Maratona ‘pucciniana’ al Maggio: in scena La bohème

Maratona ‘pucciniana’ al Maggio: in scena La bohème

Il Maggio Musicale Fiorentino  continua  il  ciclo “Passione Puccini” con il secondo titolo in cartellone: La bohème. L’opera, una delle più amate e popolari in assoluto,  va in scena con un nuovo allestimento firmato dal Maggio, dal 14 fino al 30 settembre, per cinque rappresentazioni.

Continua la “maratona” pucciniana programmata dal Maggio per la riapertura di settembre: il secondo titolo in cartellone è l’amata e popolarissima La bohème che va in scena dal 12 settembre alle 20 per un totale di cinque rappresentazioni.

L’allestimento è tutto nuovo con le scene firmate da Tiziano Santi, i costumi di Angela Giulia Toso e la regia di Bruno Ravella.  La direzione d’orchestra è affidata a Francesco Ivan Ciampa.

Un cast  giovane e di alto livello capitanato nei ruoli principali da Maria Mudryak  – applauditissima come Violetta ne La traviata estiva del Maggio a Palazzo Pitti  – nel ruolo di Mimì e Matteo Lippi anche lui già ascoltato in La traviata al Maggio come Alfredo e adesso nel ruolo di Rodolfo, personaggio che ha già sostenuto con molto successo in Italia e all’estero. Poi con loro Benjamin Cho, Marcello,  formatosi all’Accademia del Maggio e Angela Nisi che aveva interpretato Kristina nell’opera Le braci di Marco Tutino, che è Musetta. Francesco Ivan Ciampa sul podio è stato già apprezzato a Firenze come direttore alternandosi sul podio  – sempre di Bohème, ma nell’allestimento firmato da Lorenzo Mariani e coprodotto col Comunale di Bologna  – con Daniel Oren nel 2016. Bruno Ravella benché conosciuto dal nostro pubblico per aver recentemente ripreso il lavoro di David McVicar per il Faust di Gounod nel gennaio 2017, è al suo debutto italiano come regista. Tiziano Santi, firma l’impianto scenico anche per questo secondo titolo pucciniano, dopo la Butterfly ancora in cartellone fino al 21 settembre e prima di Tosca sempre disegnata da lui che è prevista dal prossimo 22 settembre.

“Una vita gaia e terribile”: è quella dei bohémien. In una Parigi fredda e invernale quattro giovani artisti tirano a campare con pochi soldi, cercando di sbarcare il lunario e godendo con allegria e incoscienza di sprazzi di vita al Caffe Momus. L’intreccio tra due storie d’amore, quelle di Marcello con Musetta e Rodolfo con Mimi è l’occasione per mostrare anche il lato oscuro dell’amore: i litigi tra innamorati e le gelosie reciproche che svaniscono quando qualcosa di più grande si palesa, la morte di Mimì, consumata dalla tisi.

Personaggi e interpreti

Mimì Maria Mudryak

Rodolfo Matteo Lippi

Marcello Benjamin Cho

Musetta Angela Nisi

Schaunard Andrea Vincenzo Bonsignore

Colline Goran Jurić

Benoît William Hernandez

Parpignol Carlo Messeri

Alcindoro Alessandro Calamai

Sergente dei doganieri Vito Luciano Roberti

Un doganiere Nicolò Ayroldi

Venditore ambulante Leonardo Sgroi

Direttore Francesco Ivan Ciampa – Regia Bruno Ravella – Scene Tiziano Santi – Assistente alla regia João Carvalho Aboim  – Costumi Angela Giulia Toso – Luci D. M. Wood

Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Orchestra e Coro e Coro di voci bianche del Maggio Musicale Fiorentino.

Repliche Sabato 16 settembre, ore 20 – Sabato 23 settembre, ore 20 – Mercoledì 27 settembre, ore 20 – Sabato 30 settembre, ore 15:30

 

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Maggio musicale: 150 abbonamenti al giorno in una settimana

Maggio musicale: 150 abbonamenti al giorno in una settimana

Mercoledì 30 agosto 2017 alle ore 10, dopo la pausa estiva, riapre la Biglietteria del Maggio Musicale Fiorentino.

Buon esito per l’avvio della campagna abbonamenti del Maggio musicale fiorentino, nella prima e unica settimana di vendita, dal 20 al 28 luglio 2017 (in un
periodo generalmente non favorevole alle vendite e immediatamente prima della chiusura estiva): oltre 900 abbonamenti dalla scorsa stagione sono stati rinnovati e ci sono state più di 120 nuove sottoscrizioni, per una media di 150 abbonamenti venduti al giorno.

“Il rafforzamento della nuova identità del Maggio passa sicuramente anche attraverso il botteghino” dichiara il sovrintendente Cristiano Chiarot – Questi primi numeri sono attestati di una fiducia che ci viene confermata dal nostro pubblico affezionato e i nuovi abbonamenti sono segnali di ottimismo che lasciano ben sperare per il proseguimento positivo della campagna; l’offerta così variegata mira a rendere il Teatro del Maggio sempre più alla portata di tutti “.

