Migranti: Nardella, centri per rimpatrio sono indispensabili

Migranti: Nardella, centri per rimpatrio sono indispensabili

Senza, il problema di chi delinque aumenterà.

“La stragrande maggioranza dei cittadini vogliono i rimpatri degli immigrati che delinquono, dunque i cpr (centri permanenti per il rimpatrio) sono indispensabili. E se noi non facciamo questi centri, il problema degli immigrati che delinquono si ingigantirà, e avremo una maggiore violenza nelle nostre città”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, parlando su Italia Sette durante la rassegna stampa del Tgt.

“Vogliamo tenere gli immigrati che delinquono e sono un pericolo sociale nelle strade delle nostre città, o li vogliamo rimpatriare? – ha aggiunto -. Io credo che dobbiamo rimpatriarli. E per rimpatriarli servono strutture apposite, dove li tieni, sia chiaro, senza violare alcun
diritto”. Nardella domenica scorsa ha incontrato in Palazzo Vecchio il ministro dell’Interno Marco Minniti, che si trovava a Firenze per prendere parte alla Festa del Foglio. Tra gli argomenti affrontati nel corso del confronto tra i due, anche la realizzazione di un Cpr in Toscana.
“Il Cpr serve alla Toscana e va realizzato vicino alle grandi reti di comunicazione, dunque più province sono potenzialmente coinvolte nell’individuazione della collocazione”. Lo ha detto, oggi sulla tv Italia Sette il sindaco di Firenze Dario Nardella.
“Se in Toscana non abbiamo il nostro Cpr, gli immigrati che delinquono, proprio perché non
possono essere portati in altre regioni per tempi e costi troppo elevati, rimarranno nelle nostre strade e città. E noi non possiamo più tollerare questo livello di tensione sociale”, ha
spiegato Nardella. Rispetto a dove costruire il centro, Nardella si è limitato ad osservare che “l’individuazione spetta al ministero degli Interni di concerto con i sindaci dei territori interessati e la Regione”.
Secondo il sindaco, però, “la struttura va trovata vicino alle reti di grandi comunicazione”; questo fa sì che vi siano “più province potenzialmente coinvolte nell’individuazione della collocazione, anche se questa non determinerà alcun problema per il comune o territorio dove il cpr verrà posto, perché si tratta di strutture protette e vigilate che non hanno nulla a che vedere con i vecchi Cie, perché non sono pensati per accogliere centinaia di persone, bensì non più di cento, in modo da garantire un flusso continuo di rimpatri”.
Nardella ha anche aggiunto che però, sul fronte dell’accoglienza, “il territorio di Firenze ed i suoi 142 comuni ha già raggiunto il livello massimo, dimostrando di essersi assunto le sue responsabilità prima e più di tante altre province italiane”.
Rispetto alla posizione del presidente della Regione Enrico Rossi, contrario alla realizzazione dei cpr, il sindaco di Firenze ha spiegato di non aver “intenzione di aprire polemica con lui, che si è espresso dicendo “noi vogliamo stare fuori da questa vicenda”. Ciò non toglie che non dobbiamo andare avanti”.

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Migranti sgomberati: Rossi, scontri non degni di un paese civile

Migranti sgomberati: Rossi, scontri non degni di un paese civile

“Gli scontri e le violenze accadute ieri a Roma non sono degne di un Paese civile, di una democrazia sociale e inclusiva”. “Dove è il comune di Roma?”. Queste le parole del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.

Rossi commenta lo sgombero e gli scontri avvenuti ieri a Roma con un post su Facebook:” le occupazioni abusive di migranti regolati o di cittadini italiane non si risolvono con gli sgomberi ma trovando soluzioni alternative”. Concorda con il presidente anche il capo della polizia Gabrielli.

Rossi continua: “Allora perché è accaduto quello che si è visto? Dov’era il Comune di Roma, perché il sindaco tace? Si attendono risposte e fatti concreti”.

“Intanto – scrive – prendiamo atto che la svolta nelle politiche nazionali dell’immigrazione si sta delineando: 1. si è alzato un muro nel Mediterraneo centrale delegittimando le ONG e affidando alla guardia costiera libica il compito di bloccare i ‘flussi umani’; 2. Si è deciso di abbandonare oltre quel muro, in Libia, la gran parte dei migranti senza preoccuparci del rispetto dei diritti umani e senza distinzione tra migranti economici e chi fugge dalla guerra e dalle dittature; 3. Si usa la mano forte in Italia anche contro migranti con regolare permesso come gli eritrei e gli etiopi di Roma, decretando così il fallimento dell’accoglienza”.

Conclude il presidente Rossi: “Tutto questo ha contribuito a sviluppare nel Paese un’ondata di razzismo come mai si era vista in passato. Il ministro dell’interno Minniti temeva la ‘rottura democratica’. Ora a quella rottura si è più vicini e la destra xenofoba è più forte che mai. Complimenti!”.

