TEATRO DELLA TOSCANA: LAVIA APRIRA’ LA STAGIONE CON ‘I RAGAZZI CHE SI AMANO’ DI PREVERT

Teatro della Pergola - immagine @ Walter Sardonini32 spettacoli, 13 tra produzioni e coproduzioni, 5 prime nazionali tra Pergola Teatro Studio e Teatro Era. I più importanti nomi del teatro italiano e internazionale compongono le Stagioni ‘17/‘18 del Teatro della Toscana. Ascolta lo speciale a cura di Chiara Brilli con il direttore generale Marco Giorgetti e lo stesso Lavia.

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Gabriele Lavia è Il Padre di Strindberg, Robert Wilson mette in scena dopo 31 anni Hamletmachine di Heiner Müller con gli allievi diplomati della ‘Silvio d’Amico’, Carlo Cecchi è Enrico IV di Pirandello, Virgilio Sieni debutta con Diario di vita, la compagnia Mauri Sturno gioca il Finale di partita di Beckett, Vinicio Marchioni dirige e interpreta Zio Vanja con Francesco Montanari, Stefano Accorsi e Marco Baliani portano in teatro Lo cunto de li cunti di Basile, Geppy Gleijeses e Vanessa Gravina interpretano Il piacere dell’onestà di Pirandello diretti da Liliana Cavani, Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio affrontano Delitto/Castigo da Dostoevskij, Gioele Dix e Laura Marinoni presentano la novità Cita a ciegas (appuntamento al buio) diretti da Andrée Ruth Shammah, Fabrizio Bentivoglio diretto da Michele Placido è il professor Ardeche de L’ora di ricevimento di Stefano Massini, Leo Muscato dirige l’adattamento di Massini del Nome della rosa di Eco, Monica Guerritore e Francesca Reggiani si confrontano con Mariti e mogli di Woody Allen, Alessandro Preziosi è il Van Gogh scritto da Massini, Claudio Longhi dirige l’adattamento di Paolo Di Paolo de La classe operaia va in paradiso, Elena Sofia Ricci, GianMarco Tognazzi, Maurizio Donadoni sono i Vetri rotti di Miller con la regia di Armando Pugliese, Elio De Capitani dirige e interpreta Otello, Marco Sciaccaluga dirige Intrigo e amore di Schiller, Giancarlo Cauteruccio porta in scena il vincitore del Premio Pergola per la nuova drammaturgia Prigionia di Alekos di Sergio Casesi, Alessio Bergamo segue gli Appunti di un pazzo di Gogol’, Michele Santeramo è interprete del suo nuovo testo Leonardo, Giancarlo Sepe presenta Amletò, Zaches Teatro torna con Sandokan, Giuliano Scarpinato propone Alan e il mare, Drusilla Foer è Eleganzissima in versione deluxe.

I cicli di vita di un’organizzazione teatrale e i tempi dettati dalle regole ministeriali finiscono spesso per trovare una singolare coincidenza, nei modi, nei fatti e nelle traiettorie, intersecandosi nei ritmi tradizionali delle stagioni che dall’autunno vanno alla primavera.

Il Teatro della Toscana termina con il 2017 il suo primo triennio da Teatro Nazionale con 910 giornate recitative, 92 tra produzioni coproduzioni, 48 titoli d’innovazione prodotti, 336 scritturati under35, 257.327 presenze, 16.554 abbonamenti venduti. Ma già con le sue stagioni si proietta verso il 2018, anno che segnerà l’inizio di un nuovo ciclo.

Passeggiamo nel tempo, direbbe un personaggio di Schnitzler a questo punto, un tempo equamente diviso tra passato, presente e futuro. E se il passato racconta una lunga teoria di titoli, volti, esperienze, viaggi, momenti lieti e tristi che non vogliamo siano solo tradotti nell’efficacia rappresentativa dei numeri, il presente è un qualcosa che porta già al futuro, preconizzando quanto sarà.