Tra i numerosi turni (sono più di venti) quelli che sono risultati preferiti sono: “Opera e Balletto Matinée”, “Opera e Balletto Premiére”, “Stagione Sinfonica”.

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Maggio Musicale: ultimo concerto dell’Orchestra a Pitti

Maggio Musicale: ultimo concerto dell’Orchestra a Pitti

Si conclude il calendario sinfonico della stagione estiva del Maggio Musicale Fiorentino a Palazzo Pitti; 27 luglio alle 21.15 il maestro Gaetano D’Espinosa dirige l’ultimo concerto in cartellone con un programma con musiche di Ney Rosauro con il Concerto n. 1, op 12 per marimba e orchestra d’archi  e di Robert Schumann con la Sinfonia n. 2 in do maggiore per orchestra, op. 61. Come solista alla marimba nella composizione di Rosauro, Lorenzo D’Attoma, percussionista dell’Orchestra del Maggio.

 

Il concerto  vede il ritorno sul podio dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino di Gaetano D’Espinosa, direttore principale ospite dell’Orchestra Giuseppe Verdi di Milano e protagonista di una brillante carriera. Palermitano, si è diplomato in violino, perfezionandosi con Salvatore Accardo ed è stato, dal 2001 al 2008, Konzertmeister della Staatskapelle di Dresda. Determinante l’incontro con Fabio Luisi che lo ha invitato come assistente a Vienna e al Pacific Music Festival di Sapporo. È attivo sia in ambito lirico che sinfonico con presenze alla guida di prestigiose orchestre (Philarmonia di Praga, Orchestra Nazionale della Rai, Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, Orchestre da camera di Dresda e Berlino, Kremerata Baltica, NHK Symphony di Tokyo, Bamberger Symphoniker).

D’Espinosa presenta nel Cortile dell’Ammannati di Palazzo Pitti un programma che affianca un capolavoro romantico quale la Seconda Sinfonia di Robert Schumann a un brano contemporaneo di rara esecuzione, il Concerto n. 1 per marimba e orchestra d’archi op. 12 di Ney Rosauro.

Compositore e percussionista, Rosauro è nato a Rio de Janeiro nel 1952 e si è diplomato in composizione e direzione d’orchestra all’Università di Brasília. In seguito si è dedicato allo studio delle percussioni, divenendo uno dei solisti di maggior spicco nel panorama internazionale e scrivendo oltre cento composizioni per i vari strumenti a percussione, molte delle quali entrate nel repertorio dei più celebri solisti. Il Concerto per marimba e orchestra d’archi è uno dei  suoi lavori più celebri : composto nel 1986 ha raggiunto notorietà internazionale grazie anche ad una incisione con Evelyn Glennie e la London Symphony Orchestra. Articolato in quattro movimenti, utilizza motivi della musica brasiliana ed elementi jazzistici, alternando momenti di forte tensione ritmica a melodie facilmente orecchiabili, ma soprattutto mette in risalto il timbro particolarissimo della marimba, che introduce spesso il materiale tematico del brano, ed esalta, nei passaggi solistici, le capacità virtuosistiche dell’interprete. Ne è protagonista Lorenzo D’Attoma, percussionista dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino e solista che ha collaborato con i più celebri direttori d’orchestra e in particolare con Zubin Mehta. Diplomatosi al Conservatorio Cherubini di Firenze, oltre alla musica classica, si dedica con successo anche a quella etnica e al jazz e compone musiche da meditazione.

Nella seconda parte del concerto Gaetano D’Espinosa affronta un’opera paradigmatica della grande stagione del sinfonismo romantico, la Sinfonia n. 2 in do maggiore op. 61 di Robert Schumann. La più trascurata, fino a qualche decennio addietro, fra le quattro sinfonie di Schumann, è oggi entrata pienamente nel repertorio dei grandi direttori e le sue esecuzioni sono sempre più frequenti.

I concerti e le opere del Maggio a Palazzo Pitti sono realizzati in collaborazione con Gallerie degli Uffizi.

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Maggio Musicale: lo ‘spirito d’orchestra’segna la nuova stagione

Maggio Musicale: lo ‘spirito d’orchestra’segna la nuova stagione

Il Maggio Musicale Fiorentino presenta l’intensa Stagione Lirica, Sinfonica e il Balletto 2017/2018 e la LXXXI edizione del Festival.

