Mps: morte Rossi, chiesta “pratica a tutela” magistrati Siena

Mps: morte Rossi, chiesta “pratica a tutela” magistrati Siena

Dalla presidentessa corte d’appello di Firenze e procuratore generale parte richiesta a Csm.

Parte dalla presidentessa della Corte d’appello di Firenze, Margherita Cassano e dal procuratore generale, Marcello Viola la richiesta al Csm di aprire una “pratica a tutela” per i magistrati di Siena dopo l’intervista – anche se lui nega di aver saputo di essere stato registrato – dell’ex sindaco della città Pierluigi Piccini a “Le Iene”. Tra l’altro Piccini, parlando della morte di David Rossi, l’ex capo della Comunicazione di Mps, fa riferimento alla partecipazione a presunti “festini” anche di alcuni magistrati senesi, “gravemente apostrofati”.
“Si tratta di un’iniziativa che riteniamo opportuna e necessaria – ha detto Cassano – perché quando una persona è a conoscenza di reati o comportamenti irregolari ha il potere e il dovere di segnalarli nelle sedi competenti che a loro volta hanno il dovere di fare accertamenti”.
“Stupisce e crea rammarico la scelta di un cittadino, che ha ricoperto anche un’importante carica pubblica, che ha deciso di affidare lamentale e segnalazioni su determinati fatti a modalità piuttosto anomale piuttosto che denunciarle nelle sedi istituzionali- ha proseguito la presidente riferendosi a Piccini – Non giova a nessuno e nuoce gravemente alla fiducia che i cittadini devono poter riporre nelle istituzioni”.
Cassano e Viola hanno quindi ribadito piena “stima, apprezzamento e fiducia” nell’operato dei magistrati e del tribunale di Siena che hanno svolto l’inchiesta “in maniera corretta e completa”, con un confronto con le parti offese, “facendo tutti gli accertamenti chiesti anche da queste ultime”.
Volutamente loro non danno giudizi sull’inchiesta “e ben vengano le richieste di accertamenti – ha proseguito Viola ricordando che l’inchiesta su Rossi ha avuto numerosi controlli in periodi successivi, per richieste che sono arrivate anche dal Parlamento – ma nelle sedi proprie: le notizie di reato devono essere denunciate. Il resto sono insinuazioni generiche”.
Da qui l’iniziativa rivolta al Csm “a difesa della credibilità istituzionale” dei magistrati e dei giudici senesi. Era nostro dovere ristabilire la verità”.

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Firenze: scoperta lapide Calamandrei in Palazzo di Giustizia

Firenze: scoperta lapide Calamandrei in Palazzo di Giustizia

Calamandrei è stato un politico, un giurista ed un padre costituente. Oggi, il sottosegretario di Stato alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, ha partecipato alla cerimonia di scopertura della lapide di marmo in sua memoria.

All’evento, organizzato dall’Anpi di Carrara, hanno partecipato il residente della Corte Appello Firenze Margherita Cassano, il procuratore generale Marcello Viola, il professor Valdo Spini, l’assessore del Comune di Firenze Cecilia Del Re.

Il sottosegretario ha commentato: «Desidero esprimere sincero apprezzamento per questa iniziativa dell’Anpi Carrara. La scelta del Palazzo di Giustizia per la collocazione della lapide evidenzia l’importanza del tema della legalità, come una delle colonne portanti della nostra Costituzione Repubblicana e quindi del nostro ordinamento».

E continua: «La lirica “Lapide ad ignominia” di Piero Calamandrei, iscritta sulla lastra di marmo di Carrara, rende in maniera efficace quel desiderio di riscatto, quei sentimenti di dignità e tutto l’impegno di un popolo, che hanno contraddistinto la Resistenza e l’Italia risorta dalle macerie della Seconda Guerra mondiale, cui proprio Calamandrei seppe dare un contributo di idee e principii, sia nell’ambito della Consulta Nazionale, sia dell’Assemblea Costituente, con la sua formazione umana, la sua competenza giuridica e le sue capacità politiche».

«Piero Calamandrei – ha detto Spini – non fu soltanto un grande giurista e un grande uomo politico. Fu come usava un tempo, un avvocato profondamente umanista, scrittore ed, oratore doti che in lui assursero ad uno straordinario livello. Un genere letterario che praticò in modo molto incisivo fu quello delle epigrafi. Queste epigrafi sono così eloquenti che la loro conoscenza e la loro memoria resistono al tempo; esse ci parlano e ci spronano anche oggi».

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