Le stagioni ripartono dagli spazi, a cominciare dalla Pergola, attraversata da un’ampia programmazione di produzioni, coproduzioni, ospitalità ed eventi speciali, e dal Teatro Studio, dove sempre più sarà forte una riflessione sull’incontro tra la pratica del teatro e i cittadini come pubblico consapevole e partecipativo. Teatro Era - immagine @ Walter SardoniniMentre la programmazione di Pontedera, e in particolare del Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale, godrà di un suo autonomo momento di comunicazione; e di quella del Niccolini, che assumerà, invece, un andamento “ad anno solare” si annunzia oggi il passo d’avvio atteso per le feste di fine anno. 

Produzioni e coproduzioni della Fondazione Teatro della Toscana

Grande poesia e letteratura, classici intramontabili riletti in chiave contemporanea, il teatro nel teatro e come strumento di accoglienza e inclusione sociale. Questa la geografia dei confini delle produzioni e coproduzioni della Fondazione Teatro della Toscana.

Gabriele Lavia inaugura la nuova stagione del Teatro della Pergola con un recital da Jacques Prévert, I ragazzi che si amano (14 – 19 novembre 2017): una prima nazionale sull’amore giovanile e il rapporto degli innamorati con la realtà.

I giovani sono estraniati dal mondo e dimentichi di tutto, non tengono conto del parere della gente per strada, della chiusura morale della gente verso la loro dolcezza.Una produzione Fondazione Teatro della Toscana.Teatro Studio - immagine @ Walter Sardonini

Al Teatro Studio il 16 novembre 2017 si inizierà parlando di una Scandicci per cambiare: La città visibile, esito in prima nazionale dei percorsi sulla città condotti dall’Accademia dell’Uomo, vede coinvolti 5 gruppi di 20 persone ciascuno che, attraverso un percorso di 10 incontri, svilupperanno desideri e utopie, fino a descrivere (quasi a disegnare) un nuovo ideale di città.Una produzione Fondazione Teatro della Toscana.

Le storie, raccontandole, da vere diventano inventate e da inventate, vere. Dopo La prossima stagione e Il Nullafacente Michele Santeramo presenta al Teatro Studio (14 – 17 dicembre 2017) il suo nuovo testo, di cui è anche interprete: Leonardo – L’invenzione della realtà. Le immagini di Cristina Gardumi contribuiranno a una distorsione della realtà, alla ricerca di un’altra verità possibile. Una produzione Fondazione Teatro della Toscana.

Nel nuovo anno Gabriele Lavia affronterà una partita inesorabile di dare e avere, dove ogni segno sposterà la bilancia di una macchinosa contabilità cosmica. La casa, la famiglia, la resa dei conti, sono i motivi simbolici presenti ne Il Padre di Strindberg, che vede in scena Federica Di Martino, con Giusi Merli, e debutterà in prima nazionale al Teatro Era (13 – 14 gennaio 2018) e poi sarà al Teatro della Pergola (16 – 21 gennaio 2018). Una produzione Fondazione Teatro della Toscana.

Si vive, semplicemente (o ci si avvicina alla morte giorno dopo giorno), e nel vivere si soffre, in un grigiore permanente e alienante. Vinicio Marchioni dirige e interpreta al Teatro della Pergola con Francesco Montanari Zio Vanja di Čechov nell’adattamento di Letizia Russo (26 gennaio – 4 febbraio 2018). Si tratta della malinconica tragedia delle aspirazioni deluse di un gruppo accomunato da legami di parentela o dal caso, che parla molto e fa molto poco per sfuggire alla propria condizione. Una produzione Khora.teatro, Fondazione Teatro della Toscana.

La vita, il carattere libertario, creativo di Alexandros Panagulis e la sua lotta impari contro la dittatura dei colonnelli nella Grecia degli anni Settanta. Giancarlo Cauteruccio dirige la prima nazionale al Teatro Studio (9 – 18 febbraio 2018) di Prigionia di Alekos di Sergio Casesi, vincitore del Premio Pergola per la nuova drammaturgia. In scena Fulvio Cauteruccio e Roberto Visconti per raccontare quanto l’immaginario di Panagulis prenda il sopravvento sulla tortura, la privazione, l’incubo e l’umiliazione. Una produzione Fondazione Teatro della Toscana.