Otto i titoli operistici della stagione divisi in cinque novità (La rondine, La sonnambula, Carmen, La favorite, Alceste) e tre di repertorio (L’elisir d’amore, La traviata, Il Barbiere di Siviglia) ai quali andrà aggiunta la trilogia popolare verdiana del settembre 2018 che sarà diretta da Fabio Luisi e le tre opere per le scuole ( Mozart per gioco, La donna di Siviglia, Tutti mi chiamano) realizzate da Venti Lucenti più il balletto La bella addormentata per un totale di diciotto titoli e settantasette rappresentazioni. Il prossimo Festival presenterà sei titoli operistici al Teatro del Maggio (Cardillac, Battaglia di Legnano, Il prigioniero, Macbeth) un’opera barocca (Ercole in Tebe) in prima rappresentazione in tempi moderni al Giardino di Boboli e un’opera contemporanea (Tenebra di luce) commissionata dal Maggio al Teatro Goldoni e otto concerti sinfonici. Trentasei i concerti tra quelli previsti in Stagione e Festival divisi anche in diversi cicli: l’integrale delle sinfonie di Sostakovic, il ciclo Mozart, il ciclo Stravinskij-Cajkovskij e il ciclo Strauss e numerosi altri appuntamenti come ad esempio il concerto di Natale e quello della sera di San Silvestro. A segnare un totale tra Stagione e Festival, saranno ventitré i titoli operistici più il balletto per ottantaquattro recite e trentasei concerti per quarantasette serate. Tra i direttori figurano oltre al direttore musicale Fabio Luisi, il direttore emerito a vita Zubin Mehta, il ritorno di Riccardo Muti e poi Vladimir Fedoseev, Lorenzo Viotti, Mikhail Jurowski, James Conlon, John Axelrod. Tra i registi si segnalano Denis Krief, Leo Muscato, Pier Luigi Pizzi e i debutti al Maggio di Valerio Binasco, Marco Tullio Giordana, Virgilio Sieni, Giancarlo Cauteruccio.

Inaugurazione della Stagione 2017/2018 il 17 ottobre con La rondine di Giacomo Puccini, prima rappresentazione a Firenze nel centenario della prima a Montecarlo con regia, scene e costumi firmati da Denis Krief, sul podio Valerio Galli. Il cartellone poi prevede La sonnambula di Vincenzo Bellini; un nuovo allestimento di Carmen di Georges Bizet; la prima rappresentazione a Firenze nell’originale versione francese di La favorite di Gaetano Donizetti che sarà diretta da Fabio Luisi; Alceste di Christoph Willibald Gluck con la regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi e la direzione di Federico Maria Sardelli; tre titoli di repertorio L’elisir d’amore, La traviata, Il barbiere di Siviglia. La stagione riprenderà dopo l’estate con la “Trilogia popolare” delle opere verdiane Il trovatore, Rigoletto e La Traviata tutte dirette da Fabio Luisi. I tre titoli avranno un impianto drammaturgico generale firmato da Francesco Micheli che curerà la regia dei tre nuovi allestimenti.

L’opera di apertura della Stagione lirica 2017/2018 il 17 ottobre alle ore 20 è La rondine di Giacomo Puccini, (repliche il 20, 25 alle 20 e il 22 alle 15.30) il cui nuovo allestimento a cura di Denis Krief che firma regia scene e costumi cade nel centenario della prima rappresentazione a Montecarlo e non è mai stata rappresentata a Firenze. Sul podio Valerio Galli; tra gli interpreti principali Ekaterina Bakanova, Matteo Desole, Hasmik Torosyan. L’opera, composta tra il maggio del 1914 e l’aprile del 1916 era inizialmente pensata per il Carltheater di Vienna, ma a causa della guerra il contratto fu scisso. La protagonista, Magda, ama la vita mondana parigina e aspira a un amore romantico e passionale; il suo incontro con Ruggero appare soddisfare il suo desiderio ma quando costui sta per sposarla lei decide di ritornare dal suo vecchio amante, il banchiere Rambaldo. Farà seguito, il 21 ottobre alle 20, L’elisir d’amore di Donizetti (repliche il 24 e 26 ottobre alle 20) il primo dei tre titoli di repertorio. La regia è di Pier Francesco Maestrini che firma con le scene di Juan Guillermo Nova un allestimento fresco e gradevolissimo con caratterizzazioni dei personaggi che rendono l’opera divertente, godibile e di comprensione immediata e piacevole per tutti; a dirigere è chiamato Fabrizio Maria Carminati. Tra gli interpreti principali Mihaela Marcu, Juan Francisco Gatell, Fabrizio Beggi.

La regia di Bepi Morassi ambienta La sonnambula di Vincenzo Bellini – terzo titolo in calendario il 18 novembre alle 20 con repliche il 22 e 29 novembre alle 20 e il 26 alle 15.30 – in una stazione sciistica svizzera degli anni ’30 del Novecento; l’impianto scenico di Massimo Checchetto porta sul palcoscenico un gran torpedone rosso da cui escono i turisti che si uniscono alla gente del posto e una funivia per gli sciatori. La scena di Amina che vaga sonnambula su uno strapiombo roccioso è di grande effetto, così come la trasposizione scenica rende reale il mondo montanaro creato dal libretto di Felice Romani. Sul podio Sebastiano Rolli; tra gli interpreti principali Laura Giordano, Shalva Mukeria, Nicola Ulivieri. L’allestimento è del Teatro La Fenice.

