BARGELLINI: ULTIMO SALUTO IL 13 GIUGNO, OGGI IL CORTEO

ponteallindianoL’ultimo saluto a Lorenzo Bargellini, il leader del Movimento di lotta per la casa morto il 4 giugno scorso, sarà il 13 giugno, alle 10.30, quando le sue ceneri verranno disperse in Arno a Firenze, sotto il ponte all’Indiano, nel punto dove nel fiume confluisce il torrente Mugnone. Lo rende noto la famiglia. La cerimonia, si spiega, è aperta a tutti coloro che vorranno dire addio a Bargellini.

folla militanti Mao Cappelle del Commiato ultimo salutoUna folla di militanti e simpatizzanti del Movimento di lotta per la casa di Firenze si è recata ieri alle cappelle del commiato per salutare Lorenzo Bargellini. Presenti per tutta la giornata i familiari di Bargellini, tra cui l’assessora del Comune di Firenze Sara Funaro. Tra le persone arrivate per portare l’estremo saluto il senegalese Pape Diaw, figura di riferimento per i suoi connazionali e già consigliere comunale di Rifondazione. In molti hanno lasciato fiori e oggetti sulla bara di Bargellini, a testimonianza della sua attività politica e della sua passione per la Fiorentina.

Una bandiera rossa con la scritta ”Hasta la victoria siempre”, una maglietta dell’ex attaccante viola Gabriel Omar Batistuta, una sciarpa della Fiorentina, e anche un volume dedicato alle lotte di piazza a Firenze negli anni ’70.

Per ricordare Bargellini il Movimento di lotta per la casa ha annunciato un corteo che partirà oggi alle 17 da piazza San Marco e sfilerà per le vie del centro fino a raggiungere la zona di piazza Santa Croce.

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BARGELLINI: OGGI LA SALMA ALLE CAPPELLE , DOMANI IL CORTEO IN SUO NOME

hqdefaultOggi viene esposta, dalle 12 alle 19, alle Cappelle del Commiato di Firenze, la salma di Lorenzo Bargellini, il leader del Movimento di lotta per la casa scomparso domenica scorsa a 58 anni. E’ quanto si fa sapere dalla madre e dai fratelli di Bargellini che sarà poi cremato  e le sue ceneri saranno sparse in Arno, sotto il Ponte dell’Indiano, “essendo Lorenzo uno spirito libero”.

Un corteo per le strade del suo quartiere, Santa Croce, a Firenze, in quelle vie che amava. Il Movimento di lotta per la casa, il ‘suo’ Movimento di lotta per la casa, salutera’ cosi’ Lorenzo ‘Mao’ Bargellini, scomparso domenica. L’appuntamento, fanno sapere gli attivisti, e’ fissato per giovedi’ alle 17 in piazza San Marco.

“Daremo a Lorenzo il saluto che si merita con un corteo per strade teatro di mille battaglie, per affermare che non finisce qui”. Ci sono morti, scrivono dal Movimento in queste ore difficili, “che pesano come macigni. Quella di Lorenzo e’ una di queste. Perdiamo un compagno come pochi. Straordinario nella sua generosita’ e nella sua coraggiosa testardaggine. Lorenzo ha passato una vita dietro le barricate, senza mai fermarsi, anche negli anni e nei momenti piu’ difficili. Per lui non e’ mai stato il momento sbagliato per lottare. Una vita dedicata a tenere alta la bandiera di un riscatto possibile, da conquistare sul campo. Non con le chiacchiere”. Lorenzo, aggiungono, “se ne e’ andato, ma non lascia il vuoto. Quelli come lui vivono per lasciare qualcosa di molto prezioso ai propri compagni. Lui lo ha fatto, impegnandosi fino all’ultimo respiro affinche’ il fuoco delle lotte non si spegnesse. E non si spegnera’. E’ questa la nostra promessa, che facciamo a Lorenzo e ai suoi nemici di una vita intera”. Perche’, precisano, “non importa se oggi dalle istituzioni arrivano parole di cordoglio e attestati di stima. La memoria di Lorenzo continuera’ a essere una memoria di parte, un’immagine indelebile, scolpita nei cuori e nella memoria di migliaia di proletari di questa citta': quelli con cui Lorenzo si e’ schierato, dalla stessa parte della barricata. Perche’ quello era il suo posto, e siamo sicuri che sarebbe infastidito, oggi, dai tentativi di istituzionalizzare e santificare la sua memoria”.

