FIRENZE, SCIOPERO E PRESIDIO LAVORATORI GESTIONE RIFIUTI

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Il presidio lavoratoti Italiana Servizi è avvenuto sotto sede Città Metropolitana di Firenze. Azienda lavora in appalto per Alia e opera nella selezione della carta a San Donnino.

Sciopero per l’intera giornata e un presidio sotto la sede della Città metropolitana di Firenze in concomitanza con la riunione dell’unità di crisi sulla situazione che si è determinata per i 22 lavoratori di Italiana servizi, società che opera in appalto per il gestore dei rifiuti Alia, occupandosi di selezione della carta. I lavoratori, spiega una nota, operano nella stazione di recupero dei rifiuti di San Donnino (Firenze), oggetto di un’inchiesta della magistratura sui rifiuti riciclabili.

22 che rischiano il posto di lavoro a causa di un cambiamento delle condizioni dell’appalto di cui non si conoscono le reali motivazioni. Il tutto accade dopo che in quell’impianto sono state effettuate delle verifiche e dei controlli da parte della magistratura.

Vista la grave situazione che si è determinata, la Filcams Cgil di Firenze ha chiesto l’apertura del tavolo di crisi presso la Città Metropolitana di Firenze, luogo questo dove tutti i soggetti interessati, a partire dal committente Alia Spa e dalla società appaltatrice Italiana Servizi Spa, partecipando al tavolo, potranno dare il loro contributo per fornire chiarimenti utili per comprendere la vicenda e quindi per trovare le soluzioni adeguate. Il tavolo è stato convocato per il 6 luglio prossimo.

Tra gli obiettivi del tavolo c’è quello di evitare che la situazione porti a esuberi occupazionali. Secondo la Filcams Cgil “a conclusione di questo primo incontro, ciò che possiamo dire è che se luce non è ancora stata fatta, si è almeno intravisto qualche spiraglio. E’ in calendario un prossimo incontro per la fine del mese, nel quale Filcams chiederà una soluzione che mantenga l’occupazione, il reddito e i diritti”.

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APPALTI PISCINE, SI’ TOSCANA A SINISTRA: “NARDELLA NON VUOLE COMMISSIONE”

Grassi tramvia

“Nardella non all’altezza di Firenze” ha scritto il capogruppo di Sì Toscana a Sinistra Tommaso Grassi: “perché questo silenzio, se non c’è nulla da nascondere?”

“Nardella non è all’altezza di Firenze, non ci sono dubbi.  Resta in silenzio, come la sua Giunta, davanti alla nostra richiesta di spiegazioni sulla gestione delle piscine dopo l’indagine che ha coinvolto anche l’assessore Vannucci. Non solo. Il sindaco ha bocciato la proposta di una Commissione d’indagine consiliare sull’accaduto”. Lo ha scritto su facebook il capogruppo di Sinistra Italiana in Palazzo Vecchio Tommaso Grassi rispetto alla vicenda dell’inchiesta per turbativa d’asta e falso nell’assegnazione di piscine comunali che vede tra gli indagati oltre a funzionari di Palazzo Vecchio anche l’assessore allo sport Andrea Vannucci.

“Se non c’è nulla da nascondere perché chiudersi a riccio e accusare noi di sfruttare l’operato della magistratura? – chiede Grassi – Avessimo voluto, avremmo chiesto subito le dimissioni dell’assessore e di Nardella, che è stato assessore allo Sport quando l’inchiesta è iniziata. Ma non l’abbiamo voluto fare perché crediamo sia giusto dare la possibilità di spiegare e difendersi anche davanti alla città. Ma una spiegazione ci deve essere”, conclude il consigliere.

Indagati con l’accusa di turbativa d’asta e falso nell’assegnazione della gestione di piscine comunali fiorentine ci sarebbero al  momento otto persone tra cui l’assessore allo sport Andrea Vannucci. L’inchiesta di procura e Guardia di Finanza è seguita da un’ordinanza del gip Angelo Antonio Pezzuti. Il gip ha parlato di “rapporto collusivo” e “intesa” tra assessore, dirigenti comunali e imprenditori a capo delle società sportive cui andavano le gare con concessioni irregolari.

Il gip ha, quindi, già ordinato interdizioni dai pubblici uffici – chieste dai pm Giuseppina Mione e Filippo Focardi – per la dirigente dell’assessorato allo sport Elena Toppino (un anno) e il funzionario comunale Loris Corti (6 mesi) e dall’esercizio del”impresa ai privati Franco Bonciani, già segretario del Pd a Rignano, e Cipriano Catellacci (1 anno). Nessuna misura per Vannucci e gli altri indagati, il funzionario comunale Jacopo Vicini, e i membri della commissione gare Emilio Carletti e Stefano Perla.

