Maggio, raccolta firme per rientro a Firenze spoglie Cherubini

Maggio, raccolta firme per rientro a Firenze spoglie Cherubini

Firenze, il Teatro del Maggio lancia una raccolta firme per chiedere al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che le spoglie del compositore fiorentino Luigi Cherubini tornino in Italia e siano traslate dal cimitero parigino di Père Lachaise alla Basilica di Santa Croce.

È partita ieri sera, in occasione della seconda recita di Macbeth al Teatro del Maggio, la raccolta firme che ha come primi firmatari il maestro Riccardo Muti, il sindaco Dario Nardella e il sovrintendente Cristiano Chiarot.

Già ieri sera sono state più di cinquecento le persone che durante gli intervalli e alla fine dello spettacolo, si sono fermate in teatro per sottoscrivere l’appello. Tra gli aderenti subito dopo Dario Nardella e Cristiano Chiarot ci sono Carlo Fuortes, soprintendente dell’Opera di Roma, Paolo Zampi, direttore del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, il compositore premio Oscar Nicola Piovani, il direttore d’orchestra Nicola Pazkowski e il sovrintendente della scuola di musica di Fiesole Lorenzo Cinatti.

“Questa battaglia mi sta molto a cuore – ha detto Riccardo Muti dal palcoscenico del Maggio al termine della prima di Macbeth l’11 luglio -. Luigi Cherubini è stato uno dei più grandi compositori italiani, anche Ludwig van Beethoven lo definì il più grande del suo tempo, e per questo mi piacerebbe che le sue spoglie fossero conservate nella sua città, nella Basilica di Santa Croce, dove c’è già un sarcofago meraviglioso, ingiustamente vuoto. Sappiamo da musicologi importanti che Cherubini negli ultimi anni della sua vita espresse il desiderio di tornare a Firenze, ma non ci riuscì. Mi piacerebbe che tutta la città si unisse in questa richiesta, forse in questo modo potremmo farcela. Se riuscissimo in questa impresa prometto di eseguire, insieme all’Orchestra e al Coro del Maggio, all’interno della basilica di Santa Croce, il Requiem in re minore del compositore”.

Il maestro non ha mancato di ricordare – anche al termine della seconda recita il 13 luglio – prendendo la parola dal palco per salutare l’Orchestra, il Coro, il teatro e soprattutto il pubblico di Firenze, di firmare affinché si possa operare in tal senso. In tanti hanno seguito il suo invito.

Luigi Cherubini, nato a Firenze nel 1760, ebbe una straordinaria carriera europea che lo portò ad ottenere enormi successi in campo artistico e a ricoprire prestigiosi incarichi istituzionali, come la direzione del Conservatorio di Parigi dal 1822 al 1842, anno della sua morte.

Da oggi in avanti sarà possibile continuare a firmare la petizione online al seguente link https://www.change.org/p/luigi-cherubini-torni-in-italia-a-firenze o presso la biglietteria del Teatro del Maggio nei consueti orari di apertura.

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MusArt Festival: presentata la terza edizione

MusArt Festival: presentata la terza edizione

Torna il Musart Festival di Firenze con una formula che abbina grandi concerti, visite d’arte, cultura e gourmet. Presentato oggi il programma: dal 17 al 28 luglio in piazza Santissima Annunziata.

Roberto Bolle, Chick Corea, Jethro Tull, Ermal Meta, le Orchestre della Toscana e del Maggio Musicale Fiorentino: solo alcuni protagonisti di MusArt Festival 2018, rassegna fiorentina in programma dal 17 al 28 luglio nella centralissima piazza della Santissima Annunziata, trasformata per il terzo anno in un elegante teatro all’aperto, con ampia visibilità da ogni seduta. Inaugura martedì 17 luglio Baustelle con uno spettacolo.

Durante i giorni del MusArt Festival 2018 gli spettatori potranno visitare, gratuitamente, alcuni dei luoghi d’arte più significativi attigui a Piazza della Santissima Annunziata. A partire dalla seconda edizione, la rassegna si è allargata a Piazza Brunelleschi, dove è collocata la biglietteria del Festival.

Definita da Bruno Zevi “Prototipo della misura urbana rinascimentale”, piazza della Santissima Annunziata è un luogo di grande armonia stilistica, con i porticati su tre lati e due palazzi gemelli sul quarto che sembrano incorniciare la vista della Cupola del Brunelleschi.

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Maggio Musicale Fiorentino: presentate stagioni 2018/2020

Maggio Musicale Fiorentino: presentate stagioni 2018/2020

Presentati due anni di programmazione del Maggio Musicale Fiorentino. Un totale di 179 serate tra lirica, balletti e concerti sinfonici.

Il Maggio musicale Fiorentino dà l’avvio alle nuove stagioni con due densi programmi. “Un progetto culturale forte, – si legge nel comunicato stampa – che alterna consapevolmente nuove proposte a un repertorio di opere della tradizione e che dà al pubblico la possibilità di confrontarsi in un’offerta ampia in un arco temporale compreso tra il Seicento e la contemporaneità”.

