Radicali: Corso di autocoltivazione di cannabis

Radicali: Corso di autocoltivazione di cannabis

Corso pubblico di autocoltivazione di cannabis contro il proibizionismo, promosso da associazione Radicali italiani e Cellula Coscioni Firenze.

L’appuntamento organizzato con l’associazione dei Radicali è per quest’oggi alle ore 19 in piazza Santo Spirito.

“Vogliamo rilanciare una grande riforma che il Paese aspetta da tempo, quella per la
legalizzazione della cannabis e lo faremo con un’azione di disobbedienza civile,mentre c’e’ il
rischio che la commissione tagli il testo dell’intergruppo della parte più significativa e resti solo la parte sulla cannabis terapeutica”. Cosi’ il segretario di Radicali Italiani, Riccardo
Magi che spiega, “e’ meglio produrla da soli che comprarla, arricchendo la criminalità organizzata. Quello che facciamo- prosegue- e’ una istigazione a delinquere,
perché avviare una coltivazione e’ un reato molto grave”.

Un azione di “disobbedienza civile” che arriva dopo il successo della proposta di legge d’iniziativa popolare per la regolamentazione legale della cannabis, che presto sarà assegnato alle commissioni competenti. A tal proposito Filomena Gallo, segretario nazionale dell’associazione Luca Coscioni, sottolinea che “in Parlamento abbiamo due forze che si battono per la legalizzazione: i cittadini che hanno firmato la proposta di legge di iniziativa popolare e i parlamentari con una proposta di legge di iniziativa parlamentare”.

Così Firenze Radicali- Stati Uniti d’Europa Ital fanno pressione perché l’iter per la legalizzazione non si fermi e danno appuntamento per questa sera a Firenze alle ore 19 in piazza Santo Spirito per un corso pubblico di autocoltivazione di cannabis: a tenere il corso, Luca Marola autore del libro “Autofiorenti, il primo manuale di coltivazione”.

Luca Marola spiega che la semina va fatta tra marzo e aprile “per avere il raccolto tra fine settembre e inizio ottobre”. Sarebbe quindi “sbagliato coltivarla a fine luglio con questo caldo, ma ci sono piante ibride che sono molto veloci a crescere”.

L’importante, osserva, e’ “mettere il seme a terra a non più di mezzo centimetro sotto terra e mantenerlo in un ambiente fresco e buio”. Poi dalla terza settimana bisogna procedere con “piccole dosi di fertilizzanti”. Infine l’esperto avverte:”Troppo amore uccide: non esagerate con il fertilizzante e attenzione alla temperatura troppo calda”.

E’ possibile informarsi sull’iniziativa attraverso l’evento Facebook al link: https://www.facebook.com/events/101776867155440/?acontext=%7B%22ref%22%3A%2222%22%2C%22feed_story_type%22%3A%2222%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D&pnref=story

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CANNABIS: ASSOCIAZIONE COSCIONI DENUNCIA, A CAREGGI FINITI I FARMACI

bedrocan“Abbiamo appreso da una nostra iscritta fiorentina che il Bedrocan-il farmaco olandese a base di cannabis che il sistema sanitario nazionale importa dall’Olanda a caro prezzo come terapia supplementare per varie condizioni, è mancante alla farmacia ospedaliera di Careggi da diverse settimane, e non è la prima volta”. A denunciare la carenza del farmaco nell’ospedale fiorentino sono Valentina Piattelli e Marco Perduca, dell’associazione Luca Coscioni.

“Il Bedrocan – proseguono Piattelli e Perduca – è, anzi era visto che ad oggi non è disponibile, per i pazienti seguiti dall’azienda ospedaliero universitaria di Careggi fondamentale e insostituibile. Infatti altri preparati come il Bediol, un olio prodotto dalla stessa azienda Olandese, e l’Fm2, la cui produzione è avviata in via sperimentale dall’Istituto chimico Farmaceutico militare fiorentino – sono da tempo irreperibili, il primo per un problema di raccolto nei Paesi Bassi il secondo perché la quantità prodotta a Firenze non soddisfa minimamente la domanda”.

“Occorre che la ministra Lorenzin se ne occupi” continuano Piattelli e Perduca. “C’è bisogno di Bedrocan, Bediol, e di tutti i prodotti disponibili sul mercato nazionale ed europeo per consentire il pieno godimento del diritto alla salute dei cittadini italiani, e perché ciò accada occorre dare ampia informazione a tutti gli interessati, snellire la burocrazia esistente e investire per aumentare la produzione nazionale di Fm2 migliorandone la qualità là dove necessario”.

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