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AMIANTO, ISTANZA DI MONITORAGGIO LICEO DA VINCI DI FIRENZE

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La scuola Da Vinci da anni al centro di polemiche e azioni risarcitorie dall’Ona. Prevista la demolizione del complesso “non prima di un monitoraggio contro dispersione nell’aria.”

Istanza alla magistratura fiorentina per compiere indagini, anche alla luce delle azioni risarcitorie, da parte dell’Ona, l’Osservatorio nazionale sull’amianto, nella scuola Da Vinci di Firenze. Il complesso, da anni al centro di polemiche in quanto contenente amianto in alcune strutture (anche se il Comune ha sempre assicurato che la sostanza è collocata in parti nelle quali non può nuocere alla salute), sarà presto demolito; l’Ona intende però “acquisire elementi oggettivi circa i livelli di aerodispersione dell’amianto nell’aria e quindi dell’entità del rischio”, spiega una nota.

“Ecco perché è importante un campionamento per verificare il tipo di minerale (il crisotilo è meno cancerogeno e può essere rimosso con la clerance; gli anfiboli permangono per tutta la vita ed hanno maggiori capacità cancerogene) e l’entità della dispersione, per poter formulare una stima anche dell’impatto sulla salute, che si traduca in una ‘adeguata sorveglianza sanitaria, cui i lavoratori, anche quelli in pensione, hanno diritto in base all’art. 259, comma 2, D.Lgs. 81/08″, spiega nel comunicato l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Ona.

“Non è sufficiente demolire le scuole imbottite di amianto dopo anni di proteste ma si devono adempiere anche gli obblighi di legge relativi: sorveglianza sanitaria di tutti coloro che hanno frequentato il plesso e concedere ai lavoratori le agevolazioni pensionistiche legate alla esposizione; entrambe sono state ampiamente disattese anche se l’Ona continua a richiederne l’applicazione”, aggiunge.

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IL SINDACO DI PESCIA GIURLANI SI DIMETTE DA ANCI

Pescia Anci dimette Pescia

Oreste Giurlani, sindaco di Pescia arrestato per peculato, ricopriva la carica di vicepresidente dell’Anci Toscana. Associazione: “ribadiamo la fiducia nella magistratura.”

Oreste Giurlani, il sindaco di Pescia (Pistoia) arrestato lo scorso 1 giugno per peculato nell’ambito di un’inchiesta della procura di Firenze, ha presentato stamani le sue dimissioni dall’incarico di vice presidente dell’Anci Toscana. Lo rende noto la stessa Associazione dei Comuni, il cui direttivo toscano, già convocato per oggi pomeriggio nella sede fiorentina e presieduto dal presidente Matteo Biffoni, ha preso atto delle dimissioni. Giurlani, ricorda Anci, era uno dei cinque vicepresidenti dell’Associazione toscana. “Il direttivo – conclude la nota – ha ribadito la fiducia nelle indagini della magistratura, auspicando che la vicenda si possa chiarire al più presto”.

Giurlani sarebbe accusato di essersi impossessato di oltre 570mila euro dalle casse dell’Uncem (Unione Comunità Montane) Toscana, di cui è stato presidente dal 2005 al 2016. Agli arresti domiciliari, misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Firenze, Anna Donatella Liguori, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal procuratore capo, Giuseppe Creazzo, Giurlani aveva inserito, tra le presunte giustificazioni di spese fasulle accertate, quelle per il carburante, come se avesse percorso 500 chilometri al giorno per lunghi periodi. I finanzieri hanno perquisito l’abitazione di Giurlani e un altro appartamento nella sua disponibilità a Pescia, l’ufficio del sindaco nella sede del Comune di Pescia, e un locale ancora nella sua disponibilità nella sede dell’Uncem a Firenze.

Appena 15 giorni erano bastati al sostituto della procura di Firenze Tommaso Coletta e agli investigatori della guardia di finanza per controllare la contabilità dell’Uncem Toscana e arrivare a mettere alla sbarra il sindaco di Pescia. “Duole constatare che ciò è stato possibile per l’assenza di un sistema di controlli sulle spese di enti di questo tipo”. Aveva fatto notare il procuratore della Repubblica di Firenze, Giuseppe Creazzo, specificando ancora che “non c’è stato controllo della contabilità, non esiste in Uncem un organo di revisione e controllo”.

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