Il 19 novembre alle ore 19 torna La traviata (repliche il 21, 23, 28, 30 novembre alle 20 e 2 dicembre alle 1530) nell’allestimento di Angelo Sala e la regia di Alfredo Corno, che traslano la vicenda di Violetta in una Italia degli anni ’50, deliberatamente ispirandosi alla dolce vita felliniana con ampie citazioni da La strada e 8 e ½, e Satyricon. Sul podio John Axelrod (Sebastiano Rolli il 30 novembre e il 2 dicembre) e tra gli interpreti principali Francesca Dotto e Sergio Vitale.

Il 7 dicembre alle ore 20 (repliche il 9 alle ore 15.30 e alle 20 e il 10 dicembre alle 20) il sipario si aprirà su La bella addormentata il celeberrimo e amatissimo balletto di Pëtr Il’ič Čajkovskij. L’Orchestra del Maggio sarà diretta da Giuseppe La Malfa, la coreografia è di Diego Tortelli e impegnati sulle punte, per passi a due, variazioni e virtuosismi che richiedono una grandissima abilità tecnica è chiamato il Balletto di Toscana Junior fondato e diretto da Cristina Bozzolini.

Dopo l’Epifania, il 7 gennaio 2018 alle ore 19 andrà in scena Carmen (repliche il 9, 10, 13, 18 gennaio alle 20 e il 14 alle 15.30) l’opera in quattro quadri di Georges Bizet, un nuovo allestimento del Maggio firmato da Leo Muscato che torna a Firenze dopo Il campiello di Wolf-Ferrari e Le braci di Marco Tutino e la direzione di Ryan McAdams che al Maggio ha diretto numerosi concerti sinfonici e, di Bizet, Les pêcheurs de perles nella stagione 2015/’16. Tra gli interpreti Veronica Simeoni (Marina Comparato per due recite il 9 e il 13 gennaio), Roberto Aronica (Sergio Escobar il 9 e 13 gennaio), Laura Giordano (Valeria Sepe, il 9 e 13 gennaio). Carmen manca dai cartelloni del Maggio dal 71° Festival del Maggio Fiorentino del 2008.

Il 22 febbraio alle ore 20 (repliche il 28 febbraio e 3 marzo alle 20 e 25 febbraio alle 15.30) salirà sul podio Fabio Luisi per affrontare la grandiosa partitura di La favorite di Gaetano Donizetti che verrà eseguita per la prima volta a Firenze nell’originale versione francese e nell’allestimento del Grand Teatre del Liceu di Barcellona con la regia di Ariel Garcia-Valdès. Nei ruoli principali Veronica Simeoni, Celso Abelo, Julian Kim. La favorite nasce come rielaborazione de L’ange de Nisida, opera che non andò mai in scena perché il teatro parigino che l’aveva commissionata fallì lo stesso anno e il libretto originario, che trattava dell’amante di un re di Napoli, avrebbe avuto problemi con la censura italiana. Gaetano Donizetti scelse di unire alla base musicale parti da altre sue opere, come l’Adelaide, L’assedio di Calais, Le duc d’Albe, Pia de’ Tolomei, e presentò all’Opéra de Paris un dramma musicale in cui la vicenda, trasposta nella Castiglia del XIV secolo, narra la passione tra il monaco Fernand, che abbandona il monastero di Santiago di Compostela e Leonore, la favorita di re Alphonse che, per amore si sacrifica e muore. La Favorite, verso la fine dell’Ottocento, scomparve dalle scene francesi, mentre in Italia continuò a circolare in una versione adattata in italiano.

Il 21 marzo alle 20 (repliche il 28, 30 marzo alle 20 e 25 marzo alle 15.30) è la volta di Alceste di Christoph Willibald Gluck, proposto nel tricentenario della nascita del compositore con la regia, le scene e i costumi firmati da Pier Luigi Pizzi già autore di tre famosi allestimenti dell’opera: nel 1966 a Firenze (versione italiana, con la regia di Giorgio De Lullo), nel 1984 a Ginevra (versione francese) e nel 1987 alla Scala (versione italiana). Pier Luigi Pizzi torna una quarta volta su Alceste (versione originale in italiano andata in scena al Burgtheater di Vienna nel 1767), per un allestimento coprodotto dalla Fondazione Teatro La Fenice e la Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino. Dirige l’Orchestra del Maggio Federico Maria Sardelli e nel cast spiccano i nomi di Leonardo Cortellazzi, Nino Surguladze, Gianluca Marghera.

