Giovedì 2 novembre al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino il secondo concerto della Stagione sinfonica 2017/18

Giovedì 2 novembre al Teatro del  Maggio Musicale Fiorentino il secondo concerto della Stagione sinfonica 2017/18

Maggio Musicale Fiorentino, per  il ciclo integrale delle quindici sinfonie di Šostakovič, invita sul podio il 2 novembre, alle ore 20,  per dirigere l’Orchestra del Maggio il maestro Aziz Shokhakimov. Il programma comprende la Sinfonia n.8  in do minore e, di Alfredo Casella,  la suite in do maggiore op.13 À Jean Huré.

La sinfonia n.8, in cinque movimenti come la 9 e la 13,  è stata composta da  Šostakovič nel 1943 ed eseguita per la prima volta a Mosca nella Sala Grande del Conservatorio il 4 novembre dello stesso anno dove fu accolta con dissensi (in patria si era accusata l’opera di non avere un finale trionfale e l’autore, addirittura, di essere “psicolabile”), cosa che non accadde fuori dai confini russi e fu eseguita per la prima volta a Firenze al Comunale nel 1947; è stata diretta l’ultima volta al Maggio da Juraj Valhčua nel 2016.

Šostakovič  nell’estate del ’43 scartò quella che era la sua proposizione iniziale di applicarsi alla scrittura di un Oratorio, per elaborare una pagina strumentale di grandi proporzioni: l’Ottava sinfonia op.65.  Nessuna grande pagina di Šostakovič venne composta con la rapidità dell’Ottava sinfonia: solo due mesi circa. La scrittura di getto è testimoniata dalla grafia affrettata dell’autografo, come affermano i musicologi sovietici. L’Ottava è fra le pagine più lugubri e pessimistiche dell’autore, è un lavoro che esprime volontà di sopravvivenza e resistenza, ma anche raggelato dolore e catastrofe; l’autore stesso la definisce anche “un’epitome di quei tempi difficili”. È spesso interpretata dai critici musicali come un requiem per i caduti della guerra in corso.

Dedicata alla poliedrica figura del pianista, organista, musicologo e teorico francese Jean Huré, La Suite op. 13 di Alfredo Casella è un  imponente lavoro orchestrale che fu composto tra il 1909 e il 1910, e fu edito dall’Universal Edition nel 1911. Appartiene quindi al periodo parigino del ventenne Casella, e agli anni in cui svolse attività di segretario artistico dei Concerts Lamoureux. In questa veste si adoperò perché Gustav Mahler portasse a Parigi la sua Seconda Sinfonia; il che avvenne nell’aprile del 1910. Casella si prodigò alla spasimo per garantire il pieno successo a Mahler e alla sua musica. L’orma di Mahler è ben visibile in questa composizione di Casella, a cominciare dal gigantismo orchestrale ma ancor più da vere e proprie quasi-citazioni dalla Prima Sinfonia, come le fanfare, qui dei corni, in Mahler delle trombe, nel Lento introduttivo. Casella inoltre, nei suoi interventi sui giornali parigini, aveva evidenziato come nella Seconda Sinfonia di Mahler agisca un percorso entusiasmante verso la gioia. Con mezzi diversi (nella Suite non c’è il coro), l’op. 13 di Casella si prefigge lo stesso scopo. La Suite fu eseguita per la prima e unica volta a Firenze nel 1962 quando fu diretta da Bruno Bartoletti.

