La storia: LC e quello sgombero di 40anni fa…

La storia: LC e quello sgombero di 40anni fa…

Il 4 agosto del 1977 lo sgombero  dell’ Albergo Occupato di via de’ Calzaioli a Firenze. il ricordo di un nostro ascoltatore

Alla Controradio dell’epoca ( soprattutto tanta buona musica e informazione alternativa ), si dice fosse giunta una telefonata anonima con la quale si segnalava che dai vigili del fuoco di Firenze si erano presentati i questurini per requisire delle scale da usarsi per lo sgombero, temuto ormai da diversi giorni, ma a tale preziosa informazione non si era voluto o saputo dare il giusto credito presso il collettivo degli occupanti fuori sede. Molti avrebbero scansato le conseguenze dello sgombero perche’ essendo per la quasi totalita’ studenti universitari fuori sede,finite le sessioni di esami del 18 politico, erano gia’ partiti per tornare a casa. In pochi, forse una venticinquina dei 90/100 regolarmente accreditati, eravamo rimasti in una citta’ a quell’epoca praticamente deserta e accalorata.. 31 gradi di temperatura erano tantissimi allora…..i giornali pubblicavano l’indirizzo dei forni, latterie, ortolani e macellerie aperti a turno nei quartieri. Me ne dovevo andare anch’io ma poi avevo preferito rimanere nelle mie due fresche stanzette senza bagno ma con luce e forse acqua corrente a un lavandino. Era buio, le 5 forse, quando dal portone di ingresso di via Calzaioli che era barricato per la notte, ci butto’ giu’ dai letti il clangore dell’assalto della questura che aveva circondato l’edificio. Dalle finestre dei piani superiori, il pianterreno era tutto occupato da negozi, osservavamo attoniti quello che nessuno voleva accettare…”mo so’ cazzi, e da dove si scappa ora ?”. Alcuni dei piani superiori, con pochi beni personali (abiti, ammennicoli vari, macchine da scrivere, etc), riuscirono a dileguarsi per i tetti. A gli altri non resto’, dopo breve conciliabolo, che arrendersi e aprire il portone agli invasori. In assetto antisommossa dell’epoca irruppero come cavallette nel grande e ancora sfarzoso atrio, noi eravamo gia’ concentrati li’, e delusi dalla nostra non-opposizione, si avventarono su per lo scalone principale dilagando poi per i piani. Iniziarono a abbattere le vecchie ed eleganti porte delle camere che trovavano serrate, per l’assenza degli occupanti, per poi allegramente scaraventarle, spesso con gli infissi, giu’ per la tromba dello scalone…seguivano mobilio, abiti, suppellettili,giradischi, bottiglie. In un crescendo infernale di rumore e grida di incitamento alla distruzione, noi attendevamo il nostro turno nell’atrio circondati da un robusto cordone di celerini e polizia politica che ci impediva la fuga dal portone spalancato a pochi passi da noi. Poi, quasi improvvisamente, opprimente la quiete e l’attesa….. Nella penombra dell’atrio, eravamo pur abusivi e la corrente elettrica era sufficiente solo per poche giallognole lampadine ai piani e nelle stanze, ritornarono i tutori dell’ordine e, forse per considerazione politica di qualche dirigente piu’ scafato, non fummo aggrediti come ci aspettavamo. Anzi ci venne concesso di tornare alle nostre stanze per recuperare i documenti. La devastazione che trovammo assomigliava a quella vista nelle foto delle irruzioni dei fascisti nelle case del popolo. Mentre ci avviavano ai cellulari per essere trasferiti in questura, erano gia’ all’opera i muratori che tamponavano gli accessi per impedire il ritorno degli occupanti. Espletate le formalita’ di rito, dalla questura verso le 13 fummo rilasciati in attesa di provvedimenti giudiziari. Un triste e striminzito corteo di ex occupanti si aggiro’ per il centro urlando la rabbia impotente, osservati da attoniti turisti e dai discreti questurini al seguito. Finimmo a consumare un pasto, pagando, in una trattoria di san frediano che ci ospito’. I ricordi si fanno incerti…sicuramente finimmo dopo trattativa con il comune-questurauniversita’ alla casa dello studente di Careggi, al momento vuota fino a settembre dei fuori sede assegnatari. Tanto per gradire, non fosse bastato lo scoramento per la sconfitta, qualche testa di cazzo penso’ bene di lasciare una risma di volantini di appoggio della lotta degli occupanti e inneggianti alla lotta armata, non ricordo quale fosse la fantomatica e delirante firma….. Di tale fetente iniziativa non rimane traccia nelle cronache dell’epoca, e come ci si sarebbero buttati ( telegrafo-nazione la stampa del padrone), perche’ una rapida e preoccupata reazione distrusse quella merda. L’estate fini’ e i pochi rimasti ( forse 5 ) dalla casa dello studente levarono le tende disperdendosi ospiti di qualcuno o trovando esosi affitti. Per me la storia finisce qui, non trovando utile partecipare alla rioccupazione di settembe. In seguito la questura, per puro calcolo politico, propose un ritiro delle denunce a nostro carico con conseguente fedina penale pulita ( quanto allora ancora intimorivano le iniziative corrette e ben condotte del Movimento! ), che accettammo. Non voglio dilungarmi sugli aspetti del clima sociopolitico degli anni ’70. Altri ben piu’ accreditati e sapienti di me lo hanno fatto e lo fanno. Mi limito a dire che per me sono stati “Formidabili quegli Anni!”

Marco Pratovecchi

 

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