Dopo Boccaccio e Ariosto, il Progetto Grandi Italiani di Marco Baliani, Stefano Accorsi, Marco Balsamo, porta in teatro Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, sfidando la complessità della sua opera, per scoprire quanto ancora possiamo nutrirci delle sue invenzioni, dei suoi azzardi, delle sue intuizioni. Stefano Accorsi interpreta Favola del principe che non sapeva amare diretto da Marco Baliani al Teatro della Pergola (20 – 25 febbraio 2018). Una produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, Fondazione Teatro della Toscana.

 Alessio Bergamo, con un gruppo di sette attori, ha creato Appunti di un pazzo dal racconto di Gogol’ Diario di un pazzo, in prima nazionale al Teatro Studio (2 – 11 marzo 2018). Con Daniele Caini, Alessandra Comanducci, Domenico Cucinotta, Massimiliano Cutrera, Marco Di Costanzo, Erik Haglund, Stefano Parigi.

Il realismo fantastico che caratterizza il testo letterario si materializza grazie a un approccio recitativo in cui l’attore mantiene un contatto di gioco scoperto e diretto con il pubblico, oltre la poetica di un teatro di rappresentazione tradizionale, lanciando un ponte (o una sfida) verso la performance.Una produzione Fondazione Teatro della Toscana, Teatro dell’Elce, Cantiere Obraz, in collaborazione con Postop Teatro e Armunia Festival Costa degli Etruschi.

La differenza tra l’essere e l’apparire, tra la ‘maschera’ e chi siamo veramente, è presente anche ne Il piacere dell’onestà di Pirandello (13 – 21 marzo 2018), in cui Liliana Cavani torna a dirigere Geppy Gleijeses al Teatro della Pergola, forte della felice esperienza di Filumena Marturano. In scena anche Vanessa Gravina. La società tiene a distanza gli onesti: sono diversi e in quanto tali pericolosi, evidenziano colpe e mancanze delle cosiddette persone rispettabili, le cui maschere di onorabilità sono guardate con ammirazione e invidia. Una produzione Gitiesse Artisti Riuniti, Fondazione Teatro della Toscana.

Il racconto tormentato della presa di coscienza di una colpa e di una redenzione è Delitto/Castigo al Teatro della Pergola (23 – 29 marzo 2018): dopo Provando…Dobbiamo Parlare un nuovo progetto sul “teatro non teatro” di Sergio Rubini con Luigi Lo Cascio. Un viaggio tra i capitoli di uno dei più grandi romanzi mai scritti, l’epico Delitto e castigo di Dostoevskij. L’invito a misurarsi con le proprie paure, i propri errori, con la società, la legge, il mondo. Una produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo, Fondazione Teatro della Toscana.

Un uomo cieco seduto su una panchina di un parco a Buenos Aires. È un famoso scrittore e filosofo, ispirato all’autore argentino Jorge Luis Borges, che è solito godersi l’aria mattutina. Quella mattina, però, la sua meditazione viene interrotta da un uomo. Dopo quattro stagioni di tournée con il Malato Immaginario Andrée Ruth Shammah dirige al Teatro della Pergola (10 – 15 aprile 2018) Gioele Dix in Cita a ciegas (Appuntamento al buio) di Mario Diament, una serie di incontri apparentemente casuali, appassionati, poetici, misteriosi, a tratti divertenti. Con Laura Marinoni, Elia Schilton, Sara Bertelà, Roberta Lanave. Una produzione Teatro Franco Parenti e Fondazione Teatro della Toscana.

Il 12 – 13 aprile 2018 Zaches Teatro torna al Teatro Studio con Sandokan, uno spettacolo fra teatro di figura, danza, musica dal vivo, con la partecipazione attiva di un gruppo di richiedenti asilo politico ospitati nel comune di Scandicci, non solo come attori, ma anche in qualità di costumisti e scenografi. Ispirazione sono Le tigri di Mompracem di Salgari dove ci sono un naufragio, un eroe che viene prima accolto su un’isola poi braccato dall’esercito, la ricerca di una libertà negata, un amore impossibile per questioni razziali e un popolo costretto a fuggire. Una produzione Zaches Teatro e Fondazione Teatro della Toscana.

info sulle stagioni e gli eventi speciali QUI

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