Caso Consip: Marroni consegna a pm due anni di mail con Lotti 

Caso Consip: Marroni consegna a pm due anni di mail con Lotti 

Entro pochi giorni verranno consegnate in Procura a Roma le mail tra l’ex amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, e il ministro dello Sport, Luca Lotti.

Il legale di Marroni, Luigi Ligotti, affiderà l’incartamento ai magistrati che indagano sulla fuga di notizie nell’ambito della maxinchiesta sul caso Consip. “Si tratta di una serie di mail – spiega – che coprono il periodo in cui il mio assistito è stato amministratore delegato della Centrale acquisti della Pa: dal giugno del 2015 al giugno del 2017.”
Si tratta – continua – di missive che dimostrano il rapporto di serena collaborazione che Marroni ha avuto con il sottosegretario e con tutto il governo guidato da Matteo Renzi. Mail istituzionali con report sull’attività svolta in Consip ma anche pareri su eventuali nomine interne all’ente”.
Il 29 marzo si è svolto un confronto all’americana tra Marroni e il ministro, indagato per rivelazione del segreto istruttorio e favoreggiamento. L’ex amministratore  confermò che fu lo stesso Lotti, tra gli altri, ad informarlo della presenza di cimici nel suo ufficio.

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Consip: indebolito quadro probatorio contro Tiziano Renzi?

Consip: indebolito quadro probatorio contro Tiziano Renzi?

Espresso: “Marroni ai pm ha detto che Russo non gli ha raccomandato Romeo”.

Il filone di indagine sul caso Consip che coinvolge Tiziano Renzi, padre dell’ex presidente del Consiglio, sarebbe ad una svolta. É quanto si sostiene in un articolo che comparirà sul prossimo numero dell’Espresso, in edicola domani. Un “colpo di scena – scrive il settimanale – che può modificare il ‪corso dell’inchiesta della procura di Roma”.
Il padre di Matteo Renzi è indagato per traffico di influenze illecite assieme all’imprenditore Carlo Russo con l’accusa di aver chiesto denaro all’imprenditore Alfredo Romeo (indagato per lo stesso reato) in cambio di un loro intervento sull’allora amministratore delegato della Consip Luigi Marroni nell’appalto miliardario chiamato Fm4. All’Espresso risulta “che lo stesso Marroni abbia spiegato ai magistrati romani che durante gli incontri Russo non gli ha mai fatto pressioni per favorire le imprese di Romeo, come molti avevano finora ventilato e come pizzini e intercettazioni dei carabinieri del Noe facevano immaginare, ma solo quelle del raggruppamento concorrente, guidato dai francesi di Cofely. Un’azienda che Marroni aveva definito, nei verbali rilasciati il 20 dicembre 2016 agli inquirenti napoletani che hanno dato il via alle indagini finite per competenza nella Capitale, essere “nel cuore” del deputato di Ala Ignazio Abrignani e, soprattutto, del suo capo: il senatore Denis Verdini”.
Le dichiarazioni dell’ex manager di Consip, che durante i primi due verbali “napoletani” aveva detto “di non ricordare il nome della società” riferibile a Russo, complicherebbero “non poco il lavoro – scrive L’Espresso – dei magistrati della procura guidata da Giuseppe Pignatone. Innanzitutto perché indeboliscono, una volta di più, il quadro probatorio contro
Tiziano”.
Per il settimanale “se Marroni dice la verità ci sono altre domande a cui la procura sta tentando di dare una risposta. Perché Carlo Russo, se fosse davvero anche lui sponsor del raggruppamento francese, ha offerto i suoi servizi a Romeo? È un truffatore che, usando il nome dei Renzi, ha preso per i fondelli il re del facility management del Paese per strappargli denari o collaborazioni economiche? O era d’accordo con Tiziano fin dall’inizio, in modo da ottenere benefici sia dal napoletano, sia dal gruppo rivale? Prove di rapporti tra Russo e aziende concorrenti a Romeo però – almeno negli atti depositati – non ci sono. L’inchiesta sul filone politico diventa sempre più complessa”.

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Consip: nuova contestazione disciplinare a Woodcock

Consip: nuova contestazione disciplinare a Woodcock

“Grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile”: è questa, in merito alla vicenda Consip, la nuova contestazione rivolta dal pg della Cassazione al pm di Napoli, Woodcock.

Woodcock, il 21 dicembre dello scorso anno, avrebbe ascoltato l’ex consigliere economico di Palazzo Chigi Filippo Vannoni quale persona informata dei fatti e non come indagato (dunque, in quest’ultimo caso, con l’assistenza di un difensore), quando invece erano già emersi elementi per l’iscrizione nell’apposito registro. Lo scrive il ‘Corriere della Sera’, precisando che la comunicazione della nuova incolpazione è stata fatta al Csm “alla vigilia delle ferie estive” e ricordando come Vannoni era stato indicato dall’ex amministratore delegato di Consip, Luigi Marroni, come uno di coloro che lo avevano avvertito dell’indagine in corso.

Marroni, ricorda il Corriere, “aveva fatto anche altri nomi: il ministro Lotti, il comandante dei carabinieri Del Sette, il comandante dell’Arma in Toscana, Saltalamacchia; tutti regolarmente indagati per rivelazione di segreto e favoreggiamento. Vannoni invece no, e questo ha permesso l’interrogatorio, ‘senza le garanzie di legge’, da cui è venuta fuori la conferma delle accuse a Lotti (negate dal ministro e successivamente modificate dallo stesso Vannoni davanti ai pm di Roma)”.

La precedente contestazione disciplinare a Woodcock, tuttora oggetto di indagine da parte della procura generale della Cassazione, riguarda un articolo pubblicato il 13 aprile scorso dal quotidiano La Repubblica nel quale si riportavano frasi virgolettate del magistrato riferite sempre alla vicenda Consip.

Nell’articolo venivano riferite alcune frasi che il pm Woodcock avrebbe pronunciato parlando con i suoi colleghi dell’inchiesta Consip, e, in particolare, dei rapporti tra le procure di Napoli e Roma e dell’indagine avviata dai pm romani nei confronti dell’allora capitano del Noe Giampaolo Scafarto.

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