Aziz Shokhakimov Nato nel 1988 a Tashkent (Uzbekistan), a sei anni è ammesso alla Uspenskij, scuola per bambini di grande talento musicale, dove impara a suonare il violino e la viola. Successivamente studia direzione sotto la guida di Vladimir Neymer. A soli 13 anni debutta come direttore d’orchestra sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale dell’Uzbekistan, dirigendo la Quinta sinfonia di Beethoven e il Primo concerto per pianoforte di Liszt: soltanto un anno dopo dirige per la prima volta Carmen all’Opera Nazionale Uzbeka. Sempre tredicenne, nel 2001 è nominato assistente direttore dell’Orchestra Sinfonica Nazionale dell’Uzbekistan, di cui è direttore principale dal 2006. Aziz Shokhakimov attira su di sé l´attenzione del mondo musicale nel 2010, vincendo a soli 21 anni il secondo premio al Concorso Internazionale per direttori d’orchestra Gustav Mahler, indetto dai Bamberger Symphoniker: da questo momento riceve numerosi inviti da prestigiose orchestre internazionali e debutta con la Sächsischen Staatskapelle Dresden, la Kammerphilharmonie Bremen, i Düsseldorfer Symphonikern, la Radio-Sinfonieorchester Stuttgart, la HRSinfonieorchester, i Dresdner Philharmonikern, la Tonkünstlerorchester Niederösterreich, l’Orchestra Philharmonique de Strasbourg in Francia, l’Orchestre Philharmonique de Monte-Carlo, la London Philharmonic Orchestra, la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna e l’Orchestra Filarmonica della Fenice, la Sinfonia Varsovia in Polonia, e con la Houston Symphony Orchestra, la Pacific Symphony e l’Oregon Symphony Orchestra negli Stati Uniti d´America. Parallelamente al repertorio sinfonico, Aziz Shokhakimov è molto attivo anche in ambito operistico: nella stagione 2013/14 dirige Evgenij Onegin di Čajkovskij al Comunale di Bologna; quindi, dopo aver diretto una recita di Carmen alla Deutsche Oper am Rhein, ne viene nominato Kapellmeister a partire dalla stagione 2015/16 e vi dirige varie opere tra cui Aida, Les Contes d’Hoffmann e Rigoletto.  Nel maggio 2016, tra più di 100 candidati, Aziz Shokhakimov vince il primo premio al Nestlé and Salzburg Festival Young Conductors Award 2016.

INFO Prezzi:  Platea 1: € 35/ Platea 2:€ 30/Platea 3: € 25/ Platea 4: € 20/ Palchi: € 18/ Galleria: € 15/  Visibilità limitata: € 10/  Solo ascolto: € 5

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Accordo tra Regione ed enti lirici toscani: Barni, “Inizia il dialogo”

Accordo tra Regione ed enti lirici toscani: Barni, “Inizia il dialogo”

Fare sistema e promuovere la lirica in Toscana. E’ questo l’intento del protocollo d’intesa presentato questa mattina in Regione, che l’ha fortemente voluto, e sottoscritto da Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Verdi di Pisa, Teatro Goldoni di Livorno e Teatro del Giglio di Lucca.

“Questo protocollo  – spiega la vicepresidente e assessore regionale alla cultura, Monica Barni – è un punto di arrivo, ma al tempo stesso di partenza, verso la messa a punto di azioni coordinate che consentano un dialogo fattivo tra le varie componenti del sistema spettacolo dal vivo, uscendo da un’idea di separatezza che investe non solo i soggetti che compongono il sistema ma anche i territori ed i cittadini che sono i destinatari degli spettacoli”. L’obiettivo è chiaro: garantire l’accesso alla cultura da parte della più ampia platea possibile di cittadini,”rispondendo – sottolinea Barni – a bisogni espressi ed inespressi”. Si parte con la lirica, ma l’idea è di estendere e declinare collaborazioni e sinergie anche agli altri settori del teatro: razionalizzando i costi certo, ma amplificando anche l’impatto delle singole produzioni e dei rispettivi cartelloni. Insieme ma autonomi, ciascuno con la propria identità.

Il sovrintendente della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, Cristiano Chiarot, il presidente della Fondazione Teatro Verdi di Pisa, Giuseppe Toscano, il direttore generale della Fondazione Teatro della Città di Livorno, Marco Leone e il direttore generale del Teatro del Giglio Manrico Ferrucci si impegnano così a coprodurre e a far girare per la Toscana nella prossima stagione un titolo lirico unico, a valorizzare i giovani artisti italiani ed internazionali e ad individuare strategie di allestimento scenico adattabili a palcoscenici diversi, anche utilizzando nuove tecnologie.

Per questo il Maggio musicale concederà in comodato d’uso gratuito allestimenti e costumi delle opere del proprio repertorio e metterà a disposizione degli altri firmatari la propria orchestra e il proprio coro per le stagioni lirica e concertistica dietro il solo pagamento dei costi vivi delle trasferte. I firmatari si impegnano anche ad arricchire la propria offerta culturale con appuntamenti dedicati che facilitino gli accessi ai propri spazi attraverso l’organizzazione di conferenze, prove aperte e con la predisposizione di abbonamenti, biglietti promozionali e visite guidate.

