elettronico, emessa dal Gip di Livorno nei confronti di un funzionario della Protezione civile del Comune labronico.

Il reato contestato dalla procura, è quello di peculato continuato, aggravato dalla recidiva specifica, secondo le accuse, sembrerebbe che il funzionario avrebbe usato per suo uso personale carburante destinato ad uso pubblico e beni donati da essere

Gli agenti sono ancora impegnati nelle attività di perquisizione presso la sede della protezione civile dell’Amministrazione comunale. La denuncia sarebbe partita dallo stesso  sindaco di Livorno Filippo Nogarin.

Ulteriori approfondimenti verranno comunicati durante la conferenza stampa che si terrà in Questura alle ore 11.

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Revocato divieto, torna balneabile costiera Livorno e Grosseto

Revocato divieto, torna balneabile costiera Livorno e Grosseto

Rientra l’allarme per alcuni tratti della costiera di Grosseto e di Livorno che erano stati vietati ai bagnanti.

A Grosseto torna idonea alla balneazione località La Trappola proibita fino a stamane, mentre nel Comune di Follonica (Grosseto), ci si può bagnare nell’area costiera Nord Ovest Gora.

La Bellana, il tratto di mare prospiciente piazza Modigliani, Accademia Sud, la foce del Rio Felciaio, quella del Rio Banditella ed Antignone Sud, nella provincia di Livorno, tornano balneabili in seguito ai risultati favorevoli delle analisi dei nuovi campionamenti effettuati dall’Arpat.

Nel Comune di San Vincenzo (Livorno) tornano balneabili, invece, San Vincenzo porto Nord, San Vincenzo centro Sud e Principessa Centro.

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Incendio a Livorno, distrutti 14 motorini

Incendio a Livorno, distrutti 14 motorini

Livorno, i vigili del fuoco sono intervenuti alle 5 el mattino in piazza Matteotti per un incendio in cui sono andati distrutti 14 scooter e una vettura.

Durante l’incendio sono rimaste inoltre danneggiate un’altra vettura e la vetrata di un esercizio pubblico.

Annerita la facciata dello stabile vicino al fuoco, il cosiddetto grattacielo di piazza Matteotti. L’intervento dei vigili del fuoco ha impedito che l’incendio si propagasse ad altri mezzi in sosta nelle vicinanze.

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Moglie De Falco accusa marito di aggressione, lui nega ma è polemica

Moglie De Falco accusa marito di aggressione, lui nega ma è polemica

Livorno, “Mio marito, in stato di alterazione, durante un’accesa lite in casa ha aggredito me e una delle nostre due figlie”, questo è quanto avrebbe detto alla polizia di Livorno la moglie del capitano di fregata e candidato del M5S Gregorio De Falco.

Questo è quanto si legge in un articolo del Corriere della Sera, nel quale si sottolinea però che la moglie di De Falco non ha presentato al momento alcuna formale denuncia.

L’episodio risalirebbe ad una settimana fa, e sempre la donna avrebbe raccontato agli agenti che “il marito aveva alzato le mani contro di lei e sua figlia, appena maggiorenne, durante un pesante diverbio in famiglia. Secondo il racconto della donna, De Falco avrebbe agito in maniera violenta mentre era in uno stato di alterazione, non meglio precisato. E la figlia, dopo essere stata presa per i capelli dal padre, sarebbe fuggita di casa per tornarvi solo dopo molte ore”.

Dopo aver raccontato l’accaduto agli investigatori, la donna avrebbe però deciso di non formalizzare la denuncia. “Le dichiarazioni della donna rimangono comunque agli atti – scrive il Corriere – perché rese davanti a pubblici ufficiali. E visto che il presunto autore della violenza è candidato alle politiche del 4 marzo, la segnalazione di quanto accaduto è arrivata sino agli uffici centrali di Roma”.

Questo quanto diffuso dalle agenzie di stampa intorno all’ora di pranzo, ma non si fa attendere la replica dell’ufficiale della capitaneria di porto, candidato ora in Toscana, al Senato, per l’M5S che ha dichiarato: “La situazione che sto vivendo per la notizia uscita sulla stampa circa un mio coinvolgimento in uno scontro familiare mi amareggia moltissimo. Sento il dovere morale e sociale di chiarire la mia posizione. Si tratta di una situazione difficile che la mia famiglia sta attraversando in conseguenza dell’avvio del procedimento legale di separazione tra me e mia moglie, separazione che ha avuto inizio più di un anno e mezzo fa. Le difficoltà di trovare un accordo economico tra le parti e la tensione che ne deriva è il motivo scatenante dell’episodio di un recente alterco”. Lite che, ribadisce De Falco “non mi ha visto attore di violenze, ingiustamente attribuite alla mia persona, nei confronti dei miei familiari”

Una notizia come questa arrivata nel bel mezzo della campagna elettorale non poteva che scatenare aspre polemiche riportiamo le dichiarazioni dei leader del PD e M5S, ma la polemica al momento divampa con toni molto aspri soprattutto sui socials.

Matteo Renzi segretario del Pd in un intervento a un evento Pd all’auditorium Massimo di Roma: “Noi non cavalcheremo la schifezza che abbiamo visto” nel M5s ma “se c’è qualche candidato che mette le mani addosso alla moglie o alla figlia, su quello tutti insieme si dica no. Sulla violenza non si scherza. Non possiamo rischiare di avere i nostri rappresentanti a quel livello lì. La lotta alla violenza contro le donne deve essere patrimonio di tutti”.

La risposta del capo politico del M5S, Luigi Di Maio a Domenica Live “La prima cosa che ho fatto oggi è stato chiamare De Falco: lui ha smentito a me e pubblicamente. Ma la violenza sulle donne è inaccettabile: chiedo quindi alla signora di inoltrare la denuncia in modo che possiamo accertare i fatti. In modo che possiamo verificare se c’è stato un caso di aggressione”.

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