A chiudere la stagione prima dell’inaugurazione dell’LXXXI Festival del Maggio, il 20 marzo alle ore 20 (repliche il 22 e 29 alle ore 20) torna il terzo titolo delle opere di repertorio del Maggio, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con la regia e impianto scenico di Damiano Michieletto. Lo spettacolo inizia come un viaggio in treno ed è annunciato dall’altoparlante come se si fosse in una stazione ferroviaria: «Attenzione, il treno espresso numero 393 da Firenze diretto a Siviglia è in partenza al binario cinque». Un modo allegro di “viaggiare” nell’opera di Rossini, evocando i luoghi e le situazioni con la fantasia. Sul podio Giuseppe Grazioli, tra gli interpreti Cecilia Molinari, Giorgio Caoduro, Levy Sekgapane.

I tre titoli e nuovi allestimenti previsti per le scuole e realizzati sempre con Venti Lucenti. Il primo spettacolo andrà in scena il 7 novembre col titolo Mozart per gioco; ispirandosi all’antica tradizione dei cantastorie, che giravano per i paesi raccontando leggende o episodi storici aiutandosi con i loro variopinti cartelloni, gli animatori di Venti Lucenti coinvolgeranno i bambini in un gioco interattivo sulla vita di Wolfgang Amadeus Mozart. La “colonna sonora” è costituita dalle composizioni più famose di Wolfi, che i piccoli impareranno a conoscere divertendosi. La “stagione per i ragazzi” prosegue con una riduzione da Carmen, La donna di Siviglia e da Il Barbiere, Tutti mi chiamano. La donna di Siviglia andrà in scena al Teatro Goldoni dal 25 gennaio 2018; Tutti mi chiamano sarà allestito al Teatro del Maggio dal 19 aprile.

La stagione sinfonica e concertistica 2017/2018 comprende complessivamente trentasei concerti (compresi quelli per il Festival) si aprirà il 28 ottobre con il concerto diretto da Vladimir Fedoseev che inaugurerà sia la stagione sia il ciclo Sostakovic dell’integrale delle sinfonie . Fedoseev affronterà la sinfonia n.3 Primo Maggio; le altre sinfonie vedranno impegnati il 2 novembre Aziz Shokhakimov (sinfonia n.8); il 5 novembre Henrik Nànàsi (sinfonia n.10); il 14 dicembre Andris Poga (sinfonia n13 Babij Jar); il 17 dicembre Karl-Heinz Steffens (sinfonia n.6); il 12 gennaio 2018 Wolfram Christ (sinfonia n.9); il 17 gennaio Daniel Smith (sinfonia n.12); il 20 gennaio Oleg Caetani ( sinfonia n.15); il 4 febbraio Alpesh Chauhan ( sinfonia n.11); il 2 e 4 marzo Leonardo Garcìa Alarcòn (sinfonia n.2 Ottobre); le altre sinfonie saranno eseguite nell’ambito del Festival e quindi John Axelrod dirigerà la n.4, il 24 maggio; Mikhail Jurowski la n.14, il 7 giugno ; James Conlon la n.7, il 10 giugno; Zubin Mehta la n.1, il 28 giugno e la n.5, il 30 giugno.

Il Ciclo dedicato a Mozart seguirà il filo conduttore che è stato scelto sin dallo scorso anno quando è iniziato il ciclo nella magnifica Sala Bianca di Palazzo Pitti e vale a dire quello di presentare opere del Salisburghese assieme ad altre di compositori a lui coevi. Inizierà il concerto del 3 ottobre alle ore 17 diretto da Federico Maria Sardelli (repliche il 5 e il 7); proseguirà con Nicola Valentini il 4, sempre alle 17 (replica il 6) e poi Enrico Onofri l’8 novembre e replica il 10 (ore 17) e Paul Agnew il 9 alle 17 con replica l’11. I concerti del ciclo Mozart approderanno al Teatro del Maggio il 25 novembre alle 20 con il concerto diretto da Ivor Bolton e proseguiranno sempre in Teatro il 24 e il 31 marzo con gli ultimi due appuntamenti che vedranno Alexander Lonquich il celebre pianista, nel doppio ruolo di direttore e solista.

Protagonista del ciclo Stravinsky-Caikovskij sarà Zubin Mehta che dirigerà tutti e quattro i concerti previsti per tratteggiare la produzione sinfonica dei due compositori russi. Zubin Mehta salirà sul podio il 6 aprile, l’8, il 12, e il 15 dirigendo nelle diverse occasioni oltre ad altre composizioni, la sinfonia n.4 e la n.5 di Caikovskij, Le sacre du printemps, Petruska e Circus Polka, per un giovane elefante di Stravinskij.