Saranno coinvolte anche personalità del mondo della musica e della cultura in grado di coinvolgere il pubblico attraverso testimonianze, e dibattiti in una contaminazione che possa arricchire la comprensione dell’opera e della musica. Una particolare cura sarà riservata all’azione di marketing. Il Maggio musicale realizzerà una grafica ad hoc dedicata al progetto, mentre i teatri aderenti forniranno il materiale promozionale come foto video e testi. I rispettivi uffici stampa si coordineranno per garantire la massima diffusione dei programmi e di tutte le informazioni.

“Sara una crescita culturale e sociale per l’intero territorio – commenta durante la firma Cristiano Chiarot – Non è la prima collaborazione tra teatri, ma la differenza in questo caso è che diventa pluriennale e strutturale”.  “E’ un po’ come quando il fratello maggiore si unisce al resto della famiglia” chiosa il direttore del teatro di Livorno,  Marco Leone, a proposito del Maggio fiorentino. “Lucca, Livorno e Pisa  già da tempo sono infatti abituati a lavorare insieme e coprodurre, in varie forme –  ricorda Manrico Ferrucci – Ma il salto in avanti in questo caso è evidente”. Verso” un futuro – annota Giuseppe Toscano – che non può che non essere fatto di sinergie e collaborazioni”, sempre più ampie. E “con un importante sostegno pubblico – ricorda Mauro Campus, membro della Fondazione del Maggio designato dalla Regione – per garantire l’accesso dei cittadini alla cultura”.

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Inaugurazione della stagione sinfonica del Maggio Fiorentino

Inaugurazione della stagione sinfonica del Maggio Fiorentino

Il 28 ottobre alle ore 20 il Maggio Musicale Fiorentino inaugura la Stagione sinfonica 2017/18. In programma la sinfonia n.3 Il 1° maggio di Dmitrij Šostakovič che vara il ciclo delle sue quindici sinfonie, per la prima volta eseguite integralmente in Italia in un’unica stagione concertistica. Oltre alla sinfonia n.3 e all’Overture festiva del compositore russo, in programma anche Fontane di Roma e Pini di Roma di Ottorino Respighi.  Sul podio dell’orchestra e del coro del Maggio, il maestro Vladimir Fedoseev.

Il ciclo integrale delle quindici sinfonie di Šostakovič, per la prima volta eseguite in Italia in un’unica stagione concertistica. Il 28 ottobre alle ore 20, sale sul podio per dirigere l’Orchestra e il  Coro del Maggio il maestro Vladimir Fedoseev; il programma comprende la Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore per coro e orchestra  Il 1° maggio (su testo di S. Kirsanov), l’Overture festiva op. 96  sempre del compositore russo e i due celebri poemi sinfonici di Ottorino Respighi Fontane di Roma e Pini di Roma. Il ciclo sinfonico integrale sostakoviciano si concluderà coi due concerti diretti dal maestro Zubin Mehta il 28 e 30 giugno 2018 nell’ambito del 81° Festival del Maggio.

La sinfonia n.3,  composta da  Šostakovič nel 1930 in meno di un mese,  viene per la prima volta eseguita al Maggio; sperimenta una forma inconsueta in unico tempo dalla complessa articolazione  (rapidissimo incalzare ritmico, tamburi militareschi, marce bandistiche accelerate, buffonerie da circo, contrappunti e,  come scrive Franco Pulcini nel programma di sala: “persino qualche battuta di tenerezza mahleriana” )  che si conclude con un coro. Squadratissima e retorica la 1° Maggio rappresenta, secondo la critica musicale, uno stile che Šostakovič abbandonerà presto abbracciando quindi  – in seguito – la ricerca della melodia, attitudine che resterà per tutta la sua carriera un elemento imprescindibile della sua creazione artistica.

L’Ouverture Festiva op.96 , scritta in tre giorni –  fatto non certo inconsueto per l’autore – è stata diretta per la prima volta al Maggio (e per la prima volta a Firenze) dal maestro Riccardo Muti il 25 ottobre 1969;  è una pagina di carattere celebrativo e di grande effetto, con un finale fantasmagorico, che venne scritta su commissione ed eseguita per la prima volta a Mosca nel 1954.

INFO:

Prezzi:

Platea 1: € 35/ Platea 2:€ 30/Platea 3: € 25/ Platea 4: € 20/

Palchi: € 18/ Galleria: € 15/  Visibilità limitata: € 10/  Solo ascolto: € 5

 

La biglietteria è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18.