Una novità la programmazione di due anni. Commenta l’assessore alla cultura Monica Barni: questa scelta “è in linea con quello che fanno i più grandi teatri del mondo per attirare un pubblico sempre più ampio e diversificato”.

La stagione inizierà il 16 ottobre con il dittico “Le villi” di Giacomo Puccini in un nuovo allestimento e “Ehi Già” di Vittorio Montalti, opera dedicata a Rossini.

Dal 7 novembre arriva “La Cenerentola” di Gioachino Rossini con la regi di Manu Laili in un nuovo allestimento del Maggio in occasione dei 150 anni della morte di Rossini.

Tra le tante altre opere, “West Side Story” di Leonard Bernstein nell’anno in cui ricorrono i 100 anni dalla nascita del compositore statunitense.

Intero programma e ulteriori info su: maggiomusicale.com

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Teatro Goldoni di Firenze: in prima nazionale “Sogno di una notte di mezza estate”, Serdar Bilis dirige gli allievi de L’Oltrarno

Teatro Goldoni di Firenze: in prima nazionale “Sogno di una notte di mezza estate”, Serdar Bilis dirige gli allievi de L’Oltrarno

Debutta oggi in prima nazionale al Teatro Goldoni di Firenze “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare con i ragazzi de “L’Oltrarno” diretti da Serdar Bilis. Lo spettacolo sarà a teatro fino al 28 giugno.

“Sogno di una notte di mezza estate” parla della gioventù, dei suoi desideri e sogni, ma anche delle frustrazioni che sperimenta nello scontro con le generazioni precedenti e con le vecchie tradizioni, con l’educazione e le regole della Città. L’oppressione politica, culturale e sessuale, cerca e trova una sua espressione in questo testo di Shakespeare.

Lo spettacolo presenta quel bivio cruciale della vita dove occorre prendere decisioni fondamentali per il futuro, proprio come quelle che saranno chiamati a operare Sara Bosi, Lorenzo Carcasci, Cecilia Casini, Giacomo Coen, Maria Costanza Dolce, Camille Dugay, Maziar Firouzi, Giulia Lanzilotto, Luca Massaro, Stefano Parrinello, Giovanni Toscano, gli studenti de L’Oltrarno, alla vigilia del loro percorso professionale.

Nell’opera vengono continuamente contrapposti la rigidità del mondo della Città e la libertà della Foresta, il vecchio e il nuovo, il prosaico e il fantastico ed in particolare il vincolo del matrimonio e la libertà sessuale. Musiche eseguite da Samuele Strufaldi. Il testo, scritto nel 1596, appare come un’evidente satira del matrimonio: poiché fu creato proprio nell’occasione di nozze aristocratiche, possiamo supporre che Shakespeare si sia divertito a prendersi gioco dei codici sociali dell’epoca. Codici che da allora sono cambiati oppure no?

Scappando nella Foresta di Arden, i giovani del Sogno, si ritrovano incantati dalle sue infinite possibilità e si imbarcano in un viaggio alla scoperta di sé; tuttavia la sfida dei fondamenti e dei capisaldi della società che li circonda metterà a repentaglio le loro vite.

Nonostante ciò, questa è una commedia, e come tale ha un lieto fine o meglio, ironico. Shakespeare qui, come in molti dei suoi lavori, ci lascia scorgere un barlume della visione di ciò che è sepolto nelle profondità della nostra coscienza, a noi decidere se si è trattato di un sogno o della realtà.

Spiega il direttore artistico Pierfrancesco Favino: “Con questo spettacolo la Scuola di Formazione del Mestiere dell’Attore – L’Oltrarno porta a compimento il primo triennio del corso di recitazione che alle selezioni del 2015 ha visto oltre 600 partecipanti provenienti da tutte le regioni italiane. Tra tutti abbiamo scelto i ragazzi che stasera vedrete in scena, credendo nel loro potenziale, sostenendoli e insegnando loro quotidianamente questo difficile mestiere che è il teatro, come in una vera bottega artigiana, dando loro la possibilità di affermare la propria esistenza per trovare il loro linguaggio e la loro verità, preparandoli infine ad affrontare il mondo del lavoro non per sopravvivere ad esso ma per cambiarlo. Questo è e rimane il nostro obiettivo per i corsi che verranno: creare una nuova generazione di attori che vadano a rinforzare le fila del teatro italiano, rendendolo competitivo a livello internazionale. Come ho già avuto modo di ricordare in diverse occasioni, credo che investire nella formazione dei giovani sia investire su di noi e che la qualità fa la differenza. Il mio desiderio per questi ragazzi e per quelli che verranno, è che domani siano accanto a me su quel palcoscenico e che siano anche più bravi. A voi che ci sostenete va il mio ringraziamento, per averci aperto le porte di questa città e soprattutto di questo quartiere, dandoci una casa per realizzare i nostri sogni”.

Una produzione Fondazione Teatro della Toscana, in collaborazione con Maggio Musicale Fiorentino.