Lorenzo, infatti, “non ha mai condiviso niente con chi sta nei palazzi, e non e’ stato un santo. La sua vita ha deciso di viverla contro, dando tutto se stesso nella lotta contro i ricchi e i potenti. Perche’ non c’e’ un altro modo di essere al fianco degli ultimi, e lui lo sapeva. Siamo invece sicuri che quello che vorrebbe e’ continuare a vivere nella memoria di chi non ha nulla e vuole riprendersi tutto”. E ancora: “Quello che ci chiederebbe sarebbe di portarlo con noi nei prossimi picchetti e nelle prossime occupazioni, di continuare a essere in qualche modo al nostro fianco ad affrontare una carica della polizia, di fare tesoro dei suoi insegnamenti per tornare a dare l’assalto al cielo. Come prima, piu’ di prima. Con lui per sempre nei nostri cuori. Non lo deluderemo”.

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BARGELLINI: DOMANI SALMA ESPOSTA ALLE CAPPELLE DEL COMMIATO

023Sarà esposta domani, dalle 12 alle 19, alle Cappelle del Commiato di Firenze, la salma di Lorenzo Bargellini, il leader del Movimento di lotta per la casa scomparso domenica scorsa a 58 anni.

E’ quanto si fa sapere dalla madre e dai fratelli di Bargellini che sarà poi cremato – la data non è stata ancora comunicata – e le sue ceneri saranno sparse in Arno, sotto il Ponte dell’Indiano, “essendo Lorenzo uno spirito libero”.

Di seguito il pensiero postato ieri sul suo profilo facebook dall’assessora alla casa del Comune di Firenze, Sara Funaro che di Lorenzo Bargellini era cugina di primo grado:

18839152_10213481346333947_7317226411158123729_nLorenzo ha sempre avuto un modo tutto suo di vivere la famiglia è sempre stato una meteora… fin da piccola me lo ricordo che passava correndo solo nei momenti che lui decideva che erano importanti e mai nei “giorni comandati” … prendeva di noi i momenti e le cose che riteneva più preziosi, ricordo ancora quando rientrai dal Brasile che incontrandomi mi chiedeva sempre dell’esperienza con i ragazzi di strada e mentre raccontavo gli brillavano gli occhi e curioso come un bambino mi faceva mille domande o quando lavoravo in psichiatria che capiva l’importanza di dedicarsi a persone che spesso erano invisibili ai più … al centro della sua vita c’erano sempre i bisogni degli altri e questo era ciò che ci legava in maniera forte … ho sempre criticato le modalità che utilizzava ma mai il fine.
potevano passare mesi senza vederlo ma quando c’era qualcuno di noi che non stava bene eccolo che compariva. Aveva le sue preferenze e le sue antipatie e non aveva l’ipocrisia di tenerle nascoste … anzi … lo faceva emergere a voce alta, è sempre stato una testa calda con un cuore immenso…
Tante volte ci siamo ritrovati a chiacchierare con la nostra amata zia Mocca che riusciva a tenere insieme le parti più estreme con grande intelligenza e amore… non è mai mancato con la mia mamma con cui si adoravano e bastava dirgli che non stava bene che correva … senza parlare dei fratelli pur tutti estremamente diversi ma anche lì con il rispetto e l’amore verso tutte le differenze … ricorderò sempre lo sguardo dolce con cui mi ha sempre coccolata e la grande sensibilità e attenzione che ha sempre avuto per la mia vita… ricorderò sempre anche la delicatezza con cui nel momento in cui sono diventata assessore si è messo da parte come interlocutore principale capendo che non poteva esserlo con me … penso che queste sono capacità umane speciali e questo è il Lorenzo a cui ho voluto un gran bene e che voglio tenere nel mio cuore e nei miei ricordi …

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BARGELLINI, UN MAESTRO DI UMANITA’ AL SERVIZIO DI FIRENZE

image2Un centinaio le persone radunate ieri sera a Firenze, in via Reginaldo Giuliani, presso l’edificio dove abitava e dove è stato trovato morto Lorenzo Bargellini, il leader del Movimento di lotta per la casa. La processione di conoscenti, militanti, semplici cittadini, è cominciata man mano che si diffondeva la notizia della morte di Bargellini. Secondo quanto emerge, tra le persone a lui più vicine era risaputo che da qualche giorno le sue condizioni di salute avevano subito un aggravamento. Bargellini viveva da solo ma era assistito da conoscenti e proprio uno di loro ha dato l’allarme al 118. Dai primi accertamenti medico legali le cause della morte risultano naturali, tuttavia, come avviene di prassi in circostanze come queste, la procura di Firenze ha stabilito di effettuare l’autopsia, pertanto la salma è stata portata all’istituto di Medicina legale.

Il servizio di Chiara Brilli

Nessuno avrebbe voluto essere Lorenzo Bargellini, ma nessuno ne avrebbe potuto fare a meno. Senza di lui saremmo stati tutti più in difficoltà, con la nostra coscienza, con questa città, con le emergenze che per decenni si è accollato, ogni santo giorno, ogni santa estate, ogni santo sabato di picchettaggio, di corteo, di blocco di uno sfratto, di denunce, di presidi, di diritti da fare rispettare.