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Al Maggio l’omaggio di Firenze a Paolo Poli

Al Maggio l’omaggio di Firenze a Paolo Poli

Firenze ricorda Paolo Poli, il suo genio, la sua storia e la sua arte al Maggio Musicale Fiorentino. Lo fa con una grande e poliedrica mostra a lui dedicata nel foyer del teatro dal 22 ottobre 2017 al 6 gennaio 2018: un vero e proprio percorso visivo per raccontare 60 anni di carriera in scena dell’artista fiorentino, costellato di video, cimeli, bozzetti, scenografie e tanti altri documenti.

Nel maxi album di memorie allestito per rendere omaggio a Poli troveranno spazio le fotografie di scena di tutti gli spettacoli, un piccolo teatro che calerà dall’alto nell’ingresso del foyer e persino tutti i 586 aggettivi (sono stati catalogati e contati) con cui la stampa ha descritto Poli e che il pubblico potrà ora riscoprire visivamente raccolti tutti insieme. Inoltre, nei due corridoi e nel primo piano del foyer di galleria ci saranno 40 monitor, uno per ogni spettacolo che Poli ha realizzato (dal ’50 al 2014) in un percorso che copre 64 anni di progetti e attività teatrale. Sugli schermi scorreranno loop di immagini, video, bozzetti di scene di Eugenio Guglielminetti, Anna Anni, Aldo Buti; bozzetti di costumi di Santuzza Calì, Danda Ortona; locandine e poster. Ogni postazione avrà delle cuffie per poter ascoltare la voce di Poli che a volte recita a volte canta a volte descrive lo spettacolo che si sta osservando.

Nel foyer saranno poi mostrate alcune delle sue più emblematiche ed enormi scenografie (realizzate da Lele Luzzati e Lorenzo Tornabuoni) che caleranno dal soffitto del teatro sospese nel vuoto. Per non trascurare il prezioso lavoro che Paolo Poli ha fatto sul linguaggio e sulla lingua italiana, il Teatro del Maggio ha pensato di ribattezzare, per l’occasione, la saletta Mercurio in saletta Aldo Palazzeschi dove una piccola platea di una trentina di persone potrà, di volta in volta, ascoltare e vedere in video Paolo Poli che recita una selezione delle più belle poesie del poeta toscano. Nel foyer della galleria ci sarà infine anche un Paolo Poli gigante, proiettato su una volta alta 6 metri. La mostra-album è realizzata in collaborazione con Mibact, il Comune di Firenze e il Maggio Musicale Fiorentino, ed è curata dal critico teatrale Rodolfo di Giammarco e dal compositore Andrea Farri, nipote di Poli.

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Elisir d’amore al Teatro del Maggio

Elisir d’amore al Teatro del Maggio

Sabato 21 ottobre, torna al Maggio, dopo l’edizione estiva a Palazzo Pitti, il fresco, gradevole e divertente allestimento di Elisir d’amore di Gaetano Donizetti in una edizione scenica adattata e aggiornata per il palcoscenico “di casa”. Al Maggio, la concertazione e direzione d’orchestra è affidata a Fabrizio Maria Carminati.

L’edizione del Maggio sottolinea gli spunti comici e surreali dell’opera trasformando la vicenda di Nemorino, Adina e Dulcamara in una storia americana anni ’70, dove il povero Nemorino è un ragazzotto che gira in costume giallo da pollo per fare da réclame all’Adina’s road food. A movimentare la vita di provincia arriva Dulcamara su una cabriolet con le sospensioni molleggiate: da sbruffone  consumato e simpatico, è il prototipo del venditore porta a porta. Il rigido Belcore è a cavallo tra la caricatura del poliziotto irlandese panciuto e il sergente istruttore dei marines, con pizzetto volitivo e ray-ban a goccia.  Le caratterizzazioni dei personaggi rendono l’opera divertente, godibile e di comprensione immediata e piacevole per tutti.

Sabato, 21 ottobre – martedì, 24 ottobre – giovedì 26 ottobre – ore 20.

L’elisir d’amore

Opera lirica in due atti

Libretto di Felice Romani

Musica di Gaetano Donizetti Concertatore e direttore d’orchestra Fabrizio Maria Carminati, Regia Pier Francesco Maestrini

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino

Allestimento del Maggio Musicale Fiorentino

INFO Prezzi: Platea 1:€ 80 – Platea 2: € 60 – Platea 3:€ 50 – Platea 4:€ 40 – Palchi:€ 30 – Galleria:€ 20 – Visibilità limitata:€ 10  Solo ascolto:€ 5 La biglietteria è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18.

 

 

 

 

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