Fabio Luisi dedicherà due concerti a Richard Strauss e ai poemi sinfonici l’8 e il 24 febbraio e nel concerto dell’8 affronterà anche il brano di Péter Eotvos Alle vittime senza nome, su commissione del Maggio Musicale Fiorentino, dell’Accademia Filarmonica della Scala, dell’Accademia di Santa Cecilia e dell’Orchestra Sinfonica della RAI. A Fabio Luisi è affidato anche il concerto per la fine dell’anno: nella notte di San Silvestro dirigerà la Sinfonia n.9 di Ludwig van Beethoven. Durante le feste natalizie il classico concerto di Natale realizzato con Associazione Astrolabio vedrà impegnato il Coro di voci bianche del Maggio e sarà diretto da Lorenzo Fratini.

Al teatro Goldoni poi è previsto il 7 novembre un concerto diretto da Domenico Pierini con I Cameristi del Maggio Musicale Fiorentino per il “Concorso Michele Novaro” (musicista genovese che scrisse la partitura dell’inno Fratelli d’Italia ) che è un premio per giovani compositori under35, realizzato quest’anno in collaborazione con la Fondazione del Maggio. Nell’appuntamento del 7 novembre verranno eseguite le tre opere finaliste del concorso scelte dalla giuria internazionale composta da Krzysztof Penderecki (presidente), Richard Danielpour, Cristian Carrara, Giovanni Sollima e Pierangelo Conte. Sempre per la stagione di concerti anche quest’anno, il 3 dicembre alle 1530, il Maggio partecipa alla seconda edizione di “Strings City”, una importante iniziativa del Comune di Firenze in cui la città grazie al Maggio, al Conservatorio Cherubini, alla Scuola di Musica di Fiesole e ORT diventa la capitale degli strumenti a corda.

Una coproduzione importante è quella con Gli Amici della Musica che porterà al Maggio diverse serate straordinarie delle quali si annuncia adesso il concerto di Radu Lupu il 27 marzo alle 20. Radu Lupu è tra i maggiori interpreti pianistici dei grandi classici romantici come Schubert e Schumann e in concerto verranno eseguiti in apertura i Sei momenti musicali, tra i brani maggiormente eseguiti di Franz Schubert, e la Sonata in la minore D 784, composta nel 1823 e pubblicata postuma che è ritenuta una delle sue principali composizioni pianistiche. Kreisleriana di Robert Schumann, dedicato a Fryderyk Chopin, era ritenuto dallo stesso autore il suo miglior ciclo di composizioni pianistiche chiuderà il concerto.


LXXXI FESTIVAL DEL MAGGIO MUSICALE

L’edizione ottantuno del Festival del Maggio Musicale Fiorentino sarà aperta il 5 maggio da Cardillac di Paul Hindemith con la direzione di Fabio Luisi. La regia è affidata a Valerio Binasco attuale direttore artistico della Fondazione Teatro Stabile di Torino. Cardillac è la storia di un’ossessione, quella di un artista incapace di staccarsi dalle proprie creazioni arrivando all’emarginazione, all’omicidio e al linciaggio del popolo/pubblico. Paul Hindemith compose l’opera influenzato dai capolavori tragici dell’espressionismo tedesco: le atmosfere cupe e tenebrose di una Parigi in preda a continui omicidi sono facilmente accostabili alle spigolose ambientazioni in bianco e nero di Das Cabinet des Dr. Caligari, e la stessa pazzia di Cardillac è un delirio portato all’esagerazione, oltre la morte. Cardillac è un orafo, ma più che un artigiano che produce oggetti di consumo si sente un artista, un creatore; la sua furia omicida sembra colpire chi considera i suoi gioielli come mezzi di distinzione sociale o di seduzione, incapaci di comprendere il loro valore artistico: il diverso valore delle opere per il loro creatore e per coloro che le acquistano è il nodo centrale dell’opera di Hindemith. Repliche il 9 e 15 maggio alle ore 20 e 12 maggio alle ore 15.30.

A seguire il 22 maggio alle ore 20 La battaglia di Legnano di Giuseppe Verdi che sarà diretto da Renato Palumbo con la regia di Marco Tullio Giordana che con questo titolo debutta, dopo i successi cinematografici che gli sono valsi premi Donatello, Nastro d’argento, Globo d’oro, una vittoria al Festival del Cinema di Venezia,al Festival di Cannes e al Festival di Locarno, all’opera lirica. Tra gli interpreti principali Vittoria Yeo e Giuseppe Gipali. Repliche il 25, 27 e 31 maggio alle ore 20.

Il Festival proporrà poi un’opera barocca in prima rappresentazione in tempi moderni che verrà allestita nel Giardino di Boboli, davanti alla Grotta del Buontalenti: Ercole in Tebe di Jacopo Melani; sul podio Federico Maria Sardelli. L’opera, composta in occasione del matrimonio tra il granduca Cosimo III e Margherita Luisa d’Orleans, cugina del re Luigi XIV di Francia, è ricca di cenni allegorici alle famiglie regnanti. In scena Ercole, supposto protettore di Firenze e della famiglia Medici, è sposo di Megara, figlia di Creonte re di Tebe, mentre suo figlio Ilo è promesso sposo a Iole; tra le vicende trovano spazio cori di deità celesti e ninfe marine, ma anche il “Coro delle quattro Stelle Medicee”, i quattro satelliti maggiori di Giove, scoperti da Galileo Galilei cinquant’anni prima.