 

 

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Vladimir Ashkenazy sul podio del Maggio per le prime due date del ciclo dedicato a Cajkovskij e Stravinskij della Stagione 2017/18

Vladimir Ashkenazy sul podio del Maggio per le prime due date del ciclo dedicato a Cajkovskij e Stravinskij della Stagione 2017/18

Venerdì 6 aprile, alle ore 20, e domenica 8 aprile, alle ore 16.30, Vladimir Ashkenazy sarà sul podio del Maggio per le prime due date del ciclo dedicato a Cajkovskij e Stravinskij della Stagione 2017/18.  In programma il 6 aprile lo Scherzo à la russe per orchestra e il Concerto in re maggiore per violino e orchestra di Stravinskij, con Guy Braunstein come solista, e la Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36 di Cajkovskij. In programma per l’8 aprile il Concerto in re maggiore op. 35 per violino e orchestra, con Julian Rachlin come solista, e la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Cajkovskij.

Il celebre pianista e direttore sostituisce il maestro Zubin Mehta ancora indisposto. Per la prima data il programma si apre con lo Scherzo à la russe per orchestra di Stravinskij, il cui titolo è un omaggio a Cajkovskij al quale si deve una composizione similare; lo Scherzo appartiene alla ristretta cerchia delle “musiche per film” inutilizzate del catalogo di  Stravinskij completamente allergico a questa nuova categoria del Novecento, che definiva un’“eresia uditiva”.  Segue il suo Concerto in re maggiore per violino e orchestra con Guy Braunstein come solista: si tratta di un lavoro fra i meno ascoltati del musicista, ma per il quale egli stesso nutriva grande rispetto. Scritto nel 1931, due anni dopo la morte di Djagilev (che era stato di una morbosa gelosia nei confronti di qualunque sua opera non da lui ispirata), il Concerto per violino persegue l’ideale neoclassico di un’arte oggettiva – sulla linea di Bach, Vivaldi, Pergolesi – che non concede troppa confidenza al mondo dei sentimenti, verso il quale l’autore guardava con sospetto. In chiusura la Sinfonia n. 4 di Cajkovskij in cui una simbologia sonora evoca l’annuncio di un qualche grande avvenimento, o di una cerimonia solenne, o di una profezia di sciagura, se non addirittura del temuto Giudizio Finale della tradizione ebraico-cristiana.

Nella data dell’8 aprile, ore 16.30, il programma tutto imperniato sulle composizioni di Cajkovskij si apre con il Concerto in re maggiore op. 35 per violino e orchestra, con Julian Rachlin come solista: una pagina molto nota al pubblico. Si tratta di una delle sole tre composizioni di questo tipo per violino e orchestra del compositore, insieme alla Sérénade mélancolique e al Valse-Scherzo, completata in meno di un mese sul lago di Ginevra. Segue la Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 dalla natura questa volta affermativa e vittoriosa e che nonostante i toni anche enfatici, riflette in pieno lo spirito del compositore di essere stravolto e condizionato da circostanze esteriori o interiori che lui difficilmente controllava. Nel periodo immediatamente precedente alla stesura della Quinta, Cajkovskij aveva iniziato a prodursi come direttore d’orchestra, attività che tuttavia detestava, ma che gli era stata consigliata per farsi conoscere. Nell’inverno 1887-88 aveva trascorso quattro mesi in giro per l’Europa, dove si era notevolmente consolidata la sua fama. Aveva incontrato Brahms che rispettava ma non amava, Grieg che adorava, Dvořák, da cui ebbe grandi onori. È possibile che lo spettacolare tono d’ostentazione nel finale della Quinta (del quale l’autore sembra essersi poi pentito) possa in qualche modo ricondursi a questa sua esperienza di direttore, classico mestiere che può degenerare in un “delirio d’onnipotenza”.

PROGRAMMA – 6 APRILE 2018 ORE 20

Igor Stravinskij

Scherzo à la russe per orchestra

Concerto in re maggiore per violino e orchestra

Toccata / Aria I / Aria II / Capriccio

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Sinfonia n. 4 in fa minore op. 36

Andante sostenuto. Moderato con anima / Andantino in modo di canzona /

Scherzo: Pizzicato ostinato e Trio / Finale: Allegro con fuoco

Direttore Vladimir Ashkenazy

Violino Guy Braunstein

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

 

PROGRAMMA – 8 APRILE 2018 ORE 16.30

Pëtr Il’ič Čajkovskij

Concerto in re maggiore op. 35 per violino e orchestra

Allegro moderato / Canzonetta: Andante / Finale: Allegro vivacissimo

Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64

Andante. Allegro con anima / Andante cantabile con alcuna licenza.

Moderato con anima. / Valse: Allegro moderato / Finale: Andante maestoso.

Allegro vivace.

Direttore Vladimir Ashkenazy

Violino Julian Rachlin

Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino

Prezzi: Platea 1:€ 50/ Platea 2: € 45/ Platea 3:€ 35/ Platea 4:€ 25/Palchi:€ 20/Galleria: € 15/ Visibilità limitata:€ 10/Solo ascolto:€ 5 INFO

 

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