Nessuno avrebbe voluto essere lui, posizione troppo scomoda quella dell’illegalità necessaria, della ‘guerra a bassa intensità’ come la chiamava lui, quella della lotta sulla strada, quella del dare risposte agli ultimi, quella del non nascondere la testa sotto la sabbia, quella del dire le cose come stanno ma sopratutto cercando di cambiarle.

Ma se a questo non pensava Mao, i più deboli ma anche le istituzioni, il mondo della sicurezza, i giornalisti locali, in questi decenni non avrebbero saputo a chi fare riferimento, a chi appellarsi, o con chi prendersela o ‘gestire’ la situazione.

Nel bene o nel male, il Barge c’era, sempre. Per dare una risposta e non chiudere gli occhi. Per risponderne in prima persona. In prima fila, per chiedere giustizia sociale, sempre e comunque.

Era un Maestro di umanità che ha insegnato il rispetto anche a chi lo pretendeva.

Non ci ha mai negato un’intervista, non ci ha mai risposto malamente, non ha mai fatto il rivoluzionario radicalchic o l’antagonista demodé come ce ne sono tanti,  neanche nei momenti più caldi e delicati, neanche quando la stanchezza fisica e morale lo raggiungeva. Da quel 2009 in cui annunciò: “tra un anno lascio la battaglia sociale”, non ha invece mai smesso di lottare, perché lui amava Firenze oltre se stesso, ma la voleva rendere migliore, più accogliente e meno ipocrita, più viva e vera, meno salottiera e speculativa e più popolare e umana. Ci ha provato fino all’ultimo e nonostante le denunce, gli sgomberi, gli attacchi avrebbe continuato a farlo.

Il suo cuore si è fermato, ma l’amore che ha sempre riversato per  questa città no e speriamo che Firenze non se ne dimentichi e senza Lorenzo non si perda e non trovi scuse, in punta di diritto.

Le occupazioni del Bargellini sono servite a tutti, non solo a quelle persone che con lui hanno riagguantato le speranze. Nessuno avrebbe voluto essere lui, ma senza di lui tutti noi abbiamo perso qualcosa e prima  lo riconosceremo, nelle piazze e nei palazzi, prima Firenze recupererà un pezzo di umanità sociale che con Lorenzo Bargellini se n’è andata.

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“PER MAO”, RICORDI E TESTIMONIANZE PER LORENZO BARGELLINI

A MaoRiceviamo e pubblichiamo in questo spazio dedicato alla memoria di Lorenzo Bargellini, il tributo di Sabrina Tosi Cambini  docente di Antropologia culturale presso l’Università di Firenze. Per inviarci i vostri ricordi scrivere a redazione@controradio.it

Non è tempo per i rivoluzionari

L’ultima immagine che ho di Lorenzo è di venerdì, seduti l’uno di fronte all’altra, a bere un the freddo al tavolo della mia casa, che a lui piaceva tanto. Nel 2016 per me aveva organizzato e fatto con altri Amici del Movimento due traslochi.

La casa.

Con Lorenzo ci siamo conosciuti davvero a partire dall’occupazione dell’ex-Luzzi. Andavamo in auto con Said e quando chiamava la sua fidanzata mi faceva segno di non parlare perché –diceva – lei era gelosa. Con Said ridevamo e lo prendevamo in giro. Un’amicizia e un affetto che si sono alimentati negli anni.

Ci stimavamo reciprocamente. E avevo in testa da tempo un libro-intervista: “L’ultimo eroe”.

Lorenzo è un grande rivoluzionario. Uno di quelli che ha messo da parte la propria vita per la collettività, per il raggiungimento di un’utopia: vivere per edificare un mondo giusto. Da qualche anno si sentiva stanco. Ci aveva fatto incazzare un po’ a noi “vecchi”.

Aveva bisogno di rallentare, essere meno pressato, di un po’ di tranquillità e pace. Ma continuava a Lottare. Era nato per quello Ed è morto per quello.

Questa primavera ci ha portato via due rivoluzionari, Lorenzo Bargellini e Nicola Solimano. Muore la politica, muore la coscienza critica, muoiono le ideologie, muoiono le persone. Si sente la fatica.

Una nuova generazione di politicanti (perché non si meritano di essere chiamati politici), impreparati, superficiali, di una destra becera o di una sinistra imborghesita e benpensante, una sinistra politically correct, tesi a costruire e mantenere la propria rete di potere. Assolutamente lontani dalla “cosa pubblica”

Cittadini indifferenti, piegati su se stessi e i propri averi. Stupidità, senso comune di basso profilo. Razzismo. Classismo. Paternalismo. Città per il lusso, date in pasto a finanziarie e a turisti irrispettosi e grotteschi. Allora ho un desiderio. Per Lorenzo, per Nicola, per me, per NOI tutti.  Farla, questa cazzo di Rivoluzione!

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