Il Maggio ha commissionato al compositore Adriano Guarnieri, Tenebra di luce una nuova opera il cui allestimento verrà realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti e verrà messa in scena al teatro Goldoni. La regia è affidata a Giancarlo Cauteruccio. «Incedi oltre su me, infinita tenebra di luce»: così scrive Rainer Maria Rilke nella sua raccolta di liriche Poesie della notte, ispirate alla notte e al suo angelo e all’amata mai giunta. Questa è l’ispirazione per l’opera che ha mosso Adriano Guarnieri a scrivere la partitura. La composizione mette in scena quattro volti immaginari, visioni poetiche per raccontare l’interiorità dell’animo umano, che si materializzano e poi scompaiono come immagini oniriche. L’opera non segue una trama narrativa, dipanandosi come un flusso musicale di azioni dello spirito attorno al trittico notte-amata-angelo. In questo contesto il canto, ora lineare, ora polifonico, è pregno di melos, di accensioni musicali e letterarie continue: la vocalità scorre ininterrotta, senza soluzioni di continuità, in una temporalità non ritmicamente identificabile per delineare il dramma dell’animo umano.

Zubin Mehta Direttore Emerito a vita del Maggio Musicale Fiorentino il 19 giugno dirigerà un dittico composto da un’opera e un concerto. Il Prigioniero di Luigi Dallapiccola e i Quattro pezzi sacri di Giuseppe Verdi. La regia e la coreografia sono firmate da Virgilio Sieni. Il prigioniero debuttò per la prima volta in assoluto in forma scenica proprio al Festival del Maggio nel 1950. Tra gli interpreti principali Anna Maria Chiuri. Repliche il 21 giugno alle 20 e il 23 giugno alle 15.30.

Per celebrare il 50°anniversario dal suo debutto a Firenze, Riccardo Muti torna a dirigere al Maggio e salirà sul podio per due recite in forma di concerto, l’11 e il 13 luglio alle 20. Il maestro affronterà Macbeth di Giuseppe Verdi che già lo vide acclamato protagonista al Maggio del 1975. Tra gli interpreti Luca Salsi, Vittoria Yeo e Francesco Meli.

Sul fronte sinfonico il Festival, oltre a continuare i concerti dedicati al Ciclo Sostakovic con cinque appuntamenti (Axelrod il 24 maggio – Jurowski il 7 giugno – Conlon il 10 giugno –Mehta il 28 e 30 giugno), renderà omaggio a Leonard Bernstein in occasione del centenario dalla nascita, eseguendo la sua sinfonia n.2 per pianoforte e orchestra The age of Anxiety. La sinfonia rappresenta la prima parte del concerto, incluso nel ciclo Sostakovic, diretto da John Axelrod il 24 maggio. Fabio Luisi il 29 maggio alle ore 20 dirigerà Paulus, oratorio di Felix Mendelssohn-Bartholdy. In cartellone anche un concerto diretto da Lorenzo Viotti l’uno giugno. Il 22 giugno prima degli ultimi due concerti del ciclo Sostakovic ( il 28 e 30 giugno) che saranno diretti da Zubin Mehta con sir Andràs Schiff, al pianoforte in entrambe le occasioni, per il concerto per pianoforte e orchestra n.2 in si bemolle maggiore op.82 e il concerto per pianoforte e orchestra n.1 in re minore op.15 di Johannes Brahms, il Direttore Emerito a vita salirà sul podio alla guida dell’Orchestra del Maggio riportando con sé il percussionista Simone Rubino in un concerto con musiche di Peter Eotvos, e parole poetiche di Sandor Weores e Jayadeva, Speaking Drums in modo simile allo Sprechgesang del jazz o delle percussioni tradizionali indiane. Dirigerà poi anche la sinfonia n.9 in do maggiore La grande di Franz Schubert.

La programmazione del Maggio prevede inoltre per il 2017/’18 una specifica attività dedicata alla citta metropolitana e una rassegna che verrà organizzata per la Regione Toscana in collaborazione con l’assessorato alla Cultura della Regione. Questi appuntamenti saranno presentati successivamente nel mese di settembre.