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Centro Accoglienza, Minniti: ne discuteremo con Regione Toscana e Comuni

Centro Accoglienza, Minniti: ne discuteremo con Regione Toscana e Comuni

Il titolare del Viminale: Faccio presente che questa è una legge dello Stato, parliamo di piccolissimi centri per accogliere 80/90 persone. Non comequelli dove c’erano migliaia e migliaia di persone. Quelli li abbiamo chiusi, il decreto Minniti li ha chiusi”.

“Siamo paese democratico e ognuno ha le sue opinioni”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti a proposito del no del Governatore della Toscana Enrico Rossi all’ipotesi di un Centro di accoglienza regionale: “Faccio presente che questa è una legge dello Stato, parliamo di
piccolissimi centri per accogliere 80/90 persone. Non comequelli dove c’erano migliaia e migliaia di persone. Quelli li abbiamo chiusi, il decreto Minniti li ha chiusi”.

Per questo “noi discuteremo con la Regione e con gli enti locali. Siamo per farlo in un quadro di massima cooperazione. Discuteremo. Ne abbiamo già decisi 10, per gli altri discuteremo”.
Minniti ha quindi ricordato che il 97% dei migranti arrivati in Italia nei primi sette mesi sono arrivati dalla Libia. E’ lì che il problema va affrontato”, ha proseguito ribadendo
l’importanza che la guardia costiera libica inizi ad avere “il controllo delle acque costiere libiche”, grazie all’accordo con il governo. “Non abbiamo risolto problema ma abbiamo fatto un passo avanti”. “Naturalmente se la guardia costiera libica inizia a funzionare, bisogna cominciare ad occuparci delle condizioni in cui stanno nei centri di accoglienza in Libia. E
questo abbiamo iniziato a fare con tutte le organizzazioni internazionali”, ha concluso il ministro.

L’Italia deve riuscire a governare i flussi migratori: “Lo scorso anno abbiamo avuto 181
mila persone, quest’anno sono arrivate, nei primi 7 mesi, altre 95 mila e sono tutti frutto di flussi illegali”. Sono i numeri ricordati questa sera dal ministro dell’Interno Marco Minniti a
Certaldo (Firenze). “Di fronte a 270 mila persone, gestiti da trafficanti, proporre agli italiani di avere un ulteriore flusso di altre 180 mila vorrebbe dire farmi rincorrere”, ha aggiunto
il ministro a proposito della proposta di Emma Bonino.
“Il punto fondamentale è che dobbiamo arrivare a governare i flussi illegali. Se riusciremo a cancellarli è possibile avanzare un’altra proposta, quella dei corridoi umanitari e dei
flussi legali. Ma per evitare di regalare il paese ai populisti devo dimostrare che sono capace di governarli. L’Italia può essere il paese che vince questa sfida senza fare legge
speciali, senza fare quello che ha caratterizzato il dibattito negli ultimi mesi anche in Europa – ha spiegato il ministro .
E’ una partita difficilissima, come avrebbe detto Ingrao è una partita da far tremare le vene ai polsi, ma se l’Italia ce la farà diventerà rifermento oltre ai confini del paese”.
“Ho in testa un disegno, che può essere giusto o sbagliato, ma se non si è d’accordo se ne presenti un altro, mi si dica cosa fare, non mi si risponda con la propaganda che ha consumato tutte le parole. La seconda cosa che non si può fare – ha concluso – è dirmi che non si può risolvere e rimanere passivi di fronte agli eventi. Una democrazia che rimane passiva rischia di perdersi e per questo non si gioca solo una partita del consenso, in una democrazia è importante anche vincere ma si gioca il cuore degli effetti della democrazia del futura. Si gioca il cuore del futuro della democrazia Europa”.

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Incendi in Maremma, interrogazione a Minniti

Incendi in Maremma, interrogazione a Minniti

Il consigliere nazionale Udc Emanuel Cerciello, originario di Grosseto, insieme all’onorevole Giuseppe De Mita, ha presentato al Ministro degli Interni, Marco Minniti, un’interrogazione parlamentare in merito “agli atti criminali compiuti in Maremma negli ultimi mesi e relativi ai roghi che hanno interessato maggiormente la costa grossetana”.

“Premesso – scrivono De Mita e Cerciello – che in Maremma, in provincia di Grosseto, da gennaio ad oggi sono bruciati 1200 ettari di bosco, 280 di campi e 1000 di sterpaglie, per un totale di oltre 1500 interventi con una evidente recrudescenza del fenomeno come facilmente riscontrabile negli ultimi anni dal numero sempre crescente dei focolai accesi e dall’aumento esponenziale delle superfici coinvolte e danneggiate”

si chiede di sapere “quali siano le risultanze investigative ultime rispetto ad un fenomeno in evidente crescita che desta preoccupazione tra le comunità locali, di conoscere se dalle risultanze investigative si possa pensare ad una precisa volontà organizzata di dolo e -concludono – di sapere se la Questura e la Prefettura della Provincia di Grosseto abbiano sufficienti uomini e mezzi per far fronte all’emergenza o se siano ritenuti necessari ulteriori rinforzi”.

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