La Fondazione del Maggio sta inoltre definendo in collaborazione del Comune di Firenze una serie di collaborazioni con le principali istituzioni culturali di Firenze quali, ad esempio, La Pergola, Gli Amici della Musica, Fabbrica Europa, Tempo Reale, Accademia di Belle Arti, Compagnia Virgilio Sieni, Conservatorio di Musica Cherubini, l’OGI Orchestra Giovanile Italiana,l’ORT Orchestra Regionale Toscana, Palazzo Strozzi, Gallerie degli Uffizi, Scuola di Musica di Fiesole, Università di Firenze, Venti Lucenti e altre ancora.

Per compendiare la stagione d’opera, i cicli sinfonici e il Festival del Maggio, il Servizio di Promozione Culturale ha predisposto un importante calendario di appuntamenti divulgativi, di approfondimento, di informazione, di dibattito e guide all’ascolto. Inoltre, nel nuovo bookshop che verrà inaugurato nel mese di settembre 2017, saranno programmati periodicamente incontri con gli artisti, presentazioni di novità editoriali e discografiche.

A proposito della biglietteria il Maggio ha studiato un’ offerta di abbonamenti diversificati come non mai: sono 21 per permettere al più ampio numero di persone possibili di scegliere quello che meglio gli si adatta. Tra le nuove formule d’abbonamento pensate per specifiche categorie di pubblico, si segnalano l’abbonamento “Family weekend”, con 3 spettacoli nel fine settimana a prezzi speciali per genitori e ragazzi, l’abbonamento “Sabato Under 40”, con 4 spettacoli di sabato sera dedicati ai giovani sotto i 40 anni, e l’abbonamento “Sinfonica Metropolitana”, con 11 concerti nel fine settimana per il pubblico dei comuni limitrofi e l’abbonamento “Regione” incentrato negli appuntamenti pomeridiani.

Gli abbonati potranno rinnovare il proprio posto d’abbonamento da giovedì 20 luglio a mercoledì 20 settembre presso la Biglietteria del Teatro del Maggio (martedì/venerdì ore 10.00/18.00, sabato ore 10.00/13.00); per tutto il periodo dedicato ai rinnovi, gli abbonati potranno parcheggiare la propria auto in orario di apertura della biglietteria nel parcheggio di Piazzale Vittorio Gui.

A partire da giovedì 20 luglio saranno in vendita anche i nuovi abbonamenti e i biglietti per gli spettacoli della Stagione 2017/2018; gli abbonamenti al solo Festival e alla Trilogia popolare saranno in vendita da mercoledì 8 novembre, mentre i biglietti sia del Festival che della Trilogia popolare saranno in vendita da mercoledì 29 novembre.

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MAGGIO MUSICALE: LA QUINTA SINFONIA DIRETTA DA YORAN GOTTFRIED

 sinfoniaGiovedi 29 giugno alle ore 21.15 a Palazzo Pitti nel Cortile dell’Ammannati, Yoran Gottfried al suo debutto alla guida di una orchestra italiana, dirige il Maggio Musicale Fiorentino che eseguirà la celebre Quinta Sinfonia di Ludwig Van Beethoven.

Yaron Gottfried ha concluso i suoi studi all’Accademia di Musica Rubin di Gerusalemme sotto la guida di Mendi Rodan. Per undici anni, dal 2002 al 2013, ha ricoperto la carica di Direttore musicale e Direttore principale dell’Orchestra Netanya Kibbutz. È spesso ospite dell’Orchestra Filarmonica d’Israele (IPO) e nel gennaio del 2015 ha diretto la Quarta sinfonia di Šostakovič, mai eseguita prima d’allora in Israele.

In programma il Concerto per ottavino e orchestra di Lowell Liebermann, con Nicola Mazzanti- dal 1988 ottavino solista dell’orchestra del Maggio Musicale Fiorentino- la celeberrima Quinta Sinfonia Italiana di Ludwig van Beethoven.

“Il programma, che prevede una delle opere di musica classica più conosciute – spiega Yaron Gottfried – a mio avviso doveva essere bilanciato da un lavoro nuovo e contemporaneo, qualche cosa che potesse arricchire il pubblico con un’esperienza d’ascolto diversa. Per questo motivo – continua Gottfried – mi ha fatto piacere accogliere la proposta di Pierangelo Conte, coordinatore artistico del Maggio Musicale Fiorentino, di eseguire il lavoro di Liebermann”

Commissionato dalla National Flute Association e eseguito per la prima volta il 18 agosto 1996 a New York, il Concerto per ottavino e orchestra di Lowell Liebermann si pone la sfida di utilizzare in un concerto solistico i colori meno celebrati dello strumento attraverso l’uso delle ottave più basse.

Nella seconda parte del concerto, la Quinta sinfonia di Ludwig van Beethoven in do minore opera 67. Frutto di un lungo lavoro di composizione iniziato nel 1805 (assieme alla stesura “dell’Eroica”) e terminato nel 1808, la Quinta si è imposta nella cultura del pubblico come la più esemplare ed emblematica fra le sinfonie di Beethoven.

Per info: http://www.operadifirenze.it/events/yaron-gottfried/

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